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Elezioni Regionali 2010: in Lazio Renata Polverini ha preso il posto di Giorgia Meloni

pubblicato da giovanni molaschi in: Regionali 2010



Silvio Berlusconi è arrabbiato. Stando a quanto riportato nei giorni scorsi dalla Stampa il Presidente del Consiglio in questi giorni sta studiando un intervento, alla fine della campagna elettorale, utile per far dimenticare ciò che in queste settimane hanno combinato i propri collaboratori. Liste consegnate in ritardo, timbri non eseguiti, …

Silvio Berlusconi, va precisato, era già arrabbiato alla vigilia di questo valzer di scandali tanto che si era già detto pronto a rivedere la struttura del Popolo delle Libertà a elezioni regionali concluse.

Silvio Berlusconi, prima di trasfigurarsi, avrebbe fatto arrabbiare i compagni di partito figli della defunta Alleanza Nazionale che, come sostenuto da Dagospia, non avrebbero gradito la candidatura nel Lazio di Renata Polverini. Quel posto sembrava già destinato a Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù.

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Rai: Gianni Alemanno smentisce la relazione con Eleonora Daniele sostituita (forse) da Noemi Letizia

pubblicato da giovanni molaschi in: Mediaticamente


All’indomani della defenestrazione di Francesca Senette (ex Tg4 nonché presentatrice di RaiDue a cui l’attuale direttore di rete tolse un programma che venne poi affidato a Lorena Bianchetti) nei corridoi televisivi di Milano una voce era più insistente di altre.

Quanto successo alla giornalista è spiacevole ma capita se alle tue spalle hai un protettore che poi ad un certo punto viene meno. Francesca Senette arrivò in RAI su invito di Antonio Marano, in quota Lega Nord, che durante la sue direzione investì anche su Gianluigi Paragone (ancora in onda) e Daria Bignardi (in onda con qualche problema).

La storia di Francesca Senette, felicemente sposata, assomiglia a molte altre. Alcune delle quali molto più brutte. Secondo quanto pubblicato da Repubblica, e ripreso da Dagospia, Eleonora Daniele (volto di RaiUno nonché ex concorrente del Grande Fratello) avrebbe avuto una liaison con l’allora Ministro dell’Agricoltura Gianni Alemmano.

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Mafia pugliese: indagata anche Elvira Savino (Pdl)

pubblicato da Luca Landoni in: Miss Parlamento



Lei si professa del tutto innocente ed estranea ai fatti, così come i numerosi professionisti (almeno un notaio e 3 avvocati) coinvolti, ma rimane il fatto che la deputata del Pdl Elvira Savino risulta indagata nell’ambito dell’inchiesta sulla mafia in Puglia. Ieri l’operazione Crash ha infatti compiuto una retata di enormi proporzioni, confiscando beni malavitosi per 220 milioni di euro, ed eseguendo ben 83 ordinanze di custodia cautelare.

Di fatto l’obiettivo era il clan del boss Savino Parisi (se ne parla ampiamente in questo post di Crimeblog), che ne esce di fatto demolito, ma in qualche modo vi rientra anche la bella deputata, salita agli onori delle cronache in passato per la sua amicizia con Berlusconi, che ne è stato anche testimone delle recenti nozze.

La Savino, che è originaria di Castellana Grotte ma risiede a Conversano (Bari), è nota in Parlamento anche per l’estrosità del suo abbigliamento, in particolari delle scarpe col tacco altissimo, ma se proprio vogliamo buttarci sul gossip, segnaliamo che Dagospia l’ha soprannominata Topolona. Politicamente è nata nell’Udc, passando dall’ufficio stampa di partito a lavorare per Rai Media. Poi la nuova vocazione politica e l’elezione nelle file del Pdl.

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Caso Marrazzo-trans: ma chi sono gli altri 3 vip coinvolti?

pubblicato da Luca Landoni in: Impresentabili

Si rincorrono ormai le voci sui nomi delle tre autorevoli personalità che sarebbero coinvolte in uno stralcio dell’inchiesta sui trans che ha travolto il governatore del Lazio Piero Marrazzo. In una ricostruzione fatta da Dagospia, utilizzando anche i pezzi e le fonti di due giornali bene informati come Libero e Il Giornale, si giunge alla conclusione che si tratterebbe di due politici e un giornalista.

I politici sarebbero bipartisan, ovvero uno del Pd e uno del Pdl. Di quest’ultimo si sa anche che è di area AN e ricoprirebbe importanti incarichi governativi, mentre sull’uomo del Partito Democratico vige il più completo mistero. Il terzo vip sarebbe invece un giornalista “molto conosciuto agli addetti ai lavori e anche al pubblico Tv”, sempre secondo Dagospia.

Roberta Catania di Libero va oltre, e scrive:

È partita una caccia frenetica ai cosiddetti “chiappe d’oro”. Prima, però, occorre una premessa: il copyright del pittoresco soprannome è di Gianguarino Cafasso, pusher salernitano ed elemento chiave dell’inchiesta-scandalo che ha portato Piero Marrazzo alle dimissioni. Uno spacciatore che purtroppo non può più fornire informazioni utili, perché stroncato da un’overdose il 12 settembre scorso. Fino a quella data, però, il suo è stato comunque un ruolo cardine: tra i primi a cercare di “piazzare” il video dell’ex governatore del Lazio in compagnia di un trans. Libero era stato contattato proprio da Cafasso, che commentando il filmino aveva spiegato: «Ahò, ma io li posso rovinare. C’ho dei clienti tra i politici, che se ve lo dico… C’è uno, uno grosso, che lo chiamano “chiappe d’oro” per come je piace».

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La Corte Costituzionale è un organo politico e di sinistra. L'ultima balla di Re Silvio

pubblicato da m.paganini in: Regole del gioco Silvio Berlusconi Politica & Tribunali


Con i curricula sciorinati a Porta a Porta e le panzane sparate a tutta forza dai telegiornali asserviti a Re Silvio, potrebbe essere nato il dubbio che la Corte Costituzionale sia un covo di agitatori comunisti che non nascondono una antipatia e una ostilità assoluta e preconcetta nei confronti del capo della Fininvest e, anche, del Governo.

Ma davvero Silvio Berlusconi riceve solo delusioni da questi magistrati vestiti solo di eskimo e passamontagna? Sul serio il Governo trova nella Corte un ostacolo ideologicamente schierato a difesa del centrosinistra? Pare proprio che non sia così. E ce lo dimostra il sito della Corte Costituzionale, dove troviamo giudizi e decisioni della Consulta. Se la realtà fosse quella descritta dai talebani del Pdl e dal mullah Silvio, per quale ragione il Governo dovrebbe perdere tempo a promuovere ricorsi contro le leggi emanate da Regioni governate dal Centrosinistra? La bocciatura del ricorso dovrebbe essere automatica a causa della pregiudiziale ostilità dei giudici che hanno bocciato il Lodo infame.

Invece, non più tardi del 23 luglio 2009 la Corte ha dato ragione al Governo contro una legge delle Marche (centrosinistra); a gennaio il Governo ha impugnato la legge della Puglia (centrosinistra) sull’energia; a marzo 2009 c’è stato il ricorso contro la Toscana (centrosinistra) e poi contro il Lazio (centrosinistra). Insomma, se questa Corte è così ostile, perché Silvio spreca tutte queste marche da bollo per presentare ricorsi contro le Regioni rosse?

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Bocciato il Lodo Alfano: Berlusconi torna imputato. La Prima pagina del Fatto quotidiano

pubblicato da m.paganini in: Mediaticamente Silvio Berlusconi


Oggi è una bella giornata. Almeno secondo la redazione del Fatto quotidiano, che mette in prima pagina un bel paio di manette a sostituire le O del Lodo.

Una scelta forse un po’ forte, che richiama i cappi esibiti dalla Lega nelle Aule parlamentari durante Mani Pulite, ma che potrebbe qualificarsi come una comprensibile reazione all’arroganza presuntuosa e tronfia alle truppe e alle minacce che il Pdl ha messo in campo per evitare che la Corte Costituzionale facesse il suo dovere.

Tutto sommato, di fronte alle minacce insurrezionali di Bossi, ai vaneggiamenti sul presunto Golpe legato ai 750 milioni che il padrone della Fininvest dovrà pagare, al Caimano che lamenta “Un presidente della Repubblica di sinistra e una Corte costituzionale con undici giudici di sinistra che non è certamente un organo di garanzia, ma è un organo politico” un paio di manette non sono poi così gravi…

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Lodo Alfano bocciato: il giorno dopo, le reazioni, il meccanismo del consenso

pubblicato da V. in: Silvio Berlusconi Popolo delle Libertà PDL Angelino Alfano

Bocciatura Lodo Alfano: il giorno dopo

Lodo Alfano, il giorno dopo. Il momento giusto per ricomporre il puzzle, prendere nota delle reazioni, studiare i meccanismi di reazione del Potere. La decisione della Corte Costituzionale, che ha bocciato con i voti di 9 giudici contro 6 l’immunità alle prime quattro cariche dello Stato, ha chiaramente fatto saltare i nervi a Silvio Berlusconi. L’avrete visto in qualunque tg di ieri sera, potete rivederlo su youtube.

“Undici giudici di sinistra (…) la sintesi è: “Meno male che Silvio c’è” (…) W l’Italia e W Silvio Berlusconi!”

Ecco le parole con cui Silvio Berlusconi, particolarmente paranoico, commenta la bocciatura del Lodo Alfano. E’ ormai uno che parla di sé in terza persona… è imbarazzante, oggettivamente. Ma è anche il Premier di un Paese industrializzato. Uno degli uomini più ricchi del pianeta - secondo Forbes, 70°, su circa 6 miliardi di persone. Queste parole, quella faccia, devono farci riflettere.

Perché partono da un uomo avvezzo a vedere il suo smodato, immenso, inimmaginabile - credetemi - per noi comuni mortali, potere politico, finanziario, mediatico, come minacciato da delle immaginarie sinistre, o da complotti internazionali eversivi altrettanto inesistenti. Chiaro che non ci crede davvero, ma è molto semplice il meccanismo con cui conquista le masse. Il nemico. Vediamo come…

Bocciatura Lodo Alfano: il giorno dopo
Bocciatura Lodo Alfano: il giorno dopoBocciatura Lodo Alfano: il giorno dopoBocciatura Lodo Alfano: il giorno dopoBocciatura Lodo Alfano: il giorno dopo

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Il Lodo Alfano è illegittimo: le motivazioni della Corte

pubblicato da V. in: Silvio Berlusconi Popolo delle Libertà PDL Angelino Alfano

lodo alfano illegittimo

Il Lodo Alfano è ufficialmente incostituzionale, così si sono pronunciati pochi minuti fa i giudici della Corte Costituzionale: ci sono ancora pochi aggiornamenti a riguardo ma la notizia è destinata ad esplodere nelle prossime ore. Marceranno i popoli iracondi annunciati da Umberto Bossi? Dubito. Berlusconi si dovrà finalmente dimettere? Sarebbe ora. Bonaiuti, con notevole sprezzo del ridicolo, ha appena dichiarato che

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, commentando la sentenza della Consulta, ha parlato subito chiaro: «È una sentenza politica ma il presidente Berlusconi, il Governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall’aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto»

Al di là di Bonaiuti. Ehi! Chi rifila certe sòle a Dagospia? Vi terremo aggiornati con una diretta della serata, ma intanto, a rileggere lo speciale Lodo Alfano, certi spunti sembrano profetici. Non è passata - o forse, a noi lontani dal legalese piace pensarla così - l’ottica del primus super pares, che tanto ricordava i maiali di una nota fattoria orwelliana:

“Gli avvocati di Berlusconi usano una difesa da ‘Fattoria degli animali’ per chiedere che il premier sia messo al di sopra della legge”

Ora si schiudono diversi scenari, ritenuti improbabili dallo stesso premier. Nelle ore successive vedremo quali, intanto, si prosegue dopo il salto.

Foto | Flickr

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Annozero: la cronistoria della puntata, dall'introduzione di Marco Travaglio fino alle vignette di Vauro.

pubblicato da Luca Landoni in: Video

La puntata di ieri di Annozero è finita come sempre al centro delle polemiche per il tentativo di ricostruire le vicende matrimoniali di Berlusconi in chiave anti-Cavaliere. Questa l’accusa del Giornale, uscito con un titolo a caratteri cubitali - Sporco Trucco - che accusa Santoro di aver montato ad arte il palinsesto della trasmissione in modo da mettere in croce il Premier, senza tuttavia riuscirci.

Il tutto nasce anche dalla tesi di Dagospia, solitamente ben informato. Il sito di Roberto D’Agostino sostiene che Santoro “non vede l’ora di farsi cacciare perché ha capito che il nuovo corso politico e aziendale intende azzerare la sua esperienza in viale Mazzini”.

Comunque stiano le cose, vi riproponiamo la cronistoria filmata della puntata, a partire dagli interventi introduttivi di Michele Santoro e Marco Travaglio. Il conduttore dichiara che non accetterà telefonate, ma la trasmissione è a disposizione di Berlusconi se volesse intervenire (di persona) per dire la sua. Travaglio esordisce sulle veline, per poi passare alle intercettazioni di Saccà e concludere con il declassamento del nostro paese quanto a libertà di stampa ad opera di Freedom House.

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Renzo Bossi membro dell'"Osservatorio sulle fiere lombarde": il caso emblematico di un paese malato

pubblicato da giulio in: L'Italia fa schifo E basta


Quello dell’Expo 2015 milanese sta diventando ormai un feuilleton così disperatamente complicato da poter essere tranquillamente definito “un suk”, come ha fatto Il Sole 24 Ore in questo articolo, così denso e intricato che evito di riassumerlo e mi limito a segnalarvelo.

Una notizia emerge però tra tutte le altre: Renzo Bossi, figlio d’arte di Umberto, noto più che altro per la sua cronica incapacità di conseguire la maturità, è stato nominato nel consiglio di direzione dell’ “Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo”.

Si tratta di un ente costituito in questi giorni su iniziativa della Lega Nord, con lo scopo di “costituire uno strumento esterno, indipendente, al servizio delle piccole e medie imprese, con il compito di raccogliere le valutazioni degli espositori e le eventuali segnalazioni di anomalie riscontrate nel sistema fieristico regionale”.

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