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Tutti gli articoli con tag dagospia

Lodo Alfano bocciato: il giorno dopo, le reazioni, il meccanismo del consenso

pubblicato da V.

Bocciatura Lodo Alfano: il giorno dopo

Lodo Alfano, il giorno dopo. Il momento giusto per ricomporre il puzzle, prendere nota delle reazioni, studiare i meccanismi di reazione del Potere. La decisione della Corte Costituzionale, che ha bocciato con i voti di 9 giudici contro 6 l’immunità alle prime quattro cariche dello Stato, ha chiaramente fatto saltare i nervi a Silvio Berlusconi. L’avrete visto in qualunque tg di ieri sera, potete rivederlo su youtube.

“Undici giudici di sinistra (…) la sintesi è: “Meno male che Silvio c’è” (…) W l’Italia e W Silvio Berlusconi!”

Ecco le parole con cui Silvio Berlusconi, particolarmente paranoico, commenta la bocciatura del Lodo Alfano. E’ ormai uno che parla di sé in terza persona… è imbarazzante, oggettivamente. Ma è anche il Premier di un Paese industrializzato. Uno degli uomini più ricchi del pianeta - secondo Forbes, 70°, su circa 6 miliardi di persone. Queste parole, quella faccia, devono farci riflettere.

Perché partono da un uomo avvezzo a vedere il suo smodato, immenso, inimmaginabile - credetemi - per noi comuni mortali, potere politico, finanziario, mediatico, come minacciato da delle immaginarie sinistre, o da complotti internazionali eversivi altrettanto inesistenti. Chiaro che non ci crede davvero, ma è molto semplice il meccanismo con cui conquista le masse. Il nemico. Vediamo come…

Bocciatura Lodo Alfano: il giorno dopo
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Il Lodo Alfano è illegittimo: le motivazioni della Corte

pubblicato da V.

lodo alfano illegittimo

Il Lodo Alfano è ufficialmente incostituzionale, così si sono pronunciati pochi minuti fa i giudici della Corte Costituzionale: ci sono ancora pochi aggiornamenti a riguardo ma la notizia è destinata ad esplodere nelle prossime ore. Marceranno i popoli iracondi annunciati da Umberto Bossi? Dubito. Berlusconi si dovrà finalmente dimettere? Sarebbe ora. Bonaiuti, con notevole sprezzo del ridicolo, ha appena dichiarato che

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, commentando la sentenza della Consulta, ha parlato subito chiaro: «È una sentenza politica ma il presidente Berlusconi, il Governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall’aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto»

Al di là di Bonaiuti. Ehi! Chi rifila certe sòle a Dagospia? Vi terremo aggiornati con una diretta della serata, ma intanto, a rileggere lo speciale Lodo Alfano, certi spunti sembrano profetici. Non è passata - o forse, a noi lontani dal legalese piace pensarla così - l’ottica del primus super pares, che tanto ricordava i maiali di una nota fattoria orwelliana:

“Gli avvocati di Berlusconi usano una difesa da ‘Fattoria degli animali’ per chiedere che il premier sia messo al di sopra della legge”

Ora si schiudono diversi scenari, ritenuti improbabili dallo stesso premier. Nelle ore successive vedremo quali, intanto, si prosegue dopo il salto.

Foto | Flickr

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Annozero: la cronistoria della puntata, dall'introduzione di Marco Travaglio fino alle vignette di Vauro.

pubblicato da Luca Landoni

La puntata di ieri di Annozero è finita come sempre al centro delle polemiche per il tentativo di ricostruire le vicende matrimoniali di Berlusconi in chiave anti-Cavaliere. Questa l’accusa del Giornale, uscito con un titolo a caratteri cubitali - Sporco Trucco - che accusa Santoro di aver montato ad arte il palinsesto della trasmissione in modo da mettere in croce il Premier, senza tuttavia riuscirci.

Il tutto nasce anche dalla tesi di Dagospia, solitamente ben informato. Il sito di Roberto D’Agostino sostiene che Santoro “non vede l’ora di farsi cacciare perché ha capito che il nuovo corso politico e aziendale intende azzerare la sua esperienza in viale Mazzini”.

Comunque stiano le cose, vi riproponiamo la cronistoria filmata della puntata, a partire dagli interventi introduttivi di Michele Santoro e Marco Travaglio. Il conduttore dichiara che non accetterà telefonate, ma la trasmissione è a disposizione di Berlusconi se volesse intervenire (di persona) per dire la sua. Travaglio esordisce sulle veline, per poi passare alle intercettazioni di Saccà e concludere con il declassamento del nostro paese quanto a libertà di stampa ad opera di Freedom House.

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La Privata Repubblica. Riapre il sito delle finte intercettazioni

pubblicato da Luca Landoni



Non c’è più traccia sul sito de La Privata Repubblica della telefonata inventata tra Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri… e ti credo; un po’ di strizza agli autori sarà venuta dopo il clamore suscitato dalla precedente burla, pur avendo essi stessi specificato che solo i meno dotati potevano scambiarla per vera. Dagospia si sarà rivoltato nel letto un milione di volte.

Se nel motore di ricerca interno si digita la parola magica intercettazioni, infatti, ora l’articolo più recente porta la data del 6 luglio ed ha per titolo “Il coraggio dell’oralità“. Si tratta di una citazione travagliesca che recita:

“Vedere un intero Paese e le sue più alte istituzioni appesi al pisello di un attempato latrin lover in fregola senile, mentre i codici e la Costituzione vengono sfigurati a immagine e somiglianza dell’augusto aggeggio, è già un bel vedere”. Santo Subito.

Amen. Di Travaglio francamente ne abbiamo un po’ abbastanza, ma forse non abbiamo avuto fortuna e proseguiamo la navigazione a caccia di qualche chicca. La grafica non è male, ma la prima pagina riporta post generalmente molto vecchi, che discettano di Zimbabwe (argomento comunque all’ordine del giorno del G8), esercito per le strade ed estremismo mussulmano.

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Tutti i testi delle false intercettazioni: la Privata Repubblica e la merda nel ventilatore di Dagospia

pubblicato da V.

berlusconiconfalonieri

Ieri Dagospia e AdnKronos cascano in una burla organizzata da un ragazzo: roba da far impallidire quelli che fecero le false teste di Modigliani. Stiamo sul pezzo: c’è questo sito web, La Privata Repubblica, gestito da un ragazzo di ventidue anni, non uno scafato spin doctor Repubblicano, che pubblica delle false intercettazioni in cui Confalonieri e Berlusconi discorrono di trivialità assortite come due ragazzini di quinta elementare, che quando scopri le parolacce le metteresti ovunque.

Volete leggerle? Potreste dare un’occhiata a questo link su slideshare, per esempio.

Un falso: un falso evidente, un pezzo di satira, c’è scritto pure, ma loro ci cascano, e la notizia inizia a girare. Del nostro, si può leggere qualcosa su piovono rane del buon Giglioli, una mini intervista, che però fa capire un pò che aria tira. E la merda nel ventilatore di cui si legge piccatamente su Dagospia, non è quella prodotta da uno studente che mette nel web un pezzo di satira su un sito che poi viene oscurato.

La merda è quella che respiriamo da settimane, con le presunte fellatio a scopo ministeriale di una Ministra delle Pari Opportunità. Lì sarebbe il caso di fare un pò di chiarezza, e al massimo far cadere un governo: non terrorizzare uno studente di vent’anni. Ah già: ma di che si preoccupa lo sbarbatello? Al massimo blocca il processo. Oppure ricusa i giudici no?

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Il figlio di Vittorio Occorsio contro Ostellino

pubblicato da V.

Piero Ostellino, Galli della Loggia, Panebianco, sono maestri di pensiero - o per qualcun altro, intellettuali comodi, no, non ho dimenticato la s - che a volte, oltre a interminabili polemiche autoreferenziali che condiscono inutili editoriali per i quali l’italiano medio prova lo stesso interesse che per una nutria schiacciata lungo una Statale, fanno la boiata. Si sa, che a volte l’hybris, porta a questo ed altro. Leggo su Dagospia questa lettera del figlio di Vittorio Occorsio, un magistrato ucciso da terroristi ordinenovisti negli anni settanta. Dateci una lettura. Tutto parte però un pò prima, ovvero da questo editoriale di Ostellino, uscito sul Corriere e riportato su Il Legno Storto. Cosa scrive il noto politologo? Ecco un estratto:

Basta con i brigatisti “editorialisti”. Basta con i brigatisti “intellettuali”. Basta con i brigatisti “politologi”. Basta con i brigatisti “sociologi” o “psicologi”». Cuocolo scrive che «bisogna avere il coraggio di ammettere che i cattivi esistono per davvero» e che «i buoni a volte sono feriti. E a volte uccisi». Personalmente, sarei più severo: il terrorismo fu una manifestazione di criminale cretinismo politico i cui attori si sarebbero potuti riscattare solo in due modi. Innanzi tutto, dicendo la verità — che ancora tacciono — su quegli anni. In secondo luogo, rinchiudendosi, poi, in convento. Si è creato, invece, un circuito «buonista», di matrice cattolica, e opportunistico, di matrice di sinistra, dentro il quale hanno maturato una sorta di complice «congiura del silenzio» i terroristi e i figli delle loro vittime. Gli uni e gli altri — spiace dirlo — spesso accomunati nello sfruttamento politico delle proprie vicende. Uno spettacolo ripugnante

E che cosa ribatte Eugenio Occorsio?

credo che non ci sia nulla di male nel buonismo, di matrice cattolica o laica che sia, né vedo perché questo sfocerebbe nell’opportunismo, di sinistra o di destra che sia. Cosa intende Ostellino, sarebbero i politici a sfruttare noi figli e i terroristi riunendoli in un unico improbabile calderone per fare audience? Oppure addirittura che saremmo noi gli artefici di questo “circuito” e che avremmo stipulato chissà quale patto scellerato, come affetti da una sindrome di Stoccolma collettiva, con le persone che ci hanno rovinato la vita?

Alla vicenda di Vittorio Occorsio è dedicata questa puntata de “La Storia siamo noi“.

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Un'opposizione che si opponga, oppure no?

pubblicato da Bruno Marino

Si parla molto, in questi giorni, di “dialogo”, di “rapporto costruttivo tra maggioranza e opposizione”, di “riforme condivise per il bene del Paese”. Centrodestra e centrosinistra uniti per “fare fronte comune contro le emergenze”.

Il caso Travaglio (o, per meglio dire, il caso Schifani) è stato un buon esempio dei risultati di questo dialogo: maggioranza e opposizione che, salvo rare eccezioni (l’Italia dei Valori, Furio Colombo e pochi altri), sparano cannonate contro Marco Travaglio e Fabio Fazio.

Il caso è stato analizzato in lungo e in largo anche da noi, con vari articoli. Da cui emerge una sintonia molto alta tra governo e opposizione. O meglio, una presunta sintonia.

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Atticismo Militante

pubblicato da Luca Landoni

Atticismo militante, ma cos’è, un nuovo movimento socioculturale, una brigata rivoluzionaria, un foglio di tendenza…? Nulla di tutto questo. Si tratta semplicemente del titolo della geniale vignetta di Stefano Disegni che sull’inserto satirico dell’Unità sbeffeggia selvaggiamente i salotti della Roma Bene, e la loro reazione all’elezione di Alemanno a sindaco della Città Eterna.

Ne parla diffusamente Gianni Pennacchi su Dagospia, tracciando un azzeccato parallelo con le tematiche de La Terrazza, celebre film di Ettore Scola che già nel 1980 precorreva i tempi, tracciando impietosamente atteggiamenti e tendenze di certa borghesia di città. Certo Gassman, Tognazzi e Mastroianni, tutti peraltro all’apice della forma, erano ben altra cosa rispetto ai borghesi alti, ma piccoli piccoli (per citare anche Monicelli) della vignetta. Attori così potevano aiutarci a mandare giù la satira, mentre qui si rischia di raffrontarla alla realtà subendo un blocco della digestione, vista l’ora.

Ma non stiamo a farci sangue amaro, invece, e ridiamoci su. Quante volte vi sarà capitato di assistere a comparsate televisive che richiamavano il sauvoir faire radical-chic di certi ambienti. Ma soprattutto, quante volte il conformismo culturale tipico di ogni luogo della vita reale, soprattutto lavorativo, vi ha ispirato una risata interiore colossale? Ebbene quella risata li seppellirà, per citare Bakunin, perché una risata non ha colore ma è il parto di uno spirito libero.

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"Continuiamo a farci del male": la gauche mediatique e la sconfitta elettorale della sinistra

pubblicato da V.

C’era quel film di Virzì, “Caterina va in città”, in cui a un certo punto si esclama:”I comunisti sono ricchi e abitano in centro, i fascisti in periferia”. Ecco: la stessa cosa accade con la televisione. Oggi su Dagospia, oltre ad una foto impressionante in cui Ruotolo ha lo stesso fototipo di Rula Jebreal, si riprende un pezzo di Paolo Martini per “La Stampa”, in cui si racconta il parallelo declino della gauche mediatique.

Che ha fallito, non riuscendo ad interpretare il paese profondo, lo stesso che la Lega ha sedotto. La famosa sinistra al caviale, che si è chiusa nella torre d’avorio, che parla solo a sè stessa, che è lontana dalle vere esigenze della gente. Quali siano poi queste esigenze, è tutto da dimostrare: sono discorsi un pò da bar, con tutto il rispetto per il luogo in sè, ci mancherebbe altro.

Quello che però è interessante, sempre nel pezzo di Martini, sono le considerazioni che una “gola profonda” fa dei fallimenti televisivi di una certa sinistra. Certo, Floris e Fazio resistono - ma anche lì: Floris di sinistra? Fazio, di sinistra? Gian Maria Volontè, era di sinistra. Non Floris. Non Fazio - ma altri affondano, inesorabili…

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