La pubblicazione del primo libro di Patrizia D’Addario, “Gradisca Presidente”, non ha suscitato grandissimo clamore sui media italiani. Lo ha fatto invece su quelli stranieri, che sono attrati come dal miele da qualsiasi cosa includa il nome della escort più famosa d’Italia.
L’autorevole quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung si è proprio concentrato sulle ragioni dell’atteggiamento tiepido delle testate italiane:
Le rivelazioni della squillo vengono trattate con cautela dalla stampa italiana. Viene messa in dubbio la “versione della escort”, alcuni critici parlano di ricatto consegnato pubblicamente. La coautrice Tulanti si difende da questa critica: il libro è una “storia simbolica sul ruolo delle donne, del loro corpo e della loro dignità nell’Italia odierna”, ha detto in una intervista
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Il caso di Raimondo Mesiano, il giudice filmato nei suoi gesti di banale quotidianità da Mattino 5, ha fatto rapidamente il giro del mondo, attirando l’attenzione di numerosi media internazionali.
Tra questi, il britannico Independent, che ha scritto:
Mesiano sembra non aver fatto nulla di strano, limitandosi ad andare dal barbiere e aspettare il proprio turno all’esterno fumando una sigaretta. (…) La cosa più significativa è stato il fatto che anche gli alleati di Berlusconi e alcuni dipendenti di Mediaset (..) hanno affermato di essere rimasti stupefatti dal servizio. Un autore di Mediaset ha dichiarato ieri all’Independent: “E’ la cosa più vergognosa, patetica e incosciente che abbia mai visto”
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Il prossimo venerdì 9 ottobre esce nelle sale italiane “Barbarossa”, il film diretto da Renzo Martinelli e caro alla Lega Nord di Umberto Bossi, in quanto racconta lo scontro tra il lombardo Alberto Da Giussano (interpretato da Raz De Gan) e l’imperatore del Sacro Romano impero (qui il trailer e qui la fotogallery di cineblog).
Manca più di una settimana, ma già non mancano le polemiche: l’attrice francese Cécile Cassel (sorellastra del più noto Vincent, in gallery delle sue foto), che ha interpretato un ruolo nel kolossal, ha dichiarato infatti in un’intervista a Max, (ripresa perfino dal britannico Daily Telegraph):
“Se avessi saputo cosa c’era dietro non avrei accettato. Quando prendo parte a un progetto mi piace sapere tutto. In questo caso, dei fantasmi politici dietro Barbarossa non sapevo nulla. Finite le riprese sono venuta in Italia per girare Ex di Fausto Brizzi e amici e colleghi mi hanno raccontato chi erano i padrini del progetto. A quel punto ho detto che non avrei risposto a nessuna domanda sugli aspetti politici del film”

Non molto tempo fa ho sostenuto su queste pagine che in Italia i giovani, che soffrono di una regolazione del mercato del lavoro e del welfare per loro discriminante, vengono sistematicamente incolpati delle pene che li affliggono (disoccupazione, ritardo dell’uscita da casa, ecc.), secondo un classico processo di stigmatizzazione delle vittime.
Manco a farlo apposta, ecco che compare sul Corriere della Sera un articolo che - involontariamente - dimostra in pieno questa tesi. Si tratta di un pezzo di ieri sulla cosiddetta “generazione boomerang“, ovvero quei giovani che, dopo un periodo fuori casa, tornano ad abitare presso l’abitazione dei genitori.
La fonte originaria è l’indagine di un istituto di ricerca britannico, i cui dati sono stati commentati in un articolo dal Daily Telegraph, al quale la giornalista del Corriere fa a sua volta riferimento con un link. Ed è proprio il confronto diretto tra i due articoli a mettere in evidenza come dalle nostre parti la figura del giovane sia circondata da pesanti ed ingiuste stereotipizzazioni negative.
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L’affaire Alitalia potrebbe sembrare tipicamente italiano e provinciale se si guardasse solo al suo svolgimento, ai suoi modi e agli infiniti, italici colpi di scena. Tuttavia si tratta anche di una questione di rilevanza europea, se si considera che il nostro mercato di biglietti aerei è il quarto del continente per dimensioni.
Abbiamo dato perciò un’occhiata alle reazioni dei quotidiani esteri e, come purtroppo spesso accade, i commenti sono ben poco lusinghieri per il nostro paese. In Francia innanzitutto dove, come ci ha raccontato Marco Paganini, Les Echos ha salutato la svendita con un lapidario “Merci Berlusconi!”.
Ma c’è anche Le Monde che, nonostante il maggior understatement che lo contraddistingue, afferma che “i contribuenti - e i consumatori - transalpini (ndr: noi) fanno le spese di quello che era diventato uno psicodramma politico” per poi definire la campagna elettorale anti-Air France di Berlusconi della primavera 2008 come “populista”.
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