
Di Piero Marrazzo, e delle modalità con le quali ha abbandonato la scena politica italiana, è molto probabile che si smetta a parlare già nei prossimi giorni. La sua legittima richiesta di silenzio è stata evidentemente ritenuta più legittima di quella di Dino Boffo che al Presidente del Consiglio qualche problema creò.
Ma Silvio Berlusconi, sulla vicenda dell’ex Presidente della Lazio, non commetterà più gli errori fatti con l’ex direttore dell’Avvenire tanto che stando a quanto si appreso nelle ultime ore avrebbe persino fatto sapere all’avversario politico che qualcuno stava tentando di vendere il video che lo avrebbe incastrato.
Ma Silvio non informa e basta. Sulla vicenda di Piero Marrazzo ha vietato alle aziende controllate dai figli di divulgare il materiale rimarcando un legame tra il suo incarico pubblico e le attività sviluppate, precedentemente, da privato.

E adesso a raccogliere i cocci non sarà solo Piero Marrazzo. Attorno, come faceva già notare Dino Boffo (direttore dell’Avvenire che prima di dimettersi aveva tentato di proteggere la privacy della famiglia), una serie di figure sulle quali si devono accendere i riflettori per capire fino in fondo la vicenda.
Cominciamo a parlare del Pd. Ma anche del Pdl. Secondo quanto sostenuto dal partito di Silvio Berlusconi il passaggio di consegne al vice, Esterino Montino, non è uno strumento giuridicamente valido.
Già chieste, quindi, le elezioni anticipate che potrebbero rappresentare per il Partito Democratico l’ennesimo fallimento. Uno scandalo pesa. E allontana. Gli aspiranti Zapatero dovrebbero ben saperlo. L’attuale primo ministro è riuscito a vincere, la prima volta, subito dopo gli attentati a causa dei quali si spense il candore di Aznar.

Alla nomina del nuovo segretario del Partito Democratico manca poco benché il dibattito, tutt’altro che conciso, attorno a questa decisione abbia monopolizzato l’opposizione che dei reali problemi del paese non parla più.
Si disquisisce più che altro di tutto il contorno su cui tanto si accanì una, all’epoca, sconosciuta Debora Serracchiani che aggiudicandosi un posto al Parlamento Europeo ha dimostrato di essere pronta per il sistema.
Non sempre quanto ha fatto la più importante sostenitrice di Dario Franceschini c’è più piaciuto. Anzi. Spesso l’abbiamo criticata. Lei, e questo bisogna sottolinearlo, si è comunque confrontata con noi. Molti suoi colleghi, di destra e di sinistra, a causa di quanto sul loro conto abbiamo scritto hanno deciso di non farlo.
Gossip ad uso politico: l’altro giorno fc intervista David Sassoli, volto del TG1 e candidato del PD alle Europee, stamattina sfoglio Chi e chi ti ritrovo? Il bello della sinistra! Micidiale gente, micidiale. Ma non è chiaramente Sassoli il punto focale di quanto vi sto scrivendo, Sassoli nelle pagine dove i protagonisti non hanno niente di naturale, è solo una comparsa.
C’è altro: c’è la continuazione della monografia berlusconiano - signorinica, che a quella di Libero ha solo da invidiare un’impaginazione più curata. Vediamola insieme. Sarà uno scontro tra titani.

“Nella vita di ciascuno esistono dei tempi: c’è un tempo per la professione, per il mestiere e, forse, poi, arriva anche un altro tempo … quello di occuparsi della propria comunità, del proprio Paese”. David Sassoli, il “solito giornalista“, volto noto e vicedirettore del Tg1, lanciava così la sua candidatura all’Europarlamento nelle fila del Pd. Per i maligni è il “velino” dei democratici, il “belloccio” che in questi giorni gira le piazze di Roma a caccia di voti baciando - come ha raccontato Fabio Martini sulla Stampa - signore in delirio che lo acclamano al grido di “quanto sei bello”.
Abbandonata la poltrona di casa Rai, ora, nel suo futuro - dice a Polisblog in questa intervista - c’è solo la politica.
Sassoli, primi giorni di campagna elettorale: dall’alveo del Tg1 alle piazze. Passaggio drastico?
“E’ bello incontrare tanta gente e insieme a loro affrontare i problemi che quotidianamente le persone hanno. Questa campagna elettorale è per me una grande occasione di confronto e anche di crescita”.
Quanto conta il fattore notorietà?
“Aiuta, ma non basta. Per questo mi sto impegnando su contenuti importanti perché voglio rappresentare il meglio e il buono del nostro paese in Europa”.
Una volta c’erano le Frattocchie … Poi il centrosinistra ha ingaggiato lei, la Gruber, Santoro, Marrazzo e Badaloni. La nuova scuola quadri del Pd è Saxa Rubra?
“Assolutamente no. Posso parlare per me che ho fatto questa scelta perché ho ritenuto fosse arrivato il tempo della responsabilità e dell’impegno per la mia comunità, a cui vorrei restituire un po’ di quello che mi ha dato”.
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