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Tutti gli articoli con tag ddl

Intercettazioni: Filippo Facci spiega come si aggira la legge bavaglio

pubblicato da Giovanni Molaschi


Oggi, come già anticipato nelle scorse ore, il Senato si dovrà esprimere sul ddl riguardante le intercettazioni su cui tanto si è detto e scritto nelle scorse settimane. Alle polemiche fatte fino ad oggi si sono aggiunte, da ieri, anche quelle relative al voto di fiducia, l’ennesimo, chiesto dalla maggioranza per approvare la legge.

Se il ddl dovesse passare così come oggi è stato pensato, come sostiene Filippo Facci per il Post, è molto probabile che l’interpretazione della legge permetterà più libertà di quella che in realtà si pensa di non avere.

Scrive il giornalista di Libero:

“Le intercettazioni saranno possibili solo per i reati puniti con più di cinque anni, corruzione compresa. Ecco, questa è facilissima da aggirare: per rendere intercettabili certi reati, infatti, basta ipotizzarli come aggravati.

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Kit del candidato: il Governo Berlusconi contro Gogol. Di nuovo?

pubblicato da Giovanni Molaschi


Nel nostro paese, con una certa ciclicità, si discute di libertà di informazione. Quanto sta accadendo attorno al disegno di legge sulle intercettazioni sì era già verificato durante la campagna elettorale. Quando furono sospesi alcuni talk show Rai.

Ad un anno, quasi, dallo sciopero organizzato per difendere il diritto alla rete potremmo ricominciare a parlare di internet e di cosa sia necessario affinché anche nel nostro paese il web possa rimanere libero.

Secondo Vittorio Zambardino il nuovo kit del candidato ideato da Google e YouTube in vista delle prossime elezioni statunitensi di medio termine potrebbe innervosire chi ha già provato a ridurre la libertà di internet nel nostro paese.

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Intercettazioni: compromesso raggiunto nella maggioranza

pubblicato da Giovanni Molaschi

E’ stato raggiunto un compresso all’interno della maggioranza sul decreto delle intercettazioni. Secondo quanto pubblicato dal Giornale decisiva sarebbe stata la mediazione attuata dal Presidente del Senato Renato Schifani che in questi giorni ha provato a metter d’accordo gli ex di Alleanza Nazionale e gli ex di Forza Italia.

Il compresso, raggiunto per evitare uno stop del disegno di legge alla Camera (dove i finiani sono in maggioranza), è stato apprezzato sia da Italo Bocchino che dall’opposizione. Smentendo la posizione di Antonio Di Pietro Luigi Li Giotti, rappresentante dell’Idv in commissione Giustizia, ha fatto sapere che le ultime modifiche sono interessanti.

Salvo modifiche dell’ultimo minuto, ad oggi, al Pm sarà concesso di prorogare di 48 ore in 48 le intercettazioni oltre il limite dei 75 giorni. Del materiale, chi di dovere, potrà usufruirne anche oltre il tempo massimo stabilito precedentemente.

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Intercettazioni: Sky Italia contro il Governo Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi


Sky Italia, attraverso una nota ufficiale, ha comunicato la propria intenzione di appellarsi alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo affinché il disegno di legge sulle intercettazioni così come è stato pensato non venga approvato.

“Il diritto a un’informazione completa è un diritto irrinunciabile per ogni cittadino, ma è anche un dovere fondamentale per ogni editore. Per questo motivo Sky Tg24 - dichiara l’azienda di Rupert Murdoch - continuerà a lavorare avendo come unico scopo quello di fornire ai cittadini un’informazione obiettiva e più completa possibile”.

Secondo quanto sostenuto dal Corriere della Sera il ripensamento sul ddl, registrato in queste ore tra le fila della maggioranza, sarebbe stato deciso proprio a seguito di questo ennesimo ricorso deciso dalla pay tv che non è nuova ai contrasti con il Governo Berlusconi.

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Legittimo impedimento. La proposta Biancofiore-Bertolini per salvare Berlusconi dai pm

pubblicato da Luca Landoni

Sono giorni di convulse attività per arrivare all’approvazione del Ddl sul processo breve; ma visto che anche in caso di passaggio positivo in Parlamento non è detto che il Colle lo avalli, qualcuno ha pensato bene di proporre un’alternativa. Il tutto sulla scorta dell’assist Udc a firma Pierferdinando Casini, che aveva chiesto chiarezza sugli intenti del Governo in una riforma della giustizia troppo personalizzata.

Porta la firma dei due esponenti Pdl Isabella Bertolini e Michaela Biancofiore (vulcanica n.1 del partito in Alto Adige) dunque la semplice proposta di integrazione dell’articolo 420-ter del codice di procedura penale, concernente il legittimo impedimento. Vi si prevede l’obbligo per il giudice di riconoscere l’impossibilità a partecipare alle udienze per tutti i soggetti che stiano esercitando la funzione di governo.

In quest’ultima categoria non rientrerebbero dunque solo consigli dei ministri e sedute parlamentari, ma ogni “compito di rappresentanza” come leggiamo nel testo. In pratica, tutto. Questa norma permetterebbe di evitare incidenti come la recente negazione del legittimo impedimento al Premier in occasione della riunione della Fao, e nel contempo consentirebbe all’esecutivo di svolgere le proprie funzioni senza più temere improvvise chiamate giudiziarie, spesso ad orologeria.

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I risultati del Buon Governo: per Trasparency international l'Italia è sempre più corrotta

pubblicato da paganini


La corruzione è uno dei reati che, grazie al processo breve che Silvio Berlusconi si è fatto cucire dai suoi dipendenti, rientrerà tra le fattispecie per le quali ci sarà una amnistia di fatto, per la gioia di corruttori e maneggioni in doppiopetto.

Suonerà quindi particolarmente incoraggiante, soprattutto per chi occupa i Palazzi romani quasi esclusivamente per necessità primarie ed esigenze personali, la classifica 2009 sulla corruzione percepita stilata da Trasparency international. Il Bel Paese scivola infatti dal 55° al 63° posto, perdendo 8 posizioni in un anno e passando alle spalle di paesi come Cuba o Turchia. L’organizzazione non governativa ha anche messo in guardia contro i piani di rilancio economico portati avanti dagli Stati che potrebbero aumentare il livello di corruzione in presenza di grandi opere pubbliche.

A parziale rimedio per la pessima figura che l’Italia guadagna come paese diversamente onesto, possiamo citare la collocazione di Afghanistan e Somalia, che troviamo al 179° e al 180° posto. Qui trovate la classifica completa della corruzione percepita nel mondo.

Processo breve: "imbarazzante e incostituzionale" anche per Antonio Baldassarre (Pdl)

pubblicato da paganini

I commenti negativi e le condanne da parte degli esponenti dell’opposizione e della magistratura all’ultima porcata ad personam, scritta e pensata dai dipendenti di Silvio Berlusconi per porre il loro datore di lavoro al riparo dall’applicazione della giustizia, vengono facilmente catalogati come posizioni preconcette di persone che odiano il Caimano e che vorrebbero toglierlo da Palazzo Chigi.

Alcune valutazioni sul nuovo Processo Breve, davvero poco entusiasmanti, vengono però da soggetti che non sembrano mossi da ostilità preconcetta verso il Pdl. Oltre al nostro Landoni, destrorso illuminato che ha ben spiegato le conseguenze della Porcata breve, anche altri autorevoli osservatori si sono schierati contro il disegno di legge che porta anche le firme dei senatori Gasparri e Quagliarello.

Uno di questi è Antonio Baldassarre, che ha lo definito “imbarazzante e incostituzionale… stiamo parlando di leggi e non di regali”. Baldassarre si è detto “desolato come cittadino, in primo luogo perché (la legge) viola il principio di uguaglianza fra tutti i cittadini e poi perché si applica a reati gravissimi quali la corruzione e la concussione “. Per la cronaca, Baldassarre è Presidente emerito della Corte Costituzionale ed è stato candidato sindaco del Pdl a Terni nel giugno 2009.

Ddl sul processo breve: ecco come funzionerà la nuova amnistia mascherata

pubblicato da Luca Landoni



Non è nostra intenzione muovere processi ideologici, nè addentrarci nella solita polemica sulle operazioni salva-Berlusconi. Il mio caso personale, ovvero quello di un osservatore di destra che si sforza di mantenere la più rigorosa obiettività anche se la cosa non sempre viene riconosciuta, è quello di una persona che si chiede come mai le riforma della giustizia si propongano sempre quando il Cavaliere rischia una condanna e contemporaneamente come mai certi provvedimenti dei magistrati (vedi anche la tempistica del caso Cosentino) cadano sempre nei momenti più sospetti.

Si obietterà che in Italia si è sempre in campagna elettorale e quindi bene o male una richiesta di arresto rischia sempre di cadere a ridosso di tali appuntamenti. Vero. Ma qualcuno dovrebbe anche spiegare come mai ipotesi di reato che sono in piedi da 10-20 anni (come quella del caso Cosentino per l’appunto) divengano concrete solo ora. La risposta appare scontata: ognuno fa il suo interesse e se ne frega di ciò che è giusto o sbagliato. Per cui appare difficile trovare una voce da ascoltare in questo mare melmoso. “Il più pulito c’ha la rogna” ha esclamato ieri Di Pietro nel corso di Annozero. Proprio così. Peccato che risulti difficile escludere da quel novero anche chi parlava.

Ma torniamo a bomba. Il ddl sul processo breve si basa su un principio giusto, che è quello dell’equa durata dei processi. La norma prevede che ognuna delle tre fasi processuali non duri più di due anni, per un massimo complessivo di sei; pena il decadimento, con possibilità per il cittadino di chiedere anche un risarcimento. Sono esclusi da questo tetto i seguenti reati: terrorismo, mafia, grave allarme sociale, pedopornografia, delitti di incendio, furto, sequestro di persona, atti persecutori, circolazione stradale, immigrazione clandestina, traffico illecito di rifiuti e violazioni delle norme su prevenzione degli infortuni e igiene sul lavoro.

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: dietrofront. Voto + 9. Il premier: “Ritiro il ddl che equipara i repubblichini di Salò ai partigiani. Non sapevo che fosse stato presentato”. Musi lunghi fra gli ex di An. Decisione saggia. Bel colpo. Svolta nei rapporti col Partito democratico?

Dario Franceschini: primo centro. Voto + 9. Con il ripensamento del premier sul ddl su Salò, il capo del Pd incassa il suo primo risultato politico (e d’immagine). E rilancia: “Ora non cambi la Carta a colpi di maggioranza”. Dalla sterile difesa al forte contrattacco?

Sondaggio: intercettazioni, via libera al ddl

pubblicato da V.

Ultim’ora, c’è stato il via libera al ddl, come potete leggere su qualunque quotidiano.

Via libera al disegno di legge sulle intercettazioni. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri approvando il ddl all’ordine del giorno. A breve il ministro della Giustizia Angelino Alfano terrà una conferenza stampa a Palazzo Chigi per illustrarne i contenuti

Anche noi ce ne siamo occupati più e più volte. Ora chiediamo la vostra opinione, che già avete espresso nei commenti, ma messa in un sondaggio fa tutta un’altra figura. Sparo secco: sono d’accordo, non sono d’accordo.