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Legittimo impedimento. La proposta Biancofiore-Bertolini per salvare Berlusconi dai pm

pubblicato da Luca Landoni in: Interni

Sono giorni di convulse attività per arrivare all’approvazione del Ddl sul processo breve; ma visto che anche in caso di passaggio positivo in Parlamento non è detto che il Colle lo avalli, qualcuno ha pensato bene di proporre un’alternativa. Il tutto sulla scorta dell’assist Udc a firma Pierferdinando Casini, che aveva chiesto chiarezza sugli intenti del Governo in una riforma della giustizia troppo personalizzata.

Porta la firma dei due esponenti Pdl Isabella Bertolini e Michaela Biancofiore (vulcanica n.1 del partito in Alto Adige) dunque la semplice proposta di integrazione dell’articolo 420-ter del codice di procedura penale, concernente il legittimo impedimento. Vi si prevede l’obbligo per il giudice di riconoscere l’impossibilità a partecipare alle udienze per tutti i soggetti che stiano esercitando la funzione di governo.

In quest’ultima categoria non rientrerebbero dunque solo consigli dei ministri e sedute parlamentari, ma ogni “compito di rappresentanza” come leggiamo nel testo. In pratica, tutto. Questa norma permetterebbe di evitare incidenti come la recente negazione del legittimo impedimento al Premier in occasione della riunione della Fao, e nel contempo consentirebbe all’esecutivo di svolgere le proprie funzioni senza più temere improvvise chiamate giudiziarie, spesso ad orologeria.

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I risultati del Buon Governo: per Trasparency international l'Italia è sempre più corrotta

pubblicato da m.paganini in: L'Italia fa schifo Regole del gioco


La corruzione è uno dei reati che, grazie al processo breve che Silvio Berlusconi si è fatto cucire dai suoi dipendenti, rientrerà tra le fattispecie per le quali ci sarà una amnistia di fatto, per la gioia di corruttori e maneggioni in doppiopetto.

Suonerà quindi particolarmente incoraggiante, soprattutto per chi occupa i Palazzi romani quasi esclusivamente per necessità primarie ed esigenze personali, la classifica 2009 sulla corruzione percepita stilata da Trasparency international. Il Bel Paese scivola infatti dal 55° al 63° posto, perdendo 8 posizioni in un anno e passando alle spalle di paesi come Cuba o Turchia. L’organizzazione non governativa ha anche messo in guardia contro i piani di rilancio economico portati avanti dagli Stati che potrebbero aumentare il livello di corruzione in presenza di grandi opere pubbliche.

A parziale rimedio per la pessima figura che l’Italia guadagna come paese diversamente onesto, possiamo citare la collocazione di Afghanistan e Somalia, che troviamo al 179° e al 180° posto. Qui trovate la classifica completa della corruzione percepita nel mondo.

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Processo breve: "imbarazzante e incostituzionale" anche per Antonio Baldassarre (Pdl)

pubblicato da m.paganini in: Dichiarazioni Popolo delle Libertà PDL Politica & Tribunali

I commenti negativi e le condanne da parte degli esponenti dell’opposizione e della magistratura all’ultima porcata ad personam, scritta e pensata dai dipendenti di Silvio Berlusconi per porre il loro datore di lavoro al riparo dall’applicazione della giustizia, vengono facilmente catalogati come posizioni preconcette di persone che odiano il Caimano e che vorrebbero toglierlo da Palazzo Chigi.

Alcune valutazioni sul nuovo Processo Breve, davvero poco entusiasmanti, vengono però da soggetti che non sembrano mossi da ostilità preconcetta verso il Pdl. Oltre al nostro Landoni, destrorso illuminato che ha ben spiegato le conseguenze della Porcata breve, anche altri autorevoli osservatori si sono schierati contro il disegno di legge che porta anche le firme dei senatori Gasparri e Quagliarello.

Uno di questi è Antonio Baldassarre, che ha lo definito “imbarazzante e incostituzionale… stiamo parlando di leggi e non di regali”. Baldassarre si è detto “desolato come cittadino, in primo luogo perché (la legge) viola il principio di uguaglianza fra tutti i cittadini e poi perché si applica a reati gravissimi quali la corruzione e la concussione “. Per la cronaca, Baldassarre è Presidente emerito della Corte Costituzionale ed è stato candidato sindaco del Pdl a Terni nel giugno 2009.

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Ddl sul processo breve: ecco come funzionerà la nuova amnistia mascherata

pubblicato da Luca Landoni in: Big Picture: tutto su...



Non è nostra intenzione muovere processi ideologici, nè addentrarci nella solita polemica sulle operazioni salva-Berlusconi. Il mio caso personale, ovvero quello di un osservatore di destra che si sforza di mantenere la più rigorosa obiettività anche se la cosa non sempre viene riconosciuta, è quello di una persona che si chiede come mai le riforma della giustizia si propongano sempre quando il Cavaliere rischia una condanna e contemporaneamente come mai certi provvedimenti dei magistrati (vedi anche la tempistica del caso Cosentino) cadano sempre nei momenti più sospetti.

Si obietterà che in Italia si è sempre in campagna elettorale e quindi bene o male una richiesta di arresto rischia sempre di cadere a ridosso di tali appuntamenti. Vero. Ma qualcuno dovrebbe anche spiegare come mai ipotesi di reato che sono in piedi da 10-20 anni (come quella del caso Cosentino per l’appunto) divengano concrete solo ora. La risposta appare scontata: ognuno fa il suo interesse e se ne frega di ciò che è giusto o sbagliato. Per cui appare difficile trovare una voce da ascoltare in questo mare melmoso. “Il più pulito c’ha la rogna” ha esclamato ieri Di Pietro nel corso di Annozero. Proprio così. Peccato che risulti difficile escludere da quel novero anche chi parlava.

Ma torniamo a bomba. Il ddl sul processo breve si basa su un principio giusto, che è quello dell’equa durata dei processi. La norma prevede che ognuna delle tre fasi processuali non duri più di due anni, per un massimo complessivo di sei; pena il decadimento, con possibilità per il cittadino di chiedere anche un risarcimento. Sono esclusi da questo tetto i seguenti reati: terrorismo, mafia, grave allarme sociale, pedopornografia, delitti di incendio, furto, sequestro di persona, atti persecutori, circolazione stradale, immigrazione clandestina, traffico illecito di rifiuti e violazioni delle norme su prevenzione degli infortuni e igiene sul lavoro.

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Silvio Berlusconi: dietrofront. Voto + 9. Il premier: “Ritiro il ddl che equipara i repubblichini di Salò ai partigiani. Non sapevo che fosse stato presentato”. Musi lunghi fra gli ex di An. Decisione saggia. Bel colpo. Svolta nei rapporti col Partito democratico?

Dario Franceschini: primo centro. Voto + 9. Con il ripensamento del premier sul ddl su Salò, il capo del Pd incassa il suo primo risultato politico (e d’immagine). E rilancia: “Ora non cambi la Carta a colpi di maggioranza”. Dalla sterile difesa al forte contrattacco?

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Sondaggio: intercettazioni, via libera al ddl

pubblicato da V. in: Il fatto della settimana

Ultim’ora, c’è stato il via libera al ddl, come potete leggere su qualunque quotidiano.

Via libera al disegno di legge sulle intercettazioni. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri approvando il ddl all’ordine del giorno. A breve il ministro della Giustizia Angelino Alfano terrà una conferenza stampa a Palazzo Chigi per illustrarne i contenuti

Anche noi ce ne siamo occupati più e più volte. Ora chiediamo la vostra opinione, che già avete espresso nei commenti, ma messa in un sondaggio fa tutta un’altra figura. Sparo secco: sono d’accordo, non sono d’accordo.

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Intercettazioni: Ddl o Dl? Risvolti e contenuti del giallo

pubblicato da Luca Landoni in: Palazzo Chigi

Dopo la pantomima di ieri scoppiata intorno alla confusione tra DL e DDL vediamo di fare un po’ d’ordine. Verso le 15.30 Adnkronos riprende un’informativa di Palazzo Chigi, che annuncia la presentazione del DL sulle intercettazioni per venerdì. Pandemonio. Il Quirinale ribadisce la sua posizione a favore del disegno di legge, e Di Pietro grida allo scandalo sottolineando che non esistono i presupposti di urgenza per emanare un decreto legge.

In serata (ore 17.50) finalmente giunge la precisazione del governo: l’odg conteneva un refuso. In pratica è saltata una “d” e quello che appariva come un DL (decreto legge) era in realtà da intendersi come DDL (disegno di legge). La differenza è sostanziale, perché un decreto legge entra in vigore immediatamente, a patto che soddisfi i criteri di urgenza ed eccezionalità, e decade entro 60 giorni se questi vengono meno. Il disegno di legge deve invece passare al vaglio del Parlamento, dopodiché rimane naturalmente in vigore senza limiti di tempo.

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