Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag ddl alfano intercettazioni

Legge Bavaglio blog e ddl Alfano intercettazioni: quand'è che le intercettazioni sono andate in cima all'agenda

pubblicato da V.

berlusconi legge bavaglio blog intercettazioniOra facciamo un gioco: voi vi ricordate quand’è stato che le intercettazioni sono finite in cima all’agenda politica? Se non vi viene in mente, ve lo dico io. La scintilla fu nel 2006, con i “furbetti del quartierino” e le intercettazioni pubblicate sui quotidiani “uscite” dal tribunale di Milano. I nomi vi faranno accendere una lampadina: Stefano Ricucci, Giovanni Consorte, Danilo Coppola, ricordate le scalate Antonveneta, Bnl e Rcs?

Nel 2007 il governo - di centro sinistra - tentò di arginare il “problema”, che non riguardava certo i cittadini, ma loro stessi. La commistione affari-politica svelata era il problema. Cadde il governo, e il progetto di Mastella finì nel nulla. Nel 2008 scoppiò l’incendio. Nel 2008 infatti uscirono le ormai dimenticatissime intercettazioni tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, al tempo ai vertici della Rai. Che cosa si ascoltava in quei file audio?

Raccomandazioni nella tv pubblica, giochi di potere, insomma, il solito panorama desolante. Lo scandalo fece infuriare il Cavaliere, ma era solo l’inizio. Di lì in poi le intercettazioni sono diventate emergenza nazionale, con il ddl intercettazioni Alfano. Il PdL, al governo dal 2008, è stato travolto da scandali su scandali in cui la narrazione tramite l’ascolto telefonico era centrale. Scandali che hanno colpito naturalmente il bersaglio più grosso: Silvio Berlusconi.

Continua a leggere: Legge Bavaglio blog e ddl Alfano intercettazioni: quand'è che le intercettazioni sono andate in cima all'agenda

....
condividi 3 Commenti

Berlusconi e le intercettazioni: la periodica allergia alla libertà di stampa

pubblicato da V.

berlu intercettazioni eicma

Ieri Silvio Berlusconi all’Eicma non ha offeso solo milioni di omosessuali con una “battuta” razzista e omofoba, ha anche detto altro. Mi riferisco a quanto detto a proposito di intercettazioni e libertà di stampa: non c’è nulla da temere, sono boutade, se osasse presentare in questo momento di tensioni con gli alleati un disegno di legge del genere verrebbe impallinato istantaneamente. In ogni caso, riassumiamo…

Agi, spiega con l’efficacia della sintesi che:

“Fermare i media che pubblicano le intercettazioni per un periodo tra i 3 e i 30 giorni”. E’ quanto sostenuto da Silvio Berlusconi durante la sua visita al salone del ciclo e motociclo alla fiera di Milano-Rho. “Il governo proporra’ un’iniziativa parlamentare sulle intercettazioni, che prevedera’ tra l’altro il fermo da 3 a 30 giorni per i media che le pubblicheranno indebitamente. Le intercettazioni - ha spiegato - saranno ammesse solo per reati legati al terrorismo internazionale, alle organizzazioni criminali, agli omicidi e alla pedofilia”

Proseguiamo dopo il salto…

Continua a leggere: Berlusconi e le intercettazioni: la periodica allergia alla libertà di stampa

....
condividi 3 Commenti

Berlusconi e il dominio dell'agenda: Camera e Senato bloccati

pubblicato da V.

berlusconi camere bloccateVedete cosa accade a votare un narcisista con qualche non lieve mania di grandezza? Tutto si blocca, e i suoi problemi diventano quelli di tutti gli italiani, anche se gli italiani di problemi ne avrebbero ben altri.

Alludo naturalmente a Silvio Berlusconi e a un ottimo pezzo di Sergio Rizzo uscito oggi sul Corriere - ne trovate uno stralcio dopo il salto - in cui si prova a fare una radiografia dell’operato di Camera e Senato negli ultimi mesi.

Vediamo di approfondire…

Continua a leggere: Berlusconi e il dominio dell'agenda: Camera e Senato bloccati

....
condividi 7 Commenti

Legge Bavaglio e ddl Alfano intercettazioni: cosa cambia

pubblicato da V.

legge bavaglio cosa cambia webLegge Bavaglio e ddl Alfano intercettazioni: alla fine qualcosa è cambiato. Ma se è cambiato qualcosa per quanto riguarda le intercettazioni pubblicate dalla stampa - ed è cambiato in meglio, in questo pezzo del Corriere vi spiegano tutto - per quanto riguarda il web, bé, c’è da mettersi le mani nei capelli.

Daniele Sensi ieri lo ha spiegato molto bene, e anche Il Nichilista

l’estensione dell’obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa del 1948 ai blog sta per diventare legge. E nella sua versione originaria, che prevede una sanzione fino a 12.500 euro per qualunque gestore di siti informatici “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” che non proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta e secondo precisi criteri di grafici, di posizionamento e visibilità. Gli emendamenti proposti al testo del comma contenente la norma (il 29 dell’articolo 1), sia quelli abrogativi avanzati dal PD che quelli migliorativi, come quello dell’On. Cassinelli del PDL, sono stati ritenuti infatti “inammissibili” dall’On. Bongiorno (…)

Oltre al web però c’è anche altro: un qualcosa che su Repubblica hanno ribattezzato “norma salva P3“…

Continua a leggere: Legge Bavaglio e ddl Alfano intercettazioni: cosa cambia

Legge bavaglio: cinque link per capire il ddl Alfano Intercettazioni

pubblicato da V.

legge bavaglio  tre

Oggi è un giorno importante: si sciopera per difendere la libertà di indagare e di informare. La legge bavaglio, contenuta nel ddl Alfano Intercettazioni di cui ci siamo spesso occupati, rischia davvero di rendere il nostro un paese meno libero, con cittadini meno informati, e soprattutto con criminali più liberi di delinquere.

Senza dirvi altro, qui sotto trovate cinque link da leggere per farvi un’idea della questione:

    Su Il Salvagente un riassunto punto per punto della legge per quanto riguarda gli aspetti investigativi.

    Su La Stampa un ottimo pezzo che contiene le considerazioni di Guido Scorza, avvocato ed esperto di diritto dell’informazione sulla legge bavaglio e il web e un video in cui due giornalisti stranieri spiegano il loro punto di vista.

    Piero Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia, spiega dieci ragioni per dire no alla legge bavaglio.

    Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della Procura distrettuale antimafia di Palermo, spiega cosa cambierebbe per chi indaga su reati di mafia se passasse la legge bavaglio.

    Su Valigia Blu, un esempio di notizie, fatti, scandali, di cui non avremmo saputo nulla, se la legge bavaglio fosse già applicata. Dal caso Stefano Cucchi, alla Clinica Santa Rita, a Calciopoli e molto altro.

Ddl Alfano intercettazioni: in aula al Senato dopo le regionali

pubblicato da V.

la conversazione ddl alfano intercettazioniEra caduto nel dimenticatoio, il ddl Alfano-intercettazioni: oggi, Gaetano Quagliarello ci ricorda però che non è finito in un cassetto - fine che forse farà il processo breve, utilizzato solo per alzare la posta sul legittimo impedimento - bensì andrà in aula, al Senato, nel giro di poche settimane: si parla di dopo le elezioni regionali 2010, quindi, ad aprile. Forse prima delle regionali sarebbe stato un tema troppo impopolare?

Che cosa conteneva il ddl Alfano-intercettazioni? La fine della libertà di indagare e di informare. Ne avevamo scritto molto in passato: la canea contro le intercettazioni, nasceva al solito da un’esigenza di Silvio Berlusconi. Indispettito già ai tempi dei brogliacci in cui lo si “leggeva parlare” con Agostino Saccà, al tempo presidente della Rai, in conversazioni in cui piazzava veline e dintorni alla televisione di Stato.

Un decreto che rappresenta l’esigenza di controllo e di gestione di uno strumento investigativo preziosissimo, fondamentale: che per Berlusconi è diventato un fastidio anche in occasione delle presunte intercettazioni Berlusconi-Carfagna - la cui esistenza fu però confermata da Margherita Boniver. Uno strumento da temere le intercettazioni, e da coprire di bizzarre trame oscure: pensiamo a quando ha definito il consulente delle procure Gioacchino Genchi, e il suo inesistente archivio, come il più grande scandalo della storia d’Italia. Vedremo ad aprile…

....
condividi 4 Commenti

Berlusconi e il clima d'odio: la macchina del consenso PdL

pubblicato da V.

berlusconi tartaglia polisblog

Ieri Silvio Berlusconi, a una settimana esatta dall’aggressione di piazza del Duomo, è tornato a parlare. Chiaramente, lo sfruttamento del gesto sciagurato di Massimo Tartaglia, è all’ordine del giorno per il PdL, l’abbiamo visto nella scorsa settimana. Cicchitto e i falchi del Popolo della Libertà, hanno schiacciato l’acceleratore a tavoletta su un concetto molto semplice - oltre che fuorviante, insensato.

Una parte politica ha seminato odio - contro il partito dell’Amore! - ci sono dei precisi mandanti morali - e questo è delirio puro - che sono gruppi editoriali, quotidiani, singoli giornalisti. Tesi che non varrebbe neanche la pena di confutare, ma l’abbiamo fatto settimana scorsa. Volevo però concentrare l’attenzione sulle frasi di ieri di Silvio Berlusconi:

«Credo che a tutti sia chiaro che se di un presidente del Consiglio si dice che è corruttore di minorenni, un corruttore di testimoni, uno che uccide la libertà di stampa, che è un mafioso o addirittura uno stragista, un tiranno è chiaro che in qualche mente labile, e purtroppo ce ne sono in giro parecchie, possa sorgere il convincimento che essere tirannicidi e diventarlo vuol dire essere degli eroi nazionali e fare il bene della propria patria e dei propri concittadini e quindi acquisire un merito e una gloria importante»

Replichiamogli affermazione per affermazione.

Continua a leggere: Berlusconi e il clima d'odio: la macchina del consenso PdL

Silvio Berlusconi e Massimo Tartaglia: chi semina vento, raccoglie squilibrati

pubblicato da V.

berlusconi tartaglia attentato

E così ieri Silvio Berlusconi è stato ferito - non gravemente - in piazza del Duomo da Massimo Tartaglia, uno squilibrato che l’ha colpito al volto con una statuina del Duomo. Tutti a esprimere solidarietà per un gesto che rappresenta bene i tempi in cui viviamo, pallidissima emulazione del passato: una volta - nel 1900 - Gaetano Bresci, un anarchico, sparava al Re. Oggi, un matto tira una statuina del Duomo di Milano al Premier, eludendo un servizio di sicurezza che dovrebbe essere infallibile.

La cosa che più mi ha impressionato però, è stata l’ipocrisia solidale materializzatasi in queste ore: Berlusconi ha seminato vento, e ha raccolto un manufatto della cattedrale gotica di Milano in viso. E’ stato più aggressivo lui nei confronti della Costituzione, o il pazzo che ha cercato di spaccargli la faccia? Ha fatto peggio al Paese Berlusconi o Massimo Tartaglia? Entrambi, ma a due livelli chiaramente diversissimi. Berlusconi sta facendo quello che vuole di un Paese, corrodendolo. “L’attentatore”, gli ha dato motivi per fare la vittima, il martire, finché camperà.

L’unico che ha avuto l’onesta intellettuale di ammettere tutto questo, è stato Di Pietro, per lisciare il pelo al suo elettorato - e Christian ha raccontato bene la cosa - ma è stato subito coperto dagli improperi di chi, vivendo in un paese cattolico fino al midollo, deve per forza attaccarsi alle frasi fatte, alla solidarietà, agli auguri di pronta guarigione. Gli italiani, molti italiani, credo che vivano la cosa in una maniera molto più ruspante, non essendo obbligati dall’etichetta istituzionale.

Continua a leggere: Silvio Berlusconi e Massimo Tartaglia: chi semina vento, raccoglie squilibrati

Intercettazioni in Italia: dal Caso Genchi a Elena Russo

pubblicato da V.

intercettazioni genchi elena russaDue news a tema politico-spionistico: ricordate Gioacchino Genchi, la paranoia da intercettazioni in Italia, nata da altre intercettazioni in cui, mesi prima, era coinvolto Silvio Berlusconi con Agostino Saccà, al tempo presidente della Rai, ricordate poi le presunte intercettazioni Berlusconi - Carfagna? Per un certo periodo sembrava che l’unica vera emergenza nazionale, fosse quella: si arrivò poi al ddl Alfano intercettazioni, non proprio una necessità sentita come inderogabile da milioni e milioni di italiani.

Bene: Gioacchino Genchi torna con un volume monumentale - Il Caso Genchi, se ne parla su Antimafia Duemila - e con una dichiarazione in video che potete vedere su crimeblog: gli arresti di Nicchi e Gaetano Fidanzati arrivati il giorno dopo la deposizione di Gaspare Spatuzza? Una messinscena.

Restando sul tema delle intercettazioni, ma virando sulle frequentazioni notturne dell’attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parla Elena Russo:

Non ha risposto alla domanda: è andata a letto con Berlusconi?
«La mia frequentazione con lui va ben oltre il sesso, è fatta di stima e di rispetto. Anche se non posso negare che all’inizio lui mi abbia rivolto degli apprezzamenti sul mio aspetto fisico. È nel suo carattere far sentire le donne belle e importanti

Credo che nell’istante in cui ha letto la risposta, Maria Cristina Morelli, la divorzista che segue Veronica Lario, sia caduta a terra in lacrime dalla gioia.

....
condividi 4 Commenti

Minzolini al TG1 su immunità e Ingroia: è tempo di spegnere la tv?

pubblicato da V.

minzolini editoriale ingroia

Stupefacente Augusto Minzolini nell’edizione delle 20 del TG1: a tema immunità parlamentare, è tutto giusto, va fatta. I colpevoli? I magistrati, ovvio. Credo che poche volte nella storia recente il telegiornale della prima rete sia caduto così in basso, schierandosi tanto apertamente dalla parte dell’indifendibile, ovvero la protervia con cui da decenni Silvio Berlusconi sfugge dalla giustizia.

Persino Fini è perplesso a riguardo, e non vuole norme che scombinino i processi a migliaia di italiani. Non è perplesso Minzolini. Eccovi qualche passo dell’editoriale a tema immunità e futuri lodi salva premier - ne avevamo scritto qualche giorno fa

«I padri costituenti inserirono nella Costituzione l’istituto dell’immunità parlamentare. Non lo fecero perché erano dei malandrini ma lo fecero perché quella norma era necessaria per evitare che il potere giudiziario arrivasse a condizionare il potere politico. L’immunità parlamentare era uno dei fattori di garanzia per assicurare un equilibrio tra i poteri»

Tutto qui? No, ce n’è ancora, prosegue chiaramente dopo il salto, con delle accuse a dir poco infamanti a Antonio Ingroia, forse l’unico erede di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Senza mitizzare nessuno, né voler fare eroi: la dignità di uno come Ingroia, gli permetterebbe di sghignazzare, a fronte di quanto è diventato incoerente e supino al Potere, chi era un ottimo cronista come Minzolini.

Continua a leggere: Minzolini al TG1 su immunità e Ingroia: è tempo di spegnere la tv?