Dopo la pantomima di ieri scoppiata intorno alla confusione tra DL e DDL vediamo di fare un po’ d’ordine. Verso le 15.30 Adnkronos riprende un’informativa di Palazzo Chigi, che annuncia la presentazione del DL sulle intercettazioni per venerdì. Pandemonio. Il Quirinale ribadisce la sua posizione a favore del disegno di legge, e Di Pietro grida allo scandalo sottolineando che non esistono i presupposti di urgenza per emanare un decreto legge.
In serata (ore 17.50) finalmente giunge la precisazione del governo: l’odg conteneva un refuso. In pratica è saltata una “d” e quello che appariva come un DL (decreto legge) era in realtà da intendersi come DDL (disegno di legge). La differenza è sostanziale, perché un decreto legge entra in vigore immediatamente, a patto che soddisfi i criteri di urgenza ed eccezionalità, e decade entro 60 giorni se questi vengono meno. Il disegno di legge deve invece passare al vaglio del Parlamento, dopodiché rimane naturalmente in vigore senza limiti di tempo.
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