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Decreto salva-Italia: dalle 12.30 la diretta della fiducia al Senato

pubblicato da V.

discussione senato manovra monti fiducia senatoCi siamo: oggi il decreto salva-Italia di Mario Monti passerà al Senato. Verrà chiesta la fiducia, e la otterrà. Le tappe e gli orari sono ben definiti: dalle 12.30 sarà possibile anche seguire la discussione al Senato in diretta tv, oltre che naturalmente in diretta streaming sul sito del Senato, dalle 14 la chiama, verso le 15 l’approvazione. Per ora che cosa è emerso dagli interventi?

Che dopo l’approvazione del decreto i lavori riprenderanno il 10 gennaio alle 17. E molte cose che bene o male si sapevano: che per il PdL - nelle parole di Nania - il governo Monti non è completamente democratico, che l’IdV non voterà la fiducia, e che secondo il PD, per bocca di Ignazio Marino, la manovra è tutt’altro che equa. C’è stata anche qualche contestazione leghista, ma nulla che non si fosse già visto settimana scorsa alla Camera e al Senato.

Vedremo dopo che cosa dirà Monti: intanto c’è un giorno da segnare in agenda. Il 29 dicembre alle 12 conferenza stampa di fine anno di Mario Monti.

Ore 12.32, interviene Mario Monti.

“Quest’aula oggi conclude il lavoro rapido, responsabile, approfondito, condotto nel rispetto da parte del governo del parlamento su un decreto di estrema urgenza che mette in grado l’Italia di affrontare la crisi europea”.

“Con un avanzo primario che non ha pari, circa il 5% del pil, l’Italia porterà in Europa il suo contributo alla stabilità, ma anche elementi riflessione sulla politica economica. Non c’è crescita senza disciplina finanziaria, non c’è stabilità se i bilanci non sono in ordine. Le scelte devono perseguire l’obiettivo della crescita duratura, dell’occupazione, della coesione”.

“L’Europa deve essere più solidale e vicina ai bisogni dei cittadini, non deve apparire fredda o insensibile”.

“Le famiglie italiane sono le meno indebitate del mondo.”

“Essenziale che italiani sottoscrivano Bot e Btp. Per superare la crisi è essenziale la credibilità del Paese e che questo continui a crescere, e che si ricostituiscano tutte le condizioni per crescere”.

“Abbiamo chiesto agli italiani sacrifici significativi, ma molto inferiori a quelli che avremmo dovuto chiedere senza questa azione di emergenza. Per comodità parliamo un po’ tutti di fase uno e fase due, ma la fase due è già dentro alla fase uno, la gestione dell’emergenza si poteva fare in molti modi, alcuni sarebbero stati più semplici, ma ci avrebbero allontanato dai percorsi che riteniamo corretti per la crescita. Il governo ha deciso di destinare risorse importanti a sostenere l’impresa e il lavoro stabile attraverso la deduzione Irap lavoro e un bonus per l’assunzione di giovani al sud, attraverso l’ace che favorisce la fiscalizzazione delle imprese”.

“L’aumento delle imposte è stato immaginato per gravare meno sui fattori produzione e più sui patrimoni della ricchezza. Bollo progressivo, Imu 2012, l’azione strutturale capitali scudati, le imposte sui beni lavoratori di manifesta ricchezza”.

“Ripetitivo lo slogan pagano i soliti noti”.

“Abbiamo fatto quel che era possibile in due settimane, resta da fare un lavoro enorme per liberare i freni all’economia italiana. Lo faremo con l’aiuto del parlamento e delle forze sociali”.

“Mancanza di rispetto al Parlamento? Sappiamo tutti che è vero il contrario”.

“Due parole sulla fase che ora si apre voglio dire per quanto riguarda un tema che sarà chiave, il mercato del lavoro e gli ammortizzatori sociali che sarà necessario e possibile con uno stile diverso da quello che abbiamo dovuto avere in questa prima fase. Il tema del mercato del lavoro richiede un maggiore dialogo con le parti sociali e avremo un’agenda di incontri con le parti sociali. Ora era impossibile”.

“Avremo un lavoro intenso di approfondimento sul versante della spesa pubblica. Sarà un lavoro di mesi che porterà a risultati duraturi, così come il lavoro sullo sviluppo che vi presenteremo presto. Stiamo operando in settori cruciali come sviluppo, infrastrutture, università e ricerca, coesione, ambiente, la proiezione allo sviluppo sia l’asse portante”.

“Sono tecnico ma non privo di occhi e sensibilità. Vi siamo grati per esservi piegati a questa esigenza nell’interesse del Paese. Vorrei dire che l’appoggio a questo governo dai partiti è molto più grande di quello che i partiti stessi lasciano credere o dichiarano”.

“Voglio assicurare che le esigenze di certe categorie sono ben tenute presenza anche al di là dello scarso atteggiamento che viene da chi più visibilmente li rappresenta”.

Ore 15.14

Come previsto la manovra passa anche al Senato: 257 sì, 41 no.

(in aggiornamento)

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Governo Monti - Lo strappo dell'IdV: no alla fiducia.

pubblicato da Alberto Puliafito


L’IdV voterà “no” alla fiducia al governo Monti, posta anche al Senato - così come alla camera - per l’approvazione del decreto salva-Italia.

Che il partito di Antonio Di Pietro si stesse riposizionando rispetto all’esecutivo era evidente dalle recenti dichiarazioni del suo leader: prima la presa di posizione sulla durata e i compiti del governo stesso («Non deve durare fino a fine legislatura» ma fino alla risoluzione dell’emergenza), poi le dure critiche ad Elsa Fornero e alle sue dichiarazioni, accelerate e retromarce a proposito dell’articolo 18.

Oggi, mentre in Senato si discute la manovra, arriva la dichiarazione ufficiale del senatore Elio Lannutti, che, in aula, ha criticato quello che ha definito il «governo dei banchieri» e ha reso noto che i dodici senatori dell’Italia dei Valori voteranno “no” alla fiducia.

Secondo la tabella di marcia resa nota dal Senato, la chiama finale per il voto di fiducia avrà inizio alle ore 14,15 circa. Ora, sommando i voti di Lega Nord e IdV, i no saranno 37.

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Oggi il decreto salva-Italia è al Senato: dalle 9.30 la diretta streaming

pubblicato da V.

manovra senato oggi mario monti decreto salvaitaliaCi siamo, oggi il decreto salva-Italia di Mario Monti approda in Senato. Dalle 9.30 infatti sarà possibile seguire i lavori dell’aula in diretta streaming - sul sito della webtv del Senato - vedremo che cosa succederà, se anche questa settimana la Lega Nord darà “spettacolo”, come accaduto alla Camera e al Senato settimana scorsa, con le dure contestazioni rivolte all’esecutivo tecnico.

L’intenzione è chiudere la partita tra oggi e domani e sicuramente prima di Natale - questo weekend - e non c’è il minimo dubbio che andrà così. I numeri il governo Monti li ha sia alla Camera che al Senato. In questi giorni però dai temi più strettamente legati alla manovra si è passati alla discussione su un tema, l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che ha scatenato le parti sociali.

Ieri ho provato a spiegarvi di cosa si tratti e cosa ci sia in gioco, oggi sembra tutto rientrato, visto che lo stesso Monti ha precisato che non si tratta di una priorità per l’esecutivo tecnico, quella di modificare la norma che regola il licenziamento per giusta causa. Vedremo: forse era solo un modo per sondare il terreno, e quel terreno si è visto subito che scotta. Intanto, vediamo come va oggi con la manovra al Senato.

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Decreto salva-Italia: mercoledì 21 al Senato

pubblicato da V.

senato manovra monti decreto salva italiaE così ci siamo, questa è la settimana decisiva per il decreto salva-Italia di Mario Monti. Dalle 17 di oggi inizierà se ne parlerà in Senato presso le Commissioni riunite Bilancio e Finanze, si proseguirà martedì 20 “con sedute programmate alle ore 9,30 e alle 15,30″. Ma il giorno chiave - salvo sorprese e anticipi dell’ultimo minuto non nuovi per l’esecutivo tecnico - sarà mercoledì 21 dicembre dalle 9.30, quando il decreto salva-Italia approderà nell’aula del Senato. Certa la fiducia, proprio come alla Camera settimana scorsa.

Ma che aria tira? La manovra passerà anche in Senato, ma come si sente dire in giro, “la luna di miele” degli italiani col governo tecnico è finita. Per molti non era direttamente iniziata, ma i sacrifici in vista più che a un matrimonio riuscito fanno pensare a una coppia in cui iniziano a volare i piatti. Volano per esempio tra i sindacati il ministro Elsa Fornero, soprattutto riguardo all’articolo 18. Anche oggi, c’è in corso uno sciopero nazionale, dopo quello dei trasporti di venerdì 16 dicembre scorso. Ma anche alla Camera settimana si è intravisto il futuro del governo Monti. Non roseo.

L’opposizione dura della Lega Nord e dell’Italia dei Valori, gli appoggi con moltissimi se e moltissimi ma da parte di PdL e PD, la tensione sociale che sta salendo e i sindacati sul piede di guerra. Eppure la manovra da 33 miliardi di euro passerà anche al Senato, e arriverà il 2012, con i non buoni auspici di recessione preannunciati da OCSE, Confcommercio, Bankitalia, Centro Studi Confindustria e FMI. Prima però, probabile che arrivino le correzioni alla manovra contenute nel leggendario, puntualissimo, decreto milleproroghe.

Arriva tutti gli anni sempre a fine anno e serve a congelare situazioni legislative d’emergenza, ma ci va dentro un po’ di tutto, un po’ di tutto quello su cui non si riesce a trovare soluzione nelle aule del Parlamento. Doveva essere una misura eccezionale del 2005. Da allora l’hanno fatto tutti gli anni. Secondo il bene informato Enrico Marro, lo faremo anche quest’anno:

La manovra da 33 miliardi, dopo l’ approvazione della Camera, passerà la prossima settimana anche al Senato, ma già è in preparazione un’ appendice alla stessa per correggere e completare alcuni capitoli, dalle pensioni alle frequenze televisive, dall’Imu alle liberalizzazioni. Il veicolo potrebbe essere il solito decreto milleproroghe di fine anno, quello che dispone il rinvio dei termini non rispettati per adempimenti vari di legge. Al milleproroghe, che sarà presto varato dal governo, ha fatto ieri esplicitamente riferimento l’ ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano (Pd)

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Come e cosa cambia della manovra Monti

pubblicato da V.

mario monti maxiemendamento camera E così ci siamo, oggi sapremo come cambia la manovra di Mario Monti, vedremo insomma cosa c’è nel maxi-emendamento limato nella notte. Intanto colgo l’occasione per ringraziare voi lettori per gli interessanti commenti di ieri, sarà da tornarci sopra. Ma vediamo rapidamente come cambierà il decreto salva-Italia. Prima cosa, l’iter: entro questo venerdì sarà votata la fiducia alla Camera, da lunedì prossimo il decreto sarà al Senato. Passerà anche lì con la fiducia prima di Natale. Tempi rapidissimi che hanno permesso ben poche modifiche al testo. Testo che comunque vari membri dell’esecutivo hanno confermato come pressoché blindato. I saldi devono restare invariati, 30 miliardi di manovra erano, 30 resteranno.

Ma nella notte qualcosina è cambiato: per esempio sono saltate quasi tutte le liberalizzazioni, rimandate al 2013, e vedrete che dal 2013 salteranno di nuovo. Salta anche la liberalizzazione delle licenze per i tassisti, l’unica che resta riguarda le farmacie. Vedremo comunque oggi dalle 15.30, quando Mario Monti riferirà alle commissioni Bilancio e Finanze. Ma cambia qualcosa anche per quel che riguarda l’Imu, l’imposta municipale unica che sarà modulata sul reddito e sul nucleo familiare. Qualche lieve modifica anche per quel che riguarda le pensioni: previsto il rialzo dell’asticella per l’adeguamento inflazionistico fino ai 1400 euro, previsto anche “un intervento di perequazione dell’assegno al 70% per le pensioni tra 1.200 e 1.400 euro”. Come coprire queste spese? Alzando di un ulteriore 1,5% la tassa sul rientro dei capitali dall’estero con lo scudo fiscale, che passerebbe quindi dall’1,5% al 3%.

Un altro emendamento cercherà di rendere più facile la vita ai pensionati: il tetto precedentemente fissato a 500 euro di contanti per i pagamenti della pubblica amministrazione - oltre era previsto solo il pagamento elettronico - è alzato fino a 1000 euro. Certo, non un’enormità, ed è facile prevedere problemi per molti milioni di anziani abituati a utilizzare il contante. Per tutto il resto c’è solo da aspettare le 15.30 di oggi. Seguiremo in diretta l’intervento di Mario Monti.

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Decreto salva-Italia: i sindacati in sciopero il 12 dicembre

pubblicato da Alberto Puliafito

Susanna Camusso, leader della CGIl

I sindacati vanno all’attacco della manovra del Governo Monti: lunedì 12 si avvierà il percorso alla Camera del cosiddetto decreto salva-Italia. La Cgil - che si era già espressa duramente contro i contenuti delle misure proposte dal nuovo esecutivo attraverso le parole del segretario generale, Susanna Camusso ha proclamato quattro ore di sciopero per la giornata di lunedì. Il sindacato ha ribadito che

la manovra proposta dal Governo contiene poche novità positive (sulla crescita e sulle infrastrutture) e molte parti gravi che non la configurano come una manovra equa, ma che grava su lavoratori e pensionati.

In preparazione allo sciopero, da domani organizza una serie di presidi davanti alle Prefetture, con il coinvolgimento di Comuni, Province e Regioni. Al momento sono previsti sit-in in Basilicata, Liguria, Lombardia, Sardegna e Toscana. Ma l’elenco è in continuo aggiornamento.

La CGIL fa sapere di aver effettuato una concertazione anche con CISL e UIL:

Abbiamo proposto a CISL e UIL di decidere insieme proposte ed iniziative per cambiare la manovra, la risposta ci è arrivata tramite conferenza stampa con relative autonome decisioni.

E la risposta degli altri due sindacati non si è fatta attendere: Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, in conferenza stampa, hanno fatto sapere che promuoveranno uno sciopero di due ore sempre per lunedì 12.

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Video: diretta dalla Camera, Monti spiega il decreto salva-Italia

pubblicato da V.

Tempi rapidi, rapidissimi: ieri il Consigli dei Ministri straordinario e il decreto salva-Italia approvato in fretta e furia, oggi Mario Monti è già alla Camera - dalle 16, qui sopra vedete la diretta streaming - e in seguito al Senato. Seguiremo in diretta l’intervento di Monti alla Camera: intanto, se volete ripercorrere le misure del pacchetto, ne abbiamo scritto stamane.

Ore 17.15
- Tocca a Benedetto della Vedova di Futuro e Libertà. Nessuna novità rilevantissima. Per ora mettiamo in stand by la diretta attendendo novità degne di nota.

Ore 17.07 - Tocca Casini, uno dei più aperti alle soluzioni del governo Monti. Difficile escano novità incredibili dal suo discorso.

Ore 17.06 - Reguzzoni cita come di cattivo gusto l’annuncio dato ieri in conferenza stampa da monti di rinunciare al compenso. Voglio dire: la Lega Nord che dà lezioni di bon ton. Gustosissimo.

Ore 17.05 - “Questa manovra non è fatta per chi produce, ma per le banche e per i burocrati di Stato (…) toccate le Province, ma non volete toccare le prefetture. La verità colleghi è che anche voi sapete che questa manovra non creerà un posto di lavoro. Lei non sa che parte girarsi Presidente per creare posti di lavori, getti la spugna”. L’aula rumoreggia.

Ore 17.02 - Reguzzoni duro “Io colgo con favore le parole del ministro Cicchitto, adesso arriveranno i nostri emendamenti in aula. Vedremo che cosa farà il PD per difendere i pensionati, i lavoratori”. Gira la scimitarra nella piaga, Reguzzoni.

Ore 16.59 - Ovviamente la Lega Nord, non più al governo, deve urlare di più per farsi sentire. E torna a cavalcare gli slogan che ben conosciamo: ma la domanda da porsi in questi casi è una. Ma quindi erano degli altri quelli al governo fino a ieri? Reguzzoni insiste sugli artigiani e sull’ingiustizia delle misure. “Andrete a colpire le ricchezze vere, e la ricchezza vera in questo Paese è la prima casa”.

Ore 16.57 - Parla Reguzzoni, Lega Nord, durissimo “La manovra non è rigore non è crescita, non è equità”.

Ore 16.56 - Conclude Cicchitto, in sintesi? Se ci lasciavate fare avevamo le stesse idee. Ehm… PdL quindi d’accordo su tutto tranne ritorno Ici. ora parla Dario Franceschini, PD. Più pacato rispetto a Cicchitto. “Sia noi che la destra, il PdL, avremmo rispettato gli impegni europei ma con due manovre europee. Noi con maggiore equità”. Nulla di straordinario per ora. Franceschini spiega di “Mettere in campo le idee”, e precisa delle incomprensioni con gli elettori. Sente che per il PD il supporto al governo Monti costerà carissimo, in termini di voti. Ora anche Franceschini s’è cicchittizzato: urla.

Ore 16.45 - Monti chiude, ora parla Fabrizio Cicchitto, PdL, ha sette minuti di tempo. “Dobbiamo dire che se l’avessimo fatto, non l’avremmo fatto identico, non avremmo rimesso l’Ici che avevamo tolto, provvedimento sul quale esprimiamo la nostra netta riserva”. Infervorato, Cicchitto, che spiega comunque di trovare continuità nel decreto, rispetto a quanto elaborato dal precedente esecutivo.

Ore 16.43 - A settembre aumenta l’Iva di altri due punti percentuali, di nuovo, si sapeva. Monti si avvia a concludere: “Vi prego di tenere presente che sono passati 17 giorni da quando ci avete onorati della vostra fiducia, mentre in passato i tempi della manovra finanziaria erano nell’ordine delle cinque settimane (…) nessuno di voi, dei vostri gruppi sarà contento e soddisfatto di ciò che abbiamo portato qui, non potete esserlo, deluderemmo le vostre attese se lo foste (…) io sono grato alle forze politiche che ho consultato e con discrezione e incisività allo stesso tempo mi hanno dato le loro prospettive (…) infine voglio concludere osservando che questo è solo l’inizio. Non proporremo altrettante cose ogni 17 giorni, speriamo che non sia necessario, e questo dipenderà anche da ciò che il parlamento, e dalla tempestività con cui il Parlamento riterrà di dare approvazione e conversione in legge a queste misure”.

Ore 16.35 - Ora l’aula ascolta l’Imu, ma in fondo è quel che si è sentito ieri, in una forma “ordinata” e con meno ministri. Ne basta uno: Mario Monti.

Ore 16.34 - Monti accenna alle liberalizzazioni: nel trasporto pubblico, nel trasporto ferroviario e marittimo, per quel che riguarda i farmaci e l’energia. Nulla che non avessimo già raccontato stamane. “Previdenza: il provvedimento sulla previdenza rappresenta una riforma di lungo periodo e affronta con determinazione il tema dell’equità per i diversi trattamenti”. E di nuovo, sappiamo già: contributivo per tutti e innalzamento dell’età pensionabile, progressiva equiparazione tra donne e uomini, blocco dell’adeguamento all’inflazione per tutte le pensioni superiori ai 936 euro, dal gennaio 2012. È tutto nel nostro pezzo sul decreto salva-Italia.

Ore 16.30 - “Domani si terrà la riunione CIPE che sbloccherà 5,2 miliardi di euro di opere pubbliche”. Questo è interessante, ci sono dentro un po’ di grandi opere italiane. Monti cita anche la metropolitana di Napoli, mentre qualcuno rumoreggia in aula. “Il decreto prevede un’azione sistematica e di lungo periodo anti evasione, promuovendo l’uso della moneta elettronica, l’uso del contante come mezzo di pagamento viene consentito solo fino a 1000 euro”. Un’anomalia italiana. E non ci capisce chi stesse urlando.

Ore 16.27 - Prosegue Monti, che sta spiegando alla Camera i suoi interventi. Per ora nulla di eclatantissimo davanti all’aula, ma un fantasma agitato. La Grecia.

Ore 16.25 - “Si tratta di forti sacrifici, temporanei, circoscritti, distribuiti in modo che riteniamo equo, che sono essenziali per passare, per doppiare questo capo molto difficile della nostra vita economica e sociale”. Nulla di nuovo, ma qualche parola in più di quanto detto ieri.

Ore 16.22 - “Se non si assicura la tenuta delle finanze pubbliche, sarà troppo tardi”.

Ore 16.20 - Ora Monti sta spiegando all’aula della Camera i provvedimenti, ora è arrivato ai tagli ai costi della politica. Confermata la volontà di intervenire sulle Province. “Chiedere agli italiani di accogliere le misure di rigore impone una premessa: l’adozione di un regime di trasparenza diffusa che coinvolga i rappresentati della classe politica e delle pubblica amministrazione. La trasparenza deve applicarsi in primo luogo ai membri del governo (…) equità significa dar voce alla domanda sociale di una drastica riduzione dei costi della politica. I consigli provinciali avranno solo dieci componenti”. Monti precisa che le Province vuole abolirle, ma per farlo serve una modifica della costituzione, per ora quindi si taglia e basta.

Ore 16.17 - Prosegue Monti: per ora sta ripetendo bene o male quanto abbiamo sentito ieri. Lo spauracchio di una crisi “alla greca”, è agitato di fronte all’aula, che voterà compatta a favore i provvedimenti di austerity contenuti nel decreto salva-Italia. “Si interviene sia sulle entrate che sulla riduzione delle spese. (…) in entrambi i casi abbiamo agito in modo da preservare e anzi agevolare la capacità produttiva del Paese. l’aumento delle imposte non andrà a pesare sui settori produttivi”.

Ore 16.13 - “La crisi del debito sovrano non è solo una crisi di finanze pubbliche, ma anche di riforme mancate”.

Ore 16.12 - “La crisi della zona euro accresce la vulnerabilità dell’Italia (…) il futuro dell’euro dipende anche dalle scelte che l’Italia sta prendendo. Se l’Italia non fosse capace di invertire la spirale negativa si determinerebbero conseguenze drammatiche, compresa la sopravvivenza della moneta comune. Gli sguardi dell’Europa e del mondo sono concentrati su quest’aula”.

Ore 16.09 - “Lotta all’evasione priorità del governo, volta a eliminare alla radice la possibilità stessa dell’evasione fiscale. Esclusa la possibilità di condoni” ma fin qui nulla di nuovo, tutto già detto ieri.

Ore 16.07 - Molto duro monti nel delineare un eventuale crollo dell’euro. Continua: “Guardiamo con fiducia ai nostri titoli di stato, hanno oggi rendimenti eccessivamente alti che speriamo scendano presto. E oggi come sapete quell’indicatore, lo spread, sta denotando grande attenzione positiva per quanto abbiamo ieri annunciato e deliberato. L’Italia non fallirà”.

Ore 16.05 - Monti parla alla Camera: “Al di fuori dell’Euro e della casa comune europea ci sono il baratro della povertà e della stagnazione.

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Cosa dicono all'estero del decreto salva-Italia di Mario Monti

pubblicato da V.

cosa dicono estero decreto monti salvaitaliaSe per Olli Rehn, il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, santo cui l’Italia si sta votando per cercare di uscire dalla crisi (insieme all’Euro) le misure prese dal governo Monti sono “tempestive e ambiziose”, che si dice oltre i confini nazionali del decreto salva-Italia di Mario Monti? Forse a rendere al meglio la malinconia di una manovra in cui pagheranno, e non poco, i soliti noti, è riuscito un organo di informazione online poco noto in Italia, l’Edmonton Journal. “La Dolce Vita? Non sta più qui”. C’è un po’ di stereotipo italiano nel pezzo, ma c’è anche la coscienza più chiara all’estero rispetto a quel che vedo ogni giorno qui in Italia che la festa è finita. E c’è in ballo qualcosa di veramente grosso, oltre all’eventuale default del Paese, l’intera unione monetaria europea, lo standard di vita cui siamo abituati. Scrive Matthew Fisher

Lo stile di vita godereccio raccontato da Federico Fellini ne La Dolce Vita si può ancora ritrovare in via Veneto. I camerieri dei ristoranti e dei bar sul corso infatti presentano senza timidezza un conto di 40$ per un normalissimo piatto di tortellini. Ma il livello di vita di via Veneto e dell’Italia sono minacciate come mai lo sono state in passato. Davanti alla minaccia di un default e al rischio della caduta dell’Euro, il primo ministro Mario Monti ha approvato domenica un pacchetto di misure durissime, per salvare l’Italia dalla tempesta finanziaria che la sta colpendo e l’euro dalla rovina.

Il Wall Street Journal invece allarga la questione. È la moneta unica, al centro delle attenzioni del quotidiano economico. Il piano di Monti, il decreto salva-Italia, infatti apre una settimana chiave per la moneta unica, destinata a culminare l’8 e il 9 dicembre, con l’eurosummit nel quale verranno annunciate le modifiche ai trattati europei.

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A chi non piace il decreto salva-Italia di Mario Monti

pubblicato da V.

decreto salva italia mario monti criticheDov’è l’equità? Questa è la principale critica mossa al decreto salva-Italia presentato ieri in serata da Mario Monti. Già nell’equilibrio della manovra, la bilancia pende decisamente più sulle tasse che sui tagli: su 30 miliardi di manovra, 12 sono di tagli, 18 di tasse. Una serie di imposte pesanti, che in alcuni casi peseranno su tutti gli italiani - come l’Imu, la nuova Ici al 4×1000 sul valore catastale rivalutato del 60%, quella sarà una stangata per tutti - in altri sui più deboli, come nel caso del blocco dell’adeguamento inflazionistico per le pensioni oltre i 936 euro dal 1° gennaio 2012.

I sindacati infatti sono sul piede di guerra, credo che non ci si renda ancora bene conto di quanto saranno caldi i prossimi mesi. Sarà un inverno e una primavera calda, dal punto di vista della mobilitazione sindacale. Vedremo le conseguenze della “amara medicina”, come l’ha descritta oggi Dario di Vico sulla prima pagina del Corriere della Sera, intanto Susanna Camusso della CGIL, l’ha definita “socialmente insopportabile”. Forse unendo le due definizioni ci si avvicina alla realtà: “un’amara medicina socialmente insopportabile”. Vedremo nei prossimi mesi, pressoché certo uno sciopero generale. E anche il PD, non ha apprezzato in toto le misure presentate ieri, insistendo sulla poca equità delle misure. Anche perché l’appoggio a una manovra del genere rischia di pesare pesantemente dal punto di vista elettorale per il Partito Democratico.

Dice bene Roberto Scafuri su Il Giornale, che l’appoggio dato a Monti è un harakiri per Bersani, e intercetta le dichiarazioni anonime di un esponente del PD. Che spiega

«Operai e ceto mediobasso - dice - da tempo non si fidano più di noi, ci hanno abbandonato. I ricchi veri e gli evasori non hanno bisogno di noi: dopo anni di vacche grasse, ora si godono i soldi portati all’estero. Con la stangata dei professori, ci giochiamo anche il ceto medio e medioalto, i nostri elettori. E per che cosa? Per Monti e Passera. Ma la domanda che mi faccio è un’altra: dopo questo, il Pd a che serve più? Noi, chi rappresentiamo? Io, chi sono?».

Bella domanda. Da leggere il pezzo di Scafuri.

Perché la chiave è tutta lì: l’impressione è che si sia fatto pagare, al solito, chi non poteva non pagare. Lavoratori dipendenti, pensionati, puntando sulla casa, sulla previdenza, e toccando solo di striscio i veri ricchi e i grandi patrimoni, oltre ai grandi evasori, La tassazione dell’1,5% sui capitali scudati al rientro in Italia è troppo leggera. Ma un ulteriore inasprimento della misura avrebbe, secondo i tecnici del governo di Mario Monti, causato una ulteriore fuga all’estero dei capitali. E al momento, l’Italia non può permetterselo.

Foto | Flickr

Tutto il decreto salva-Italia di Mario Monti

pubblicato da V.

mario monti decreto salva italiaE così è arrivato: con un po’ di anticipo e dopo un Consiglio dei Ministri straordinario l’atteso provvedimento. Si chiama decreto salva-Italia la manovra che Mario Monti ha presentato ieri in serata. Che cosa contiene il decreto? Vediamolo rapidamente. Per dare qualche cifra: la manovra complessivamente “pesa” 30 miliardi di euro, di questi 12-13 sono di tagli, mentre 18-17 sono di nuove tasse.

Al centro dell’intervento le pensioni e la previdenza. Cambia parecchio: prima di tutto arriva il sistema contributivo per tutti, con cui si andrà in pensione dopo 41 o 42 anni di versamenti. Prima erano 40. Già dal 2012 per le donne si ritocca la pensione di anzianità che sale a 62 anni, mentre l’asticella prima si fermava a 60. Destinata a fare molto discutere la misura che blocca l’adeguamento inflazionistico delle pensioni oltre i 936 euro: i sindacati sono pronti a dare battaglia a riguardo. Si partirebbe col blocco dell’adeguamento dal 1° gennaio 2012.

Niente patrimoniale, come ventilato in passato. Ma torna l’Ici, l’imposta comunale sugli immobili in precedenza abolita per la prima casa. Si chiamerà Imu, e la si pagherà sul 4×1000 del valore catastale, rivalutato per l’occasione del 60%. Prevista per le altre abitazioni al di fuori della prima casa un’imposta modulata sul 7,6×1000 del valore catastale, sempre con ampia libertà d’azione per i Comuni che la adotteranno.

Niente aumento dell’Irpef, ma in arrivo qualche misura per colpire i ricchi. Ci sarà una tassazione dell’1,5% sul rientro in Italia dei capitali scudati portati all’estero, imposte sulle barche di lunghezza superiore ai 10 metri e su aerei ed elicotteri privati, insieme a un superbollo per le auto di potenza superiore a 170kW. L’imposta di bollo per i conti correnti bancari viene estesa anche al deposito titoli, alle polizze assicurative sulla vita e ai fondi comuni.

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