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Tutti gli articoli con tag decreto gelmini

Passa alla Camera la Riforma delle Università: il decreto Gelmini spiegato in 5 punti

pubblicato da Luca Landoni

Il decreto Gelmini per la parte relativa alle università da ieri è legge. La proposta è passata alla Camera con 281 voti a favore e 196 contrari (Idv e Pd), avvalendosi anche dell’astensione tecnica dell’Udc. I centristi hanno così inteso concedere “un’apertura di credito” al provvedimento. Giudizi di merito in questi mesi ne sono stati dati a iosa. Scopo di questo post è invece analizzare i punti salienti della legge, cercando di animare un dibattito.

1) Atenei virtuosi. Tutte le università italiane addirittura 26 su 58 al momento) che spendono più del 90 per cento del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) in stipendi non potranno più bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo. I cosiddetti atenei virtuosi, cioè i migliori secondo i suddetti criteri avranno invece accesso ai fondi stanziati ad hoc (7% del Ffo più fondo straordinario della finanziaria 2008).

2) Trasparenza. Da ora in avanti in sede di bilancio consuntivo i rettori saranno tenuti a pubblicare i risultati delle attività e tutti i finanziamenti pubblici e privati ottenuti (sì lo so che sembra incredibile che non fosse già obbligatorio, NdR). Inoltre in tutte le commissioni di concorso per la selezione di docenti e ricercatori sarà obbligatoria la presenza di docenti esterni, sorteggiati e in maggioranza rispetto ai membri interni.

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Riforma Gelmini: l'autoriforma dell'Onda parte prima. Il diritto allo studio

pubblicato da Luca Landoni

Da più parti l’Onda studentesca che si oppone alla Riforma Gelmini e dell’università in generale, è stata accusata di voler solo distruggere e non costruire. Se ciò poteva essere vero in passato, ora sicuramente non lo è più. Il sito di riferimento degli studenti in lotta,ateneinrivolta.org, ha infatti pubblicato oltre al video di cui sopra un documento articolato, scaturito dal cosiddetto workshop svoltosi alla Sapienza di Roma.

La proposta è organizzata in tre diversi file, denominati Il diritto allo studio, Ricerca e Didattica. E’ nostra intenzione analizzarli tutti e tre senza alcuna preclusione, al fine di consentire ai lettori di farsi un’idea libera e indipendente, al di là delle posizioni di chi scrive. Cominciamo dal primo file.

Il diritto allo studio. Al di là dell’esordio drammatico (”Il workshop di ieri è stato partecipato da circa un migliaio di persone”, viva l’italiano), siamo di fronte a un vero manifesto programmatico che cerca di dare una risposta alla crisi e di spiegare le scelte successive. Il punto di partenza è il curioso motto “noi la crisi non la paghiamo”; curioso perché nessuna categoria la vuole pagare ma qualcuno dovrà pur farlo, anzi possibilmente tutti in misura eguale, anche se siamo d’accordo sul fatto che questa sia un’utopia.

Chiarito che anche il centro-sinistra ha contribuito allo “smantellamento dell’istruzione e della ricerca”, si accusa tuttavia il governo di nascondere una matrice ideologica dietro la logica dei tagli ex-legge 133. L’ideologia in questione non è ben chiarita, ma l’accenno velato è presumibimente rivolto alla privatizzazione indotta. In seguito si torna sul vecchio cavallo di battaglia della liberalizzazione dei corsi e riduzione delle tasse universitarie, secondo il motto “la crisi la paghino le banche, le imprese, i governi e i baroni”.

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Annozero: la diretta di PolisBlog

pubblicato da Luca Landoni



Cari amici di PolisBlog. Tra venti minuti circa avrà qui inizio la diretta di Annozero. Appuntamento a tra poco.

Ore 21: Michele Santoro appare sorridente e di ottimo umore e tiene immediatamente a chiarire il caso del suo imitatore censurato. Nessun caso. Non c’è mai stata censura, o almeno così pare. In realtà il discorso del conduttore non appare chiarissimo, ma avrete comunque letto sui giornali degli eventi. Siparietto concluso e spazio (finalmente) a Marco Travaglio.

Ore 21.20: Travaglio parla di intercettazioni, prima di D’Alema poi di Dell’Utri, infine di Scajola. Inquadratura su Castelli che lo osserva perplesso. Fari puntati sul consociativismo destra-sinistra: quando si tratta di salvare i colleghi dalla magistratura le autorizzazioni a procedere vengono sistematicamente negate. Chiusura ironica su Brunetta, perfetta per introdurre il primo tema della puntata.

Ore 21.25: passa un gustoso servizio sullo sciopero degli statali con tanto di bandiere rosse, e i cittadini imbufaliti che li accusano di non fare nulla (eufemismo). Ritorno in studio e parola a Di Pietro sull’elezione di Villari a capo della commissione di vigilanza Rai (e relativa bocciatura di Leoluca Orlando). Battaglia tra Castelli e Di Pietro sui nomi per Rai e Corte Costituzionale. Come la sinistra ha bocciato Pecorella noi bocciamo Orlando. Di Pietro replica non senza qualche buona ragione, ma Castelli è inappuntabile quando sottolinea che Orlando non ha l’equilibrio necessario. Pari e patta (e Villari resterà, probabilmente).

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Stasera PolisBlog in diretta su AnnoZero: fannulloni e riforma Gelmini al vaglio di Santoro

pubblicato da Luca Landoni

Questa sera PolisBlog inaugura una nuova iniziativa, con la prima diretta serale su Annozero. Visto l’estremo interesse che la trasmissione riveste per i nostri lettori (due settimane fa abbiamo registrato non meno di 230 commenti) abbiamo deciso di seguire la trasmissione live con continui aggiornamenti sugli eventi, un po’ come facemmo ad aprile in occasione delle tribune elettorali dei candidati. Se l’iniziativa avrà un riscontro positivo non escludiamo di ripeterla ogni giovedì, o comunque in occasione dei programmi di maggior interesse. In questo senso vi chiediamo un feedback, per usare un termine che avrebbe fatto (giustamente) imbestialire Nanni Moretti.

Venendo alla puntata, si prevedono scintille con sul tappeto due campi di battaglia fondamentali degli ultimi mesi: la Riforma Gelmini e le iniziative di Brunetta sui cosiddetti fannulloni.

L’inchiesta di Sandro Ruotolo farà vedere come proprio quei dipendenti pubblici bollati come fannulloni facciano girare la macchina della giustizia al tribunale di Milano. Il collegamento in diretta sarà dal Politecnico di Torino, dove Ruotolo raccoglierà studenti e operai che affrontano insieme la protesta contro la riforma della scuola.

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L'Onda studentesca cerca l'alleanza con i lavoratori. E chiede alla Cgil lo sciopero generale

pubblicato da Massimo Falcioni

Gli studenti non si sono accontentati del “mezzo” passo indietro del ministro Gelmini e del governo. E dopo tre settimane di lotta hanno proseguito con intensità la protesta e la mobilitazione.

Il fatto significativo, che potrebbe dare una svolta al “movimento” della scuola, è l’aggancio degli studenti con il mondo del lavoro per sancire una nuova alleanza politica dall’esito attualmente non prevedibile.

Insomma, gli studenti hanno capito una verità storica: senza l’alleanza con i lavoratori, non si vince.

Così l’Onda è intervenuta all’assemblea nazionale dei delegati della Fiom-Cgil chiedendo solidarietà e addirittura uno sciopero generale che di fatto paralizzi il paese.

Nel documento dell’Onda si prende di mira il governo il cui “consenso, come le bolle finanziarie americane, si sgretola appena si ha il coraggio di metterlo in discussione”. Il documento aggiunge: “Le lotte studentesche dimostrano che se si costruisce il conflitto, se si pratica una reale opposizione, il governo va in crisi”.

Da ciò la richiesta di uno “sciopero generale immediato, con al centro la richiesta di abrogazione della legge 133 e del decreto Gelmini 137, appena convertito in legge”.

Finchè si discute, tutto bene. Ma, come si dice, “prima il pensiero”. Ragazzi, lottate: ma studiate!. Ripassatevi il Lenin de “L’estremismo malattia infantile del comunismo”. Poi ne riparliamo.

Riforma Gelmini: le linee guida sull'università. Premiati i virtuosi, bastonati i dissipatori

pubblicato da Luca Landoni

Ieri in Consiglio dei ministri è stato licenziato il decreto Gelmini sulle università. Non mancano le sorprese e anche i cambiamenti parziali di rotta, segno che le richieste dei rettori almeno nella loro parte più ragionevole (esempio ne è stato la lettera di Ballio, Politecnico di Milano) sono state accolte. Vediamo insieme i principi della riforma.

Blocco del turn-over. Il limite del 20% è stato innalzato al 50%, con l’intesa che le nuove assunzioni riguarderano solo i ricercatori. E così per ogni due docenti in pensione potrà essere assunto un ricercatore.

Premi ai virtuosi. I 500 milioni di incentivi per la ricerca andranno esclusivamente agli atenei che abbiano rispettato i parametri di legge nelle assunzioni (torniamo qui al caso del Politecnico milanese). Chi abbia sforato il tetto del 90% nel rapporto fondi/stipendi non solo non riceverà nulla, ma (finalmente) non potrà bandire ulteriori concorsi.

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Riforma Gelmini: la verità sugli scontri di Piazza Navona e la cantonata micidiale presa da Beppe Grillo

pubblicato da Luca Landoni

Mi perdonerete il titolo un po’ pretenzioso quando tutti ben sappiamo che la verità non esiste, per dirla con un sofisma, e anche se esistesse sarebbe ben nascosta tra le pieghe delle rispettive opinioni. E dunque proprio da qui vogliamo partire, mettendo a confronto due opposte posizioni, in un racconto di come sono andate le cose, e due opposti filmati che dovrebbero rappresentare la realtà vista da destra e da sinistra. Ok, sarebbe meglio dire vista da comunisti e fascisti e chiamare fuori i moderati, ma che volete, il giornalismo è un mondo fatto di generalizzazioni.

Abbiamo aperto col video d’accusa già riportato dal nostro Bruno Marino. Continuiamo con la versione dei giovani del servizio d’ordine di Rifondazione Comunista:

Racconta Yassir: «Io stavo andando al lavoro quando mi ha telefonato un ragazzo del liceo Tasso per avvisarmi che i fascisti stavano picchiando la gente. Temevo che esagerasse, ho chiamato altre persone, e tutti confermavano le aggressioni. Parlavano di sangue. Ho radunato altri compagni e siamo andati». Insieme a quelli dell’università: «E mica sono il Settimo Cavalleggeri! — sorride Simone —. Era già previsto che venissero anche loro, hanno solo accelerato un po’ il corteo». Con il loro camioncino: «Certo — risponde Emiliano - quello c’è sempre, per gli altoparlanti e i megafoni. Mazze non ce n’erano, stai sicuro. Quando siamo arrivati abbiamo trovato la piazza terrorizzata dalle violenze precedenti e i fascisti schierati in formazione, coi bastoni pronti. A quel punto che fai?». Già, che fai? Yassir: «Abbiamo formato un cordone e fino all’ultimo abbiamo tentato di tenerlo, ma la piazza dietro spingeva e quelli davanti aspettavano co’ ’sti bastoni come fossero giocatori di baseball». E voi coi caschi in testa: «Certo, per protezione. A mani nude, però. A un certo punto non abbiamo tenuto più e c’è stato lo scontro. Coi poliziotti a godersi lo spettacolo».

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Decreto Gelmini e legge 133: la riforma vista da dentro. Commento sulla lettera agli studenti del Rettore del Politecnico di Milano

pubblicato da Luca Landoni


Foto da Getty Images

Oggi proviamo a fare una cosa diversa, analizzando punto per punto la posizione sulla Riforma Gelmini-Legge 133 (ma meglio sarebbe dire sui tagli di Tremonti) di un insider di lusso come il Magnifico Rettore del Politecnico di Milano, Giulio Ballio. Ringraziamo per questo l’utente Proust che ci ha girato la lettera inviata dal Rettore a tutti gli studenti dell’ateneo. Vi anticipo che a breve contatteremo direttamente il dott. Ballio per avere una sua intervista diretta sull’argomento.

Sulla stampa, in molti striscioni, nelle manifestazioni si richiamano due realtà completamente diverse: la proposta del Ministro Gelmini sulla Scuola elementare e la legge 133/08 relativa al contenimento della spesa pubblica, il cui testo ricalca le proposte del Ministro Tremonti. Vi intratterrò soltanto sulla seconda che riguarda anche le Università […] Le riduzioni previste sono indistinte e colpiscono indiscriminatamente, senza considerare le differenze di funzioni, compiti e risultati delle varie tipologie di amministrazioni.

Per quanto è relativo alle Università statali come la nostra, le due conseguenze più rilevanti di questa legge approvata prima dell’Agosto 2008 sono le seguenti:

* una riduzione del finanziamento statale al sistema universitario (FFO = Fondo di Finanziamento Ordinario) a partire dal bilancio 2010 (quindi dal 1 gennaio 2010);
* la drastica riduzione del turn over (ogni 10 persone che vanno in pensione, ne possono entrare soltanto 2 fino al 2012 e poi 5 dal 2013)
* la possibilità di trasformare le università in Fondazioni di diritto privato.

Fin qui il preambolo, che distingue chiaramente tra Riforma Gelmini e tagli alle università, un po’ come noi abbiamo cercato di dimostrare in queste settimane. I punti individuati sono 3, vediamoli uno ad uno.

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Riforma Gelmini, legge 133 e Anno Zero: io non ho paura

pubblicato da davide f.

“Il decreto Gelmini è legge e il Governo ha annunciato che adesso si occuperà dell’Università. Le proteste degli studenti si fermeranno?”. Questo il tema di una puntata frizzante e molto partecipata di Anno zero, dal titolo “Io non ho paura”. Prima nota in apertura di serata, il conduttore sottolinea come dei politici invitati si siano rimangiati la parola rinunciando alla partecipazione: coda di paglia? Certo che in un momento come questo rinunciare ad un confronto sa molto di paura di figure imbarazzanti.

Introduzione divertente e pungente di Travaglio (qui sopra), con al centro la “parolaccia” conflitto d’interessi, che da qualunque parti la prendi vede spuntare il premier e il suo staff. E poi, la domanda: quando Berlusconi parla di tv di stato cosa vorrebbe dire? Forse si dimentica chi dovrebbe rappresentare lo stato adesso…Diretta dall’università occupata di Pisa e grande partecipazione giovanile in studio.

Interessanti gli interventi dei ragazzi del movimento e del rappresentante di Azione universitaria, imbarazzante un ragazzo (evidentemente adoratore del premier) che non ha fatto altro tutta la sera che parlare sopra gli altri per difendere il suo governo, con la chicca finale della “scena di gelosia” a Santoro. A impreziosire lo studio l’economista Tito Boeri e Ignazio Marino del Pd.

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Stasera ad Annozero: l'atteso ritorno di Sabina Guzzanti

pubblicato da Luca Landoni

Questa sera ad Annozero si preannuncia una puntata davvero speciale. Al di là dell’argomento principe di questi giorni, vale a dire la Riforma Gelmini, Michele Santoro ha messo a segno un colpaccio, convincendo Sabina Guzzanti a tornare in Tv. La comica-polemista dovrebbe esibirsi in uno dei suo più riusciti cavalli di battaglia, l’imitazione di Silvio Berlusconi, che secondo le ultime indiscrezioni sarà suddivisa in almeno tre siparietti.

Venendo al fulcro della trasmissione, il titolo della puntata sarà Io non ho paura.

Il decreto Gelmini è legge e il Governo ha annunciato che adesso si occuperà dell’Università. Le proteste degli studenti si fermeranno? Domani sciopero della scuola e tensione alta per il corteo, dopo gli scontri di oggi a piazza Navona.
La trasmissione di Michele Santoro racconterà non solo la protesta degli studenti, ma anche quella dei ricercatori delle Università e dei lavoratori delle fabbriche che stanno facendo ricorso alla cassa integrazione, come la Merloni di Fabriano.

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