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Tutti gli articoli con tag denis verdini

P3, chiesto il rinvio a giudizio per Denis Verdini e Marcello Dell'Utri

pubblicato da il passator cortese

I “pesci grossi” sono Denis Verdini e Marcello Dell’Utri, coordinatore del Pdl il primo, senatore e promoter di Forza Italia il secondo. Per le due “colonne” di Silvio Berlusconi la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulla P3.

Sono accusati, assieme ad altri 18 “pesci piccoli” di associazione segreta «volta a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali». Mica bruscolini. Il procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo e il sostituto Rodolfo Sabelli hanno chiesto il giudizio anche per l’imprenditore Flavio Carboni, Arcangelo Martino, ex assessore al comune di Napoli e Pasquale Lombardi, l’ex giudice tributarista.

Un altro filone dell’inchiesta contesta il reato di corruzione nell’ambito dell’eolico in Sardegna e per questo si è chiesto il rinvio a giudizio anche per il governatore Ugo Cappellacci.

Secondo la Procura di Roma, gli indagati hanno «costituito, organizzato e diretto un’associazione per delinquere diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti di corruzione, abuso d’ufficio, illecito finanziamento, diffamazione e violenza privata». In particolare la Procura di Roma contesta a Denis Verdini, Marcello Dell’Utri e all’imprenditore Flavio Carboni di aver costituito l’organizzazione segreta «e allo scopo di gestirne l’attività e realizzarne gli scopi, sviluppavano una fitta rete di conoscenza nei settori della magistratura, della politica e dell’imprenditoria da sfruttare per i fini segreti del sodalizio e per il finanziamento di esso e dei suoi membri, e ciò anche grazie all’attività di promozione di convegni e incontri di studio realizzata per il tramite dell’associazione culturale denominata ‘Centro studi giuridici per l’integrazione europea diritti e libertà».

L’associazione culturale che era gestita dall’imprenditore Arcangelo Martino e dall’ex giudice tributarista Pasquale Lombardi. L’organizzazione, secondo l’accusa «approfittava delle conoscenze così realizzate per acquisire informazione riservate, influire sull’esercizio delle funzioni pubbliche rivestite dalle personalità avvicinate dai membri dell’associazione e collocare in posizioni di rilievo in enti pubblici e apparati dello Stato persone gradite al gruppo».

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il commissario Ue Olli Rehn mette pressione al governo traballante: “Servono misure più stringenti”. Intanto il Cav non si dimette: “Voglio vedere in faccia i traditori”. Spezzeranno le Rehn al nemico?

Anche i benzinai se ne sono accorti. Parlano di “governo in confusione” e lanciano uno sciopero che si preannuncia pesantissimo. Cosa ne pensa il ministro Romani? Avanti il (f)Esso

Fedelissimi del premier in tilt. Quando Gabriella Carlucci annuncia il suo addio, Verdini butta all’aria il pallottoliere e prende il telefono per convincerla. Ma sbaglia e chiama la sorella. Che nervosismo. CamoMilly

Dal centralino di Portobello all’abbandono del Pdl, la vita della Carlucci è stata all’insegna dei mercati e mercatini (anche delle vacche). Ora fa imprecare Berlusconi. Porcobello!

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P3 - Milioni di euro a Dell'Utri e Verdini?

pubblicato da Alberto Puliafito

Marcello Dell'Utri e Denis Verdini

Prestito infruttifero. Questa la causale di bonifici per 8 milioni di euro emessi da Silvio Berlusconi a Marcello Dell’Ultri. Per sistemare la sua posizione in banca, per aiutarlo con i lavori di ristrutturazione della casa - le case. Tornano sempre, queste benedette case, da Fini a Scajola a Tremonti a Dell’Utri -.

E ci sono anche 8,3 milioni di euro regalati da Tonino Angelucci, deputato del PdL, a Denis Verdini, o’ coordinatore, come lo chiama il massone impersonato da Corrado Guzzanti.

Il Fatto quotidiano, oggi, ipotizza che quelli possano essere soldi della P3. Se non altro, perché i le somme sono davvero importanti e perché i due beneficiari sono coinvolti pesantemente nelle indagini sulla P3. E si chiede perché Berlusconi e Angelucci abbiano versato somme così importanti a persone nel mirino dei magistrati.

Dell’Utri risponde così a Marco Lillo, che gli chiede a cosa servissero quei soldi:

Una parte serviva per ristrutturare la mia casa. E poi, come è scritto chiaro sul bonifico, sono prestiti. Quando li restituirò è affar mio. Non del Fatto.

Siamo davvero sicuri che la cosa, riguardando politici in vista e indagati, si possa semplicemente ridurre al prestito fra amici? Dubitare è lecito.

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Denis Verdini: no alle intercettazioni. Via libera per Marco Milanese

pubblicato da Alberto Puliafito

Denis Verdini

Non potranno essere utilizzate le intercettazioni telefoniche fra Denis Verdini (coordinatore del PdL) e l’imprenditore Carlo Fusi nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti all’Aquila (la richiesta di autorizzazione a procedere del gup).

La cosa interessante - la memoria è importante - è che il 5 marzo 2010 Verdini ammette ai pm di Firenze di aver raccomandato l’impresa Btp di Carlo Fusi perché avesse “qualche appalto” in Abruzzo. E si è giustificato, all’epoca, al punto che il gip di Firenze apprezzò il suo non negare l’evidenza e scrisse:

Ammette infine di avere raccomandato Fusi perchè avesse qualche appalto in Abruzzo. Anche perchè era in un momento in cui lavorava poco; parla delle attuali difficoltà economiche della Btp e del fatto che se può aiutare un’impresa con 3 mila dipendenti lo fa.

Eppure, oggi la Camera ha votato contro l’uso delle intercettazioni, nonostante l’evidenza, 301 voti contro 278.

Ma se il fedelissimo di Berlusconi incassa questo successo, l’ex consigliere politico di Giulio Tremonti, Marco Milanese, non può essere altrettanto lieto.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Oggettivamente la compravendita dei parlamentari non è un gran bello spettacolo per l’opinione pubblica. Pionati di vomito

Gianni Letta che tradisce Berlusconi? Il fido consigliere che lo critica alle spalle e lo pugnala per sostituirlo? Il Cav non può credere sia vero, ma il tarlo del dubbio si insinua. Non tutti i ciambellani riescono col buco

Verdini virilmente: “Il Quirinale? Me ne frego”. Ormai i toni sopra le righe fanno ‘figo’, sono quasi di moda. E questa settimana ne sentiremo di tutti i colori. Fascio-n week

Il Pd vuole prendere spunto da Fazio e Saviano per scaldare i cuori dell’elettorato di sinistra. Bersani sta progettando un format simile su YouDem, la tv del partito. In prima serata, i democrats daranno un’immagine di coesione e unità con Veltroni che leggerà l’elenco degli obiettivi serbi bombardati da D’Alema premier nel ‘99, mentre D’Alema leggerà l’elenco dei giocatori nelle figurine panini che Veltroni non ha mai trovato per i suoi album. Renzi leggerà la cartella clinica di Bersani e Bersani leggerà l’elenco degli amanti di Rosy Bindi. Infine Prodi leggerà i motivi per cui è bello restar fuori da ’sto casino ed è meglio dedicarsi all’amato ciclismo. Vieni via con Merckx

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San Giorgio (Napolitano) protegga l'Italia ...

pubblicato da Massimo Falcioni

Del “Me ne frego” di Denis Verdini, gli italiani se ne fregano. Can che abbaia non morde. Il coordinatore del Pdl, intrallazzato in affari a dir poco loschi, è l’iceberg dello stato del fu partito dell’amore e del premier.

La paura fa 90 e il sultano e tutta la sua corte sanno che presto saranno sepolti lasciando l’Italia allo stremo. Quindi straparlano, minacciano, inveiscono: sono con la bava alla bocca. Fanno ancora notizia perché hanno comprato quasi tutti i media e i pochi “liberi” … ci cascano.

Non fa rumore invece la relazione di De Rita, il suo rapporto Censis. De Rita scrive di un paese senza desiderio né legge: «pulsioni sregolate», «desiderio esangue», «dimensione sociale del peccato» e su su fino alla «personalizzazione del potere che ha distrutto l’autorità», la necessità di ripartire «dal singolo, dalla responsabilità individuale» per provare a ricostruire una casa comune crollata non solo metaforicamente, se non bastassero i simboli dello sfacelo basterebbe tenere il conto delle Domus di Pompei che crollano al ritmo di una al giorno.

Come le aziende sotto i colpi della crisi che nessuno contrasta.

Così, il Presidente della Repubblica è costretto a chiedere rispetto delle sue “prerogative”. E’ Napolitano, oggi, il baluardo certo di questo Paese allo sbando.

Berlusconi sparerà anche l’ultimo colpo in canna e non teme di trascinare nel baratro l’intero paese. Il Terzo polo è una “zeppa” nel costato del premier, ma ancora troppo infarcito di tatticismi e debolissimo nella prospettiva politica. Il Pd non c’è. La sinistra è fuori gioco.

Che San Giorgio (Napolitano) protegga l’Italia.

Verdini: "Le prerogative del Capo dello Stato? Ce ne freghiamo"

pubblicato da Alessandro

Antefatto. Per i berlusconiani se cade il Governo non ci sono alternative alle elezioni. Per Fini non ci sono le condizioni per andare alle urne: la situazione economica è troppo grave e occorre assumere iniziative adeguate. Il Quirinale interviene, facendo sapere che sulle prerogative del Capo dello Stato è meglio non discutere.

Del resto, i precedenti sono univoci: Napolitano non può sciogliere automaticamente le Camere, ma - come più volte abbiamo ricordato - deve prima verificare la possibilità che si formi una nuova maggioranza di governo. Soltanto nel caso in cui ciò non sia oggettivamente possibile, deve provvedere a sciogliere le Camere e ad indire nuove elezioni.

A commento del comunicato del Presidente della Repubblica, ecco arrivare le illuminate ed illuminanti parole del coordinatore del Pdl Denis Verdini, il quale riguardo alle prerogative del Quirinale afferma: “Ce ne freghiamo! Cioè politicamente riteniamo che non possa accadere questo. Anche i partiti hanno le loro prerogative”.

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Denis Verdini ha mentito ai pm? L'informativa dei carabinieri alla Procura de L'Aquila

pubblicato da V.

verdini appalti mentito

Era un po’ sparito Denis Verdini: oggi è invece su tutte le prime pagine. Il coordinatore del PdL avrebbe mentito ai pm quando interrogato sui rapporti tra il Credito Fiorentino e gli imprenditori impegnati nella ricostruzione de L’Aquila, e in particolare riguardo ai rapporti con il gruppo Fusi-Bartolomei.

Verdini per circa vent’anni è stato presidente del Credito Fiorentino, “generando”secondo gli ispettori della Banca d’Italia conflitti di interessi per 60 milioni di euro. Ma perché Verdini oggi è in prima pagina? Perché ai pm aveva dichiarato di avere chiuso ogni rapporto con l’imprenditore Riccardo Fusi - ricordate la cricca? - già nel 1996 o nel 1997.

Non era vero. Lo smentisce un’informativa dei carabinieri alla Procura, che invece dimostrerebbe un rapporto tra Verdini e Fusi proseguito fino al giugno 2007. Ok: ma il terremoto è dell’aprile 2009: in quell’occasione, Verdini avrebbe raccomandato Fusi per alcuni appalti relativi alla ricostruzione, per un valore complessivo, compresi i subappalti, di 21 milioni di euro.

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Eolico. Il conflitto d’interessi di Denis Verdini sarebbe costato al Credito Fiorentino 60 milioni di euro

pubblicato da Giovanni Molaschi

L’inchiesta sulla casa monegasca che il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, avrebbe ceduto al cognato ha spento solo per pochi giorni l’attenzione sull’indagine avviata su Denis Verdini di cui lo stesso coordinatore del Popolo della Libertà ha parlato in una conferenza stampa indetta nelle scorse settimane.

Secondo quanto pubblicato lo scorso settimana dal Corriere Fiorentino gli 007 di Bankitalia avrebbero scoperto che l’ex Presidente del Credito Cooperativo Fiorentino, dopo aver accentrato a sé molte competenze, ha messo a rischio il network bancario di cui aveva la responsabilità investendo ingenti somme su grandi clienti il cui profilo era in contrasto con gli obiettivi dell’Istituto.

Il Corriere della Sera, che approfondisce la notizia raccontando la scalata ventennale di Denis Verdini, ha preferito non spiegare i possibili investimenti poco etici del coordinatore del Popolo della Libertà. Di fatto, è bene ricordarlo, per l’esponente politico i guai con la giustizia sono cominciati negli stessi giorni in cui si è ipotizzato una sua collaborazione con il plurindagato Flavio Carboni che con Verdini avrebbe lavorato per la costruzione di alcuni appalti eolico.

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Verdini in conferenza stampa: "Non ho mai saputo nè fatto parte di associazioni segrete"

pubblicato da Alessandro

massoneria

Nella conferenza stampa che si è svolta oggi alle 15, Denis Verdini, l’attuale coordinatore del Pdl coinvolto nelle indagini sulla nuova associazione segreta denominata P3, oltre a sparare a zero su Fini e Bocchino, ha anche dichiarato di non aver mai saputo nè fatto parte di associazioni segrete. E di non conoscerne nè finalità nè attività.

Ma fare parte di un’associazione segreta è reato? E, dunque, la massoneria in Italia è illegale?

In realtà non è esattamente così. L’art. 18, secondo comma, della Costituzione, prevede, in effetti, che “sono proibite le associazioni segrete”. Non aggiunge altro. Ma tale articolo va letto alla luce di quanto prevede la legge n. 17 del 1982 (Norme di attuazione dell’art. 18 della Costituzione in materia di associazioni segrete e scioglimento della associazione denominata Loggia P2).

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