Tutti gli articoli con tag denis verdini

Pdl: la rivincita di Sandro Bondi. Silvio Berlusconi allontana Denis Verdini

pubblicato da giovanni molaschi in: Popolo delle Libertà PDL



Anche il Popolo delle Libertà potrebbe seguire l’esempio di Pierferdinando Casini, pronto a riformare l’Udc subito dopo le elezioni regionali. Lo scandalo riguardante la Protezione Civile e straripante in aree attigue sarà probabilmente la scusa ufficiale di tale cambiamento.

Secondo quanto sostenuto nei giorni scorsi da La Stampa, Silvio Berlusconi non avrebbe digerito le iniziative che Denis Verdini (coordinatore nazionale del PdL) avrebbe preso sfruttando il suo nome.

Sempre secondo le indiscrezioni riportate dal giornale di Mario Calabresi, in attesa di giudizio, l’uomo sarà allontanato dalla poltrona che occupa. I suoi incarichi saranno affidati, probabilmente, a Sandro Bondi pronto a lasciare il Ministero dei Beni Culturali.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Satira

Protezione civile Spa: prima in molti parevano d’accordo nel centrodestra, ora i fautori sembrano essersi volatilizzati, nessuno la vuole più. SPAriti

Parte Sanremo e intanto anche alcuni nomi eccellenti della politica vanno a ‘cantare’ dai magistrati fiorentini. Mi ricordo montagne verdi-ni

San Guido, nostro protettore civile, va a Ballarò e ricorda che a fine 2008 un sondaggio lo indicava come l’uomo più popolare tra gli italiani dopo Obama e Napolitano. Ma prima del Papa. Concita De Gregorio: “Si sente un supereroe”. Bertol’asso

E se San Guido è meglio del Papa e il SuperCav è l’erede di Cristo, manca una figura femminile degna del cotè celeste. La…Maddalena

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Indagato anche Denis Verdini, coordinatore del Pdl. La nuova Tangentopoli è alle porte?

pubblicato da Luca Landoni in: Big Picture: tutto su...



La notizia è clamorosa. Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, è indagato dalla Procura di Firenze per il reato di concorso in corruzione. E nelle intercettazioni oggetto dell’attenzione della magistratura spunta un altro nome grosso dello stesso partito (ma stavolta frazione AN): Altero Matteoli. Nei confronti di quest’ultimo però ancora nessun provvedimento è stato annunciato.

Verdini dal canto suo ha dichiarato di aver già chiarito la sua totale estraneità ai fatti. Ma quali sono i fatti? Pare che al coordinatore Pdl si contesti la segnalazione di Fabio De Santis per la nomina a Provveditore delle opere pubbliche per Toscana, Umbria e Marche. Ma soprattutto - e qui entra in gioco anche Matteoli - ci sono le telefonate tra l’imprenditore “amico” Riccardo Fusi e l’esponente ex-AN, di cui riportiamo uno stralcio tratto dal Corriere, parte fiorentina.

Fusi: «Ah, il 27, ho capito, niente allora… So che ci dovrebbe essere stato un po’ di sviluppi per quanto riguarda la Scuola di Firenze… Dovrebbe arrivare al ministero una situazione abbastanza importante perché… l’Autorità di vigilanza ha riscontrato varie irregolarità…». Matteoli: «Però io… fino al 27 non torno a Roma ». Fusi: «Ho capito, va bene». Matteoli: «Ok, buone vacanze». L’8 ottobre Fusi e Verdini parlano ancora della stessa cosa. Fusi: «Poi ti volevo dire… con il ministro Matteoli… per quella storia della Scuola dei marescialli, che è nell’interesse dello Stato questa cosa, se si potesse anticipare… Se ci fosse verso che ci mettesse le mani lui…». Verdini: «Con lui ho fissato che ci si sente a fine settimana… ora fammi fare… faccio lui e poi faccio quest’altro…».

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Il Pdl nel caos tra accuse di caserma e bordello

pubblicato da Christian De Mattia in: Partiti Popolo delle Libertà PDL


Il Pdl è in aperta crisi, quotidianamente ci sono accuse tra finiani e berlusconiani in un crescendo di attacchi tra le due fazioni. Lo spettacolo offerto è veramente imbarazzante così come è alquanto ridicola l’inventiva con la quale vengono condite le dichiarazioni dei vari esponenti del partito. E’ tutto un crescendo di caserma Pdl, ghedinate, cesarismo, serpi in seno ecc.

Tocca al coordinatore Denis Verdini coniare un nuovo termine per descrivere la situazione e attaccare il finiano Fabio Granata

Il PdL non deve essere una caserma ma neanche un bordello, dove ogni giorno c’è chi apre bocca e gli dà fiato, usando in modo equivocabile il pluralis majestatis e formando un insopportabile cicaleccio che non tiene conto che esistono un partito, un coordinamento nazionale, i vari organismi, compresi i probiviri

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Veritometro: Lodo Mondadori, Verdini e la differenza tra assoluzione e prescrizione

pubblicato da giulio in: Dichiarazioni Silvio Berlusconi

“un giudice (..) ignora una sentenza penale di assoluzione definitiva emessa nei confronti di Berlusconi, e poco importa che sia avvenuta per prescrizione”.

Denis Verdini

Scopri perchè dopo il salto

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Stasera a Report il caso Europa 7. Lapo Elkann ospite di Fazio

pubblicato da Luca Landoni in: Stasera in TV

Alla seconda settimana di programmazione 2009 Report caccia il carico, buttando sul tavolo l’annosa questione delle frequenze audiovisive. Tutti sappiamo come da anni si trascini la vertenza di Europa 7, il canale che avrebbe da tempo diritto di trasmettere nel nostro paese ma per una serie di cavilli burocratici non si è mai visto assegnare la frequenza. Un caso tutto italiano, che Milena Gabanelli ricostruirà in una puntata dal titolo Modulazioni di frequenze, in onda alle 21,30 su Rai3.

L’autore spiega: “Nel 1999 dopo 15 anni di discussioni e 2 leggi che regolano il settore televisivo si arriva finalmente ad una gara per le concessioni delle frequenze. A vincere sono quasi tutte le emittenti nazionali già operanti, alle quali si aggiunge una rete locale, Europa7. Ma le frequenze non sono assegnate, così mentre le altre televisioni continuano a trasmettere sulle frequenze occupate o comprate sul mercato, Europa 7 resta fuori. Comincia una serie di ricorsi al Tar e alla Corte europea che si concludono a dicembre del 2008 con l’assegnazione di un canale analogico. Per ricostruire la storia bisogna partire dalla prima sentenza della Corte Costituzionale che dichiarò la fine del monopolio televisivo della Rai, e aprì la porta al “far west” dei privati. Decreti e leggi sono stati fatti sempre sulla spinta di sentenze delle Corte Costituzionale, che ha rilevato la mancanza in Italia di pluralismo informativo e di possibilità di accesso uguale per tutti.” A ricomporre le tappe ci sono le interviste ai protagonisti, con particolari inediti: da Giuliano Amato a Oscar Mammì, e poi Antonio Maccanico, Salvatore Cardinale, Fedele Confalonieri, e Paolo Romani.

Mentre l’ospite di In 1/2 h oggi sarà l’Onorevole di Forza Italia Denis Verdini (Rai3 ore 14,30), segnaliamo anche l’interessante intervista a Lapo Elkann, l’estroso rampollo di casa Agnelli, ad opera di Fabio Fazio. Il tutto nell’ambito di Che tempo che fa, in onda su Rai3 alle ore 20,10.

Buona visione a tutti.

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Scontro Berlusconi-Fini sul Pdl. Slitta il congresso costituente?

pubblicato da Massimo Falcioni in: Alle 5 della sera

Spinte dal vento delle polemiche, restano molto agitate le acque nel Pdl.

Alleanza Nazionale dissotterra l’ascia di guerra: non ne vuole sapere di sciogliersi in un nuovo partito senza regole, completamente in mano a Silvio Berlusconi.

Gianni Alemanno, per nulla preoccupato dell’escalation delle violenze nella capitale, soffia sulle polemiche partitiche e punta il dito contro il Cavaliere: “Il Pdl non sarà il partito del predellino”.

E Ignazio La Russa si permette addirittura di ironizzare: “Il premier deve scherzare di meno”, come parlasse di un clown.

In buona sostanza Gianfranco Fini ha detto ai suoi di alzare il tiro e di far rullare i tamburi per far capire a Berlusconi che An c’è e si farà sentire nella costituente Pdl.

Il nodo non è di poco conto. Lo scontro va al di là della lotta per la leadership del nuovo partito e non riguarda solamente il dopo Berlusconi. A porte rigorosamente chiuse si sta battagliando sullo statuto del nuovo partito.

In questo caso le “modalità” congressuali diventano “sostanza” e prefigurano quale partito sarà il Pdl e quale leadership.

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Per Tremonti la sinistra non ha più la cultura nè le idee. "Questa è la nostra occasione"

pubblicato da Luca Landoni in: Giulio Tremonti Popolo delle Libertà PDL



Domenica ore 16. L’ultima giornata della Festa delle Libertà entra nel vivo, con l’arrivo del Ministro per l’economia Giulio Tremonti accompagnato dal coordinatore nazionale di Forza Italia Denis Verdini e dall’onnipresente La Russa. Quello che doveva essere un botta e risposta si trasforma presto in una lezione di storia dell’economia italiana, non priva di svariati attacchi alla sinistra e ai politici della Prima Repubblica, in puro stile tremontiano.

“Questo è un paese con una grande staticità del voto. I figli ereditano le posizioni politiche dai padri e le grandi metropoli non decidono mai le elezioni come per esempio in Francia. Tutto questo tenendo ben conto che l’Italia è sempre stata, è, e sarà un paese di centro-destra. La sinistra un tempo si consolava con l’egemonia culturale - continua il Ministro - ma ormai anche qui il ribaltamento è evidente. La sinistra non ha più la cultura nè le idee. Questa è la nostra grande occasione.”

Il secondo excursus storico prende il via dalla domanda di La Russa sulle ragioni del federalismo fiscale.

“Si può dividere la storia dell’economia italiana in due fasi, la prima dal 1948 al 1970, praticamente priva di debito pubblico. La seconda dal ‘71 fino alla fine della Prima Repubblica in cui il paese ha cominciato a indebitarsi per far star meglio la gente che viveva il trauma delle grandi migrazioni dal sud. Purtroppo ci si è messa anche la crisi mediorientale e l’austerity e si è entrati in una spirale in cui si facevano sempre più debiti per pagare i debiti stessi. Il concetto era che tanto c’era il deficit, e il problema si risolveva da sè. Ma un conto è governare avendo il debito pubblico, un conto è governare facendo il debito pubblico - ha polemicamente concluso Tremonti. - Per questo non accetto lezioni dai politici della Prima Repubblica”

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Gianfranco Fini: investitura Pdl. Voto + 8. Il presidente della Camera non è il classico “delfino” che viene preso per mano per sostituire qualcuno. Ma stavolta sembra proprio che Fini sia sulla rampa di lancio giusta per un futuro da leader. Dice Denis Verdini, coordinatore con Gianni Letta di Forza Italia e braccio destro del premier Berlusconi: “Fini ha tutte le caratteristiche per essere il futuro leader del Popolo delle Libertà. Noi non ci affideremo mai alle primarie. Comunque le leadership non le fanno i partiti ma gli elettori”. Per Fini, investitura o trabocchetto? Di certo un modo come un altro per sbattere la porta in faccia a Casini. Addio al figliol prodigo?

Silvio Berlusconi: toccata e fuga. Voto – 8. A” Porta a Porta” show fra il premier Berlusconi e la campionessa olimpica di scherma Valentina Vezzali che, rivolta al Cavaliere, dice: “Sono sicura che con persone come lei e come me, che tutti i giorni si allenano con sacrifici e che credono in grandi traguardi, l’Italia potrà presto guardare a testa alta tutte le altre nazioni”. Berlusconi ringrazia e la campionessa lo “sfida” con il fioretto. Risponde il premier: ”Non potrei mai, nemmeno con un fiore”. E la Vezzali replica: “Presidente, da lei mi farei veramente “toccare” …”. Anche i dipendenti Alitalia vorrebbero “toccare” Berlusconi. E forse, non solo loro …

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Accordo raggiunto: oggi il Federalismo in Consiglio dei ministri

pubblicato da Luca Landoni in: Lega Nord

La preoccupazione nelle file leghiste era tangibile, e nelle scorse settimane più volte il leader Umberto Bossi aveva tenuto alta la tensione intorno alla riforma federalista per fare sì che non venisse accantonata o rimandata come da più parti veniva surretiziamente invocato. Tutta la giornata di ieri è stata un rincorrersi di vertici di partito, a partire dall’incontro tecnico nell’abitazione romana di Denis Verdini, per finire con la cena tra Berlusconi e Bossi. E l’esito del primo vero momentum veritatis sulla strada della madre di tutte le riforme in ottica Lega è stato positivo.

Due i principali motivi del contendere: il ruolo del meridione e di Roma, come sempre difeso a spada tratta dalla componente An del Pdl, e il reperimento delle risorse per gli enti amministrativi rimasti a piedi dopo l’abolizione dell’Ici. Sul primo punto ampie sono state le garanzie di solidarietà inserite nel progetto di legge, il cui spirito rimane comunque invariato, vale a dire che le regioni “sprecone” verranno punite e perderanno fondi a vantaggio di quelle “virtuose”. Sarà però lo Stato stesso a gestire il fondo di riequilibrio, mentre i livelli di assistenza saranno garantiti in modo uguale per tutti.

Il secondo punto ha visto l’approvazione di massima del Ddl Calderoli, mediato per il Pdl dall’ex-governatore pugliese Raffaele Fitto. I comuni incasseranno una tassa unica sugli immobili e avranno la possibilità, seppure limitata, di istituire tasse “di scopo” per eventi turistici et similia. Quelli sopra i 350.000 abitanti godranno comunque di un finanziamento e di maggiore autonomia di entrate e di spesa. Le provincie incasseranno una tassa sulla circolazione e l’accisa sui carburanti, mentre le regioni gestiranno il fondo perequativo per gli enti locali loro sottoposti.

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