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Tutti gli articoli con tag denis verdini

Denis Verdini contro Gianfranco Fini e Italo Bocchino è sostenuto da Pierluigi Bersani

pubblicato da Giovanni Molaschi

A pochi minuti dalla fine della conferenza stampa che Denis Verdini, coordinatore del Pdl nonché indagato, ha indetto il Corriere della Sera riassume il confronto tra l’esponente politico e i giornalisti che ha trasmesso in streaming sul proprio sito.

Le agenzie che hanno seguito l’appuntamento di Verdini hanno posto il proprio accento su le dichiarazioni che l’esponente politico ha rilasciato su Gianfranco Fini, Presidente della Camera, e Italo Bocchino.

“E’ triste - ha detto Denis Verdini parlando di Gianfranco Fini - che chieda le mie dimissioni, oggi ho visto sui giornali cose equivoche che lo riguardano (in questo passaggio Verdini si riferisce all’abitazione monegasca di Fini scoperta dal Giornale, ndr). Ma io sono dell’idea che non debbano valere due pesi e due misure. Avrebbe dovuto tutelarmi da rappresentante delle istituzioni ed essendo io un altro rappresentante delle istituzioni”.

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Pdl. Cos’è successo ieri tra Denis Verdini (indagato) e Gianfranco Fini?

pubblicato da Giovanni Molaschi


La giornata politica di ieri, come già scritto da Davide F., è stata segnata da un imbarbarimento del conflitto all’interno del Popolo delle Libertà che in queste ore, a pochi giorni dalle dimissioni di Nicola Cosentino (ex Sottosegretario all’Economia che avrebbe avuto dei rapporti con la Mafia), deve gestire la comunicazione relativa alle indagini in corso su Denis Verdini.

Il coordinatore nazionale del Pdl è stato interrogato per 9 ore. Tanto è servito al braccio destro di Silvio Berlusconi per provare a spiegare che le accuse di corruzione su alcuni impianti eolici, per i quali venne interrogato anche Ugo Cappellacci (attuale Governatore della Sardegna per il Pdl), e sulla violazione della legge Anselmi, relativa alla costituzione di una P3, sono infondate.

Parlando degli impianti eolici Denis Verdini ha spiegato che l’unico investimento importante, pari a 2,6 milioni di euro, è stato fatto nel 2004 (anno in cui la Presidenza della Regione Sardegna era affidata a Italo Masala, ex Segretario Regionale del MSI). Di quei soldi, ha precisato l’interrogato, esiste una documentazione che ne tutela l’onestà.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

L’ultimo intervento del Cav su Forzasilvio.it è stato anticipato nientepopodimenoche…toh… dal Tg1 web. Un grande scoop, non c’è che dire, altro che Wikileaks sull’Afghanistan. Minzolini è un vero fanatico del premier. Telebano

C’è chi esclamò con speranzosa interrogazione: “Allora abbiamo una banca?”. E chi una banca se l’è sempre tenuta, senza batter ciglio, pur facendo politica. Ora però Verdini lascia la presidenza e il Cda del Credito cooperativo fiorentino: mossa tattica o sussulto di coscienza? Lui, comunque, si sente un capro espiatorio. Sotto la banca, il capro crepa…

Guerra a bassa intensità D’Alema-Vendola. ‘Baffino’ sul leader di Sel: la politica non la fanno i poeti e poi, in fatto di poesia, ce ne sono di più bravi. Il governatore pugliese risponde: i prosatori del Pd sanno fare solo letteratura della sconfitta, con il cinismo non si conclude nulla. Se il Cav intervenisse in questo certame, direbbe in punta di fioretto: “Poesia? Prosa? Bah, meglio il porno”. Giacomo Leop-hard

La Rai decide di dire basta alla cagnara tv sugli errori degli arbitri di calcio. Qualcuno si chiede: un altro regalo alla concorrenza, ossia a Mediaset? Si pensa a una manifestazione antiberlusconiana ad hoc. Il popolo (mo)viola

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Verdini si dimette da presidente del Credito Fiorentino (Ccf) e resta coordinatore del Pdl

pubblicato da davide f.


Alla fine è successo: dopo giorni sotto il fuoco “nemico” e “amico” Denis Verdini, indagato per la bomba esplosa chiamata P3 - qui un’ampia descrizione di cos’è questa P3 del nostro V. - si è dimesso da presidente del Credito cooperativo fiorentino (Ccf) e da membro del consiglio di amministrazione della banca.

Quali sono le motivazioni? Verdini è indagato per corruzione nell’inchiesta sugli appalti per gli impianti eolici in Sardegna e per “associazione segreta” nell’inchiesta P3. Ovviamente, in pieno stile Casa delle libertà, Verdini si proclama innocente e perseguitato dai media. Ma la strategia (suggerita dal premier) del contrattacco non è bastata, evidentemente. Scrive il coordinatore del Pdl nella lettera di dimissioni:

In questi mesi si è abbattuta sulla mia persona e, indirettamente, sul Credito cooperativo fiorentino, una tempesta mediatica e giudiziaria di ampie proporzioni rese certamente più eclatanti dal ruolo politico che rivesto. Sono assolutamente certo di poter dimostrare, e lo farò nelle sedi opportune, la mia estraneità da ogni illecito che mi viene in questa fase addebitato. Tuttavia devo prendere atto che la rilevanza assunta dai fatti che mi vengono imputati - rilevanza che va bene al di là del merito stesso dei problemi - rischia di gettare un’ombra sulla banca.

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P3: Gioele Magaldi e i rapporti dei "pensionati sfigati" con la massoneria

pubblicato da V.

magaldi massone vanityUno scandalo sempre più interessante, quello della P3, sollevato dall’inchiesta Insider della procura di Roma. Perché? Perché Gioele Magaldi, “massone democratico” come lo definisce Dagospia, viene intervistato da un prestigioso settimanale. E si leva qualche, anzi, molti sassolini dalla scarpa su quanto sta accadendo ai “pensionati sfigati”, molti dei quali personaggi vicini o organici alla massoneria.

Ma c’è un piccolo “ma”: l’intervista al noto settimanale - Vanity Fair - esce tagliata, mancano pezzi che Magaldi riteneva importanti, e non è soddisfatto: ripubblica la versione integrale sul suo sito - noi ve la inseriamo nelle sue parti salienti dopo il salto - e si leggono alcune rivelazioni interessanti. O frasi ad effetto come:

Quanto “al tempo della P2”, non è mai finito. Ha solo assunto nuove maschere, senza alcuna effettiva soluzione di continuità rispetto all’opera di Licio Gelli

Dopo il salto, trovate le domande e le risposte più interessanti e sui protagonisti della vicenda P3, mentre l’intervista integrale pubblicata da Gioele Magaldi è sul sito Grande Oriente Democratico.

Foto | Flickr

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P3: Formigoni, Caliendo, e "l'amico di Milano"

pubblicato da V.

formigoni p3 mozzarelle martinoTorniamo a parlare di P3: la singolare congrega di “pensionati sfigati”, così definita da Silvio Berlusconi non accenna a uscire dalle prime pagine dei giornali. Giustamente: è uno scandalo grossino, che penalmente prevedo avrà ben poche conseguenze per i protagonisti, ma che offre uno splendido spaccato del potere in Italia.

Di come sia gestito da chi lo detiene, di come chi lo detiene venga mosso, di quali siano i pedoni della scacchiera e quali i pezzi più importanti. Un pezzo molto importante - oggi Repubblica dedica un’intera pagina solo a lui - è Roberto Formigoni, “zar” della Regione Lombardia. Anche il Post ne scrive, e naturalmente anche noi.

Due i punti chiave che mettono in imbarazzo il governatore ciellino: le “mozzarelle” e le “passeggiate”.

Passeggiate e mozzarelle. Sono i termini usati dal presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, in alcune conversazioni telefoniche intercettate nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P3. Il periodo è marzo-aprile scorso. La lista di Formigoni è stata esclusa dalla competizione per le elezioni regionali a causa di alcuni vizi formali. Si registra il tentativo, si legge nelle carte dell’inchiesta, di influire sull’esito del ricorso presentato contro l’esclusione della lista

e anche molto altro ancora…

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Bocchino gli ha dato del “coordinatore balneare” e malgrado il Cav lo difenda, per molti ha le settimane contate alla guida del Pdl. Una specie di ‘dead man walking’, un uomo che sta andando incontro alla sua fine (politica). Il miglio verd-ini

Pare che il premier in questi giorni abbia parlato e trattato anche con i muri. E persino con Rutelli. Non si sa se per tutelarsi da un possibile ribaltone dei finiani o se per proporre a Cicciobello la conduzione di un programma Mediaset per ragazzi come quelli di Uan e Five negli anni ‘80. Api Maia

Ministro e minestra. Dopo la grande abbuffata con il Cav e Casini, si moltiplicano le cene vip in casa Vespa. Bave illustri su tovagliati di lusso per due serate (definite “gemelle” dal Giornale) in cui facevano più notizia gli assenti che i presenti. C’era quasi tutto il governo, ma, stando alle cronache, pare che non fossero stati invitati i colonnelli della Lega. Forse i menu della Roma ‘magnona’ non si addicono alle nobili anime celtiche? ‘Trota’ in crosta su…Letta di patate

Dopo aver visitato ‘ground zero’ e aver trovato una certa somiglianza del cratere con il Pd dell’era Veltroni-Franceschini, il segretario Bersani ha scoperto – tra un briefing e un altro – la bontà delle toilette del Pentagono. Ora torna in Italia più ricco interiormente, voglioso e pronto a lottare. Bagno…d’umiltà

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Basteranno le dimissioni dal governo? I finiani non sono soddisfatti per come si è chiusa la vicenda Cosentino. Il casalese è comunque rimasto coordinatore del Pdl in Campania. Forse le opposizioni esterne ed interne al partito di maggioranza insisteranno nella battaglia. Batti il ferro finché è Caldo-ro

Siparietto tra il Corriere e Tremonti. Il giornale: “Al ministro dell’Economia è andato di traverso il mancato invito alla cena vip in casa Vespa”. La replica: “Non è vero, in quel momento guardavo gli emendamenti alla manovra e mangiavo panini”. Inconfessabili trame(zzini)

Malgrado l’età e la malattia, Bossi rispolvera la pubblica canottiera. Ma la Lega non è più quella delle origini e oggi il mitico indumento da tinello estivo mostra una virilità cadente, un celodurismo molle. (S)palle nude

Il buon Verdini sta accumulando avvisi di garanzia qui e là manco fossero punti-premio del Mulino Bianco. Tuttavia il crinale sta diventando pericoloso e il suo cammino politico dentro il Pdl inizia a scottargli sotto i piedi. Carboni…ardenti

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P3: gli intrighi, "Cesare" Berlusconi, l'ombra delle elezioni anticipate e il PD che non c'è

pubblicato da V.

massoni verdini carboni massoneria p3Una settimana intensa quella che si avvia alla conclusione: lo scandalo P3 e l’inchiesta Insider della procura di Roma hanno scoperchiato un calderone di affarismi, clientele, corruttele, dossieraggi e inguacchi imbarazzante persino per un partito come il PdL, che di certo, al contrario di quanto spiega Maurizio Lupi oggi a Repubblica

“Ma quale questione morale. La moralità è nel dna del PdL. Su questo tema non prendiamo lezioni”

con un certo modo disinvolto di gestire il potere e il mandato degli elettori ha sempre avuto confidenza, fin dalle origini nel 1994…

Vediamo di fare l’ennesimo punto della situazione alla luce delle dimissioni di ieri di Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia - e sono tre: Scajola, Brancher e Cosentino - perché, ma sono le solite indiscrezioni che una volta uscite mai si verificano, si inizia a parlare con una certa insistenza di elezioni anticipate, magari a primavera 2011.

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Italo Bocchino chiede, e ottiene, le dimissioni di Nicola Cosentino e querela il Giornale di Vittorio Feltri

pubblicato da Giovanni Molaschi


Per dimostrare l’inesistenza di un’opposizione seria, che ne dicano Dario Franceschini e Antonio Di Pietro, a Italo Bocchino sono stati sufficienti tre giorni. In meno di una settimana l’esponente, finiano, del Popolo della Libertà ha avviato attorno a sé un terremoto sul quale vale la pena riflettere partendo da quanto successo la scorsa domenica.

In un’intervista, rilasciata al Post, commentando le indagini avviate sul coordinatore del Pdl Denis Verdini l’esponente politico ha fatto intendere che per la tutela del partito sarebbe meglio che il braccio destro di Silvio Berlusconi facesse un passo indietro.

“Io - ha dichiarato Bocchino parlando di Verdini - penso che sarà costretto a dimettersi. Finora solo una parte delle intercettazioni, quella relativa alle responsabilità addebitate agli altri indagati. Ma quando emergeranno le intercettazioni che hanno portato a indagare lo stesso Verdini, è difficile che riesca a resistere. La richiesta è per Berlusconi”.

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