Nicola Cosentino una settimana prima del presunto voto di sfiducia che l’opposizione, con il sostegno dell’ala finiana del Pdl, intendeva chiedere contro di lui ha consegnato le dimissioni rinunciando al ruolo di Sottosegretario che esercitava presso il Ministero dell’Economia di Giulio Tremonti.
Le dimissioni, come dichiarato dallo stesso Cosentino, sono state accettate da Silvio Berlusconi che in precedenza, a ridosso delle elezioni regionali alle quali l’ex Sottosegretario si sarebbe dovuto presentare per diventare Presidente della Campania, non aveva avvallato l’uscita di scena dell’esponente politico.
Secondo una nota pubblica diramata poco dopo l’annuncio delle dimissioni di Nicola Cosentino, la persona coinvolta nelle indagini riguardante la nascita di una probabile P3 (qui trovate l’approfondimento scritto da V.) continuerà a fare politica in Campania dove per il Pdl esercita il ruolo di coordinatore.
Ieri vi abbiamo proposto un approfondimento che spiegava in termini semplici cosa fosse questa P3 scoperchiata dall’inchiesta Insider della procura di Roma. Una cricca di affaristi, faccendieri, politici, magistrati, e figure borderline intenta a tramare per aggiustare sentenze e appalti.
Oggi si prosegue: per la maggioranza, o meglio per la parte di stretta fede berlusconiana della maggioranza, si tratta di un polverone. Sono dichiarazioni tanto banali e fatte con lo stampino che quasi non vale la pena citarle, fatta eccezione per quelle di Silvio Berlusconi.
Vediamo le sue testuali parole:
«è un polverone, non succede niente (…) una montatura (…) Quattro sfigati pensionati che si mettono insieme per cambiare l’Italia. Ma se non ci riesco io… (…) ancora una volta metterò tutto il mio impegno personale, assieme a quello del governo e della coalizione da me guidati e legittimati costantemente dal sostegno dei cittadini, per impedire che si ritorni a un passato che gli italiani non vogliono più»
Sicuro sicuro che gli italiani non vogliano una “Mani Pulite 2010″? Io credo proprio che la vogliano. Approfondiamo dopo il salto.
Continua a leggere: Tutto sulla P3: quei "pensionati sfigati" tra giochi di potere ed eversione
Ave, Cesare! Ci mancava pure il Cavaliere sotto … mentite spoglie.
Nell’inchiesta sulla nuova Loggia il premier viene citato ripetutamente, celato dal nome dell’imperatore romano.
Per timore delle intercettazioni, non si usano nomi veri, ma la realtà sembra emergere con inquietante e desolante certezza. Al di là dei nomi coinvolti, stavolta Nicola Cosentino, Denis Verdini, Claudio Scajola e tanti altri nel buco nero dell’eolico sardo, gli appalti per il G8, logge segrete, quel che emerge è sconvolgente sul piano politico ed etico: il “berlusconismo” ha creato e permesso meccanismi di tipo feudale.
Con vassalli, valvassori e valvassini che si sono mossi e si muovono utilizzando il potere, brandendolo come una spada, spremendolo come un limone. Solo ed esclusivamente per interessi personali. Ben oltre il: “Mi manda Picone!”.
Il Cavaliere “caimano” si è tramutato in “sultano”, poi, in un delirio di autoincensamento parossistico, il salto nella corona da “imperatore”, sotto il cui ombrello protettivo crescono e si agitano cricche e bande da basso impero.
Così l’Italia sprofonda. Così il populismo di Berlusconi crolla di fronte a una realtà che impoverisce e mortifica il Paese e punisce e sconvolge gli italiani.
Le regole democratiche sono calpestate, il Parlamento dei nominati è solo succube, le istituzioni dello Stato e gli organi costituzionali sono disprezzati, le televisioni sono sotto un unico padrone, la stampa è sempre più attanagliata, l’infezione della corruzione dilaga.
Di fatto, con Governo, maggioranza e Pdl dilaniati, l’Italia è senza guida.
Berlusconi reagisce come sempre, denunciando il clima “giacobino e giustizialista”, chiamando alla nuova crociata contro il “nemico”. Le idi di marzo sono lontane. Ma sull’”imperatore” grava l’ombra del suo … “Bruto”.
L’inchiesta Insider della Procura di Roma ha scoperchiato un calderone immaginabile, ma a leggerlo - qui il pdf messo online dal Corriere del Mezzogiorno con l’ordinanza integrale - fa un certo effetto: il Potere si mostra per quello che è, cioè un luogo vuoto e senza speranza.
Ma che cos’è questa P3? Di che cosa si tratta? Che cosa faceva e che cosa aveva in mente questa ennesima cricca in cui affarismo, politica, appalti, magistratura, stringevano alleanza e amicizie impensabili o quantomeno discutibili e poco opportune? Vediamo di fare il punto della situazione.
Tutto dopo il salto.
Continua a leggere: Tutto sulla P3: piani, favori, appalti e giudici corrotti
Fa saltare l’incontro con il triumviro Denis Verdini per dimostrare a Silvio Berlusconi chi è che tiene in mano il bandolo della matassa.
Ma Gianfranco Fini non si limita al gioco delle “tre carte”. Il presidente della Camera ha una strategia ben definita, basata sul logoramento a “fuoco lento” del Cavaliere.
Quindi “no” alla ricucitura con Il Premier: anzi marcare in modo sempre più approfondito e plateale la propria distanza dal fondatore e padre-padrone del partito del “predellino”.
Questo perché i problemi politici posti nella “famosa” riunione della Direzione sono tutti lì e lì staranno a marcire. La mediazione è impossibile perché l’ex leader di An ha messo in discussioni i cardini su cui regge il “berlusconismo”.
E soprattutto perché sedersi sulla sponda del fiume può dare frutti insperati.
Fini è certo che le inchieste giudiziarie procederanno e saranno devastanti, con “esito catastrofico” per il Premier e per il Governo. Il cappio della “questione morale” stringerà l’esecutivo fino a soffocarlo definitivamente. Non bastasse, la maggioranza potrebbe frantumarsi sullo scoglio del federalismo e potrebbe essere lo stesso Tremonti a sparare il colpo di grazia.
Così Fini prepara la convention di Generazione Italia, la sua corrente. Cioè il suo nuovo partito. La “rete” è già in acqua. E il pesce è già dentro. Ma non lo sa.
![]()
Mentre alcuni esponenti della maggioranza sono impegnati a dimostrare la propria innocenza, un parte del Governo è in queste ore impegnata a gestire chi al momento in carcere già si trova. Il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, avrebbe elaborato un piano carceri che secondo il collega Roberto Maroni, Ministro degli Interni, sarebbe persino peggio dell’indulto promosso dal 2006 da Clemente Mastella, allora Guardasigilli.
Il preoccupante aumento dei suicidi nelle strutture penitenziari (secondo i dati riportati dal Giornale una persona ogni sei giorni decide di suicidarsi prima di uscire dalla prigione) avrebbero allertato il Ministro Alfano secondo il quale lo spostamento di 12 mila detenuti agli arresti domiciliari potrebbe risolvere il problema tanto a cuore alla radicale Rita Bernardini che per la causa, sull’esempio di Marco Pannella, ha iniziato uno sciopero della fame.
Secondo quanto fatto intendere da Roberto Maroni a chi sull’argomento questa mattina l’ha intervistato il piano di Angelino Alfano potrebbe risultare fallimentare poiché buona parte dei carcerati spostati alla detenzione casalinga non ha un alloggio dove stare.
Continua a leggere: Indulto: Roberto Maroni contro Angelino Alfano
Maroni fa gli accordi bilaterali con i Paesi africani e pensa così di aver risolto il problema dell’immigrazione clandestina. Ma solo un 10% degli irregolari arriva via mare. Prenderla sotto Gambia
Napolitano inizia a festeggiare l’Unità, però la Lega cerca di sminuire la cosa. E la nostra coscienza nazionale viene presa a picconate in modo sistematico e ragionato. Sv-Anita Garibaldi
Il Cav: “In Italia c’è fin troppa libertà di stampa“. E’ una minaccia? Te ne pentiRai
Il coordinatore del Pdl Denis Verdini è indagato per una storia di appalti nel settore eolico. Il premier sta perdendo la pazienza. Gli girano le pale

Non si fa in tempo a registrare un’indagine o una condanna che ne segue un’altra. Questa volta tocca al coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, indagato per corruzione nell’inchiesta su illeciti negli appalti pubblici in Sardegna.
Sulle indagini viene mantenuto il più stretto riserbo ma sappiamo che sarebbero coinvolti anche il costruttore Arcangelo Martino; Pinello Cossu, consigliere provinciale di Iglesias; Ignazio Farris, consigliere dell’Arpa di Sanremo; e un giudice tributario, Pasquale Lombardo.
Il leader del Pdl Silvio Berlusconi, già alquanto refrattario nel caso Scajola del quale ha preso il dicastero ad interim, ha parlato di “complotto contro il governo”, aggiungendo che questo provvedimento non sarà l’ultimo.
Continua a leggere: Indagato anche Denis Verdini per l'eolico in Sardegna

Anche il Popolo delle Libertà potrebbe seguire l’esempio di Pierferdinando Casini, pronto a riformare l’Udc subito dopo le elezioni regionali. Lo scandalo riguardante la Protezione Civile e straripante in aree attigue sarà probabilmente la scusa ufficiale di tale cambiamento.
Secondo quanto sostenuto nei giorni scorsi da La Stampa, Silvio Berlusconi non avrebbe digerito le iniziative che Denis Verdini (coordinatore nazionale del PdL) avrebbe preso sfruttando il suo nome.
Sempre secondo le indiscrezioni riportate dal giornale di Mario Calabresi, in attesa di giudizio, l’uomo sarà allontanato dalla poltrona che occupa. I suoi incarichi saranno affidati, probabilmente, a Sandro Bondi pronto a lasciare il Ministero dei Beni Culturali.
Continua a leggere: Pdl: la rivincita di Sandro Bondi. Silvio Berlusconi allontana Denis Verdini
Protezione civile Spa: prima in molti parevano d’accordo nel centrodestra, ora i fautori sembrano essersi volatilizzati, nessuno la vuole più. SPAriti
Parte Sanremo e intanto anche alcuni nomi eccellenti della politica vanno a ‘cantare’ dai magistrati fiorentini. Mi ricordo montagne verdi-ni
San Guido, nostro protettore civile, va a Ballarò e ricorda che a fine 2008 un sondaggio lo indicava come l’uomo più popolare tra gli italiani dopo Obama e Napolitano. Ma prima del Papa. Concita De Gregorio: “Si sente un supereroe”. Bertol’asso
E se San Guido è meglio del Papa e il SuperCav è l’erede di Cristo, manca una figura femminile degna del cotè celeste. La…Maddalena