Come promesso ci inoltriamo nei principali provvedimenti inseriti nel decreto approvato dal governo e denominato pacchetto anticrisi. Dell’aumento dell’Iva per i canali a pagamento abbiamo abbondantemente parlato, vediamo il resto.
Detassazione degli straordinari. Lo sgravio previsto di fatto è saltato e non sarà prorogato per il 2009, come già annunciato nei giorni scorsi; sarà rimpiazzato dal solo innalzamento del tetto per la detassazione dei bonus, che passa da 30.000 a 35.000 euro annui.
Famiglie a basso reddito. Le famiglie con un reddito massimo di 22.000 euro (35.000 in caso abbiano a carico portatori di handicap) otterranno un bonus di importo variabile tra i 200 e i mille euro. Inoltre tutte le famiglie che già godono di un’agevolazione sulle bollette dell’elettricità, ne otterranno una anche per il gas di importo indicativo intorno al 15%.
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Si fa sempre più aspro il confronto tra Cgil e governo e appare ormai difficile scongiurare l’annunciato sciopero del 12 dicembre che, lo ricordiamo, è stato indetto dalla sola sigla sindacale di Epifani. Sulla singolarità di un atto di forza unilaterale di tal sorta in tempi di crisi nera dell’economia si sono già sprecate illustri parole, ma come sempre noi cercheremo di guardare all’insieme della situazione provando a fornirne un quadro il più possibile obiettivo.
Per questa ragione partiamo proprio dal punto di vista della Cgil e dalla sua controproposta. Epifani chiede infatti un intervento strutturale suddiviso in due punti: restituzione del fiscal drag ai lavoratori, quantificato in 13 miliardi circa, e detassazione delle tredicesime. Gli introiti derivati da quest’ultimo provvedimento andrebbero interamente utilizzati in forme di aiuti al precariato. In assenza di risposta positiva del governo a queste istanze, che in campo politico hanno incassato il solo appoggio incondizionato dell’estrema sinistra, lo sciopero si farà.
La posizione del governo. Giudicata improponibile per evidenti motivi di bilancio la parte del fiscal drag, è invece allo studio una forma di detassazione delle tredicesime, anche se difficilmente potrà configurarsi in qualcosa di più di un brodino. I provvedimenti concreti per ora sono social card e proroga della detassazione degli straordinari per la sola parte relativa ai bonus, ma probabilmente con innalzamento del tetto da 30.000 a 35.000 euro annui.
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Il Consiglio dei ministri di Napoli ha varato una serie di provvedimenti all’insegna della concretezza, almeno sulla carta. La discussione sulla loro efficacia è aperta e non sempre i buoni propositi (o cattivi, a seconda delle posizioni) trovano riscontro nella realtà. Tuttavia il nostro scopo ora non è schierarci a favore o contro, su questo voi lettori siete perfettamente in grado di pensare con la vostra testa, bensì di cercare di capire tecnicamente cosa sia stato deciso, a partire dal pacchetto più complesso, quello economico.
Possiamo suddividere il pacchetto in 3 parti fondamentali: riforma dei mutui, detassazione degli straordinari e abilizione dell’ICI. Esaminiamole una ad una per vedere cosa cambia.
La riforma dei mutui. Lo scopo del provvedimento è ridare fiato a chi abbia stipulato un mutuo variabile e sia stato strozzato dall’aumento dei tassi, e si applica a tutti i mutui aperti entro e non oltre il 2006. Per questa ragione entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto verrà istituita una convenzione con l’ABI (Ass. Bancaria Italiana) che consentirà di trasformare il tasso variabile in tasso fisso, individuato come il tasso medio dell’anno 2006, mentre la differenza tra vecchia e nuova rata sarà versata su un conto a parte.
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