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Tutti gli articoli con tag di pietro

Ore 12 - Berlusconi con l'acqua alla gola. E il Pd che fa?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroMai come in queste ore, con Berlusconi e il suo governo appeso a un filo, il Partito democratico ha il diritto-dovere di mettere sul tavolo le sue carte.

Bersani non può però limitarsi a ripetere che “Il Cavaliere deve andarsene”e non può pensare che, oggettivamente, le proposte presentate ieri alla stampa “per affrontare la crisi e rimettere il Paese sulla via della riscossa democratica” siano il perno del progetto politico-programmatico del Pidì e la base per l’aggregazione di una nuova coalizione di governo.

Così facendo il Pd, più che un partito, resta un luogo geometrico dove convive tutto e il suo contrario, e a dominare resta la politica del: “ma anche”. La parola d’ordine di Bersani: “Allearci con gli italiani” è, appunto, l’iceberg di questo Pd che non sa cosa vuole e con chi vuole fare l’Italia del dopo Berlusconi, se con Casini o Vendola e Di Pietro.

E’ vero, prima della leadership vengono le alleanze e prima ancora vengono i programmi.

Dice preoccupato Marco Follini:”Dobbiamo dire con chiarezza che siamo dalla parte della Bce e non di quanti la avversano. Chiarire numeri alla mano qual è la riforma delle pensioni che abbiamo in mente e come si può spostare la tassazione dai redditi ai patrimoni. Decidere se la proposta Ichino è sua o di tutti noi. E soprattutto qual è il nostro posto, e quali i nostri impegni nel nuovo contesto internazionale”.

Già. Semplice? Tutt’altro. Dietro a ogni domanda non c’è una risposta del Pd, ma ci sono due, dieci, cento posizioni diverse. La buona volontà di Bersani è ammirevole, ma politicamente sterile. Uscire dal guado delle correnti e dei personalismi si può o si sfascia quel poco di partito che c’è?

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: l’eversore. Voto 2- Il Cav si confidava al telefono con l’amico faccendiere latitante Lavitola: turpiloquio e insulti da black bloc contro Quirinale, magistratura, sinistra, parlamento europeo, media che gli impediscono di fare lo “zar”. Fermarlo.

Roberto Maroni: l’inversore. Voto 3- Il ministro dell’Interno coglie l’assist di Di Pietro per una legge Reale bis antiterrorismo. Contro i black bloc servizi di sicurezza o incapaci o complici: Maroni dimissionario! Le leggi ci sono, manca buon senso e capacità politica.

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Pd e Udc (di nuovo) ai ferri corti

pubblicato da il passator cortese

Il Pd alza il tiro contro l’Udc con Anna Finocchiaro che chiede a Casini di uscire dal guscio e di schierarsi. “Ha scelto il luogo della terzietà – chiosa la senatrice - ma non si può essere in questo momento soltanto spettatori, si deve scendere in campo ”.

A stretto giro di posta arriva la replica stizzita dei centristi affidata a Ferdinando Adornato: “Rattrista che una persona intelligente come la senatrice Finocchiaro si iscriva improvvisamente tra i concorrenti del logoro gioco di Di Pietro a prendersela con l’Udc. Non ci sembra che il Pd ci abbia considerato marginali in tutti questi anni di opposizione comune, nei quali siamo risultati decisivi in tutte le vittorie parlamentari, nè che abbia respinto i nostri ripetuti inviti a fare della responsabilità nazionale il segno di una nuova fase politica. Forse le sue parole sono figlie dell’incontro di Vasto, che a differenza di quello di Teano non farà l’Italia, ma la metterà ancora più nei guai”.

“Del resto - prosegue Adornato - ci dica in onestà la senatrice Finocchiaro: di fronte a un Pdl che ripropone Berlusconi, a un Bossi che ripropone la secessione e alla sinistra che ripropone l’Unione, cioè di fronte a un decadente teatrino di recite fallite, è proprio sicura che ancora sia necessario stare di qua o di là e che l’Italia non abbia invece bisogno della svolta politica che propongono l’Udc e il Terzo Polo?”. Ci risiamo.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: l’ingiustificato.Voto 3- Tra le “scuse” del premier per evitare oggi i pm c’è anche l’incontro con il presidente del Parlamento europeo, che però nega “visite ufficiali” e gela il Cav: “Potrei dedicargli due minuti”. Pinocchio.

Pier Luigi Bersani: l’irato. Voto 4- Il segretario del Pd diserta il dibattito con Di Pietro alla festa Idv di Vasto. Tema (“Pronti a governare”) troppo impegnativo o gli attacchi anti pidì e il protagonismo dell’ex pm troppo pesanti? Capponi manzoniani.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giorgio Napolitano: cardinale. Voto 6- Spread e Borse allarmanti: rafforzare il decreto. Così il capo dello Stato chiede “misure capaci di rafforzare l’efficacia e la credibilità”. Chi l’ascolta? Urge “scatto” alla Pertini.

Pier Ferdinando Casini: chierichetto. Voto 5- Il leader dell’Udc critica tutto e tutti, meno se stesso. E Di Pietro lo richiama: “Capitan tentenna deve decidersi con chi stare. Ci interessa una moglie che sta di qua e di là?”.

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Umberto Bossi: fetore. Voto 4-. Il leader del Carroccio manda un messaggio a Berlusconi: “Non tiri la corda. Non so se voteremo il testo sulle intercettazioni”. Poi: “No all’aumento dell’età pensionabile”. Con i suoi abbaia, ma poi con il Cav torna a cuccia.

Luigi De Magistris: tanfo. Voto 4-. Il neo sindaco di Napoli contro Di Pietro, leader del suo stesso partito, perché: “Svolta verso il centro invece di creare un’alternativa con Vendola e Bersani”. Pensi alla monnezza, non alle alchimie della politica nazionale!

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: mani libere. Voto 6-. Alla Camera il premier ripropone la solita minestra riscaldata, ma su un punto ha ragione: “In parlamento esistono almeno tre o quattro opposizioni”. Nella debolezza di Bersani, Di Pietro, Vendola, Casini sta la forza del Cavaliere.

Massimo D’Alema: mani avanti. Voto 5-. Il lider Maximo pensa (troppo) al futuro: “Non basterà un governo di centrosinistra a ricostruire tutto quello che il centrodestra avrà rotto”. Ma oggi la tenuta della maggioranza logora il Pd e le opposizioni. Eccesso di zelo.

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Beppe Grillo: sfiatato: Voto 5-. Il neopolitico sbarca sotto la Madunina facendo tabula rasa: “Moratti incapace, Pisapia vecchio”. Solo in 2 mila ad applaudire il guru a Piazza Duomo. Piazze vuote, urna … vuote? Quando l’opposizione vuol farsi male da sola.

Pier Luigi Bersani: sfiancato. Voto 5-. Dopo la “strigliata” di Napolitano alla sinistra, Casini, Di Pietro e Vendola spronano il segretario del Pd a “decidersi” sulle alleanze. E nei Democrat la resa dei conti s’avvicina. Quando l’opposizione vuol farsi male da sola.

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Ore 12 - Politica e sistema in crisi: il nodo è la legge elettorale

pubblicato da Massimo Falcioni

altroFuori dai giochi com’è, Romano Prodi parla poco, specie delle questioni italiane. E se interviene, tutti a scavare sulle “critiche” dell’ex Premier, nei confronti degli “eredi” dell’Ulivo che fu.

“Quando uno è morto –chiosa il Professore- gli eredi non fanno che litigare. E più grosso è il patrimonio che lascia, più litigano”. E’ una frecciata, peraltro non nuova, contro il Pd e i suoi … alleati, discutibile nei modi e nei tempi, con un importante appuntamento elettorale oramai alle porte.

Ma Prodi affronta il nodo vero, la attuale “debolezza della democrazia italiana”. E, ovvio, questo non fa notizia. La stessa patata bollente della Libia dimostra che l’Italia non ha un Governo che governa, ma non ha neppure una opposizione in grado di proporsi come alternativa credibile.

Il bluff di Bossi sulla politica internazionale è fin troppo scoperto: gli basta una poltrona da vicesindaco di Milano e un sottosegretariato in più per non mandare a casa Berlusconi. Ma se fosse al governo il centro-sinistra? Che linea “unitaria” adotterebbero Bersani (e Casini-Terzo Polo), Vendola, Di Pietro? Sarebbe il caos.

La verità è che la politica italiana è malata perché è malato il sistema. Come uscire da questo labirinto? E’ anche la domanda di Emanuele Macaluso.

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: confetti bianchi. Voto 3-. Il premier affida a un desolante videomessaggio il contrattacco sul Ruby-gate. Minculpop di ritorno. Il Cav annuncia pure il suo “fidanzamento”. Fiori d’arancio? Da Bossi fiorellini blu. Per ora.

Pier Luigi Bersani: confetti neri. Voto 4-. Passata l’inutile Direzione, il Pd torna a dividersi, con Enrico Letta che spinge Bersani a rompere con Vendola e Di Pietro, estremisti massimalisti. Purga da cavallo. Fortuna che Silvio c’è. Per il Pd.

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