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Tutti gli articoli con tag digitale terrestre

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Paolo Gentiloni: strenne natalizie. Voto 7+ L’ex ministro Pd delle telecomunicazioni dice che con una nuova asta delle frequenza tv del digitale terrestre si possono incassare da un miliardo e mezzo a due miliardi di euro. Colpo gobbo per Berlusconi? Tutta colpa dei professori comunisti di Monti. Sì sì …

Giulio Tremonti: re magi. Voto 3- L’ex ministro dell’Economia attacca la manovra economica del governo Monti: “E’ troppo sbilanciata sul lato delle tasse e
non c’è nulla sulla crescita. Il rigore si poteva fare riducendo la spesa pubblica, come avevamo in programma noi anzi che aumentare così le tasse”. Sì sì …

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Intercettazioni: Marina Berlusconi contro gli editori italiani

pubblicato da Giovanni Molaschi



Durante il Salone del Libro di Torino, che si conclude oggi, gli editori italiani capeggiati da Stefano Mauri e Alessandro Laterza hanno deciso di manifestare pubblicamente contro il disegno di legge sulle intercettazioni del Ministro della Giustizia Angelino Alfano.

All’iniziativa, collimata in una lettera pubblica in cui si precisa che il provvedimento potrebbe non garantire la libertà di stampa, hanno aderito tutti gli operatori del settore tranne Marina Berlusconi che per il padre amministra la Mondadori.

Secondo la nota ufficiale divulgata dall’ufficio stampa la casa editrice di Segrate difende in ogni libro la libertà di espressione che secondo gli altri editori, le cui produzioni virano sempre più sull’attualità politica italiana, non è garantita dall’attuale Governo.

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Meno pubblicità sulle pay tv, il Governo si dimentica dell’Italia

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il progressivo aumento della disoccupazione e tutti gli altri problemi che quotidianamente si registrano in Italia dovrebbero far riflettere gli amministratori. Convincerli, se mai ce ne fosse bisogno, che ci sono delle priorità.

Invece da qualche giorno l’attenzione del Governo è solo, e soltanto, la regolamentazione dei mass media ma un digitale terrestre bello, e tutto ciò che attorno si sta pensando, potrà aiutare il cittadino medio a lavorare dignitosamente?

No. Per questo motivo l’ennesimo provvedimento sulle pay tv, secondo il quale entro il 2012 le televisioni dovranno diminuire gli spazi pubblicitari, non sembra adatto al paese. Inutile, anche se si dovrebbe, ragionare sul conflitto d’interessi.

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Il vero switch-off non passa attraverso il digitale terrestre

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il proliferarsi di trasmissioni televisive aventi come argomento principale la politica, come già evidenziato in altri post, è chiaramente un effetto collaterale prodotto dal rapporto morboso che lega gli amministratori del paese e chi per lavoro decide di seguirli.

Per capire come questa relazione, malata, sia dannosa all’Italia è sufficiente ragionare su tre fatti accaduti nelle ultime 48 ore su cui si è smesso di ragionare. Chissà poi perché. A creare l’ennesimo caso è stato Bruno Vespa, accusato da un deputato leghista a Domenica Cinque, di aver pagato Natalì (la prostituta transessuale che si è trattenuta più volte con Piero Marrazzo) per l’intervista realizzata nei giorni scorsi per “Porta a Porta”.

A sottolineare i problemi del servizio pubblico non solo l’anchorman di RaiUno. Secondo quanto riportato dai colleghi di tvblog.it l’intervista a Marcello Dell’Utri fatta da Lucia Annunziata non sarebbe stata trasmessa in tutto il paese.

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Per pochi il sito italia.it, già fallito il mandato del Ministro Brambilla?

pubblicato da Giovanni Molaschi



A pochi giorni dall’annuncio dei tagli ai fondi per lo sviluppo della banda larga, il Governo Berlusconi dimostra nuovamente la propria disaffezione verso la rete. Secondo quanto pubblicato dall’Espresso il sito italia.it sarebbe un totale flop.

Il sito registrerebbe poco più di cento utenti unici al giorno. Oltre alla mancanza di un pubblico il progetto del Ministro Brambilla sarebbe da considerarsi fallimentare poiché i contatti presi in esame testimonierebbero che la vetrina dell’Italia all’estero sarebbe vista solo da persone residenti nel bel paese.

Se i dati dell’Espresso si rivelassero essere esatti qualcuno dovrà spiegare, inevitabilmente, perché sono stati investiti 7 milioni di euro su un sito realizzabile con una cifra infinitamente più piccola.

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La nuova legge sulla par condicio è benedetta da Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il Nobel per la Pace proposto da un comitato promotore, ieri sera, ad Anno Zero potrebbe essere solo l’inizio. Nei prossimi mesi potremmo vederle di più interessanti se il progetto sulla par condicio, proposto da Ignazio Abrignani e benedetta dal premier, dovesse diventar legge.

Secondo quanto proposto dal deputato del Popolo delle Libertà ogni partito avrebbe diritto a più spazio in funzione dei voti raccolti al precedente appuntamento elettorale. Ergo. Più mi voti. Più ci sono.

Al di là di come la si possa pensare su un provvedimento, evidentemente sporcato (e solo quello) di democrazia è la sbagliata par condicio l’unico problema legato ai media da risolvere in questo momento? No. Anzi. Lo swich off verso il digitale terrestre, i cui decoder sono prodotti da una società di Silvio Berlusconi, non è che stia andando propriamente bene.

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Lega: nuove sedi in Sardegna

pubblicato da Giovanni Molaschi



La Lega, malgrado le linee guida dettate dal leader Umberto Bossi, continua a crescere presentando i propri progetti con due registri comunicativi tra di loro contrastanti. Poco dopo la pubblicazione di alcune dichiarazioni becere viene sfoggiato all’elettorato un’idea degna dello statista più illuminato.

A pochi giorni, per fare un esempio, dalle discutibili dichiarazioni del Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia il Ministro dell’Interno Roberto Maroni annuncia l’apertura di nuove sedi del proprio partito in Sardegna.

“Apriremo - ha dichiarato Roberto Maroni - nuove sedi in Sardegna, una per ogni comune. La Sardegna è sempre stata molto affine ai principi ed alle idee della Lega Nord. Noi abbiamo altri orizzonti, noi ci preoccupiamo di risolvere i problemi dell’isola e non di criticare quello che fanno gli altri”.

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