
Come già si sottolineava ieri, Silvio Berlusconi ha deciso di non perdere tempo. Anzi. Da abile comunicatore sa benissimo che per qualche tempo l’aggressione subita gioverà alla sua attività politica.
Alla sua e delle persone che attorno a lui ruotano. Dopo aver annunciato le candidature per le prossime elezioni regionali il Premier ha deciso di sfoggiare il suo secondo asso dalla manica permettendo a Guido Bertolaso di annunciare tutti i cambiamenti riguardanti la Protezione Civile diventata, per decisione dell’attuale Governo, una società per azioni.
La privatizzazione dell’ente, e relativa speculazione, potrebbe quindi essere dietro l’angolo dove non si trova invece gli investimenti per le giovani generazioni. Pur di non concedere il prepensionamento a Bertolaso il Governo ha cambiato le norme che regolano i tempi per cambiare la dirigenza della Protezione Civile.
L’aggressione a Silvio Berlusconi potrebbe rappresentare, tra pochi mesi, un naturale divisorio tra un prima, figlio del gossip più becero, e un dopo, padre di un pragmatismo che raramente si è visto negli ultimi mesi di Governo. Al di là delle proposte. Altrettanto discutibili.
Mentre attorno a Silvio si continua a disquisire su come il Premier deciderà di eliminare dal suo volto i segni dell’aggressione il PdL si emancipa dal proprio leader annunciando i candidati alle prossime regionali.
Appuntamento troppo importante per Pierluigi Bersani per essere sottovalutato. Eppure così stanno le cose tanto che in molti cominciano a chiedersi se sia giusto praticare una laica eutanasia al Partito Democratico.
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