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Berlusconi, Monti, il decreto e la fiducia: l'ultimo mese, spiegato a uno che è stato via

pubblicato da V.

mario monti cosa è successo nell'ultimo meseE così oggi si vota la fiducia alla Camera per il decreto salva-Italia di Mario Monti. Ne sono successe di cose nell’ultimo mese: proviamo a spiegarle a uno che è stato via e non sa nulla, magari ci chiariamo anche noi le idee. Cosa accadeva circa un mese fa, a metà novembre?

L’Italia era travolta dalla tempesta sui mercati finanziari. L’innalzamento dello spread - il differenziale tra BTp e Bund tedeschi, alle stelle. C’era una drammatica sfiducia dei mercati nei confronti delle possibilità di superare il momento di crisi. C’entrava Berlusconi? Eccome se c’entrava: ma non era certamente solo colpa sua. Colpa sua era la credibilità di quell’esecutivo: a livello internazionale sottozero, anche in Italia.

Bastino a certificarlo le risate in faccia di Sarkozy e Merkel, ve le ricordate? Berlusconi decise di lasciare il governo del Paese: arrivarono le dimissioni. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano decise di prendere in mano la situazione: con la nomina a Senatore a vita per Mario Monti. Professore bocconiano, accademico ben addentro alla gerarchie europee, gli venne dato il compito di mettere in piedi rapidamente un nuovo esecutivo tecnico.

Così fece. E gli italiani? Gli italiani la presero bene: di Berlusconi, di quel Berlusconi erano stufi. Monti fu ben accolto, con qualche critica ma moltissima fiducia. La presentazione del governo tecnico fu una sfilata di volti poco noti e potentissimi veri, soprattutto nel settore bancario. Le nomine di Corrado Passera e Piero Gnudi portarono l’altissima finanza in Parlamento. Più di quanto lo fosse in precedenza. E poi? E poi arrivò il momento della prima fiducia.

Praticamente tutti tranne Lega Nord e Italia dei Valori offrirono la fiducia: comprensibile, rivolgendosi a elettorati simili. La Lega ruppe l’alleanza col PdL, che invece offrì sostegno al governo tecnico. Dopo la fiducia, arrivò il momento di pensare la manovra. Il decreto salva-Italia di Mario Monti fu preceduto da indiscrezioni su indiscrezioni, qualcuna confermata, molte altre smentite. Una volta presentato, tanti dietrofront e tanti vedremo. Nel mezzo, il culmine dei “dieci giorni per salvare l’euro”: il vertice a Bruxelles dal quale cosa è uscito?

Poco che convinca i mercati: tante promesse di un’Europa più unita sul fronte fiscale, con una BCE più forte, ma niente che abbia frenato la speculazione finanziaria. E intanto in Italia? Intanto in italia si discuteva del decreto salva-Italia, delle “lacrime e sangue”, dei soliti noti che avrebbero pagato, e dei soliti (non tanto poi…) ignoti che si sarebbero salvati ancora. E poi? E poi si arriva a oggi. A oggi, con il passaggio alla Camera della manovra.

Un passaggio dove la Lega Nord si è scatenata, e dove ieri è tornato a farsi vedere Berlusconi, aggressivo nei confronti dell’esecutivo tecnico - “Monti è disperato” - ma non tanto per riprendere in mano il pallino del gioco - magari con elezioni a primavera 2012 - ma più che altro per accarezzare la Lega Nord, col quale l’alleanza rotta recentemente potrebbe tranquillamente ripararsi.

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Crisi, decreto salva-Italia, Europa: ma per voi come va a finire?

pubblicato da V.

economist euro crisi fallimento moneta unicaChe periodo strano. È come quei sogni che cambiano all’improvviso: ed esattamente come nella dimensione onirica, ti perdi, riconosci qualcosa ma non sai cosa, resti in balia dell’imprevisto ti basi sulle emozioni. Chi avrebbe detto che in pochi mesi saremmo passati dal romanzo nazionalpopolare berlusconiano agli austeri costumi di Mario Monti? E che l’euro e l’unione monetaria che la utilizza diventassero fragili come un grissino inzuppato? Penso che pochi di noi avrebbero previsto un paio di mesi fa sviluppi del genere. E se ci pensate è accaduto tutto ancora più rapidamente: Berlusconi ha rimesso il mandato appena il 16 novembre. Neanche un mese fa, oggi è il 12 dicembre. Teniamo per comodità quel 16 novembre come punto fermo: in fondo, è stato uno spartiacque importante.

Ma non è tanto di questo che voglio parlarvi, ma di che finale vedete per quel che stiamo vivendo in queste settimane. Sono solo impressioni, opinioni, io vi dico le mie, voi se volete potete farlo nei commenti. Per me, brutto dirlo, ma la questione è una sola. È finita, ma non vogliamo rendercene conto. È concluso il nostro ciclo, il ciclo dell’Europa, si fa a turno nella Storia. Adesso è il momento di passare la mano. A chi? A Cina, India, Brasile, resto del mondo. Ma per noi, è finita la pacchia.

L’Europa? Scricchiolerà sempre peggio. L’euro? Chissà se lo vedranno i miei figli, ma mai come in questo periodo ho seri dubbi che si potrà dar loro la paghetta in moneta unica. E il decreto salva-Italia, il governo Monti? Io le vedo come illusioni, che ritardano solo l’impatto con la realtà. Cercano di rallentare un collasso inevitabile. Detto questo: sono solo le impressioni che ricavo da questo periodo, dove mi sembra sempre che il momento decisivo si rimandi. L’ultimo eurovertice non è mai l’ultimo: c’è sempre un’altra porta, che si apre su un’altra porta e un’altra porta ancora. Il vertice di Bruxelles settimana scorsa poi, al culmine dei “dieci giorni per salvare l’euro” si è concluso con un nulla di fatto, con dei “ne riparleremo”, e sarà già primavera 2012. Intanto le agenzie di rating non aspettano e rivedono le previsioni per il prossimo trimestre dell’eurozona. Il 2012 si presenta durissimo: l’OCSE certifica un 2012 di recessione per l’Italia con un Pil che scende dello 0,5%, anche Confcommercio conferma un 2012 difficile per i consumi, la produzione industriale cala ancora.

E per voi, come va a finire?

L'addio dei ministri del governo Berlusconi: tempo di trasloco

pubblicato da V.

trasloco ministri governo berlusconiDomani in serata si sapranno i nomi dei ministri del governo Monti, entro venerdì dovrebbe arrivare la fiducia. Ma intanto per i vecchi ministri, è tempo di traslocare: devono fisicamente andarsene dagli uffici in cui erano entrati dal 2008 in poi. È solo una nota di colore, certo, ma è una nota simbolica importante quella del trasloco, dell’addio, della fine di qualcosa per l’inizio di qualcun altro. Il più sfortunato è di sicuro Giancarlo Galan: tecnicamente senza incarichi, visto che non è né deputato né senatore. Cosa farà adesso? Ha provato a spiegarlo a Mattia Feltri su La Stampa:

Ministro Galan, lei non è nemmeno parlamentare. Come si sta da disoccupati?
«Non me lo dica… Stamattina ho chiesto a mia moglie un soldo. Le ho detto, amore, è per il caffè, i giornali…».
Gliel’ha dato?
«Sì. Però mi ha detto che devo mettermi a fare qualcosa».

Difficile pensare che uno come Galan “resti a spasso” a lungo. Il ministro degli Esteri Franco Frattini invece ha già preparato scatole e scatoloni, e si prepara ad organizzare un mercatino benefico di memorabilia della Farnesina. Torna in mente un altro trasloco degli ultimi mesi, quello bagnato dalle lacrime di Letizia Moratti, perdente sindaco di Milano al momento dell’addio a Palazzo Marino. Ma gli altri che faranno? Giuliano Rotondi dice a Monica Guerzoni del Corriere che tornerà a ricevere al Caffè Cova a Milano, e che stare senza ufficio non lo preoccupa. Lui ha fatto anche il pony express. Ma la gara, adesso, è per avere un posto vicino al capo in via dell’Umiltà: sembra il primo giorno di scuola, o il momento in cui si cambia ufficio, in cui tutti cercano di prendersi una pole position, vicino al capo o alla maestra. E anche nella sede romana del PdL sta accadendo esattamente la stessa cosa. Qui nella rassegna della Camera il pezzo integrale della Guerzoni in pdf.

Foto | Flickr

Berlusconi, addio o arrivederci: adesso c'è da cambiare parecchio

pubblicato da V.

addio berlusconi dimissioni berlusconu

Ieri sera Silvio Berlusconi si è dimesso da Presidente del Consiglio. In carica dal 2008 ha staccato la spina al Governo Berlusconi IV, in favore di un esecutivo tecnico guidato da Mario Monti. Bene: credo che sia il caso di buttare giù due righe per fare il punto della situazione. È il punto che ho fatto osservando la colonna che vedete qui a lato, quella dove sono inseriti e categorizzati gli uomini politici.

Vedete che a fianco c’è un numerino? Quella cifra è il numero di articoli che abbiamo scritto nei quali compaiono: c’è Antonio Di Pietro, categorizzato 85 volte, c’è Pierluigi Bersani fermo appena a 27, ma molte volte se si tratta di lui categorizziamo Partito Democratico. Ce ne sono tanti di uomini politici, quasi tutti, con il loro bel numerino a fianco: raramente superano il centinaio di articoli.

Poi c’è Silvio Berlusconi, e il suo 962: con il pezzo che scrivo ora diventerà 963, sicuramente toccherà il migliaio nei prossimi mesi. Perché Berlusconi è stata un’ossessione, mia, nostra, vostra, di un intero Paese. E questa ossessione si è riprodotta ovunque: Berlusconi in questo senso è stato un leader capace di plasmare una nazione. L’ha polarizzata, la plasmata anche senza volerlo, lasciando che facesse da sola.

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Dimissioni Berlusconi - Il calendario delle consultazioni

pubblicato da Alberto Puliafito

Calendario Consultazioni 13 novembre 2011

Senza dubbio questa passerà alla storia per la crisi di Governo più veloce di sempre (dopo un periodo di non-governo lunghissimo, ma questa è un’altra storia).

Una crisi lampo: Berlusconi annuncia che si dimetterà il martedì (8 novembre) e pone come condizione l’approvazione del ddl stabilità; il 9 novembre Giorgio Napolitano nomina Mario Monti Senatore a vita. L’11 il Senato approva il ddl stabilità. Il 12 lo approva la Camera. Il 12 stesso, alle 21:42 Silvio Berlusconi si dimette.

Il Quirinale fa sapere che le consultazioni inizieranno - e si concluderanno - già il 13 novembre, domenica, con un calendario di incontri che cominciano alle 9 con il Presidente del Senato Renato Schifani, subito dopo, con il Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini.

A seguire, il calendario si fa fittissimo. Prevede anche gli incontri con i Presidenti Emeriti della Repubblica, Senatori Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi.
E si dipana fino alle 17,15, ora in cui è fissato l’ultimo incontro, con la rappresentanza parlamentare del PdL. Verosimilmente, la giornata dovrebbe concludersi senza colpi di scena: Giorgio Napolitano affiderà a Mario Monti l’incarico di formare il Governo. Vedremo, dunque, se i nomi dei ministri che circolavano già oggi (diffusi dall’Agi) verranno confermati.

Ecco il calendario, così come è stato diffuso dal Colle:

    ORE 10,00
    Rappresentanza parlamentare Union Valdôtaine
    ORE 10,15
    Rappresentanza parlamentare Sud Tiroler Volkspartei
    ORE 10,30
    Rappresentanza parlamentare MPA-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud
    ORE 10,40
    Rappresentanza parlamentare Fareitalia per la Costituente Popolare (Gruppo Misto della Camera)
    ORE 10,50
    Rappresentanza parlamentare Liberal Democratici-MAIE (Gruppo Misto della Camera)
    ORE 11,00
    Rappresentanza parlamentare Repubblicani-Azionisti (Gruppo Misto della Camera)
    ORE 11,10
    Rappresentanza parlamentare Noi per il Partito del Sud Lega Sud Ausonia (Grande Sud) (Gruppo Misto della Camera)
    ORE 11,20
    Rappresentanza parlamentare Socialista nell’ambito del Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI (Gruppo al Senato)
    ORE 11,30
    Rappresentanza del Gruppo parlamentare Italia dei Valori
    ORE 12,00
    Rappresentanza del Gruppo parlamentare Coesione Nazionale - Io Sud- Forza del Sud (Gruppo al Senato)
    Rappresentanza del Gruppo parlamentare Popolo e Territorio (Noi Sud- Libertà ed Autonomia, Popolari d’Italia Domani-Pid, Movimento di Responsabilità Nazionale - Mrn, Azione Popolare, Alleanza di Centro - Adc, La Discussione) (Gruppo alla Camera)

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Le dimissioni di Berlusconi - Rassegna stampa. Un evento politico e mediatico

pubblicato da Alberto Puliafito

Bye Bye Bunga Bunga

Oltre ad essere un fatto politico, le dimissioni di Silvio Berlusconi sono anche un fatto mediatico. Nessun leader europeo ha mai fatto della propria immagine un cavallo di battaglia così importante negli ultimi vent’anni; nessun leader europeo ha mai cavalcato così tanto i media, utilizzandoli, prima come editore, poi come uomo di spettacolo politoco, anche per riscrivere lingua e pensiero e per creare il consenso in maniera subdola e nascosta. Che sia un evento mediatico, quello di oggi, lo dimostrano i siti internet italiani di tutto il mondo (e anche la tv nostrana, che dedica due speciali all’evento: quello di Ballarò con Giovanni Floris su RaiTre e quello di In Onda, con Mentana-Porro-Telese su La7).

Le conseguenze di vent’anni di berlusconismo e di antiberlusconismo, le conseguenze di slogan sbandierati a destra e a manca, di una politica urlata e televisiva, di una stampa (e di una tv) incapaci di raccontare la complessità di un paese che aveva il disperato bisogno di qualcuno che fosse capace di uscire dal manicheismo e di recuperare il pensiero critico, di supportarlo, di contrapporsi a quel pensiero unico che oggi, egualmente, rende molti lieti per Mario Monti, molti incapaci di ragionare sui fatti, perdendosi nel tifo da stadio.

E’ un fatto mediatico. E’ un fatto neolinguistico (nel senso orwelliano del termine) e di spettacolo. E’ lo show. Lo show, rassicurante ed anestetizzante, con i suoi lustrini e le sue barzellette, non dovrebbe aver nulla a che fare con la politica. Ma quando l’uno diventa l’altra e viceversa, be’, allora bisogna davvero preoccuparsi. Per le conseguenze a lungo termine. E per l’eredità che questo basso spettacolo della politica lascerà ad un Paese i cui media, ora, non saranno mai in grado di raccontare la complessità di tutti i pericoli di un governo tecnocratico.

Dimissioni Berlusconi - La notizia e le home page del 12 novembre 2011
Dimissioni Berlusconi - La notizia e le home page del 12 novembre 2011Dimissioni Berlusconi - La notizia e le home page del 12 novembre 2011Dimissioni Berlusconi - La notizia e le home page del 12 novembre 2011Dimissioni Berlusconi - La notizia e le home page del 12 novembre 2011

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Berlusconi si è dimesso! Dieci momenti da ricordare

pubblicato da V.

silvio berlusconi si è dimesso 12-11-2011

Oggi, 12 novembre 2011, è una data che ricorderemo: Silvio Berlusconi, si è appena dimesso da Presidente del Consiglio. È la fine del governo Berlusconi IV, è la fine di una parabola iniziata alle elezioni del 1994. Ci sono bambini che sono diventati adulti in questi ormai diciotto anni di berlusconismo al Potere.

Ci sarà tempo e modo per valutare a freddo, ma ora come ora, come le dimissioni calde sul tavolo di Giorgio Napolitano, e l’incarico conferito a Mario Monti che dovrebbe comporre un governo definito entro lunedì mattina alle ore 9, voglio guardare indietro. E voglio guardarci in fretta, ma bene.

Un po’, perché ho paura che questo sia sempre una specie di 8 settembre in forma di farsa, un po’ perché in ogni caso quella di oggi è una cesura, e una cesura forte. Berlusconi si dimette: ma vi rendete conto, di quanto la parola dimissioni sia lontana da quel che è l’uomo, l’imprenditore, il politico Silvio Berlusconi?

Dopo il salto, dieci momenti da ricordare dell’epopea berlusconiana dal 1994 al 2011.

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Maxiemendamento approvato alla Camera: dimissioni Berlusconi in serata?

pubblicato da V.

mario monti maxiemendamento approvato

— ORE 17.41 - PASSA LA LEGGE DI STABILITA’ con 380 voti —

Il maxiemendamento è passato anche alla Camera. Ora è davvero tempo di Governo Monti, e di dimissioni per Silvio Berlusconi, a questo punto ex Presidente del Consiglio. Se volete rileggere la lista dei ministri del nuovo governo, leggete il pezzo di Alberto Puliafito con le anticipazioni uscite qualche ora fa. A questo punto che cosa accadrà? A breve dovrebbero arrivare le dimissioni di Silvio Berlusconi da Presidente del Consiglio.

Un momento storico, come ha detto Franceschini alla Camera “Domani entriamo in un tempo nuovo”. Già, ma quale tempo? Il tempo in cui secondo la vox populi dovremo prendere la stessa medicina che sta prendendo la Grecia? Forse no, forse sarà un antibiotico più blando, ma di certo sarà comunque debilitante. Sarà una serata lunga, e una domenica altrettanto. È finita un’era.

Stasera intorno alle 20 Silvio Berlusconi dovrebbe salire al Quirinale per rassegnare le dimissioni a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica. Seguiremo in serata l’evoluzione degli eventi.

La giornata di Monti: pranzo con Berlusconi, dopo aver visto Bersani e Draghi

pubblicato da Bruno Marino


Mentre alla Camera l’on. Polledri della Lega Nord ha parlato in francese e usato un paio di volte frasi di mussoliniana memoria (”molti nemici, molto onore”, tanto per capirci) - naturalmente stiamo seguendo in diretta la discussione - Mario Monti ha già incontrato, questa mattina, Pierluigi Bersani, Enrico Letta e Mario Draghi. Incontri definiti “informali” da cui però, senza dubbio, il Presidente del Consiglio in pectore avrà ricavato informazioni utili per la nascita del suo governo. Riuscirà il neosenatore a resistere alle pressioni partitiche? Riuscirà a creare un governo totalmente tecnico, senza neanche un sottosegretario politico? Probabilmente no, i partiti non sono mica organizzazioni caritatevoli, vogliono mantenere almeno un po’ di quel potere che Monti porterà loro via.

Intanto, da pochi minuti Mario Monti è a pranzo con Berlusconi a Palazzo Chigi. E mentre per Mario Calabresi si tratta quasi di un passaggio di consegne, Stefano Menichini consiglia: “Mario, non accettare il caffè!”. Sindona due? Ovviamente no, ma c’è il rischio che il Cavaliere dica a Monti: io ti appoggio ma tu cerca di fare in modo che i Ministri della Giustizia e dello Sviluppo Economico mi trattino bene. Ne avevamo già parlato qualche giorno fa (qui e qui), e la cosa, sinceramente, fa un po’ paura e un po’ schifo. Paura perchè i due ministeri in questione sono cruciali per l’uscita del nostro paese dalla crisi, schifo perchè, anche in questo momento, c’è la possibilità che il Cavaliere continui ad occupare lo Stato come se nulla fosse.

Oggi pomeriggio ci sarà il voto alla Camera e poi le dimissioni di Berlusconi. Monti avrebbe già in mente i nomi dei ministri, secondo l’Agi:

“Guido Tabellini, professore di economia presso l’universita’ Bocconi al dicastero di via xx Settembre, Carlo Secchi al ministero dello Sviluppo, il rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi, all’Istruzione, Lanfranco Senn alle Infrastrutture, Cesare Mirabelli alla Giustizia, Giuliano Amato agli Esteri, Enzo Moavero sottosegretario alla presidenza del Consiglio.”

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Stampa estera: da Time a The Economist, Berlusconi cover man

pubblicato da V.

copertina time europa berlusconiI bambini ci guardano: ma anche la stampa estera non scherza. L’ultima segnalazione arriva da NonLeggerlo, che pochi minuti fa ha rilanciato la cover del nuovo numero di Time, la vedete qui a lato. È solo l’ultimo magazine a occuparsi questa settimana delle annunciate dimissioni di Berlusconi e dei rischi che l’Italia sta facendo correre all’euro, vero punto chiave della faccenda - mica è Berlusconi che si dimette a interessargli: lui è una nota di colore.

Giusto ieri vi avevamo mostrato le cinque cover di The Economist, sempre ieri Alberto Puliafito vi ha raccontato della sesta, quella con il “That’s all Folks!” alla Looney Tunes, è tutto ragazzi, è finita, a casa. Ma oltre a non essere così sicuro che sia finita per Silvio Berlusconi, che quel “è finita” si può allargare a qualcosa di più. All’euro, probabilmente, vera vittima della faccenda.

Il Time - edizione europea, quello Usa ha un’altra cover - strilla in copertina “L’uomo dietro all’economia più pericolosa del mondo” e poco sotto “Come il Primo Ministro uscente ha messo in pericolo l’Unione Europea - e perché non gli dispiace”. Qualche altra reazione della stampa estera l’ha raccontata Ansa l’altro giorno. È come se di colpo potessero tutti sfogarsi, e col ditino indicare l’Italia dicendo “Noi ve l’avevamo detto”. In effetti, ce l’avevano detto.