Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag dino boffo

Consenso di massa: Berlusconi e il ricorso alla tv

pubblicato da V.

berlu consenso tv tvStamane, in prima pagina del Corriere, leggo un titolo: “Berlusconi vuole fare un intervento in tv sui processi ingiusti”. Mi sono suonate varie campanelle.

Lo scenario che lo preoccupa è noto: senza uno scudo giudiziario ulteriore, se la Consulta a dicembre boccerà le norme sul legittimo impedimento, il capo del governo sarà «nudo» di fronte ai processi che lo riguardano, primo fra tutti quello sul caso David Mills, la cui sentenza potrebbe arrivare in primavera

la prima: chi decreta che siano ingiusti? Poi ho pensato al motivo per il quale tale diritto gli dovrebbe essere accordato. Sarebbe sulla tv pubblica? Ah già: l’ha appaltata nei luoghi chiave ai suoi uomini.

Oppure sulle sue tre tv private? Sarebbe più logico, sono sue. Ma il motivo per il quale lui dovrebbe avere più diritti di altri a una difesa senza contraddittorio? Mah: allora anch’io avrei un sacco di cose per cui difendermi in tv, penso anche voi. Il tutto alla faccia di quello spauracchio dimenticato che è il conflitto di interessi.

Continua a leggere: Consenso di massa: Berlusconi e il ricorso alla tv

....
condividi 9 Commenti

Il Popolo della Libertà negata: sul dissenso e l'annientamento della dissidenza nel PdL

pubblicato da V.

famiglia cristiana berlusconiVi fanno credere di essere di centro destra, ma il PdL e l’accozzaglia di berluscones che ormai lo compone adottano metodi da purga staliniana con chi dissente dall’interno o da un pulpito che ritengono amico, ovviamente quello cattolico: apriamoli questi occhiettini. L’ultimo della serie è la serie di attacchi contro Don Sciortino, da anni direttore del temibile foglio sovversivo Famiglia Cristiana.

L’editoriale a firma Beppe del Colle lo trovate credo da oggi sul sito del settimanale paolino. Che dice di così sconcertante?

Berlusconi ha detto chiaro e tondo che nel cammino verso le elezioni anticipate – qualora il piano dei “cinque punti” non riceva rapidamente la fiducia del Parlamento – non si farà incantare da nessuno, tantomeno dai “formalismi costituzionali”. Così lo sappiamo dalla sua viva voce: in Italia comanda solo lui, grazie alla “sovranità popolare” che finora lo ha votato. La situazione politica italiana è assolutamente unica in tutte le attuali democrazie, in Paesi dove – almeno da Machiavelli in poi – la questione del potere, attraverso cento passaggi teorici e pratici, è stata trattata in modo che si arrivasse a sistemi bilanciati, in cui nessun potere può arrogarsi il diritto di fare quello che vuole, avendo per di più in mano la grande maggioranza dei mezzi di comunicazione. (…) La discesa in campo di Berlusconi ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva mai sperato: di spaccare in due il voto cattolico

Prosegue dopo il salto.

Continua a leggere: Il Popolo della Libertà negata: sul dissenso e l'annientamento della dissidenza nel PdL

....
condividi 1 Commenti

Ufficio stampa Berlusconi: quanto costano e quanto perdono Libero, il Giornale, e Panorama

pubblicato da V.

berlusconi giornale libero panorama costiTempo fa, quando eravamo in pieno periodo divorzio Berlusconi-Lario, dedicammo un’ampia serie di post al gossip ad uso politico. Ovvero, a come il pettegolezzo, la calunnia, l’indiscrezione non verificata, siano diventati sempre più centrali nello scenario politico italiano e come possano creare mitologie - quella della dinasty berlusconiana - o distruggere vite - pensate a Dino Boffo - con una facilità impressionante.

Oggi su Dagospia, riportano un interessante pezzo di Marco Lillo per il Fatto, in cui si fanno i conti in tasca a tre degli assi nella manica della propaganda di governo, ovvero Il Giornale, Libero, e Panorama. Sono principalmente cali di vendite e perdite: ripianate in parte, per quanto riguarda i quotidiani dai contributi statali (20 milioni di euro negli ultimi tre anni per Libero, ad esempio).

Per comprendere l’anomalia dell’editoria italiana più che agli articoli dei media berlusconiani bisogna leggere i loro bilanci. Basta confrontare le vendite di Libero e del Giornale con le spese per capire che non siamo di fronte a due imprese commerciali ma politiche, per fonti di finanziamento e finalità. Solo con l’interesse politico dell’editore si può spiegare il fenomeno più unico che raro di un quotidiano che perde copie ma non taglia il personale. Solo con la forza politica dei padroni si può spiegare il paradosso dei ricavi pubblicitari che schizzano alle stelle solo per loro nel periodo più nero della storia

Molto interessante, leggetelo se avete qualche minuto.

Silvio Berlusconi: il play-old che piace al Vaticano di don Luigi Verzé

pubblicato da Giovanni Molaschi


L’anno scorso, in questi giorni, Dino Boffo dalle pagine di Avvenire, il quotidiano della CEI che dirigeva prima di essere travolto da uno scandalo, criticava la condotta morale di Silvio Berlusconi.

Il Premier, all’epoca, era reduce dalla richiesta di divorzio fatta, attraverso la stampa, da Veronica Lario che come altri non aveva digerito i pettegolezzi che erano stati fatti sulla partecipazione dello stesso Silvio Berlusconi alla festa di compleanno di Noemi Letizia.

Il Vaticano, che sovente, si occupa della vita politica dell’Italia in alcune occasioni avevo persino preso le distanze dal Presidente del Consiglio tanto che Gianni Letta durante un incontro pubblico con il cardinal Tarcisio Bertone dovette sostituire lo stesso Silvio Berlusconi.

Continua a leggere: Silvio Berlusconi: il play-old che piace al Vaticano di don Luigi Verzé

Intervista - polisblog incontra Mario Portanova autore del “Partito dell’Amore”

pubblicato da Giovanni Molaschi

Negli stessi giorni il Ministro dell’Economia annunciava nuovi tagli per evitare che la crisi greca diventi in pochi mesi anche italiana Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, qua e là parlava della probabile messa in vendita del Milan.

Il leader del Popolo delle Libertà a differenza di molti altri suoi colleghi ha un talento importante. Solo lui riesce a distogliere l’attenzione degli italiani sui problemi del paese ragionando su altro che per quanto interessante non è utile al cittadino medio.

Di questo e molto altro abbiamo ragionato con il giornalista Mario Portanova che per Chiarelettere ha pubblicato “Il Partito dell’Amore”.

Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Mario Portanova autore del “Partito dell’Amore”

....
condividi 4 Commenti

L’omofobia di Tarcisio Bertone zittisce tutti

pubblicato da Giovanni Molaschi



Le dichiarazioni di Italo Bocchino (secondo il quale è meglio un Primo Ministro omosessuale che leghista) oltre a non tener conto di una serie di pettegolezzi secondo i quali un importante adepto di Umberto Bossi avrebbe avuto come amante un cantante italiano dichiaratamente omosessuale, colma il silenzio della maggioranza e dell’opposizione sulle esternazioni omofobe di Tarcisio Bertone.

Come riportato dai colleghi di queerblog.it l’esponente ecclesiastico pur di ammettere che la Chiesa, di cui è portavoce, deve risolvere un problema ha riportato in auge l’assioma “pedofilo= omosessuale”. La teoria, come sottolineato ieri sera da Giuseppe Cruciani, è stata sconfessata persino dagli psicologi cattolici.

Sottolineare i limiti del Cardinal Bertone in queste sede non ha senso. Soffermarci sull’omertà dei politici italiani invece sì. Adottando le linee guida di certi quotidiani che oggi non hanno pubblicato le foto riguardanti i graffiti fatti sulla casa nativa del Papa, Benedetto XVI, i politici italiani hanno deciso di tacere sullo scandalo di cui si stanno occupando praticamente tutti.

Continua a leggere: L’omofobia di Tarcisio Bertone zittisce tutti

Caso Boffo. Feltri sospeso dall'Ordine dei giornalisti

pubblicato da Luca Landoni


La decisione era nell’aria, e da poco è stata confermata, sia pur in modo “sofferto” secondo la nota dell’Ordine stesso. Vittorio Feltri è stato sospeso dalla corporazione dei giornalisti in seguito al cosiddetto caso Boffo, di cui ci siamo lungamente occupati in passato.

Riassumendo rapidamente la vicenda, il direttore del Giornale condusse una campagna feroce contro l’ex-direttore dell’Avvenire, per “punirlo” di alcune sue prese di posizione contro esponenti del Governo. La logica dietro questo attacco era che chi ha scheletri nell’armadio suoi propri non può mettersi a fare le pulci agli altri.

Lo scheletro in questione era la condanna subito dal Boffo per molestie nei confronti di una ragazza; condanna patteggiata dal Boffo stesso, che peraltro non si è mai sognato di querelare il Giornale. L’oggetto del contendere non è dunque il cuore della vicenda, ovvero che l’allora direttore dell’Avvenire avesse effettivamente un passato “oscuro” di cui vergognarsi, ma la famosa informativa segreta resa nota da Feltri, e che poi si sarebbe rivelata una bufala.

Continua a leggere: Caso Boffo. Feltri sospeso dall'Ordine dei giornalisti

Pierferdinando Casini è troppo vecchio. Il Cardinal Tarcisio Bertone cerca giovani politici cattolici

pubblicato da Giovanni Molaschi



Chissà come si sarà sentito Pierferdinando Casini, leader dell’Udc (Unione dei Democratici Cristiani e di Centro) leggendo le ultime dichiarazioni pubbliche fatte dal Cardinal Tarcisio Bortone, secondo il quale in Italia serve una nuova generazione di politici cattolici.

“Una nuova generazione - ha dichiarato il prelato - di politici cattolici che assumano l’impegno di iniettare buona e nuova linfa nella società, orientandola alla virtù, con rettitudine e discernimento alla luce del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa”.

Brutto colpo per Pierferdinando Casini che non viene più considerato neanche dai suoi più ragionevoli fans. A cosa è servita la candidatura (alle Europee) di Magdi Allam (giornalista islamico la cui conversione al cattolicesimo si è consumata in diretta televisiva durante una cerimonia pasquale)? Servirà a qualcosa la candidatura di Paola Binetti in Umbria?

Continua a leggere: Pierferdinando Casini è troppo vecchio. Il Cardinal Tarcisio Bertone cerca giovani politici cattolici

....
condividi 4 Commenti

Elezioni Regionali 2010: la CEI contro Emma Bonino

pubblicato da Giovanni Molaschi



Attorno al dibattito politico si sta imponendo uno strano modo di ragionare. Chi è al centro di uno scandalo, e in questi mesi non sono certo mancati gli eventi di dubbio gusto, tenta di dispensare morale a chi concettualmente potrebbe essergli contro.

Malgrado quanto successo a Dino Boffo, direttore dell’Avvenire costretto a dimettersi grazie ad una probabile segnalazione fatta dal direttore dell’Osservatore Romano a Vittorio Feltri, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) attacca duramente Emma Bonino.

Ci sta che alla chiesa le posizioni laiche, e contemporanee, dell’esponente radicale non piacciano. Quel che colpisce è il distinguo che viene fatto dalla candidata del Partito Democratico e quella del Popolo delle Libertà.

Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010: la CEI contro Emma Bonino

Caso Boffo. Le piccole astuzie di Vittorio Feltri, nel mirino del Vaticano

pubblicato da Luca Landoni



Il caso Boffo, l’ex-direttore di Avvenire dimessosi in seguito alla campagna orchestrata dal Giornale, vive oggi un nuovo capitolo. Alcuni quotidiani - nello specifico Il Foglio e Repubblica - hanno infatti alimentato le illazioni che identificano il Segretario di Stato Tarcisio Bertone e/o il direttore dell’Osservatore Romano Vian come la gola profonda di Feltri; ovvero coloro che hanno passato l’informativa interna che “accusava” di omosessualità Dino Boffo.

È stato però il Vaticano stesso a riaprire mediaticamente il caso con una durissima nota che difende i succitati, stigmatizzando l’aggressiva campagna di stampa nei confronti delle autorità ecclesiastiche, e includendo dunque anche il direttore del Giornale (pur senza nominarlo). Ecco perché oggi il quotidiano esce col titolo Il Papa fuori dalla grazia di Dio, in tipico stile feltriano.

Il fondo del direttore riassume tutta la vicenda, tentando di uscirne pulito solo per aver chiesto scusa riguardo alla questione dell’omosessualità, mentre ribadisce che l’ex-direttore di Avvenire era un molestatore. Ricordo che anche noi ci occupammo a più riprese della vicenda, sottolineando quanto il primo punto fosse irrilevante, mentre ciò che contava era che una persona condannata per molestie non aveva titolo a fare le pulci agli altri. Era questo infatti il punto fondamentale dell’attacco iniziale di Feltri (che ora dimentica la cosa per comodità). Boffo non ha diritto di critica perché non è sufficientemente “pulito” per farle.

Continua a leggere: Caso Boffo. Le piccole astuzie di Vittorio Feltri, nel mirino del Vaticano