
La Riforma Gelmini ha tratto molta della sua popolarità presso l’opinione pubblica dall’idea diffusa che in Italia ci sia un numero troppo elevato di maestri ed insegnanti, e che ridurlo sia una premessa indispensabile per ottenere una scuola di qualità.
Per questo motivo è molto interessante andare a vedere quanto ci segnalano i colleghi di 02blog: a Milano il Comune guidato da Letizia Moratti ha siglato un accordo con la diocesi che prevede l’assunzione di 46 nuove educatrici di religione cattolica per la scuola dell’infanzia, segnalate dalla curia, che verranno assunte a tempo indeterminato e riceveranno lo stipendio comunale come le altre maestre, ma senza essere passate come queste ultime attraverso concorso pubblico e graduatorie.
Subito se sono levate alcune voci critiche: c’è chi, come la CGIL, fa notare che da anni le assunzioni delle educatrici ordinarie, necessarie per coprire i buchi di organico, sono bloccate dalla Finanziaria. Altri rilevano che l’ora facoltativa di religione costa ai contribuenti italiani già circa un miliardo di euro all’anno, risultando la seconda voce di finanziamento diretto dello Stato alla confessione cattolica (dopo l’otto per mille), e che presto diventerà la prima.
Se c’era qualcuno che ancora dubitava dell’influenza schiacciante del Vaticano nel nostro paese, eccolo servito.
Foto: microrama, Flickr.

Tutti ricorderete i fatti di sabato 4 gennaio, quando un nutrito gruppo di estremisti islamici si è radunato per protestare contro l’attacco israeliano a Gaza, terminando la manifestazione con una preghiera di massa davanti al Duomo di Milano. Ricorderete anche come la cattedrale sia stata costretta alla chiusura e come molte persone ignare, che si trovavano nel centro cittadino per i più svariati motivi, siano state espulse - spesso nell’indifferenza della forza pubblica - e spinte fuori dall’area per far posto alla moschea a cielo aperto.
Noi di questo ci siamo occupati ampiamente, rilevando anche il silenzio-assenso della diocesi milanese, guidata da Don Abbondio Tettamanzi. Ora, con quasi una settimana di ritardo, la Curia ha ritenuto di emettere un comunicato ufficiale di cui vi diamo integralmente atto.
Tante polemiche sta suscitando la preghiera che sabato 4 gennaio un gruppo di islamici ha svolto in piazza Duomo a Milano, al termine di una manifestazione sulla guerra a Gaza. Le cronache parlano di un corteo che doveva interrompersi in piazza san Babila, ma che – violando le indicazioni delle forze dell’ordine – ha invece raggiunto piazza Duomo, dove insieme ad altre manifestazioni (deplorevole il gesto di bruciare le bandiere) – essendo giunto l’orario prescritto - si è tenuta la preghiera.