E’ di nuovo lunedì e come tutti i lunedì lanciamo il sasso nello stagno e vi chiediamo un tema che vorreste vedere approfondito su queste pagine nella rubrica scelti dai lettori. Scorrendo i commenti che lasciate nei vari post vedo che molti chiedono approfondimenti su Roberto Cota e la Lega Nord in Piemonte, per esempio.
Altri chiedono ancora di Gianfranco Fini e Futuro e Libertà - ma dopo un post sulla biografia dell’ex delfino di Almirante e uno sul suo discorso a Mirabello, direi che per la rubrica, come dire, abbiamo già dato! - altri ancora leggo che vorrebbero saperne di più sul sistema elettorale, e poi resta sempre il nodo delle elezioni anticipate…
Insomma: facciamo come al solito, nei commenti di questo post segnalateci gli argomenti che vorreste vedere approfonditi, noi nei nostri limiti umani cercheremo di proporvi un post approfondito in settimana, a voi la parola!

Il discorso di Gianfranco Fini alla festa di Futuro e Libertà a Mirabello conferma sicuramente la crisi della maggioranza e l’ormai insanabile frattura (più personale che politica) tra il Presidente della Camera e il premier Berlusconi. Ma dopo quasi 2 ore di discorso lascia anche un enorme ma quindi? Il perchè è semplice: Fini ha fatto un discorso tutto di attacchi e critiche ma alla fine ha praticamente confermato che si va avanti così, pur tra mille difficoltà.
Il più netto e forse più chiaro a descrivere l’affondo di Fini è sicuramente Antonio Di Pietro che coglie in pieno l’incoerenza finiana e attacca la sua politica di lotta e di governo
Fini non puo’ giocare a fare il furbo con gli italiani, ne’ puo’ pensare di essere uno e bino. Deve fare una scelta: o sta all’opposizione o sta al governo. Fini, invece, dopo aver denunciato il conflitto d’interessi e il menefreghismo di Berlusconi, il ricatto e il tentativo di comprare i parlamentari, il disastro economico e sociale procurato al Paese, comunica agli italiani che sosterra’ il governo, appoggiando i cinque punti che Berlusconi vuole portare all’ordine del giorno. Faccia una scelta: o manda a casa quello che egli stesso ha definito un despota oppure, se rimane al governo, e’ complice anche lui. E’ proprio il caso di dire: non si puo’ avere la botte piena e la moglie ubriaca
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