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Tutti gli articoli con tag disoccupazione

Silvio Berlusconi si occupa della vita eterna ma non dei posti di lavoro

pubblicato da Giovanni Molaschi



Silvio Berlusconi ha fatto sapere di essere pronto a sconfiggere il cancro con cognizione di causa. Come osservato da Filippo Facci durante “la Zanzara” in questa campagna elettorale non avrebbe potuto giocarsi la carta dell’occupazione sicché la situazione del nostro paese, su questo aspetto, è tutto tranne che positiva.

Nel 2009 in Italia è aumentata spaventosamente la disoccupazione tanto da riportare alla mente picchi negativi analoghi registrati quindici anni fa quando il Premier vinceva le sue prime elezioni con Forza Italia.

Il dato, comunque drammatico, non spaventa chi di dovere tanto che i Ministri Maurizio Sacconi e Giulio Tremonti (rispettivamente del welfare e dell’economia) minimizzano sostenendo che rispetto all’Europa è quella che va meno peggio.

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La (grave) crisi economica va in Parlamento e in diretta tv. Vittoria del Pd

pubblicato da il passator cortese

Mentre il Pdl del “saper fare” rischia per inefficienza e/o baruffe interne di perdere a “tavolino” le elezioni del 28 e 29 marzo in due regioni chiave quali Lazio e Lombardia, il Governo del “fare” deve subire la richiesta del Pd di presentarsi alle Camere sulla crisi economica e in diretta tv.

Il dibattito, il 9 o 10 marzo, è la prima vittoria del Pidì di Pier Luigi Bersani.

E’ un’occasione più unica che rara per mettere alle corde il ministro Tremonti e il governo Berlusconi. Che vale il … doppio perché si vota dopo meno di tre settimane.

Gli ultimi dati dell’ Istat fanno tremare i polsi: Pil a – 5% , disoccupazione che schizza all’8,6%, debito pubblico che vola a quota 115,8% (1.761,191 miliardi di euro!!!), la pressione fiscale che è aumentata di un decimo di punto toccando il 42,9 per cento.

Questo il quadro da … suicidio del Belpaese. Riuscirà il governo ad arrampicarsi sugli specchi? Le promesse di Silvio Berlusconi hanno prodotto questa realtà. Ancora qualche passo e c’è il … baratro.

Chissà se gli ascolti televisivi di questo dibattito/scontro in Parlamento saranno inferiori o superiori a quelli del Festival di Sanremo.

Veritometro: Brunetta, l'Articolo 18 e la precarietà dei giovani

pubblicato da Giulio Mattioli

“Noi concentriamo la flessibilità sui figli, l’articolo 18 garantisce i padri, che sono ipergarantiti”

Renato Brunetta

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Veritometro: Brunetta, 500 euro ai giovani e meno soldi alle pensioni

pubblicato da Giulio Mattioli

“l’Italia è piena di giovani perbene, che rischiano e che vogliono la libertà. La colpa, se hanno la libertà tarpata, è nostra, dei loro genitori”

Renato Brunetta

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I bamboccioni? Tutti figli di Craxi

pubblicato da Giulio Mattioli


Due temi apparentemente diversissimi hanno animato il dibattito politico italiano nelle ultime settimane: il decennale della morte di Bettino Craxi, con i connessi tentativi di riabilitazione, e le polemiche sulla ritardata uscita dei giovani italiani dalla casa dei genitori, riaccese da alcuni casi di cronaca.

In realtà le due vicende hanno in comune molto più di quanto potrebbe sembrare: i diretti responsabili della difficilissima situazione dei giovani italiani di oggi sono proprio i politici e le generazioni passate, di cui Craxi rappresenta l’epitome.

Nel periodo 1981–‘91 si è creato infatti in Italia quello oggi potremmo chiamare il “paradiso degli sciocchi”: esponenti politici di governo come Andreotti, Forlani, De Mita, Pomicino e lo stesso Craxi, di fronte ad una importante fase di recessione economia, non lesinarono mobilità lunghe, casse integrazioni straordinarie, baby-pensioni e pre-pensionamenti su vasta scala. Non senza effetti collaterali per chi è venuto dopo. Vediamo qualche dato.

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Milano premia i giovani che smettono di fumare. Storia di un paese dove non si diventa mai adulti

pubblicato da Giulio Mattioli


L’Italia è uno dei paesi in Europa con la più alta disoccupazione giovanile (27% circa), la quale per di più è drammaticamente cresciuta dall’inizio della recessione: un altro modo di dire che la crisi, dalle nostre parti, l’hanno pagata soprattutto i giovani e i precari.

Il nostro è anche uno dei paesi in cui si esce più tardi di casa, per ragioni prevalentemente economiche.Questo attira sui giovani italiani, come se non bastasse, una valanga di immeritati sfottò da parte dei propri politici, fin dai “bamboccioni” del mai troppo poco rimpianto ministro Padoa Schioppa.

Il Comune di Milano ha però ora deciso di dare una risposta chiara e decisa ai problemi dei giovani. Con un sussidio di disoccupazione specifico? Macchè! Con una qualche forma di sostegno finanziario al raggiungimento dell’indipendenza? Manco a pensarci! L’idea dell”assessore comunale Landi di Chiavenna prevede infatti:

Sconti nei negozi, bonus per viaggi, cinema e libri ai giovani fino ai 25 anni che smettono di fumare, che non abusano di alcol e che stanno attenti a non trasmettersi malattie sessuali

I giovani in Italia: alcuni dati
I giovani in Italia: alcuni datiI giovani in Italia: alcuni datiI giovani in Italia: alcuni datiI giovani in Italia: alcuni dati

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La disoccupazione in Italia? La pagano tutta i giovani

pubblicato da Giulio Mattioli


Ogni volta che esce un nuovo dato sulla disoccupazione, peggiore del precedente, il governo commenta “Andiamo meglio della media europea“. Ci sono varie ragioni per cui questa affermazione è solo parzialmente vera, alcune delle quali sono state illustrate proprio su queste pagine in un recente articolo.

Al di là dei tecnicismi delle definizioni statistiche, però, c’è un’altra ragione macroscopica per cui dovremmo andare poco fieri della performance del nostro paese: il tasso di disoccupazione giovanile è infatti molto peggiore della media europea, e tra i più alti del continente.

Ad ottobre la proporzione di under 25 alla ricerca di lavoro è stata quasi del 27%, a fronte di una media nell’Unione del 21 circa. Paesi come Germania e Olanda oscillano tra il 7 e il 10, ma anche nuovi arrivati come la Polonia hanno risultati decisamente migliori del nostro

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Lega Nord, cassa integrazione e immigrati: è solo propaganda

pubblicato da Giulio Mattioli


Vediamo di dirlo forte e chiaro: alla Lega Nord della questione welfare e ammortizzatori sociali non importa assolutamente nulla. Meno di zero. Il Carroccio se ne interessa infatti solo nella misura in cui questo le permette di lanciare palle incatenate sull’unico fronte che le sta a cuore davvero: quello della propaganda xenofoba. Con risultati che farebbero ridere, se non ci fosse da piangere.

Prendiamo la sparata di ieri sulla necessità di porre un tetto più basso alla durata della cassa integrazione dei lavoratori extracomunitari. Il motivo? Secondo Maurizio Fugatti, deputato del Carroccio e capogruppo in commissione Finanze: “Le risorse sono quelle che sono e prima dobbiamo pensare agli italiani”.

Mai ricostruzione fu più priva di fondamento e lontana dai veri, grandi problemi del nostro sistema di tutela della disoccupazione. Vediamo di fare un piccolo riassunto for dummies, dopo il salto.

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Il tasso di disoccupazione in Italia è in realtà molto più alto di quanto sembra?

pubblicato da Giulio Mattioli


Perché in Italia non si istituisce un assegno di disoccupazione unico, sul modello di quasi tutti i paesi europei? Perché si insiste con l’ingiusto e inefficace sistema attuale di ammortizzatori sociali?

Le risposte a queste domande, a dire il vero, non sono mancate: il Presidente del Consiglio, ad esempio, aveva all’epoca sostenuto che una riforma di questo tipo (proposta dal PD) avrebbe prodotto un aumento della disoccupazione, perché i datori di lavoro ne avrebbero approfittato per licenziare.

L’argomento di Berlusconi toccava un problema reale, ma è apparso strumentale. In realtà, l’istituzione di una misura seria e universale di sostegno della disoccupazione rischia davvero di far schizzare alle stelle il relativo tasso, ma per un altro motivo: porterebbe allo scoperto una quota di popolazione alla ricerca di lavoro che attualmente sfugge alle statistiche. Vediamo come, dopo il salto.

Il tasso di disoccupazione in Italia
Il tasso di disoccupazione in Italia

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Sacconi, il Welfare e il mercato del lavoro duale: quando si fa piovere sempre sul bagnato

pubblicato da Giulio Mattioli


A fine giugno, ho commentato i nuovi provvedimenti anti-crisi annunciati dal ministro Sacconi in un post intitolato “Welfare: nuovi aiuti ai cassaintegrati, piove sempre sul bagnato“. Spiace constatare che i mesi passano, la crisi avanza, provvedimenti sempre nuovi si succedono, ma la musica non cambia: più tutele per quelli che sono già meglio tutelati, e gli altri si possono anche arrangiare.

Leggo infatti sul Corriere della Sera che

Sacconi sta pensando a un incentivo per le agenzie del lavoro che trovino una nuova occupazione a queste persone (i cassintegrati, ndr), se necessario previa formazione. Ovviamente dovrebbe trattarsi di un lavoro stabile, dicono al ministero. (..) Se l’agenzia ricevesse mille euro per ogni lavoratore ricollocato, con 200 milioni di euro si potrebbe trovare una soluzione per 200 mila cassintegrati

Questi nuovi provvedimenti ci forniscono l’occasione per illustrare nel concreto un concetto fondamentale per capire la situazione italiana, ovvero quello di mercato del lavoro duale: da una parte segmenti di forza lavoro ben tutelati, dall’altro i precari. Confrontiamo nel dettaglio le prospettive di questi “mondi a parte”, dopo il salto.

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