Economia a picco? Polemiche sugli ammortizzatori sociali e sulle liberalizzazioni? Stipendi al palo? Niente paura, ecco la soluzione, ecco la panacea di tutti i mali: la lotta di Domenico Scilipoti contro il signoraggio bancario.
Con il fondamentale supporto della “Bocconiana Doc” Sara Tommasi (che qui rivendica con orgoglio di essere andata in televisione senza mutande prima di Belen), laureata, come ricorda lei stessa, con 105 su 110, l’illustre consesso ha affrontato temi cruciali come “le origini del Signoraggio Bancario e le posizioni delle Banche Centrali”.
La Tommasi ha anche annunciato la sua decisione di scendere in campo e di occuparsi di politica al fianco del compagno Alfonso Luigi Marra.
Un infinito grazie a Nomfup per la segnalazione.
Ci siamo, l’anno è quasi finito: e che 2011 è stato? Un anno di cui capiremo la portata, e le dimensioni del cambiamento solo tra molto tempo. Dalla primavera araba, alle elezioni comunali di primavera i due “terremoti” di Milano e Napoli, i referendum, passando per quella che molti danno come la fine del berlusconismo. E ancora la nascita del governo tecnico con l’arrivo di Mario Monti, l’Italia a rischio default, la speculazione che impazza, l’euro che rischia di esplodere.
E poi che altro? La morte di Gheddafi, la fine di due dittature lontanissime ma altrettanto radicate. E che altro ancora? Il movimento di Occupy Wall Street, gli indignados, lo spread, e chissà quanto altro mi scordo. Perché mi saltano in mente le note di colore, quei personaggi che ci ricorderemo magari non proprio in maniera positiva, ma che tra dieci anni ci faranno sorridere: penso a Domenico Scilipoti, uno su tutti. Insomma, di carne al fuoco ce n’è, e tanta.
Vediamo: dopo il salto dieci persone, momenti, eventi, del 2011 da ricordare.
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Si era quasi arrivati alla fine delle dichiarazioni di voto alla Camera per la fiducia al governo Monti. Quando è apparso Domenico Scilipoti. L’ho visto come forse l’avrete visto anche voi: nella diretta streaming dalla Camera. E ho pensato subito alla distanza siderale tra Domenico Scilipoti e Mario Monti: due galassie lontanissime, due mondi che anche giustamente non avevano alcun motivo di incontrarsi se non in Parlamento. Ma grazie a chi e che cosa si incontrano? Scilipoti è finito in Parlamento con l’IDV, è sempre bene ricordarlo. Ma è diventato una celebrità dopo la fiducia del 14 dicembre 2010, quando insieme agli ormai fu Responsabili - confluiti in Popolo e Territorio - diventò il simbolo della opaca fiducia conquistata dal governo Berlusconi. Ho guardato meglio nell’inquadratura della Camera, nella diretta streaming. Chi altro c’era?
Al centro c’era Scilipoti, col suo bel lutto al braccio, per la fine del governo Berlusconi. Sul lato destro invece c’era Maurizio Grassano, altro leggendario esponente dei Responsabili, che pochi giorni fa spiegava ad Antonello Caporale “La mia paura è che se esco da qui mi ritrovo disoccupato (…) Mi sono beccato anche una condanna a quattro anni per truffa aggravata (…) Ai quattro anni aggiunga i cinque di interdizione dai pubblici uffici. Mi dica lei se non è crudeltà allo stato puro”. Ma era solo l’ultima delle chicche grassaniane, si potrebbe stilare un lungo elenco. E a sinistra nell’inquadratura chi c’era?
Al lato sinistro invece c’era la chioma canuta dell’Onorevole Antonio Razzi, altra icona responsabile, altra faccia che ben ha rappresentato l’ultimo anno di tramonto berlusconiano. Scrive Paolo Ojetti:
la vera svolta è stata quando, intervistato da Danilo Scarrone del Tg3, Antonio Razzi ha rivelato il suo misconosciuto genio. Domanda: “Adesso che lei è qui a votare per la maggioranza, cosa si aspetta?”. Risposta: “Un incarico di governo”. Domanda: “Va bene, ma quale incarico? Cosa preferirebbe?”. Risposta: “Non importa, basta che vado al governo”.
È bene ricordare, oltre alla provenienza di Scilipoti dall’IDV, anche quella dei voti che hanno prolungato - con esiti disastrosi e per un anno - l’agonia del governo Berlusconi.
Gongola Domenico Scilipoti per l’intervento di Silvio Berlusconi al primo congresso del suo Movimento di responsabilità, all’Auditorium Massimo dell’Eur. Il premier sforna la grinta dei giorni migliori e ripropone il solito refrain:
”Abbiamo i numeri per riformare la giustizia e la Carta Costituzionale: nella riforma della giustizia la prima cosa da fare è non consentire che nella giustizia ci siano dei partiti politici” ed in particolare “rivedere la formazione del Csm per ottenere che i giudici facciano i giudici e non utilizzino la giustizia come arma politica”.
Poi uno sguardo al (lontano) futuro:”La mia ambizione, uscendo da questa fase di impegno politico, sarà quella di aver lasciato all’Italia una formazione storica che incarna valori liberali e democratici per potersi contrapporre come un’unica formazione alla sinistra dilaniata dalle divisioni”.
Quindi la domanda retorica:”Come mai sono riuscito a durare cinque anni la prima volta e penso anche questa volta, durerà altri cinque? Semplicemente grazie alla mia personale autorevolezza”, ha detto il premier. Tocca finale sul Bunga bunga:“Nell’ultimo periodo hanno trasformato quelle che sono state cene eleganti e divertenti a casa mia in cose indicibili. Io ho giurato che in casa mia non c’è stato mai nulla di quello che hanno raccontato”. Candelina sulla torta, forse col pensiero all’ex amico Gheddafi: “In questi 18 anni non mi hanno fatto mancare nulla. Aggressioni politiche, giudiziarie di cui sono il recordman e anche fisiche perchà se quella statuetta del Duomo invece che sulla guancia l’avessi presa in un’altra parte del viso sarei sotto terra”.Quando si dice baciati dalla fortuna.

Quanto sarebbe bello che ora Alessandra Mussolini spiegasse bene che cosa di preciso deve restituire Domenico Scilipoti, re dei peones assurto a celebrità dopo la fiducia del 14 dicembre scorso. Che bello questo momento di verità dopo il tracollo del governo nella votazione sul bilancio di ieri. Questo momento di stracci che volano nella maggioranza è divertentissimo. Al di là della nota di colore è molto importante il ritaglio che leggete qui sopra - pezzo integrale in pdf sulla rassegna della Camera, se volete leggervi di tutti gli assenti - perché ammette che una fetta della maggioranza è lì perché ha avuto “qualcosa”, qualcosa di restituibile. Ma che cosa ha avuto?
“Se è vero che Scilipoti non ha votato lo prendo a calci nel sedere. Deve restituire tutto quello che ha avuto”
Che cosa avrà ricevuto Scilipoti? Ma anche: che cosa avrà avuto da fare ieri? Si occupava di amalgami dentali, come segnala Gilioli. Amalgami dentali. Vatti a fidare degli amici, come dicevamo ieri.
Tutti a chiedersi dov’era Scilipoti, alla Camera, e perché con la sua assenza al voto sul bilancio ha fatto andare paurosamente sotto il governo. Facile: oggi si doveva occupare di amalgami dentali.
Il Cav ha un buon argomento per convincere Scajola a rientrare nei ranghi. Non conosciamo i dettagli, bisogna capire se questo argomento è di pelle o di velluto, se ha le rotelle o i piedi rigidi. Di certo, è un argomento con comodi braccioli e schienale accogliente. Frau-dolento
Esilarante video che mostra il duro La Russa alle prese con il proprio agghiacciante inglese. Nelle immagini deve dire due parole e si impappina. Anche la pronuncia non è proprio da star di Hollywood, ma il ministro ha la faccia di chi in fondo se ne frega. Charles Bronzo-n
Il Pdl arretra nei sondaggi, però il Pd che torna a dividersi resta al palo e non guadagna nulla. Il rinnovato protagonismo di Veltroni prelude a nuovi grandi trionfi. Walter-loo
Il governo è appeso a Scajola e ai responsabili, ma intanto rischiano di saltare le grandi opere per carenza di fondi. Sciliponte di Messina

Preoccupati per la crisi? Niente paura: c’è la soluzione dell’Onorevole Domenico Scilipoti che metterà tutto a posto.
Il responsabile (nell’immagine, ritratto nell’esercizio delle sue funzioni), non pago di aver esternato contro gli yacht - qualche giorno fa aveva proposto di tassare gli yacht per non toccare le pensioni, introducendo una tassa annuale di possesso, ma solo se l’imbarcazione è più lunga di sei metri, per poi aumentare di un euro a centimetro per ogni centimetro superiore ai 10 metri. Come a dire: per Scilipoti le dimensioni contano - ora trova la via definitiva per risolvere i problemi dell’Italia. Eccola, direttamente dalla sua viva voce:
Credo che sia opportuno proporre un condono tombale per tutte le cartelle di Equitalia
Traduciamo? Scilipoti, in una lettera aperta a Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti ha proposto di inserire nella manovra un emendamento che condoni tutte le cartelle esattoriali dei possessori di partita Iva, con un costo del 5% o 10% a cartella e la possibilità di rateizzare se gli importi sono importanti (sic)
Altro che lotta all’evasione: per il responsabile Scilipoti la panacea a tutti i mali delle disastrate finanze del nostro Paese è cancellare d’un botto tutte le pendenze di chi il fisco non l’ha pagato e per questo riceve cartelle esattoriali. Qualcuno dovrebbe ricordare al responsabile Scilipoti che il condono del 2002 si è concluso con un bel fiasco, visto che mancano ancora all’appello 4,2 miliardi di euro. Di cui il 60% (2,5 miliardi) ormai inesigibili secondo l’Agenzia delle entrate e la Corte dei conti.
Silvio Berlusconi: doppio gioco. Voto 3 Il premier scosso dal tonfo del Pdl al 25% (sondaggi Swg) replica al Senatur sul futuro dell’Italia: ‘Mi spiace questa volta di non essere d’accordo con il mio amico Umberto Bossi. L’Italia c’è e ci sarà sempre”. A differenza di B&B. Il finto pianto del “caimano”, unito a Bossi col bostik.
Domenico Scilipoti: doppio nulla. Voto 2 L’autoelettosi “Re dei Peones” succhia ruote del Senatur contro la Nobel Rita Levi Montalcini: “Una persona che ha 101 anno io non so che contributo possa dare alla politica”. Nuovo raglio d’asino del parlamentare “pignorato” di Popolo e territorio scovato da Antonio Di Pietro.
Leggo su Dago di un imminente rimpasto: possibile? Leggo che “servono almeno cinque posti tra viceministri e sottosegretari. Non uno di più e non uno di meno” già, perché il conto il Movimento di Responsabilità Nazionale - Scilipoti, Razzi, Calearo… - prima o poi doveva presentarlo, e sembra che sia partito un ultimatum direttamente da Luciano Sardelli, capogruppo del neonato movimento. Vuoi dire che…
La proposta è ultimativa e contiene un termine perentorio: se entro giovedì, quindi ultima possibilità prima di Pasqua, il rimpasto non viene apparecchiato, i Responsabili sciolgono il gruppo e si mettono in libertà. Oppure restano in gruppo ma voteranno irresponsabilmente, rispetto al governo s’intende. Prendere o lasciare. E Luciano Sardelli, con tutto il tifo di Mesagne alle spalle, sta proprio ripassando questo discorso per farlo tra poco a Silvio B
vedremo nei prossimi giorni. Intanto godetevi il sito del MRN.
I brillanti laureati premiati nell’ambito del progetto ‘Campus mentis’ devono sorbirsi un’ora di show torrenziale da parte del Cav nel cortile di Palazzo Chigi. Barzellette agghiaccianti, consigli sul look in stile Nonna Abelarda, riferimenti stantii al bunga bunga, battute da bagaglino postribolare e triste comicità d’accatto. E’ così che le istituzioni trattano i giovani cervelli italiani? Campus de-mentis
Domenico Scilipoti si ritrova in Transatlantico a parlare di agopuntura, la sua passione, con Pippo Franco. Tra i due si sa chi è il politico, ma non si capisce chi sia il comico. Quando poi esce per strada, il ‘responsabile’ è sempre bombardato da fischi, insulti e contestazioni. Ma lui, eroicamente, fa finta di nulla e tira dritto. Vago-puntura
Ferrara scrive di aver sognato il capo del governo che minacciava di mollare. Per lui e per tutti gli attendenti del Pdl sarebbe un vero incubo. Cosa farebbero Bondi, Verdini o la Carfagna? The nightMara
Messaggio audio di Mubarak che parla per la prima volta dopo la sua caduta: “Non ho fondi all’estero e sono un perseguitato. C’è stata una macchinazione contro di me”. Poi aggiunge: “Non sono riuscito a fare tutte le riforme che il popolo aspettava per colpa di Fini e Casini. Che schifo questi ex alleati”. Sputankhamon