
Del paradosso messo in scena lo scorso sabato abbiamo disquisito già in un paio di post. Il nostro ragionamento si è concentrato sull’evento senza considerare da cosa il circo prendeva le distanze.
Sabato scorso, oltre al raduno del Pdl, in piazza si sono tenute altre due manifestazioni. Mentre a Milano si ricordavano le vittime della mafia, a Roma si sfilava contro la legge (approvata dal Governo in carica) che agevola l’entrata dei privati nel mercato della gestione dell’acqua.
Silvio Berlusconi, durante il suo discorso pubblico in piazza San Giovanni, non ha menzionato nessuno degli altri cortei organizzati lo scorso sabato. Passi pure il silenzio su chi protestava per una legge approvata dal Governo in carica ma trascurare la memoria collettiva, che ancora oggi deve confrontarsi a viso scoperto con chi in nome della mafia uccide, non è ammissibile.
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A poche settimane dall’inizio del nuovo anno è necessario riflettere su quanto è successo nel 2009. Sulle parole chiave di un momento storico caratterizzato, non solo, dal gossip. Negli ultimi mesi si è parlato spesso di mafia. Anche se non in modo esplicito.
Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare la giornalista Laura Aprati che insieme ad Enrico Fierro ha realizzato Malitalia.
Procediamo con ordine. Quali sono gli elementi che contraddistinguono “Malitalia” dagli altri libri di denuncia?