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Tutti gli articoli con tag donne

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Brunetta si sposa a mezzanotte. E poi perde la scarpettina di cristallo (misura 24) mentre corre verso la zucca tramutata in cocchio. Che fatica, però, evitare media e contestatori. Cene-rantolo

Ma è ricominciata Tangentopoli? O forse non è mai finita? Sono mesi, questi, in cui emerge un magna-magna generale, diffuso, capillare. Un desco per l’estate

Crisi dei mercati: le Borse vanno giù e le banche sono tra le istituzioni più colpite. Si spera che la speculazione si fermi e che le ricapitalizzazioni non si riducano a un piatto di lenticchie. Conto (a)rancho

Le giornaliste (non tutte) del Tg1 criticano la testata per non aver dato conto dell’evento delle donne a Siena. Il “direttorissimo” ha un rapporto conflittuale con l’altra metà del cielo? MinzoLines seta ali

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Il sabato del villaggio. Donne da ... "spremere"

pubblicato da Massimo Falcioni

Siccome lo “impone” l’Europa, allora si deve fare. La Ue ordina all’Italia di mandare le donne in pensione a 65 anni e il Governo, contento, … obbedisce.

Perché alle donne era consentito di andare in pensione prima degli uomini? Perché il nostro welfare non ha mai ritenuto il lavoro di cura meritevole di considerazione.

Su chi pesava e pesa la cura dei bambini, degli anziani, dei disabili, la cura della casa?

La politica anziché adeguare il sistema del welfare con riforme strutturali, ha scelto la solita via all’italiana mettendoci delle pezze: in questo caso l’anticipazione dell’età della pensione come “risarcimento” alle donne.

Le donne italiane, pur partecipando al mercato del lavoro, erano e restano determinanti nel reggere il welfare e l’intero sistema sociale.

Adesso l’Europa, Berlusconi e Tremonti (ma anche gran parte dell’opposizione), dicono basta alla pensione anticipata per le donne in nome dell’uguaglianza di genere.

Dice l’eurodeputata socialista Pia Locatelli: “mostrano di vedere solo l’aspetto pensionistico di uno Stato sociale che, proprio per la sua struttura disattenta al lavoro di cura, fa dell’Italia il fanalino di coda quanto ad uguaglianza tra uomini e donne in tanti ambiti”.

Insomma, l’uguaglianza di genere sì, ma solo a corrente alternata. E il danno sempre per chi tiene in piedi la baracca.

Primarie USA: vincitori e sondaggi

pubblicato da Bruno Marino


Pochi giorni fa ci eravamo occupati delle primarie per la Camera dei Rappresentanti negli Stati Uniti. Ieri sono arrivati alcuni importanti verdetti: in California, per i Repubblicani, due donne provenienti dal mondo degli affari, Carly Fiorina (ex Hewlett-Packard) e Meg Whitman (ex eBay), hanno vinto le primarie per il Senato (l’altra camera elettiva USA, che si rinnova di un terzo dei suoi componenti ogni due anni) e il Governatorato della California.

Il New York Times pubblica anche una mappa interattiva sui probabili esiti della competizione del 2 Novembre: per la Camera, i democratici avrebbero 164 seggi sicuri e altri 64 “leaning” (tendenti” verso di loro, in cui è probabile una vittoria democratica), i repubblicani invece avrebbero 157 seggi sicuri e altri 20 leaning. 30 sarebbero i seggi incerti. Facendo due conti, ai democratici andrebbero 228 seggi, ai repubblicani 177. La maggioranza è di 218 seggi.

Invece, per quanto riguarda il Senato, sempre grazie al NY Times, ai democratici andrebbero 55 seggi (48 sicuri più 7 leaning), ai repubblicani 43. 6 in seggi incerti. Maggioranza: 51 seggi. La differenza così rilevante tra il numero di deputati e quello di senatori si spiega facilmente: ogni Stato americano elegge un numero di deputati proporzionale alla sua popolazione (la California ha varie decine di deputati, il North Dakota uno), ma elegge sempre e comunque due senatori. California e North Dakota eleggono entrambi due senatori a testa. Questo fu previsto nella Costituzione per garantire i piccoli Stati. Insomma, un altro “balance” della democrazia americana.

Foto | Flickr

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Riforma pensioni: tanto pagano (sempre) le donne ...

pubblicato da il passator cortese

Siamo alle solite. Quando fa comodo (soprattutto al governo … di turno) si fa riferimento alla UE. Vedete, si dice, anche la UE ci spinge a fare questo e quello. Quasi sempre sono sacrifici.

E’ così anche sulla spinosa vicenda delle pensioni. In particolare, la patata bollente riferita all’accorciamento dei tempi per l’equiparazione dell’età pensionabile tra uomini e donne.

Certo, questa può essere l’occasione per la spinta verso una più ampia e organica revisione del sistema pensionistico italiano. L’innalzamento dell’eta’ pensionabile per le donne e’ un passo “necessario” che il nostro Paese deve compiere. Non si può mettere a rischio il futuro dei giovani.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: machista. Voto – 8. Sono già 100 mila le donne che hanno aderito all’appello di Repubblica contro il premier che “offende” le donne e quindi la democrazia. Il Cav. vede la donna sottomessa, a sua disposizione. Tale e quale l’Italia.

Pdl: anti-Tremonti. Voto –8. Preoccupa e infastidisce il protagonismo del superministro dell’economia bocciato con un documento “economico” firmato Cicchitto, Verdini, la Prestigiacomo, Scajola, Fitto ecc. E’ la guerra dei “delfini”.

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Candidature "rosa". Fini lancia il sasso contro Berlusconi. Poi ritira la mano

pubblicato da il passator cortese

Gianfranco Fini resta una spina nel fianco di Silvio Berlusconi.

Stavolta il dardo lo lancia indirettamente, attraverso Sofia Ventura sul web magazine FareFuturo, la fondazione dell’ex leader di An. Ma la frecciata è velenosa perché colpisce il leader del Pdl su un punto centrale, quello delle candidature fortemente volute dal Cavaliere.

La bordata è precisa e rasoterra, un “basta” al modo di fare politica sul corpo delle donne.

Dice la Ventura: “Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori maschi; le donne sono, banalmente, persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta lo ricordasse”.

Pugno nello stomaco. Punto.

Fini tenta di “recuperare” con una nota: “Valutazioni comprensibili, ma eccessive e, pertanto, non totalmente condivisibili”.

Come dire, il presidente della Camera impara dal “suo” premier: lanciare il sasso (stavolta un pietrone) e poi ritirare (in parte) la mano.

Gran partito, il Pdl. Nessuno degli ex di Forza Italia dice mai una parola differente dal “capo”, nemmeno quando, come in questo caso le ventilate candidature alle elezioni europee di veline e attricette gridano “scandalo”.

Non alla politica. Ma al buon gusto. E al buon senso. Di chi ce l’ha. Fortuna che Fini c’è.

Vi spieghiamo il decreto sicurezza passato ieri al Senato. Escluse ronde e allungamento tempi di permanenza nei Cpt

pubblicato da Luca Landoni

Ieri è passato al Senato il Dl sicurezza. Il voto è stato pressoché unanime, vista l’adesione di Pd e Italia dei Valori. 261 i voti favorevoli, solo 3 i contrari; due dissidenti del Pd e (incredibile ma vero!) Giuseppe Valentino del Pdl che ha sbagliato a votare. Unica vittima della situazione la Lega, almeno per quanto attiene la norma sulle ronde, che è stata esclusa dal provvedimento. È chiaro che le ronde sono state sacrificate sull’altare del sì allo spostamento del referendum, ma è comunque probabile che vengano reinserite - insieme con l’allungamento dei tempi di permanenza nei Cpt - nel testo del ddl in discussione alla Camera.

Detto questo, vediamo il contenuto di un dl che ha suscitato commenti entusiastici a destra e a sinistra, in particolare riguardo alle norme sui reati contro le donne.

Stalking. Introdotto il reato nel codice penale con pene dai 6 mesi ai 4 anni. Istituito un numero verde per le vittime.

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Intervista: Ettore Mo e la guerra al terrore al tempo di Obama

pubblicato da R.D.

ettore mo chiglio intervista

Ettore Mo non ha bisogno di presentazioni. Classe 1932 è uno storico inviato speciale del Corriere della Sera, testata per la quale ha per vent’anni girato il mondo e le zone di guerra raccontando storie e conflitti dall’Afghanistan alla Bosnia. E’ uno di quegli inviati vecchio stampo che, come diceva Egisto Corradi, hanno fatto giornalismo “con la suola delle scarpe”, sempre verificando le notizie con i propri occhi nel tentativo di capire e spiegare il mondo ai propri lettori.

In un periodo in cui provengono notizie inquietanti e contraddittorie dal’Afghanistan e dal Medio Oriente, la cosa migliore da fare mi è sembrata intervistarlo per conoscere le sue impressioni e i suoi commenti.

Ettore Mo, lei come inviato speciale ha avuto modo di conoscere bene l’Afghanistan e le sue problematiche. Può ricordare ai nostri lettori quando e quante volte è stato in quel Paese?

Sono stato in Afghanistan nel 1979, sei mesi prima dell’ invasione sovietica; sono poi tornato dopo l’invasione e ci sono stato molte volte nel corso degli anni. L’ultima volta è stato due o tre anni fa, quando a Kabul ho incontrato Mas’ud Chalili, il braccio destro di Ahmed Shah Massoud (il “leone del Panshir” comandante dell’Alleanza del Nord ucciso dai Talebani alla vigilia dell’11 settembre 2001, NDR); a differenza di quest’ultimo Chalili era scampato all’attentato…

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Di Pietro, candidate per concorso: venghino donne! C'è posto a Strasburgo

pubblicato da il passator cortese

Altro che primarie! Altro che selezione dopo anni di militanza e verifiche sul campo, gradino dopo gradino! Roba da secolo scorso, ferrivecchi da epoche delle ideologie.

Antonio Di Pietro ha finalmente l’asso nella manica per rinnovare la politica: candidati ( pardon, candidate) per concorso.

Dalle pagine di un noto settimanale femminile, l’Idv ha lanciato un appello riservando sette poltrone all’Europarlamento a sette donne, scelte dopo visione dei rispettivi curriculum. Risultato?

Un gran lavoro per i selezionatori, perché le candidate sono 800. Giovani (e belle?), laureate, professioniste, plurilingue, e soprattutto lontane … dalla politica. Bene? Bis!

La cultura istituzionale, il senso dello Stato, la passione politica, il valore delle convinzioni, l’idea di uno straccio di progetto politico per la nuova Europa? Tutto superfluo.

Importante (anzi, determinante) è il curriculum. Serve gente per attirare l’elettorato e portare voti.

Alla politica ci pensa Tonino.

Tanto ai “suoi” eletti spetta il compito “alto” di “credere” (nel gran capo Di Pietro), “obbedire” (a Di Pietro) e “combattere” (per di Pietro).

Quando si dice luccichini per le allodole. Viva i grandi e moderni partiti padronali e familiari!

E’ così che l’Italia, da paese di vertice nel mondo, giorno dopo giorno è diventata il fanalino di coda. Ma siamo oramai diventati primi nell’indecenza. Senza nemmeno saperlo.

Così non ci si vergogna.

UPDATED: Berlusconi e la "zoccola", burla o illusione sonora?

pubblicato da paolo


Per chi si trova spesso a girovagare la mattina nella varia e pulsante blogosfera italiana (e a propaggini virtuali del web come Facebook, dove le cose rimbalzano e si gonfiano) potrà essere capitato di imbattersi stamattina in un filmato particolare (quello qui sopra).

Nel filmato, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sembra chiamare a sé le donne del partito, durante il Congresso fondativo del PDL , chiedendosi poi dove fosse finita “la zoccola”. Un epiteto ovviamente offensivo, ancora peggio della sgridata reale per il comportamento molesto al G20.

Molti, come spesso accade nel web, hanno quindi ripreso il filmato, spacciandolo come l’ennesima gaffe berlusconiana. Si tratta in realtà di una bufala, anche se probabilmente più figlia di una distorsione sonora (dovuta a un rumore sul parlato di un Berlusconi di schiena) che a una burla ben realizzata a livello sonoro. La frase incriminata, infatti, è una semplice “dov’è la piccola”, che suona come epiteto offensivo nel video sopra.

Ciò che viene da chiedersi è: l’accettazione del filmato da parte di molti è sintomo di creduloneria in giro per il web, o il nostro Cavaliere gaffeur ci ha ormai abituato a tutto, tanto che ormai si può crederlo capace di ogni uscita?

A voi la risposta nei commenti, e dopo il salto il video “originale” che aiuta a capire la differenza (ci vuole attenzione, ma aguzzate le orecchie tra il secondo 33 del primo video e il secondo 7 del secondo, dove il rumore “molesto” si sente meglio in sovrapposizione).

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