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Tutti gli articoli con tag dopo berlusconi

Tranquilli, "Lui" ha riposato bene. Ma Idv e Pd sparano ad alzo zero

pubblicato da il passator cortese

Calma e gesso! Dopo le esternazioni di ieri al congresso Ppe di Bonn e la bufera conseguente, il Premier Berlusconi si mostra sereno e rassicura: “Stanotte ho dormito benissimo”.

Ma l’opposizione spara ad alzo zero. “Berlusconi non sta bene, ha perso la lucidita’. Le sue ultime dichiarazioni, a meta’ tra il delirio di onnipotenza e la mania di persecuzione, confermano lo stato confusionale del capo del governo. Nell’interesse del Paese e’ bene che si curi”. Lo afferma il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.

E il segretario del Pd Pier Luigi Bersani non è da meno: “Silvio Berlusconi non si azzardi a dire che e’ uno statista, perche’ uno statista si preoccupa del suo Paese e non solo e unicamente dei problemi suoi”.

Il dopo Bonn è agli inizi. E’ questa la via giusta per il… dopo Berlusconi? E’ comunque aperta la gara a chi “sbrocca” di più. Per la palma del vincitore non c’è storia. Lotta dura, invece, per gli altri due posti del podio. Questo passa il convento della seconda Repubblica. E l’alba della “terza” non promette niente di buono.

Ancora una volta, dalla padella alla brace?

Ore 12 - Berlusconi: premiership addio?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroC’è chi le chiama “baruffe benefiche”.

Ma nel Pdl la temperatura continua a salire, al pari dell’irritazione del premier per i “personalismi” dei suoi ministri e per una guerra intestina che non trova requie.

A volte sembrano solo isterismi fra comari gelose e annoiate. Altre, invece, l’inizio del pandemonio.

Perché, inutile nasconderlo, il malumore c’è ed è molto più esteso e profondo di quel che si vede. E, a dirla tutta, non solo di malumore si tratta. La bagarre sull’economia cela ben altri nodi politici. Nodi inestricabili, trattandosi proprio del premier.

Nel finto partito del predellino e nella maggioranza al cappio di Bossi, ogni questione è buona per accendere la miccia, lanciare fendenti, sbracciarsi per rincorrere visibilità e raccattare alleanze in attesa degli eventi. Ma quali eventi?

Oramai, con un Paese che rischia la deriva, tutto è possibile: la caduta del governo, lo scioglimento del parlamento, le elezioni politiche anticipate e, perché no, un nuovo esecutivo senza la chiamata alle urne.

Insomma, con sempre maggior convinzione, si guarda al dopo Berlusconi.

La premiership del Cavaliere, sotto i colpi delle pesanti vicende “personali”, zoppica visibilmente e non sono pochi, nelle prime file ma anche nelle seconde e terze, a “smarcarsi” per avere le carte in regola nel momento del trapasso (politico) del padre/padrone.

Si va verso le basse temperature delle feste natalizie, ma il clima è quello “caldo” del 25 luglio 1943.

Tremonti primo ministro, Letta portavoce. Fini e Maroni vicepremier. Mentre Berlusconi dice "Gli italiani mi vogliono così" impazza il totoministri del futuro governo

pubblicato da Luca Landoni


Il sasso nello stagno lanciato ieri dal Financial Times ha aperto una voragine nei rapporti interni al Governo, ma soprattutto in un’opinione pubblica già ampiamente provata dalle vicende scandalistiche delle ultime settimane. Il G8 è ormai imminente e, come aveva anticipato Cossiga, ci si attende un ulteriore colpo giudiziario “ad orologeria” nei confronti di Berlusconi. Un colpo che potrebbe anche risultare mortale.

D’altronde tutta la strategia politica di Gianfranco Fini nell’ultimo anno è stata improntata all’organizzazione del dopo-Cavaliere; un evento che egli evidentemente già sentiva imminente mesi fa e che lo ha spinto a defilarsi sempre più dalle posizioni del Pdl. Che lui sia uno delle “alte fonti governative” citate da FT non si può certo escludere, ma ancor più papabile risulta certamente l’attuale ministro all’Economia Giulio Tremonti.

La volontà politica degli italiani è chiara: il centrodestra deve governare, con Berlusconi o senza. Il punto è tenere unita la coalizione in questo secondo caso, e per mantenere salda la vitale alleanza con la Lega di Bossi non esiste che un nome, quello di Tremonti.

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