
Quanto successo a Rosarno occuperà le prime pagine dei giornali ancora per pochi giorni. Entro il prossimo venerdì, con molto probabilità, il dibattito si sposterà dalle grandi piazze al piccolo schermo senza che nessuno pubblicamente si schernisca. E gli scontri rappresenteranno l’ennesima occasione persa.
In pochi il prossimo lunedì si ricorderanno di quanto successo scrivendo, ad esempio, il proprio status di facebook. Tutti indignati. A parole. Eppure a questa bassezza non ci siamo arrivati da un giorno con l’altro. Anzi. Sono anni che ufficiosamente tutti sanno di questo sfruttamento la cui fine, non solo però gli immigrati, rappresenterà un inizio per molti.
Possibile, come sostenuto da Roberto Saviano, che la coscienza comune su tutto ciò che riguarda le mafie dovesse essere risvegliata da un gruppo di africani? Da un gruppo di persone che con coraggio, quello che è mancato ai spavaldi cittadini calabresi, ha deciso di dire No alla Mafia?
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La Jornada aggiorna a quota 152 il bilancio stimato delle vittime dell‘influenza suina in Messico, il paese epicentro dell’epidemia che sta mettendo in allarme il mondo e scatenando psicosi che ricordano influenze aviarie e mucche pazze.
La stima e’ stata fornita in una conferenza stampa dal ministro della sanita’, Jose’ Angel Cordova, il quale pero’ ha fatto notare per la prima volta che l’epidemia potrebbe essere in una fase di recessione: il numero dei decessi sospetti e’ infatti in calo (sono stati 6 sabato, 5 domenica, 3 lunedi’). Questo non è bastato per abbassare il livello di tensione, soprattutto mediatico.
Continua a leggere: Messico, 152 morti per l'influenza suina, Oms in allerta per la pandemia

Ieri vi abbiamo descritto con cura i vari punti del pacchetto anticrisi del governo Berlusconi: ci siamo tuttavia scordati di riferirvi di un dettaglio del DL 185/08 del 29 -11-2008 che è stato rilanciato da parecchie fonti nel corso della giornata di ieri. Ci stiamo riferendo a quella che Assoedilizia ha definito “una stangata, retroattiva dal 1 gennaio 2008, per le detrazioni del 55 % relative agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici”.
Di cosa si tratta? Lo spiegano egregiamente in questo post i cugini di ecoblog: ottenere gli sgravi fiscali su Irpef e Iras per interventi di risparmio energetico negli edifici diventerà molto più difficile. Se non impossibile: è previsto infatti che l’Agenzia delle Entrate esamini ogni richiesta, e in caso di non risposta entro 30 giorni varrà il curioso principio del “silenzio-dissenso”. Sgravio negato. Ed è noto come la Pubblica Amministrazione italiana sia efficiente e lesta nel rispondere…
Verrà poi posto un tetto per i contributi da parte dello Stato, sforato il quale, nessuna domanda sarà più accolta. E c’è di più: essendo retroattivo, il provvedimento mette in serio imbarazzo coloro che magari hanno acquistato quest’anno impianti solari termici, nella convinzione di ricevere poi uno sgravio. Tra gli user di ecoblog c’è addirittura chi dichiara che in questo modo finirà per perdere ben 34.000€.
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La questione del riscaldamento globale viene perlopiù ignorata in Italia, ma sarà sempre più difficile continuare a fare il gioco dello struzzo. Rappresentanti di tutti i paesi del mondo si riuniscono infatti oggi a Posen (Polonia) per cominciare a discutere del successore del Protocollo di Kyoto, che dovrà essere firmato entro il 2009.
Il 6 dicembre invece nella vicina Danzica la presidenza francese dell’UE ha organizzato un incontro con i paesi dell’Europa dell’Est, gli unici a schierarsi contro l’accordo 20-20-20, insieme all’Italia. Secondo “L’Espresso” l’obiettivo di Sarkozy è infatti precisamente “aprire in parte alle loro esigenze e arrivare al vertice di Bruxelles (di metà dicembre) con il classico scenario del 26 contro uno, in cui quell’uno è l’Italia”.
Nel frattempo arriva dalla vicina Germania la notizia che la repubblica federale ha già raggiunto, con 4 anni di anticipo, gli obiettivi previsti dal protocollo di Kyoto. E l’Italia? Non ce la farà probabilmente: figuraccia e multa da 450 milioni di euro l’anno in arrivo. Ma non basta: il ministro Matteoli ha già ammesso pubblicamente che il nostro paese uscirà dal Protocollo di Kyoto a partire dal 2012.

A partire dal momento in cui la vittoria di Barack Obama è stata ufficializzata, le forze politiche italiane hanno fatto a gara a saltare sul carro del vincitore, dichiarando il proprio sostegno all’ormai ex senatore dell’Illinois. Fenomeno bizzarro in un paese che si era già segnalato come il più pro-McCain di tutta l’Europa occidentale.
Sforziamoci però di ignorare questo indegno spettacolo e di guardare a quelle che potrebbero essere le principali conseguenze dell’imminente presidenza Obama sulla politica del governo italiano. Un primo esempio è sicuramente l’ambiente: Obama ha promesso di impegnarsi a fondo per contrastare il riscaldamento globale, con una sterzata a 180° rispetto alla linea seguita dagli USA durante gli otto anni di George W. Bush. Non a caso nel suo primo discorso il president-elect ha citato il “pianeta in pericolo” tra le più importanti sfide del suo mandato - addirittura prima della crisi finanziaria.
Un dettaglio forse, ma di quelli pesanti. E soprattutto una linea completamente opposta rispetto a quella seguita dal governo Berlusconi, che si è recentemente distinto per anti-ambientalismo minacciando il veto sull’accordo 20-20-20 sostenuto dai principali paesi europei.
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Marina Perotta scrive su Ecoblog, e ieri ha partecipato alla surreale convention-conferenza stampa del premier Silvio Berlusconi ad Acerra. Il tema principale come ovvio era la crisi dei rifiuti, e ne è venuto fuori quello che avete potuto leggere più o meno su tutti i quotidiani: noi però facciamo i diversi, ed oltre che in questo post di Marina su Ecoblog, vi raccontiamo come è andata davvero.
Marina, leggendo il tuo post su Ecoblog ho avuto come l’impressione di un paese militarizzato, in una maniera inquietante: confermi? Cosa puoi raccontarci a riguardo?
E’ lo stesso decreto Rifiuti a prevederlo. Anche le centrali elettriche e le centrali nucleari che verranno saranno equiparate a zone militari.Certo 2 check point, le camionette per raggiungere il sito, i militari a guardia della zona, i cordoni di sicurezza, il recinto. Bè una scenografia a dimostrare che si ha il controllo della situazione. Non vi è dubbio. Non so se sia davvero necessaria. Fino ad oggi ad Acerra chiunque ha fatto quel che ha voluto sversando e continuando a sversare a piacere veleni. Ritornando a ieri la cosa un po’ fastidiosa è stata che il Sindaco di Acerra che ha l’autorità nel suo Comune sia stato di fatto estromesso nell’organizzazione di questo evento, totalmente gestito dalla Prefettura di Napoli. E che sia stato invitato alla conferenza come un qualunque altro ospite. Neanche invitato sul palco a dire la sua. Ha dovuto affidare ad una lettera le sue dichiarazioni.
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