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Tutti gli articoli con tag economia

Crisi economica, Berlusconi: non è colpa mia, il governo lavora bene

pubblicato da Bruno Marino


Prima di parlarvi del grafico (che credo molti di voi avranno già visto), ecco le ultime dichiarazioni di Berlusconi, in un articolo di Paolo di Caro sul Corriere della Sera:

Queste fibrillazioni non dipendono dalla mia presenza o da quello che sta facendo il governo, che ha imboccato la via giusta. La speculazione ha puntato l’Italia e la risposta che va data deve essere globale, noi non possiamo fare molto di più di quello che stiamo facendo. E sicuramente non potrebbe farlo un altro governo: voglio vederlo un esecutivo tecnico di gente divisa su tutto affrontare le riforme sulle quali ci siamo impegnati noi.”

E mentre arrivano notizie terrificanti sia sul fronte dello spread tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi (qui la diretta di Bloomberg, mezz’ora fa c’è stato un nuovo record: 437 punti base) che su quello della disoccupazione, soprattutto giovanile (quasi un giovane su tre non lavora, secondo l’Istat), il governo che fa? Secondo la Stampa, Berlusconi starebbe cercando il “colpo di teatro” da presentare in Europa ma, forse, invece di pensare a “mandrakate” varie, sarebbe meglio riguardare il grafico (sempre di Bloomberg) che abbiamo pubblicato qui sopra.

Si tratta dello spread tra i Btp decennali italiani e i corrispondenti titoli di stato tedeschi. Se il 2 Novembre 2010 lo spread era circa dell’1,5%, oggi si supera abbondantemente il 4%. In un solo anno. Chi è stato Presidente del Consiglio nell’ultimo anno?

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Ore 12 - Borse nel panico. Berlusconi in vacanza. Governo inutile. Anche l'opposizione. Non è l'ora della piazza (pulita)?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroC’è attesa per il discorso che giovedì prossimo Giulio Tremonti terrà alle Commissioni congiunte di Camera e Senato ma sono in pochi a illudersi che le proposte del Governo possano frenare la bufera dei mercati, anche oggi in tilt.

Si parla apertamente di recessione, o meglio, di una nuova recessione internazionale, cui l’Italia, per l’inadeguatezza della sua leadership politica non è in grado di far fronte. In altre parole, ci si aspetta una nuova stangata, la solita toppa peggio del buco.

Due americani su tre vogliono “spesa pubblica e lavoro, non il pareggio di bilancio” e sempre il New York Times scrive che “soltanto un clamoroso errore induce a credere che tagli e austerità porteranno alla crescita”. Si teme cioè che tutti intenti a far calare il febbrone del malato, nessuno pensa a sostenerlo e quindi il termometro scende ma il malato è morto.

In Italia, premier e governo sono in pieno smarrimento, di fatto commissariati dalla Bce e dintorni. Berlusconi è il padre del fallimento, dimostrando di aver toppato anche di fronte alla crisi. Ma va con sé che il problema non è più “solo” Berlusconi: alla crisi di credibilità politica del premier e del suo governo si aggiunge il caos economico mondiale, cui qualsiasi governo deve comunque far fronte. Adesso i mercati hanno risposto picche anche all’anticipo della manovra. Che evidentemente così non serve e non basta, servono nuovi contenuti per la ripresa. Tremonti, invece, giovedì tornerà a spremere il solito limone: pensioni e welfare. Di fatto si comprimeranno ancor di più i consumi e l’economia scenderà ancora.

Torniamo al cane che si morde la coda. Quindi il nodo è politico. Berlusconi e il suo governo non sono in grado di sbloccare l’empasse e rompere la tenaglia della crisi. Le opposizioni, divise, giocano ancora di rimessa. Al Paese serve un nuovo Governo. E serve una nuova classe politica.

Anche in Italia è l’ora che la piazza si faccia sentire. Ma non con i sit in o sotto bandiere logore e portatrici di vecchi e nuovi fallimenti. Non ci vorrà molto perché una scintilla accenda un bel falò.

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Ore 12 - Manovra economica con più tasse. Stangatina o stangatona?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroOscurato mediaticamente dal processo breve, il Pnr, cioè il Piano Nazionale di Riforme (il vecchio Dpef con un nome nuovo), va avanti zitto zitto per la sua strada, cercando una sincronizzazione con le politiche economiche dei 27 stati membri dell’Europa.

Sono undici le priorità sbandierate dal premier Berlusconi, con la riforma fiscale al primo posto. Ma c’è poco da illudersi: le tasse non scenderanno. Anzi! La pressione fiscale è oggi al 42,5% e dovrebbe addirittura salire al 42,7%.

Le altre stime del governo contenute nel documento approvato dal Cdm, sono queste: Pil 2010 all’1,1%, in calo rispetto alle previsioni precedenti (1,3%), e all’1,3% nel 2012. Deficit/Pil 2010 al 3,9% e nel 2012 al 2,7%.

Il Ministro Tremonti gongola: “Noi non siamo più il terzo debito pubblico del mondo, la Germania ci ha superato, noi oggi abbiamo il quarto debito pubblico nel mondo”. Per poi sottolineare ancora, “il nostro debito è salito non perché abbiamo fatto spesa pubblica ma perché è sceso il Pil”. Bene. Anzi male.

Perché i piani restano piani e l’economia reale continua a fare acqua da tutte le parti. Si prosegue con le analisi trite e ritrite e le promesse che lasciano il tempo che trovano. Il debito pubblico si è impennato al 119% del Pil, le famiglie hanno visto cadere i loro risparmi e il potere d’acquisto e l’economia, dopo il crollo del biennio 2008-2009, è tornata a crescere ma a passo di lumaca.

Nel Piano nazionale di riforme il governo continua a riproporre la stessa solfa: infrastrutture, federalismo, efficienza amministrativa, energia, concorrenza. Solito refrain. Una sola cosa è certa: ci sarà una nuova stangata. L’ennesima scure che si abbatte sul groppone degli italiani. E l’Italia non esce dal pantano.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Maurizio Sacconi: l’eccezione. Voto 7. Sì unanime del Cdm a pensioni anticipate per lavori particolarmente usuranti. Dopo 17 anni di vergognosa odissea, finalmente un segnale positivo. Non è mai troppo tardi.

Giulio Tremonti: la regola. Voto 4. Il ministro dell’Economia prepara la nuova manovra correttiva d’estate : “Non sarà da lacrime e sangue”. Anestesia prima dell’intervento. Ma le tasche degli italiani sono già vuote.

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Economia, solo il 9% delle aziende crede nella ripresa. E il governo dedica mezz'ora alle riforme

pubblicato da il passator cortese

Queste sono le classiche notizie che interessano pochi italiani e pochissimi politici. Riguardano la ripresina dell’economia mondiale e l’atteggiamento delle aziende – si chiama indice di fiducia -rispetto al futuro. Ebbene, il 31% delle imprese estere, crede che presto si uscirà dal buco nero, mentre solo il 9% delle aziende italiane crede nella ripresa.

Un motivo in più per comprendere il malcontento della presidente di Confindustria Emma Mercegaglia verso il governo e tutta la politica. Nel nostro paese, infatti, l’indice di fiducia si attesta su un valore di 92, contrariamente a una media mondiale di 125. Benché figuri fra i paesi più industrializzati del mondo, l’Italia si attesta dunque all’ultimo posto insieme alla Spagna. Solo il 62% delle aziende italiane (contro l’80% di quelle estere) ritiene che ci sarà in Italia un inizio di ripresa economica e solo dalla prima metà del 2012.

C’è anche una buona notizia. Il Fondo monetario internazionale rileva che in Italia le spese pubbliche nel 2011 si attesteranno al 49,8% del pil, scendendo dal 50,5% del Pil dello scorso anno. L’Italia torna anche ad avere un avanzo primario dello 0,2% del pil (lo scorso anno era negativo per 0,2% del pil) che crescerà all’1,2% nel 2012 fino a raggiungere il 2,4% nel 2016. L’Fmi, sottolinea che la spesa pubblica italiana si ridurrà negli anni: nel 2012 al 48,9% del pil, nel 2013 al 48,6% per poi scendere al 48,3% l’anno successivo e attestarsi al 47,9% nel 2016.

Intanto il governo dedica … mezz’ora a discutere di economia. Da ciò l’attacco di Bersani: ”ll governo sta discutendo del piano nazionale riforme che deve presentare a Bruxelles. A parte che il tempo dedicato la dice lunga sulla profondità del dibattito in sede di governo ma delle anticipazioni mi sembra che le indicazioni di Tremonti assomiglino ad acqua fresca”.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giulio Tremonti: smascherato. Voto 4. Il ministro dell’Economia resta “sereno” di fronte all’allarme di Bankitalia: “Boom di fallimenti, 11.000 nel 2010, + 20%”. Il Governo del fare.

Umberto Bossi: mascherato. Voto 3. Il Senatur risponde alle accusa del rais libico: «Chiedere aiuto a Gheddafi per la secessione? Abbiamo tanti uomini e le armi le facciamo noi». Lega di cappa e spada.

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Intervista: Mario Baldassarri a Polisblog “In autunno ci vuole una manovra per la crescita”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

E’ la ‘mente’ economica dei cosiddetti finiani. Dal suo scranno di presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, Mario Baldassarri fa da tempo il controcanto al Tremonti rigorista. E insiste nel chiedere una politica di crescita, occupazione e redistribuzione accanto a quella – prioritaria per il ‘Divo Giulio’ – di controllo ferreo dei conti pubblici.

Chi non ricorda la sua proposta di un anno fa? Una contromanovra da 35miliardi di tagli e sgravi che puntava a rivoluzionare la finanziaria del governo. Non se ne fece nulla, ma ancora oggi il Fini-pensiero sui temi dell’economia rispecchia in pieno le posizioni dell’ex viceministro delle Finanze.

Che a Polisblog.it dice: “Elezioni a novembre o a marzo? Di sicuro per il bilancio dello Stato è meglio avere un governo solido e autorevole che governa”.

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Don Luigi Verzè benedice la laurea di Barbara Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi


A pochi giorni dalla pubblicazione delle notizia riguardante l’aumento della disoccupazione giovanile per colpa delle crisi in corso don Luigi Verzè, di cui ci siamo occupati la scorsa settimana, ha proposto a Barbara Berlusconi un posto come docente per la facoltà di Economia che il sacerdote intende aprire all’Università del San Raffaele.

La diretta interessata, nata nel 1984, prima di declinare l’invito dell’esponente ecclesiastico ha precisato che non intende formarsi professionalmente nelle aziende del padre dove si sentirebbe privilegiata.

Contraria alla proposta fatta da don Luigi Verzè alla primogenita di Veronica Lario si è detta Roberta De Monticelli (docente del corso Filosofia della Persona all’università San Raffaele) che attraverso Repubblica ha dichiarato:

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Si è dimesso Nicola Cosentino

pubblicato da Giovanni Molaschi

Nicola Cosentino una settimana prima del presunto voto di sfiducia che l’opposizione, con il sostegno dell’ala finiana del Pdl, intendeva chiedere contro di lui ha consegnato le dimissioni rinunciando al ruolo di Sottosegretario che esercitava presso il Ministero dell’Economia di Giulio Tremonti.

Le dimissioni, come dichiarato dallo stesso Cosentino, sono state accettate da Silvio Berlusconi che in precedenza, a ridosso delle elezioni regionali alle quali l’ex Sottosegretario si sarebbe dovuto presentare per diventare Presidente della Campania, non aveva avvallato l’uscita di scena dell’esponente politico.

Secondo una nota pubblica diramata poco dopo l’annuncio delle dimissioni di Nicola Cosentino, la persona coinvolta nelle indagini riguardante la nascita di una probabile P3 (qui trovate l’approfondimento scritto da V.) continuerà a fare politica in Campania dove per il Pdl esercita il ruolo di coordinatore.

Speciale: il terremoto dei manifestanti dell’Aquila scuote la blogosfera italiana

pubblicato da Giovanni Molaschi


A ventiquattro ore dalla protesta che i cittadini dell’Aquila hanno fatto a Roma, di cui ci siamo già occupati qui e qui, vale la pena fare un punto analizzando quanto in rete è stato scritto sull’accaduto.

Chi, in queste ore, ha scritto degli scontri ha posto la propria attenzione su due aspetti specifici della vicenda:le modalità con cui è stata data notizia dal Tg1 di Augusto Minzolini e le reazioni politiche di maggioranza e opposizione alle richieste degli aquilani.

Scrive un utente di AgoraVox Italia:

“Per il Tg1 delle 13,30 del 7 luglio le manganellate della Polizia contro gli aquilani in corteo a Roma non esistono. Niente. Fino alle 13,47. C’è il Lodo Alfano, e le voci dell’emendamento Pd a favore di Napolitano. C’è il vertice tra Berlusconi e lo stato maggiore del Pdl, c’è l’Europa col Pil crescente e l’Italia ovviamente meglio di tutti. Poi il servizio, come fosse dovuto. Striminzita cronaca, chiusura in bellezza: i manifestanti hanno contestato Bersani”.

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