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Abruzzo verso le elezioni regionali: un test importante per Di Pietro, Veltroni e Berlusconi

pubblicato da paganini


Domenica 14 e lunedì 15 dicembre gli abruzzesi andranno alle urne, con due settimane di ritardo a causa del ricorso presentato e vinto dalla lista Per il bene comune, per eleggere i 42 componenti del Consiglio regionale e il presidente della Regione Abruzzo.

In un paese normale, come amava ripetere un politico di cui non ricordo il nome, questa non sarebbe una grande notizie, ma viste le condizioni del sistema politico italiano, forse le elezioni regionali a cui parteciperanno 1 milione 200 mila abruzzesi andranno osservate con attenzione, anche in vista dell’election day del 6 giugno 2009.

Si tratterà di una consultazione di un certo interesse per molti attori in campo: il Pd deve dimostrare, dopo la caduta della precedente Giunta Del Turco a causa degli arresti legati a presunte corruzioni, di saper reggere alla crisi di credibilità e alle richieste di moralità avanzate dal Premier; il Pdl vuole sfruttare la ghiotta occasione per riconquistare la Regione e rifilare un altro bel ceffone al Pd; Di Pietro deve riuscire conquistare una presidente di Regione facendo vincere il “suo” candidato Costantini; Udc e La Destra (che candida Er Pecora Buontempo) devono misurare quanto spazio è rimasto per loro nello scontro bipolare Pd-Pdl.

Per quanto riguarda i voti di preferenza e quindi i risultati delle singole liste, sarà interessante osservare l’esito (peraltro prevedibile) della frammentazione della sinistra, che a questa tornata si presenta con i simboli del Partito comunista dei lavoratori (che ha un proprio candidato presidente), del Prc, del Pdci e della Sinistra, in cui sono confluiti Verdi e Sinistra democratica: come sempre… la disunione fa la forza!

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Abruzzo nel caos: Udc spaccata, Di Pietro va per la sua strada

pubblicato da Luca Landoni

Certo non ha contribuito alla distensione l’apparizione in Tv di Walter Veltroni e il muro contro muro eretto nei confronti di Di Pietro. Il leader dell’Italia dei Valori ha ribattuto da par suo, come avrete letto, e il primo banco di prova dei nuovi rapporti di forza potrebbe essere proprio la tornata amministrativa abruzzese. Come ricorderete, infatti, la decapitazione della giunta in seguito alla presunta corruzione del presidente Del Turco ha imposto elezioni anticipate, che per la cronaca avranno luogo il 30 novembre.

Mentre però il Pdl presenta un candidato condiviso nella persona di Gianni Chiodi, il Pd rifiuta di appoggiare il candidato dipietrista Carlo Costantini con la motivazione che sarebbe come cedere al diktat dell’ex-pm, quando buona norma vorrebbe che i nomi si scegliessero insieme. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che i Democratici continuano a sfogliare la margherita, e non è una battuta, incapaci di trovare una personalità tale da far confluire l’apprezzamento di tutte le parti in causa.

E così mentre da sinistra il Prc annuncia di correre da solo, denunciando ”l’atteggiamento suicida del centrosinistra che, presentandosi diviso rischia di consegnare la Regione al centrodestra”, dall’altra parte la coalizione lavora per allargare il consenso assorbendo una parte dell’Udc. Si verifica anche qui un caso simile a ciò che sta accadendo in Trentino, infatti, con la scissione del partito centrista e la nascita di una forza nuova, Abruzzo Futuro, guidata da Carlo Masci. Quest’ultimo dunque sosterrà Chiodi, mentre il resto dell’Udc correrà a sua volta con un candidato proprio, alimentando quella frammentazione che rischia di favorire enormemente l’uomo del Pdl.

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