
Non c’erano molti dubbi per le amministrative 2011 a Torino: le comunali torinesi le ha vinte Piero Fassino, e ha vinto senza che quella vittoria fosse mai messa in discussione. Al momento travolge lo sfidante col 56,65% dei voti, mentre Michele Coppola si ferma decisamente più indietro appena al 27,31%.
Una vittoria mai in discussione dicevamo: cresciuta sulle spalle robuste, e amate in città, di Sergio Chiamparino, senza il cui sostegno questa vittoria non sarebbe stata possibile, almeno non in questi termini. Ha spiegato Fassino:
«Nel voto c’è il riconoscimento di quanto Sergio Chiamparino sia stato e sia considerato dalla città un grande sindaco. Lo ringrazio per il sostegno fraterno, che ha voluto assicurarmi sin dal primo momento della mia candidatura e della fiducia con cui mi ha accompagnato e spronato in questa sfida. Torino ha dimostrato che il centrosinistra ha una cultura riformista e una solida esperienza di governo. Siamo stati capaci di dimostrarlo a Torino, ora presto spero che lo si possa fare in Italia. Anche a Milano si è raggiunto un risultato straordinario. Il merito va a Pisapia e al centrosinistra, che in condizioni difficilissime sale. In totale con queste amministrative si torna a essere forti nel Nord»
E gli altri? Indietro, e molto: bene Vittorio Bertola del Movimento Cinque Stelle, 4,99% dei voti, è lui il vero terzo polo, visto che Alberto Musy si ferma - al momento, ma il dato non dovrebbe mutare, in caso faremo un update - appena al 4,85%.

La campagna elettorale per le elezioni amministrative di maggio ci riserva qualche sorpresa interessante. Ad esempio sabato scorso, a Torino, la Lista 5 stelle e Beppe Grillo hanno radunato in Piazza Castello 10 mila persone: DIECIMILA! Si potrebbe pensare che tutta questa gente sia andata a sentire Grillo solo per godersi uno show gratuito, ma dubito che così tanti torinesi avessero interesse a sorbirsi un comizio sui limiti del Pd e sulla debolezza di Fassino come candidato a sindaco…
In ogni caso l’incontro è stato un successo e il lancio per Vittorio Bertola, il candidato sindaco a 5 stelle, sicuramente efficace.
il nostro candidato sindaco, non vincerà, urla Grillo dal palco, ma se riusciamo a eleggere due consiglieri è la fine. Per gli altri, s’intende, i partiti tradizionali, investiti da una valanga di contumelie. Siamo come nel ‘46: allora si doveva scegliere fra repubblica e monarchia, oggi dobbiamo decidere se essere una democrazia o una partitocrazia, cittadini o sudditi.
L’obiettivo della Lista a 5 stelle è quindi di conquistare due consiglieri, come in Regione, per agire come un disinfettante, un social network in Comune. Non potranno più farsi gli affari loro: vigileremo sul debito, sugli appalti, sulle consulenze. Su ogni singola delibera. Con una minaccia del genere saranno parecchi gli amministratori a sperare in una fallimento della Lista a 5 stelle…
Via | La Stampa
Mancano circa 20 giorni al voto per le elezioni amministrative ed iniziano a fioccare i sondaggi. Quello pubblicato oggi da La Stampa riguarda ovviamente Torino e vede Piero Fassino (candidato di Pd, Sel e Idv) al 51%, con una probabile vittoria al primo turno.
Staccato, di molto, il candidato di Pdl e Lega, Michele Coppola, che rimane inchiodato al 32% e può al massimo sperare nel ballottaggio. Al terzo posto non poteva che esserci il candidato del Terzo Polo, Alberto Musy, che arriva al 7%.
Spulciando tra i risultati (ipotetici) dei singoli partiti vediamo che il Pd è al 28,5%, il Pdl al 20%, la Lega al 10,5%, l’Idv al 7%, l’Udc al 3,5%, Lista a 5 stelle al 3,5%, Fli al 2,5% e Federazione della sinistra 2,5%.

Aria nuova nella politica torinese. Il Partito democratico ha deciso di candidare alle prossime elezioni comunali (15 e 16 maggio 2011) l’ex socialista craxiano Giusi La Ganga. Il giovane neofita della politica, classe 1948, oltre ad aver militato per 30 anni nel Psi ha patteggiato una pena di 1 anno e otto mesi per finanziamento illecito ai partiti.
Certo, si trattava dei meravigliosi anni ‘90, quando tutti prendevano tangenti, Milano si beveva d’un sorso e i socialisti erano grandi animatori di feste e giunte comunali.
Visto che il Terzo Polo, a Siena, si fregia del prezioso apporto del giovane Claudio Martelli, perché dunque non candidare a Torino pure La Ganga, per riportarlo in Consiglio comunale a dare il buon esempio ai giovani eletti democratici?

L’allegra macchina da guerra di Piero Fassino, candidato del centrosinistra a sindaco di Torino, si dovrà scontrare con Michele Coppola: è lui l’uomo scelto dal Pdl per cercare di conquistare la capitale del Piemonte.
Coppola, assessore regionale alla cultura nella Giunta Cota, ha 37 anni e dovrebbe rappresentare una sorta di Renzi di destra, un giovane e brillante candidato contro un uomo di apparato che ha la politica nel dna: Se la competizione con Fassino fosse sulla joie de vivre, non ci sarebbe partita.
La candidatura di Coppola viene giudicata inconsistente dai Futuristi, che vedono nella sua debolezza una grande opportunità per il Terzo Polo a Torino. Staremo a vedere…
Via | La Stampa

L’attenzione ai problemi e alle difficoltà dei cittadini stranieri (comunitari e non) è un punto importante e meritorio di ogni amministrazione e di ogni programma politico. Ma, stando a quanto racconta La Stampa, a Torino lo sguardo di Pd e Pdl verso le comunità diversamente italiane inizia a diventare un poco troppo interessato, quasi sospetto.
Pare infatti che numerosi siano i possibili elettori tra gli stranieri residenti nella capitale del Piemonte. Alcuni, quelli comunitari (1.200 francesi, quasi 700 spagnoli, poco meno di 500 inglesi e altrettanti tedeschi, ma soprattutto 42 mila romeni) potrebbero votare - previa registrazione alle liste elettorali - alle elezioni comunali di maggio. Per questo sia il Pdl che il Pd avrebbero un certo interesse ad accaparrarsi le attenzioni e il voto di queste comunità, dei rumeni in particolare.
Ma il Partito democratico, che da qui può guardare dall’alto in basso il caos scoppiato a Napoli, ha mire ben più ambiziose. Infatti gli stranieri che possono votare per le elezioni primarie del Pd sono estremamente più numerosi: alle primarie del centrosinistra potrebbero in teoria presentarsi tutti i 125 mila stranieri residenti a Torino. Un ghiotto boccone per tutti i candidati, alcuni dei quali si stanno già attrezzando con materiale di propaganda in inglese, albanese, romeno, arabo.

Manca circa un mese alle elezioni primarie di Torino, che stabiliranno il candidato del centrosinistra alla carica di sindaco della città. Ma è già chiaro che il Partito democratico non fare alleanze elettorali con i partiti comunisti (Prc e Pdci), chiunque sia il candidato.
Lo hanno stabilito gli organi provinciali del Pd, mettendo una croce sopra ad ogni possibilità di collaborazione anche in considerazione del fatto che negli ultimi 3 anni i consiglieri komunisti hanno fatto opposizione al sindaco Chiamparino. Una esclusione forse agevolata dai sondaggi elettorali, che a livello nazionale continuano a riconoscere alla neonata Federazione della sinistra un peso abbastanza modesto.
La decisione del Pd crea qualche imbarazzo a Sinistra e libertà, che vede così già predeterminate le alleanze per le comunali, a meno di non scegliere un proprio candidato alternativo da sostenere insieme a Prc e Pdci: un salto nel buio che forse, pur dovendosi turare il naso, i vendoliani non faranno. Staremo a vedere.
Via | La Stampa