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Tutti gli articoli con tag elezioni politiche anticipate

Ore 12 - Fini tira la corda e Berlusconi spera che si spezzi

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl titolo di stamattina del Giornale “Siamo nelle mani di Fini” non è l’esternazione quotidiana e fuori dalle righe di Vittorio Feltri.

La clava di Feltri, autonoma fin che si vuole ma pur sempre al soldo del Cavaliere, è esplicativa del fragile patto sulla giustizia che tiene alta la tensione nel Pdl e scuote la maggioranza.

Ma a Silvio Berlusconi, giocatore avveduto e senza scrupoli, non dispiace che la corda così tesa possa alla fine spezzarsi, portando diritti alle elezioni politiche anticipate. Cioè alla resa dei conti definitiva con i “nemici” interni ed esterni.

La “grana” sulla giustizia è la più spinosa ma anche quella delle candidature per le regionali, non è da poco, a cominciare dalla bomba ad orologeria dell’affaire che ha “strozzato” il sottosegretario Cosentino. Il tentativo del ripristino dell’immunità parlamentare, poi, è la ciliegina sulla torta, o meglio, un’arma per beffare la gente e infangare le istituzioni.

Il premier giura di non voler andare alle urne. E Fini, bollato dal ministro Bondi: “un conformista come gli ex comunisti”, finge di credergli. L’ex leader di An è diventato il “simbolo” di chi nel Pdl e nella maggioranza è in forte e crescente disagio.

Il Pdl non è un partito con un progetto politico chiaro, ma un partito che vive e asseconda le volontà del suo padre/padrone. Idem per il governo.

Intanto cresce il grande gelo fra Palazzo Chigi e Quirinale. E la temperatura continua a calare. Non solo quella atmosferica. Il tempo, si sa, è capace di tutto. Anche Berlusconi.

Ore 12 - Berlusconi pronto a "rovesciare il tavolo"?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroO con me o contro di me. O sudditi o nemici.

E’ l’editto imperiale di Silvio Berlusconi che si sente minacciato nella solidità della leadership, teme che il “dopo Berlusconi” si realizzi a breve. E sia già in corso, proprio dal Pdl, la “deberlusconizzazione”.

Ma è fuori strada chi pensa che abbia perso la testa.

Il Cav, per reagire all’attacco di nemici vecchi e nuovi e di alleati scomodi, ha una sua strategia, chiara e inquietante: è pronto “a rovesciare il tavolo”.

Di fronte all’inconsistenza del Governo (impegnato solo a sistemare i guai del Presidente), a un Paese alla deriva, a un Pdl (partito militarizzato e ambiguo) a rischio implosione, Berlusconi spara sul mucchio e tira la corda per giocare l’ultima carta: la crisi di governo e le elezioni politiche anticipate da tenersi a marzo con le regionali.

Solo così, ripetendo una operazione già brillantemente compiuta, può salvare se stesso.

Con una sola fava, il Cav può prendere più piccioni: scrollarsi definitivamente di dosso Fini il “cosacco”e i suoi ultimi “apaches”, ribadire chi è il vero padrone nel Pdl e dintorni, stroncare sul nascere ogni velleità di rilancio del Pd, annientare nella culla il nascente nuovo partito centrista di Casini e soci, dare l’out-out alla Chiesa, aprirsi definitivamente il varco verso il Colle.

Fantapolitica? Basta un accordo blindato con Bossi e le elezioni con la legge “porcata” di Calderoli possono diventare un plebiscito per il Cav, il “salvatore” della patria.

Viva l’Italia. E gli italiani stanno a guardare. L’opposizione non va oltre un gioco di risulta. Basterà la “vigilanza” costituzionale del presidente Napolitano?

Ore 12 - La Repubblica delle banane. E il Belpaese dei "complotti"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl Belpaese non è la repubblica delle banane. E’, caso mai, la repubblica delle ciliegie. E una tira l’altra.

Come le “balle” della nostra politica.

O le “balle” del premier che parla di un “progetto eversivo” contro di lui, di un “complotto” che punta a destituirlo. Solo sparate da grande calura estiva?

Può un presidente del Consiglio parlare a ruota libera, agitare scenari da fantapolitica, sostenere addirittura la tesi di un complotto, come fosse il capo tribù di uno sperduto villaggio africano?

Se è certo, Berlusconi ha il diritto-dovere di fare nomi e cognomi e mettere in piazza (in Parlamento) i fatti. Altrimenti taccia.

Ogni giorno si supera il degrado della politica. E i cittadini rispondono con il disgusto e il distacco.

A meno che il “suggeritore” del Cavaliere sia Francesco Cossiga, che si riprende la scena rivelando “un progetto eversivo, un piano trasversale tra il partito di Repubblica, Murdoch e pure Pierfurby Casini”. Ecco a che punto siamo.

A che si mira con tali affondi?

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Berlusconi non si farà "disarcionare". Pronta l'ultima carta: elezioni anticipate!

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi continua a lamentarsi perché i “suoi” non lo difenderebbero adeguatamente sul “Noemigate”.

Così la solerte Mara Carfagna rilancia: “Berlusconi fa il bene del Paese. Il resto sono affari suoi”.

D’altronde la frecciata di Dario Franceschini è andata a vuoto perché – dati Crespi Ricerche per Affaritaliani.it - il 72% degli italiani affiderebbe i figli al Cavaliere.

Ma il Premier è teso come una corda di violino: “sbrocca”, si sente accerchiato, sotto tiro, con le pallottole vaganti delle inchieste giornalistiche e delle indagini dei magistrati di Napoli.

Al consiglio dei Ministri di ieri ha detto: “non mi farò piegare”. E, con alcuni fedelissimi – come riferisce Repubblica.it - il leader del Pdl è andato oltre: “Se ci fosse uno show down, allora dovremmo ripresentarci davanti agli elettori. Chiedere il loro giudizio. E sono convinto che gli italiani staranno ancora con me”.

Come più volte annunciato da Polisblog, Berlusconi è pronto a fare ricorso alla “bomba”. Fantapolitica?

Le elezioni politiche anticipate sono nell’agenda del capo del Governo, che minaccia: “Se qualcuno insegue scorciatoie per disarcionarmi, sarò io il primo a prenderle. Si torna al voto”.

Se il risultato delle Europee dovesse confermare un segnale inequivocabile di scollamento fra Berlusconi e il suo elettorato, la carta da giocare diventerebbe una sola, quella delle elezioni politiche anticipate.

Una partita azzardata. A quel punto, l’Italia scivolerebbe su un piano inclinato. Con conseguenze inimmaginabili. E Giorgio Napolitano?

Ore 12 - Bossi "abbaia" ma non morde. Berlusconi mostra i pugni ma non colpisce

pubblicato da Massimo Falcioni

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Si delinea un compromesso fra Berlusconi e Bossi sulla data del referendum. Nessuno dei due vuole la rottura. Però, così, chi vince è Berlusconi e chi perde è Bossi.

Resta quindi aperta nella maggioranza una ferita non marginale, perché in palio c’è una questione politica centrale.

E’ evidente che il risparmio del pubblico denaro derivante dall’accorpamento del voto non interessa nessun partito. Tanto paga pantalone.

Cosa vuole in effetti Berlusconi?

Il leader del Pdl, come scrive Stefano Folli su Il Sole 24 Ore: “culla il sogno di un Popolo della Libertà da solo al 51 per cento”. Con la vittoria del referendum la Lega ne uscirebbe a pezzi e a quel punto Berlusconi punterebbe in breve alle elezioni politiche anticipate per far “fuori” Bossi e governare l’Italia a proprio uso e consumo.

Ma c’è sempre un “ma”.

Nel braccio di ferro in corso, il premier non vuole andare fino in fondo e non insiste per un accorpamento del referendum con le europee del 6-7 giugno. Perché sarebbe la rottura con la Lega, la fine di questa maggioranza, la caduta di questo governo.

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Ore 12 - Berlusconi vuole le elezioni anticipate!

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNel Pdl sale la preoccupazione per la crescente divaricazione fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini.

Sulla questione di Eluana Englaro e sulla conseguente crisi istituzionale fra il Premier e il Colle si è consumato uno “strappo” fra il Cavaliere e il presidente della Camera che non è stato possibile nascondere e che può produrre conseguenze negative nell’iter di costruzione del nuovo partito unitario e nell’alleanza di governo.

Ma l’unico a non essere preoccupato è proprio il protagonista del braccio di ferro, cioè lo stesso Berlusconi.

Il Cavaliere ha nel gioco d’anticipo la sua carta migliore: è davvero “geniale” nello spiazzare avversari e alleati, nello sparigliare qualsiasi partita. Berlusconi è un giocatore d’azzardo, non teme il rischio, alza in continuazione la “posta”, usa spesso la tattica degli Orazi e dei Curiazi: uno scatto, fuori uno, fermarsi disorientando l’avversario, un altro scatto, fuori un altro e così via fino al raggiungimento dei propri obiettivi finali.

L’unico che ha capito fino in fondo gioco e giocatore è Umberto Bossi. Il Senatur abbaia da lontano, ma torna nella sua cuccia appena l’ombra del Cavaliere s’avvicina minacciosa. Il resto è solo un gioco delle parti, per dividersi l’elettorato, cioè il “bottino”.

I terremoti, si sa, fanno danni seri dove c’è il terreno duro. E Fini è un “duro”. Ma se insiste nell’azione di smarcamento dal Premier, a pagare sarà lui stesso.

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