Come viene letto il caos creatosi attorno alle liste PDL di Lazio e Lombardia all’estero? In maniera piuttosto critica e perplessa - tanto per abbondare negli eufemismi. Senza mezzi termini invece è stato il brasiliano Terra Magazine:
Ci manca solo il tendone per poter definire una volta per tutte la politica italiana un grande circo. (..) Il casino che il PDL – il partito inventato da Berlusconi nel 2008 e che ha la maggioranza nel parlamento italiano – ha combinato a Roma è degno di una rassegna di sketch di teatro. La lista dei candidati del partito è stata consegnata con 45 minuti di ritardo perché la persona incaricata aveva fame e se n’era andata a mangiare un panino vicino al tribunale. (..)
Continua a leggere: Rassegna stampa estera: il caos liste visto dai giornali stranieri
E dopo il Tar è arrivata anche la pietra tombale dell’ufficio elettorale del Tribunale, proprio pochi minuti fa. La lista Pdl nel Lazio è fuori quasi definitivamente. Resta soltanto la fiammella di un ultimo ricorso al Consiglio di Stato, ma francamente sarebbe del tutto grottesco un suo pronunciamento in favore in extremis dopo la carriolata di pareri negativi a ogni grado di giudizio.
E allora che fare? Le possibilità sono tre. Una quella che avevamo evocato noi in mattinata, chiedendo semplicemente che il Pdl salvasse la faccia rinunciando a presentare la propria lista, stoppando almeno l’ultimo ridicolo ricorso. Sarebbe una resa semi-onorevole, ancor più gradita se accompagnata dalle scuse ai propri elettori che non potranno il proprio partito. D’altronde se si nominano degli incapaci in posizioni chiave questi sono i risultati.
Seconda possibilità quella sostenuta da Pannella, ovvero il rinvio di un mese della consultazione. Ai Radicali farebbe comodo visto che molte loro liste sono state escluse. In particolare Cappato potrebbe tornare in corsa in Lombardia. Ma attenzione, proprio per questo Bonino e Pannella chiedono il rinvio in tutte le regioni, non solo nel Lazio, in una sorta di do ut des. Il leader del Pd Bersani ovviamente è contrarissimo a questa ipotesi, ma mai dire mai.
Continua a leggere: Elezioni regionali 2010 Lazio: Pdl bocciato anche dal Tribunale. È finita

Dopo gli ultimi eventi di cui vi abbiamo dato abbondantemente conto nei giorni scorsi (con tanto di sondaggio elettorale), è ora di fare il punto della situazione. Mentre la Lista Formigoni in Lombardia è definitivamente riammessa per decisione del Tar - e quindi è stato ininfluente il decreto governativo firmato da Napolitano - egualmente quella del Pdl è fuori dal Lazio, sempre per decisione del Tar.
Si può dunque dire che il decreto non sia servito assolutamente a nulla, dato che i fenomenali esperti giuridici del partito di maggioranza relativa hanno trascurato la bazzecola che la legge regionale in materia elettorale non sia modificabile se non da se stessa. Riusciranno ora i pidiellini a ottenere l’ammissione della nuova lista presentata secondo i termini del decreto? Chissà. Ma… c’è un ma.
Se è vero, com’è assai probabile, ciò che è stato svelato durante la trasmissione Che tempo che fa, lo stesso sito istituzionale berlusconiano ha dovuto ritirare in fretta e furia un sondaggio presso i propri elettori che certificava la rabbia dagli stessi e un plebiscito per NON riammettere la propria lista nel Lazio. Segno che prevale anche a centrodestra l’idea di punire i pressapochisti che mangiavano panini e scartabellavano fogli invece di rispettare gli orari di consegna, e ora la devono pagare.
Continua a leggere: Elezioni regionali 2010 Lazio: basta coi ricorsi. Polverini avanti da sola