
Le elezioni in Puglia hanno riservato molte sorprese ed hanno decretato la sconfitta delle astute strategie della Volpe del Tavoliere. Il leader di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola, ha mantenuto la Presidenza della Puglia conquistando il 48,7% a fronte del 42,2% di Rocco Palese (Pdl), del 8,7% di Adriana Poli Bortone (Io Sud + Mpa) e dello 0,35 di Michele Rizzi (Alternativa comunista).
Abbiamo vinto, la Puglia si è voluta bene. Ha vinto il buon governo a conferma che questo territorio continua ad essere un laboratorio di buona politica. Eravamo un’anomalia e restiamo un’anomalia. Ha detto il nuovo presidente commentando gli esiti della sfida, che si è conclusa assegnando il 20,7% al Pd, il 9,7% a Sinistra ecologia e libertà, il 6,47% all’Idv, il 5,5% alla Puglia per Vendola e il 3,26 alla Federazione della sinistra. Nel campo opposto: Pdl 31,1%, Puglia prima di tutto 7%, i pugliesi per Palese 4,8%. L’Udc ha raccolto il 6′5% e Io Sud - Mpa il 2,93%.
Che il futuro della sinistra, lontano da questo presente disastrato, debba proprio ripartire dalla Puglia?

Le elezioni regionali del 28 marzo saranno anche il banco di prova, in Puglia, per verificare il consenso di cui gode l’Udc di Casini e Cesa, che da queste parti non si alleato con né col Pd né col Pdl, preferendo una riedizione della Democrazia cristiana in salsa meridionalista. Il candidato degli estremisti di centro sarà infatti Adriana Poli Bortone, leader del movimento Io Sud, che in Puglia e Basilicata ha stretto un’intesa con il Movimento per le autonomie di Raffaele Lombardo, spiegando che: l’accordo politico tra l’MPA e Io Sud rappresenta un traguardo costruttivo e decisivo per dare vita ad una forza politica compatta ed unita che conosce i bisogni dei cittadini della Basilicata e le reali emergenze del nostro territorio avendo come obiettivo primario il tema del rilancio e dello sviluppo del Mezzogiorno.
La prova elettorale in Puglia e Basilicata e lo slogan scelto, Orgogliosamente terrona, potrebbero essere dunque i primi passi per il famoso Partito del sud (o Partito Unico del Mezzogiorno) di cui da tempo si parla, con prospettive ed intenti più o meno nobili. L’eventuale successo della triplice intesa neo democristiana in Puglia comporterà poi un travaso di voti, sottratti al candidato Pdl, Rocco Palese, e un indubbio vantaggio per Nichi Vendola.

L’Italia dei Valori ha deciso di candidare nelle proprie liste per le elezioni regionali in Puglia il pm Lorenzo Nicastro che fino a pochi giorni fa lavorava alla Procura di Bari. Non è affatto una novità questo cambio di carriera, numerosi magistrati hanno fatto il grande salto verso politica, dividendosi poi tra vari partiti. Ma c’è un punto che caratterizza in modo diverso questa candidatura: Nicastro per ben 9 anni (e fino a pochissimo tempo fa) ha indagato il ministro Raffaele Fitto per vari capi d’accusa (per alcuni dei quali è stato rinviato a giudizio, per altri prosciolto) relativi al periodo in cui era Governatore della Puglia. Ora entra in politica nel partito che più attacca il movimento in cui milita Fitto. Non sono mancate le critiche dal Pdl ma la stessa Associazione Nazionale Magistrati ha avanzato dei dubbi seppur di carattere diverso
Il diritto all’elettorato passivo non puo’ essere negato ai magistrati. Tuttavia non sono opportune candidature nei luoghi in cui il magistrato ha esercitato la giurisdizione o e’ stato titolare di delicate indagini. Deve, inoltre, costituire serio momento di riflessione all’interno della magistratura il rientro in servizio del magistrato che ha svolto un mandato elettorale; tema sul quale l’Anm intende impegnarsi anche attraverso la revisione del proprio codice deontologico
Ovviamente ben di altro tenore gli attacchi del Pdl che fanno riferimento alla commistione tra politica e giustizia e a un’evidenza a posteriori di magistratura politicizzata.
Magistratura e politica, l’intreccio e’ sempre piu’ stretto. Lorenzo Nicastro il magistrato che per nove anni, senza esiti evidenti, ha indagato su Raffaele Fitto, raccoglie il premio. Il duo giustizialista Di Pietro-De Magistris lo ha candidato capolista di Italia dei Valori alle prossime regionali in Puglia. Il giochetto e’ ormai scoperto: alcune avanguardie oltranziste e politicizzate della magistratura imbastiscono indagini lunghe e inconcludenti su esponenti della maggioranza, Di Pietro prima ne santifica l’operato e poi li arruola nelle sue fila. Se c’erano dubbi sull’uso politico dell’azione giudiziaria, la candidatura di Nicastro lo conferma clamorosamente
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Appena ieri il nostro Davide individuava in Nichi Vendola la migliore delle scelte per la presidenza della Puglia (per quanto riguarda il centrosinistra, almeno). Stando a quanto si continua a leggere su media e agenzie, la scelta più semplice sarebbe invece un’altra e ben più semplice: conferire direttamente la presidenza della Puglia ad un uomo/donna scelto dall’Udc di Casini e Cesa.
Allo stato attuale infatti il Partito democratico vuole candidare Boccia escludendo Vendola per non esagerare con l’estremismo e soprattutto per non fare un dispiacere all’Udc, il cui contributo al governo della Regione sembra assolutamente irrinunciabile. Il Popolo della libertà si dilunga in smancerie annunciando: “abbiamo inteso mantenere aperto un canale di valutazione con l’Udc fino a quando l’Udc non ha preso una posizione precisa”.
Insomma centrodestra e centrosinistra pendono dalla labbra di Casini, senza il quale evidentemente le lande pugliesi risulterebbero ingovernabili e al quale non viene neppure chiesto di condividere o accettare un qualsiasi programma di massima. Come è bella la politica ora che ci sono i nuovi partito bipolari (Pd e Pdl) e non più i vecchi partiti inciucioni della Prima Repubblica….