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Tutti gli articoli con tag elezioni

Primarie USA: vincitori e sondaggi

pubblicato da Bruno Marino


Pochi giorni fa ci eravamo occupati delle primarie per la Camera dei Rappresentanti negli Stati Uniti. Ieri sono arrivati alcuni importanti verdetti: in California, per i Repubblicani, due donne provenienti dal mondo degli affari, Carly Fiorina (ex Hewlett-Packard) e Meg Whitman (ex eBay), hanno vinto le primarie per il Senato (l’altra camera elettiva USA, che si rinnova di un terzo dei suoi componenti ogni due anni) e il Governatorato della California.

Il New York Times pubblica anche una mappa interattiva sui probabili esiti della competizione del 2 Novembre: per la Camera, i democratici avrebbero 164 seggi sicuri e altri 64 “leaning” (tendenti” verso di loro, in cui è probabile una vittoria democratica), i repubblicani invece avrebbero 157 seggi sicuri e altri 20 leaning. 30 sarebbero i seggi incerti. Facendo due conti, ai democratici andrebbero 228 seggi, ai repubblicani 177. La maggioranza è di 218 seggi.

Invece, per quanto riguarda il Senato, sempre grazie al NY Times, ai democratici andrebbero 55 seggi (48 sicuri più 7 leaning), ai repubblicani 43. 6 in seggi incerti. Maggioranza: 51 seggi. La differenza così rilevante tra il numero di deputati e quello di senatori si spiega facilmente: ogni Stato americano elegge un numero di deputati proporzionale alla sua popolazione (la California ha varie decine di deputati, il North Dakota uno), ma elegge sempre e comunque due senatori. California e North Dakota eleggono entrambi due senatori a testa. Questo fu previsto nella Costituzione per garantire i piccoli Stati. Insomma, un altro “balance” della democrazia americana.

Foto | Flickr

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USA: le Primarie per le elezioni della Camera dei Rappresentanti

pubblicato da Bruno Marino



Può sembrare strano, ma negli Stati Uniti la Camera dei Rappresentanti si rinnova ogni due anni. E non perchè cada un governo (là c’è il Presidenzialismo, ne avevamo parlato anche noi un pò di tempo fa), ma per precisa disposizione costituzionale. Prima delle elezioni, previste per il 2 Novembre, ci saranno le Primarie, nelle quali i Democratici e i Repubblicani sceglieranno i candidati alla carica di Deputato.

Come spiega bene il sito del NY Times, le Primarie sono iniziate il 2 Febbraio e andranno avanti, con date diverse a seconda degli stati coinvolti, fino al 18 Settembre, quando anche i cittadini delle Hawaii avranno scelto i loro candidati.

Le elezioni del 2 Novembre, che cadono più o meno a metà del mandato di Obama e che quindi sono definite midterm elections, rappresentano un’importante sfida per il Presidente. Tradizionalmente, infatti, le midterm sono una “cartina di tornasole” per l’operato presidenziale: una massiccia vittoria repubblicana non sarebbe un bel segnale per l’inquilino della Casa Bianca.

Foto | Flickr

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Elezioni comunali Bolzano: la diretta del voto. Spagnolli rieletto al primo turno

pubblicato da Luca Landoni



Vi aggiorneremo qui in diretta sullo spoglio delle elezioni comunali di Bolzano. Appena possibile cercheremo di aggiornarvi anche sull’andamento degli altri comuni altoatesini coinvolti. Particolarmente sentita la sfida di Merano.

Risultati definitivi: Spagnolli rieletto al primo turno. Debacle del centrodestra.

79 sezioni su 80:

Luigi Spagnolli (centrosinistra-SVP): 51,9%
Robert Oberrauch (centrodestra): 33,1%
Alberto Filippi (Lista Beppe Grillo): 4,0%
Sandro Repetto (Udc): 5,8%

Dopo il salto i risultati delle singole liste.

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Ore 12 Le tre carte "segrete" di Berlusconi ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl governo di “unità nazionale”, bocciato e addirittura dileggiato dai due maggiori partiti, rientra dalla finestra, nel Pd e anche nel Pdl.

In particolare, la crisi del partito del “predellino”, i contraccolpi della nuova Tangentopoli e la imminente stangata vicino ai 30 miliardi, spinge lo stesso Premier a cercare nuove vie d’uscita.

Le ipotesi di Berlusconi sono tre e partono dalla propria “insostituibilità”, nella veste di “vittima” perché “tradito” dai “corrotti”.

La prima ipotesi: lanciare direttamente un appello all’unità nazionale, cacciar via i responsabili delle malefatte, imbarcare Casini nel governo, tendere la mano anche al Pd per partire con alcune riforme. Quindi, un rimpasto di governo, nuova maggioranza senza però intaccarne le fondamenta, a cominciare dalla leadership.

La seconda: di fronte alla situazione che può precipitare, il Cavaliere sbaracca il gioco, puntando su una nuova maggioranza, con un nuovo governo “fuori dai partiti”, ma sempre guidato da se stesso.

La terza: elezioni politiche anticipate, al massimo entro la primavera del 2011, puntando al plebiscito e alla repubblica presidenziale.

Insomma, Berlusconi sente mancargli il terreno sotto i piedi. Sa che ferve un lavorio “trasversale” (Udc, Pd, Fini, non pochi ex democristiani del Pdl, settori della società civile ecc.) per far saltare il tappo alla bottiglia, costringere l’esecutivo alle dimissioni, andare alle Camere per trovare i numeri per un governo “unitario”, di transizione, ma con Berlusconi definitivamente “fuori”.

In un sol colpo, addio a Berlusconi e al bipolarismo Made in Italy e stop a Bossi. Se son rose, fioriranno. Ma il “grande trasformista”, più volte dato per spacciato, è sempre risorto.

Intanto il Paese soffoca sotto la crisi morale ed economica. E a pagare sono sempre gli stessi.

Oggi elezioni in Alto Adige: a Bolzano il duello Oberrauch-Spagnolli

pubblicato da Luca Landoni

Mai come in questa tornata l’Alto Adige/Südtirol si trova di fronte a un bivio; confermare la tendenza nazionale, o per meglio dire settentrionale, di adesione al centrodestra, o continuare a votare il centrosinistra/Svp nel solco della tradizione.

Per la verità già una volta a Bolzano avevano vinto le forze guidate dalla vulcanica Biancofiore (foto), ancora ai tempi di Forza Italia, ma il successo era stato così risicato da impedire il governo della città, e nella ripetizione del voto la città - forse pentita - aveva ridato il proprio consenso alla coalizione di centrosinistra.

Bolzano vedrà dunque il confronto tra il sindaco uscente Spagnolli e l’ex-campione di hockey Robert Oberrauch, per un risultato finale all’insegna dell’incertezza. Probabile che tutto si decida al primo turno. Se Oberrauch non vince subito, difficilmente potrà farcela dopo, quando le frammentate forse regionali si riuniranno per sostenere la Svp e i suoi alleati.

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Ore 12 - Bersani s' "acquatta" lungo il fiume ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroContrordine, compagni! Pierluigi Bersani sì è accorto, con il ritardo di sempre, che il governo non durerà altri tre anni.

E’ l’”effetto Fini”, l’onda lunga dello scontro della direzione del Pdl che sbatte sul Partito democratico assonnato, risvegliando interessi e appetiti.

Dopo la “botta” delle Regionali, il vertice del Pidì appariva come l’alfiere più convinto della solidità della maggioranza che sostiene il governo Berlusconi. Ci ha poi pensato Gianfranco Fini a togliere il coperchio e a rigirare il mestolo nel pentolone del partito del “predellino”.

Da quel momento, al di là dei minuetti, niente è più sicuro. E tutto è possibile. Compresa la caduta del governo in tempi brevi.

Ovvio che il presidente della Camera metta le mani avanti, per tirare il fiato dopo il pietrone lanciato contro il premier, e dica: “irresponsabile parlare di elezioni anticipate”.

Ma le riforme annunciate resteranno tali, cioè nel cassetto. Compreso il federalismo, su cui Bossi si gioca tutto.

E lì, solo la spada potrà recidere un inestricabile nodo politico. E lì (o/e sulla giustizia) la conta diventerà la .. resa dei conti. E buonanotte ai suonatori.

Bersani, intanto, sta cercando un posto vicino al fiume, in attesa del … “cadavere” del “nemico”. Il Pd, si sa, meno si muove, meno danni fa. Forse.

Chi è Nick Clegg, l'uomo che ha ipnotizzato l'Inghilterra

pubblicato da Luca Landoni


Sei maggio, giorno di elezioni in Inghilterra. O election day, se preferite, nella patria della democrazia mondiale. Con una grossa novità, però; il paese più stabile della terra, da sempre oscillante tra due schieramenti non troppo dissimili, per la prima volta potrebbe affidarsi a un “terzo incomodo”.

E il terzo in questione si chiama Nick Clegg, leader del partito liberaldemocratico (LibDem) che come la nostra Udc adotta da sempre la politica dei due forni, ma con efficacia certamente maggiore. Clegg aveva già dimostrato un forte ascendente nei confronti degli elettori albionici, ma il boom lo ha registrato nell’ultimo confronto televisivo, surclassando i rivali e conquistando di un’incollatura la vetta nei sondaggi.

Ma può durare la luna di miele? Difficile. Pur avendo forte carisma, e rappresentando una certa discontinuità con la tradizione, Clegg è lieve come una farfalla. E alludiamo alle idee e ai programmi. Eliminare il sistema di difesa nucleare Trident, abbassare la guardia nei confronti dell’immigrazione clandestina, forse introdurre l’euro (o forse no, non è del tutto chiaro); queste alcune delle vaghe proposte vagheggiate dai LibDem, ma sempre senza vera concretezza.

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Vento del ...caos

pubblicato da il passator cortese


Agli elettori non piace il ring permanente fra Berlusconi e Fini e la fiducia verso premier e governo scende ancora. E’, secondo la rivelazione mensile di Ipr Marketing per Repubblica.it, ai minimi storici.

Le elezioni, una vittoria di Pirro.

Il Cavaliere è al suo minimo da quando è premier: 44%. Idem per l’esecutivo: 38%. Il Pdl perde tre punti (scende al 40%9 rispetto a marzo che sono travasati tondi tondi nella Lega (34%).

Non ne approfitta l’opposizione: meno altri due punti per il Pd (38%), meno un punto l’Udc (37%), al palo l’Idv (38%). Più chiaro di così!

Per il Pdl, questa è la settimana di …”passione”. Per il Pd la “passione” è .. permanente. Il Cavaliere cerca l’occasione per sparigliare il gioco.

Tira aria da voto anticipato. Vento del … caos!

Ore 12 - E a sinistra del Pd? Le foglie secche del fallimento comunista

pubblicato da Massimo Falcioni

altroE quelli a sinistra del Pd? Stanno peggio di quelli del Pd.

Quella miseria del 2,74% (dal 3,5% delle Europee) è come un chiodo nel costato della storia dei “comunisti” italiani, dal 1921 ad oggi. Quei comunisti, fuorilegge e braccati per 20 anni dal fascismo, erano paradossalmente più forti allora di oggi. Come mai? Allora rappresentavano una speranza, il nuovo mondo, oggi sono solo l’ombra di se stessi, ultime foglie appese di una pianta che è morta da tempo.

Nemmeno il governo del (non) fare di Berlusconi e la società di cartapesta del “berlusconismo”, la crisi mondiale del capitalismo, riporta in auge i comunisti italiani.

Tutta colpa del “destino cinico e baro” di saragattiana memoria? Ognuno è libero di dare la propria risposta. Ma i fatti sono una sentenza di liquidazione di una esperienza irripetibile perché fallita. Tutti i “se” e i “ma” sono un contorno inutile, per allungare una agonia che aiuta solo il “nemico”.

Il rimedio non sta nella disponibilità degli ultimi comunisti di una alleanza con le altre forze del centro sinistra che, attorno ad una proposta di salvaguardia della democrazia e della Costituzione, si impegni fin da oggi a battere Berlusconi alle prossime elezioni politiche. Questa è solo propaganda cui non credono più nemmeno gli ultimi compagni che cuociono le salsicce nelle feste sempre più misere della falce e martello.

Il Pd non vuole i comunisti loro alleati. Non li vuole non perché brutti e cattivi, ma perché li fa sprofondare fino in fondo. La famosa chiamata alla “resistenza” delle forze “democratiche” contro Berlusconi è per il Cavaliere una polizza a vita.

Gorbaciov voleva riformare l’irriformabile comunismo sovietico. Ma Eltsin fece saltare Gorbaciov e il comunismo. E’ la storia. E le lancette della storia non si possono rimettere indietro. Allora?

Allora bisogna avere l’umiltà (e il coraggio) di capire gli errori e la lezione della storia. Dopo si ricomincia. Ma solo dopo.

Elezioni Regionali 2010. Diretta voto provinciali e comunali

pubblicato da Luca Landoni

Cercheremo qui di tenervi aggiornati sull’andamento delle principali consultazioni provinciali e comunali in corso di scrutinio.
Spicca per ora la sconfitta patita da Castelli nella natia Lecco. Davvero inattesa visti i risultati della Lega in regione. Curiosità: Minardi non ce l’ha fatta a Faenza (31 contro 53%). A Margherita di Savoia (Bat) la Carlucci post-rissa viene eletto sindaco con quasi il 70% dei suffragi.

Province. Tutte e 4 le province vanno al centrodestra.

Provincia Imperia. Definitivo. Sappa (cdx) 59,0 - Giordano (csx) 32,5
Provincia L’Aquila. Definitivo. Del Corvo (cdx) 53,4 - Pezzopane (csx) 45,3
Provincia Viterbo. Definitivo. Meroi (cdx) 54,6 - Grattarola(csx) 32,1
Provincia Caserta. 618/925. Zinzi (cdx) 65,3 - Stellato (csx) 30,0

Comuni. Dei 9 comuni capoluogo alle urne, 2 vanno al centrosinistra al primo turno (tra cui Venezia, salvo crollo dell’ultim’ora), 1 al centrodestra e 4 al ballottaggio. Matera e Lodi sono troppo indietro per giudicare. Macerata potrebbe ancora andare al centrosinistra se Carancini recupera. Dopo il salto i dati parziali e definitivi.

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