
Norma Rangeri, direttore del Manifesto, ieri a TvTalk, spazio d’approfondimento di Raitre, ha commentato l’attenzione che i giornali stanno dando a Vieni via con me, il programma di Roberto Saviano e Fabio Fazio.
Secondo la giornalista la carta stampata sta fallendo anche a causa dell’attenzione isterica che i quotidiani hanno nei confronti della televisione. L’osservazione deve far riflettere. Il Giornale e la Padania di cosa si sarebbero occupati la scorsa settimana se Roberto Maroni, ministro degli Interni, non avesse avuto uno scontro a distanza con Saviano?
L’agenda dei quotidiani non è l’unica a cambiare in base alla prima serata delle tv generaliste. Leggendo i fatti delle ultime ore si potrebbe pensare che anche il Governo abbia deciso di coordinarsi con le proposte della RAI.
Lo spot che vedete è prodotto dall’associazione Exit International, che si occupa di promuovere l’eutanasia nel mondo. Il tema è uno dei più delicati e complessi da affrontare. Non solo perchè riguarda l’essenza stessa della vita, ma anche perchè la religione cattolica ha una posizione molto chiara sull’argomento. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice:
“Qualunque ne siano i motivi e i mezzi, l’eutanasia diretta consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte. Essa è moralmente inaccettabile.
Così un’azione oppure un’omissione che, da sé o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un’uccisione gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L’errore di giudizio, nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest’atto omicida, sempre da condannare e da escludere.”
Risulta chiaro che in Italia lo scontro tra chi sostiene la “dolce morte” e chi è contrario diventa molto intenso. Seguiteci dopo il salto. Vi parleremo di Avvenire e di Gasparri.
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Pensare che Silvio Berlusconi rappresenti tutto il Popolo della Libertà, o che il partito sia immagine e somiglianza del Presidente del Consiglio, è sbagliato. La coalizione di centro-destra è molto più complicata di quanto si possa pensare.
Il progetto politico ha infatti inglobato anche una parte dei radicali che nel 2005, in occasione della nascita dell’Unione di Prodi, hanno lasciato il partito per militare a destra. Una delle persone che ha fatto questo tipo di scelta è Benedetto Della Vedova che, intervistato da polisblog.it, spiega perché il Pdl debba fare proprio anche delle battaglie sociali. Bandiere, per molto tempo, del centro-sinistra.
Cominciamo spiegando agli utenti di polisblog.it che non la conoscessero il suo cammino politico.
Ho una storia radicale anche se poi mi sono iscritto al partito solo nel 1992. Nel ’94 poi ho cominciato a fare politica in modo militante.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Benedetto Della Vedova

L’inchiesta aperta a Trani su Silvio Berlusconi, e le persone che con lui progettavano la chiusura di Anno Zero, non dovrebbe stupirci. Negli ultimi mesi l’asticella del limite si è spinta sempre un po’ più avanti fino ad annullarsi. Per capirlo è sufficiente ragionare su quanto è successo a partire dal 9 febbraio 2009.
Nella stessa notte in cui Eluana Englaro morì, dopo una battaglia legale estenuante portata avanti dal padre Beppino, Enrico Mentana lasciava Mediaset dicendo a voce alta quello che in molti da tempo sussurravano all’orecchio a vicino.
L’azienda di Silvio Berlusconi non permette ai giornalisti di fare il proprio lavoro. Altro che caimano (così si intitolava un film di Nanni Moretti realizzato ispirandosi al Premier). Il vero vincitore è sempre, come sostenuto da George Orwell, il Grande Fratello (il format televisivo è stato estrapolato dal romanzo 1984 dello stesso Orwell).
Continua a leggere: L’inchiesta di Trani sul triangolo Berlusconi-Minzolini-Innocenzi è un bluff
E’ passato poco più di un anno dalla morte di Eluana Englaro e l’eco delle polemiche non si è ancora smorzato nella politica e nei media. Il padre, Beppino Englaro, non ha smesso di portare avanti la sua battaglia per il riconoscimento del diritto al biotestamento e in difesa della libertà individuale, diventando in qualche modo portavoce di tutte quelle persone che hanno familiari sospesi in un limbo di non vita.
Lo abbiamo incontrato in occasione di uno dei tanti incontri pubblici che Englaro sta tenendo per l’Italia per presentare il suo libro “La vita senza limiti. La morte di Eluana in uno Stato di diritto” Titolo provocatorio, che sintetizza l’opinione che il padre di Eluana ha della pretesa di medici e politici di voler imporre l’idratazione e l’alimentazione forzata anche a persone che avevano espressamente dichiarato di non voler essere tenute in vita artificialmente.
Una pretesa che arriva ad imporre una “non morte” che, nel caso di Eluana, è durata diciassette anni. Per Englaro il nocciolo della questione si riduce a pochi punti chiari ed essenziali: si vive in uno Stato di diritto regolato dalla Costituzione e non dal Vangelo. La legge deve rispettare l’individuo e quest’ultimo deve essere l’unico soggetto autorizzato a decidere della propria salute. L’intervista è tutto dopo il salto.

A poco più di un anno dalla morte di Eluana Englaro, nella giornata nazionale del malato, polisblog.it incontra Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore. L’uomo che (come documentato dalle Iene la scorsa settimana) ha deciso di porre fine ai suoi giorni in Belgio.
Negli stessi giorni in cui il Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, a SkyTg24 ribadiva l’impegno del Governo per la tutela della vita umana è necessario riflettere sulle reali condizioni dei malati in Italia.
La storia di Salvatore, come raccontato da Pietro, è molto diversa da quella della figlia di Beppino Englaro. A differenza di Eluana Salvatore ha deciso di porre fine ai propri giorni perché, allo stato attuale, l’Italia non gli garantisce un’assistenza sufficiente.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore

Le elezioni regionali 2010 si avvicinano: manca poco, si vota il 28 e il 29 marzo. Più che in altre occasioni, sembra che questa tornata elettorale si distingua per il potere che hanno dimostrato di saper gestire, e saper utilizzare le donne. Meglio: del consenso che chi le nomina, sa potranno raccogliere. Partiamo dalle candidate: la sfida laziale tra Emma Bonino e Renata Polverini per esempio.
La leader radicale - infamata da Libero con la solita sobrietà: “Emma Assassina” - e la sindacalista, dovranno gestire la complessa eredità del dopo Piero Marrazzo, che ci gusteremo, molto probabilmente, nei prossimi mesi con una nuova trasmissione in Rai. Eppure non c’è solo la sfida laziale.
In Piemonte, da anni comanda Mercedes Bresso: una che meriterebbe più di una regione, e di cui è giusto ricordare le limpide prese di posizione durante il caso Eluana Englaro, quando il PD tentennava, per mantenere gli equilibrismi che lo stanno facendo affondare, lei diceva. “Portatela da noi, in Piemonte” zittendo i baciapile. Erano sante parole, quelle che gli italiani volevano sentire.
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Continua a leggere: Potere donna: Bonino, Polverini, Bresso, quando l'uomo non comanda più

Durante le interviste che Simona Ventura rilascia ai conduttori che lavorano per editori privati è solita sostenere che esistono più RAI. Fortunatamente ha ragione se a poche settimane dall’inizio del Festival di Sanremo, dove parteciperà anche Povia con una canzone dedicata ad Eluana Englaro, su Radio 2 i conduttori di “Dispenser” polemizzano (giustamente) contro Eugenia Roccella.
Il sottosegretario di Stato al Lavoro, alla Salute e alle Politiche sociali ha criticato pubblicamente il nuovo numero di Dylan Dog per via di un velato riferimento all’eutanasia. Poco importa se la pratica, oltre ad essere presa in considerazione da un editore privato, è perfettamente congrua alla storia.
Eugenia Roccella l’ha criticata comunque denunciando pubblicamente che la polemica non era frutto di una lettura approfondita del manoscritto. Ho sentito. Mi hanno detto. Quindi polemizzo.
Continua a leggere: Eutanasia: Eugenia Roccella contro Dylan Dog

Ci sono programmi televisivi che per mangiarsi il pubblico hanno bisogno di un’edizione. Altri, invece, hanno bisogno di più. Il Festival di Sanremo, giusto per fare un esempio, per cannibalizzare la triste scena politica ci ha messo due anni.
Dopo essersi portati in casa il circo di Maria de Filippi si prepara ad uniformarsi alla linea editoriale di RaiUno manomessa dalla lottizzazione. Pendente verso il Governo se, come abbiamo più volte sottolineato su polisblog.it, Augusto Minzolini si concede più libertà di Antonello Piroso (direttore del telegiornale de la7).
Sdoganato il principe ballerino, che con Pupo e un tenore (uno a caso), renderà omaggio alla madre patria e Povia, che a differenza del cantautore medio italiano non si ispira all’amore preferendo occuparsi male della cronaca, sul parco dell’Ariston non è arrivata per poco Janet De Nardis.
Continua a leggere: Antonella Clerici boccia la canzone di Janet De Nardis “Tanto paga Papi”

Non sono servite 48 ore per distruggere la candidatura di Loretta Napoleoni, di cui la diretta interessata disquisiva all’inizio di questa settimana su l’Unità. Salvo imprevisti dell’ultimo minuto il Pd avrebbe deciso di sostenere Emma Bonino alle prossime elezioni regionali del Lazio.
Tutte le altre alternative al marasma lasciato dall’ex governatore Piero Marrazzo, esponente del Partito Democratico, non sarebbero state considerate efficaci. Inutile negarlo. L’eredità morale lasciata dal presentatore televisivo sarebbe stata pesante per molti.
In pochi avrebbero colto la sfida che si preannuncia essere una delle più interessanti dei prossimi mesi. Due donne (Emma Bonino sfiderà Renata Polverini), con storie politiche molto diverse tra di loro, si confronteranno con quella civiltà che in Italia sempre meno si vede.
Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010: Emma Bonino è la candidata del Partito Democratico