
Il tanto atteso, e sperato, confronto tra Silvio Berlusconi e Pierlugi Bersani non ci sarà. Il Presidente del Consiglio ha rifiutato l’invito di Emilio Carelli, direttore di SkyTg24, che da tempo si propone di ospitare un confronto tra i due leader politici.
Secondo quanto dichiarato dallo stesso Silvio Berlusconi, a causa delle osservazioni fatte dallo stesso Bersani sull’operato del Governo non si sono verificate le condizioni creare questo spazio di confronto.
Probabilmente è lo stesso Presidente del Consiglio a sapere meglio dei propri avversari, che in occasione della manifestazione dello scorso sabato liquidavano l’attuale amministrazione come inutile, i propri limiti e le perplessità che sul suo lavoro giustamente sono state sollevate.

In concomitanza con l’annuncio del ritorno sulle scene di Silvio Berlusconi, avvenuto durante la conferenza stampa nella quale si è poi registrata la pazzia di Rocco Carlomagno, Gad Lerner sul proprio blog ipotizzava la fine (cito testualmente) della censura sul mezzo televisivo per permettere al Presidente del Consiglio di divulgare il proprio verbo.
In attesa di capire se tale messaggio possa ritornare ad essere veicolato anche attraverso la RAI, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso avanzato da Sky e Telecom Italia Media (la7) stabilendo che anche a ridosso degli appuntamenti elettorali possono essere trasmessi degli approfondimenti politici.
Il Tar amministrativo regionale ha invece respinto le richieste avanzate da Federconsumatori contro la Vigilanza RAI che ha cancellato dai palinsesti della televisione pubblica i talk show politici.

A SkyTg24 va riconosciuto il merito di investire sulle pluralità delle voci. Mentre la domenica Edoardo Raspelli prova a mangiare più lasagne di Massimiliano Ossini il telegiornale diretto da Emilio Carelli raccoglie le proteste degli abitanti dell’Aquila.
Città la cui ricostruzione è in alto mare. Qualcosa, dopo il terremoto, non ha funzionato e il Partito del fare, come osserva Concita De Gregorio sull’Unità, è diventato quello del malaffare.
La trasformazione sta avvenendo progressivamente.
A Guido Bertolaso, chi di dovere, ha chiesto solo di rispondere sullo scandalo legato agli appalti truccati. Nessuno, neanche all’opposizione, ha deciso di analizzare i fatti. Nessuno ha provato a capire che i fallimenti del Capo della Protezione Civile.
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