Dove eravamo rimasti? Al divieto di Bossi di allargare la maggioranza all’Udc e al “no” al voto subito.
Di nuovo c’è solo l’impegno del premier di dare gli “ordini” per la campagna televisiva d’autunno al fido Emilio Fede nella colazione di Lesa sul Lago Maggiore e soprattutto implementare il business di famiglia con l’amico Gheddafi.
Berlusconi sembra far suo il detto andreottiano “Meglio tirare a campare che tirare le cuoia”, lasciando il governo nello stagno del “fare niente”.
Non sarà facile, perché l’esecutivo vivrà ancora di più alla giornata, rincorrerà polemiche e trattative infinite, per cercare di salvaguardare sui singoli provvedimenti una maggioranza che è politicamente sconfitta e morta.
Così non si farà nessuna riforma. Il premier alla fine getterà la spugna, incolpando Fini di averlo tradito e boicottato.
Già, Fini. Cinico, sornione, salamandra nella guerriglia alla “vietnamita”, l’ex leader di An gioca allo “stop and go”: l’obiettivo è prendere tempo, cuocere a fuoco lento il Cavaliere, decidere di staccare la spina al governo quando sarà tempo.
Se Berlusconi non è in grado di costruire subito una nuova alleanza di centrodestra e tornare al voto, è spacciato.
Appena il terzo polo, o come si chiamerà, prenderà corpo, la nuova unità di un nuovo centro-sinistra sarà cosa fatta. Per governare? Forse no.
Sicuramente per mandare a casa Berlusconi. Poi chi vivrà, vedrà.
Negli stessi giorni il Ministro dell’Economia annunciava nuovi tagli per evitare che la crisi greca diventi in pochi mesi anche italiana Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, qua e là parlava della probabile messa in vendita del Milan.
Il leader del Popolo delle Libertà a differenza di molti altri suoi colleghi ha un talento importante. Solo lui riesce a distogliere l’attenzione degli italiani sui problemi del paese ragionando su altro che per quanto interessante non è utile al cittadino medio.
Di questo e molto altro abbiamo ragionato con il giornalista Mario Portanova che per Chiarelettere ha pubblicato “Il Partito dell’Amore”.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Mario Portanova autore del “Partito dell’Amore”

Emilio Fede non sopporta Saviano. Andrea Scanzi ha scritto un resonconto dell’intervento di Emilio al tg4 di qualche giorno fa (le frasi tra parentesi sono di Scanzi):
[…] ha scritto dei libri contro la camorra ma lo ha fatto anche tanta altra gente (tu no di sicuro) senza fare clamore senza firsulpripagne (traduco sbobinando le crasi: senza finire sulle prime pagine) senza raccogliere firme senza rompere ehhh volevo dire scusate (volevi dire “rompere”, tranquillo) senza ehhmmehhh disturbare la riflessione della gente (che è già troppo intenta a dormire) […]
Inutile ricordare l’importanza che le opere di Saviano hanno avuto nella creazione di una coscienza collettiva antimafia. Infatti, Fede ieri sera ha giustamente ricordato Joe Marrazzo, grande giornalista e autore di indimenticati reportage sulla criminalità organizzata, ma non ha considerato ( di proposito?) che la forza di Saviano sta nella enorme diffusione che hanno avuto le sue opere presso il pubblico italiano. Altrimenti, dopo una breve ed effimera notorietà con “Gomorra”, lo scrittore sarebbe stato ucciso.
Altro elemento da considerare: il pubblico italiano legge davvero poco. Si informa, principalmente, attraverso la tv. Cioè, sostanzialmente, Rai e Mediaset. Cioè “assoluzione” di Mills, complotto ai danni di B., giudici comunisti contro dell’Utri e Cuffaro, eccetera eccetera. Anche da questo si capisce perchè Gomorra sia stato tanto importante, per darci una svegliata.
Come volevasi dimostrare. Alla faccia delle tematiche territoriali (e del federalismo), Silvio Berlusconi, nella odierna conferenza stampa in via dell’Umiltà, detta la “linea” sulle prossime elezioni di fine marzo: “Queste regionali sono elezioni nazionali”. E chi ne dubitava?
Il bello (si fa per dire) è che accanto al Premier stavano in bella posa le candidate (“belle e gradevoli”, a detta del SuperCav.) a governatore del centro destra: Renata Polverini (Lazio), Monica Faenzi (Toscana), Fiammetta Modena (Umbria).
Insomma, ancora una volta, Berlusconi chiama gli italiani a votare per “lui”. Con liste piene di “impresentabili” e con le varie bufere in corso, il padre/padrone del Pdl e del Governo, in forte difficoltà e calo nei sondaggi, ci mette la propria faccia, a mo’ di “usa e getta”.
Se invece dovesse arrivare una scoppola (Dio non voglia) per il Pdl, Berlusconi darà la colpa ai candidati (e candidate). E ai comunisti.
Non a Bersani, ieri al Tg4 con Emilio Fede e poi, tirato a lucido, al Festival di San Remo (dove sta il popolo, dicitur …). E Guido Bertolaso non si “schioda”. Ordine del capo.

Chissà poi perché sono state spese delle giornate a parlare, male, della par condicio pre elezioni quando è evidente che chi si occupa di informazione televisiva preferisce non essere in equilibrio anche negli altri momenti dell’anno.
L’edizione delle 13.30 del Tg4 e del Tg1 hanno, per esempio, dato notizia della presentazione delle candidate del PdL senza fare accenno a chi queste persone dovranno sfidare nelle rispettive regioni.
Siamo soliti pensare che sia Silvio Berlusconi ad aver cambiato la televisione italiana che quasi ci dimentichiamo di chi attorno al Presidente del Consiglio ha costruito degli specchi. Oggi Pierluigi Bersani doveva misurarsi con l’avversario politico presentando i suoi candidati. Non ieri, da solo, con Emilio Fede.
Avvenire: premier tracotante. Voto + 8. Il quotidiano dei vescovi torna all’attacco contro il premier: “La messa in mora di uno stile sobrio ha causato alla Chiesa disagio, mortificazione e sofferenza”. E i cattolici stanno a guardare …
Silvio Berlusconi: vita da boss. Voto – 9. Il fidatissimo Emilio Fede scende da un aereo di Stato in Costa Smeralda e il Cav in accappatoio attende da uno scafista aspiranti “meteorine”. Vita da premier o vita da boss?
Antonello Zappadu, il fotografo sardo che irrita Silvio Berlusconi (e tutto l’entourage PDL: sul link il nostro post con le foto di Villa Certosa pubblicate su El Pais) scoperchiando il calderone di uno stile di vita che Hugh Hefner - con cui SB inizia ad avere una interessante affinità di fototipo, v. foto sopra - avrebbe trovato eccessivo, ha spiegato che gli scatti di Villa Certosa sono molti di più di quanti si creda
“Le 700 foto che mi hanno sequestrato non sono le sole che ho fatto. Se proprio la devo dire tutta, io, tra il 2006 e il 2009, ho scattato cinquemila fotografie. All’aeroporto di Olbia e all’interno di Villa Certosa. Mettiamola così: nulla di pruriginoso. Piuttosto, direi immagini politicamente imbarazzanti. Ne posso raccontare una: sarà stata la tarda primavera del 2008 e nei giardini della villa, c’è un finto matrimonio tra Berlusconi e una ragazza. Ci sono il bouquet di fiori e un gruppo di altre ragazze intorno a loro che applaudono divertite”
Niente male, niente niente male. Ma chi è Antonello Zappadu? Per dirne una…
Villa Certosa Mansion: i’m with Silvio

Continua a leggere: Foto Zappadu: Berlusconi e gli scatti del finto matrimonio a Villa Certosa
Le foto di Berlusconi su El Pais continuano a far discutere. “Non ho nessuna paura, si tratta di foto innocenti, non c’è nessuno scandalo ma questa è una violazione del privato ed una aggressione scandalosa”, dice il Premier Silvio Berlusconi ai microfoni di Radio anch’io. “Le foto - spiega - ritraggono delle persone che fanno un bagno in una Jacuzzi all’interno di una casa privata destinata agli ospiti. Lei quando fa la doccia, la fa in giacca e cravatta?”. E poi … gli ospiti “si comportano come vogliono”.
“È scandaloso - aggiunge - che si possa permettere di fare foto da lontano con il teleobiettivo ed entrare nell’intimità persone”. Sono scatti che “dimostrano che c’è stata una violazione della privacy inaccettabile”. E a chi gli chiede se ci saranno ripercussioni sui rapporti col Vaticano, il Cavaliere si mostra tranquillo: “Se c’è un governo che ha garantito a cattolici, Chiesa e Vaticano di essere sullo stesso tema della difesa della persona e della vita, questo è il nostro governo. I nostri sono stati definiti da un alto esponente vaticano i migliori rapporti possibili tra tutti i precedenti governi della Repubblica”.
L’aveva detto, Antonello Zappadu, il fotografo sardo, che quegli scatti li aveva già venduti ad un’agenzia estera. Ed infatti oggi eccoli su El Pais e nella nostra gallery. Che cosa vediamo in queste foto? Il potere che celebra sé stesso, tra peni parzialmente eretti di presunti capi di governi esteri, sgallettate in topless, guardie del corpo con armi automatiche.
Scene che, chissà perché, evocano un immaginario sudamericano, mischiato con il Satyricon di Petronio e una puntata qualunque di Drive In. Ma almeno in Spagna le pubblicano, questo genere di immagini: qui, in Italia, le sequestrano, mentre Emilio Fede storpia il cognome del fotografo (”Zappetu? Zapputi? Zunpeddu?” avete presente, no?) in una maniera che persino alcuni bambini delle elementari troverebbero noiosa.
Giudicate voi le foto qui sotto.
Via | El Pais
Meravigliosa intervista del Times ai coniugi Letizia. Dopo il colloquio con la figlia Noemi, Richard Owen, il corrispondente in Italia dell’autorevole quotidiano inglese, parla della vicenda più discussa nel Bel Paese con i genitori della diciottenne che chiama “Papi” il Presidente del Consiglio.
Trovate qui il testo completo in lingua inglese. Ma un passaggio è doveroso riportarlo. Dice la signora Anna, ex miss Tirreno: “Spero che Berlusconi, che io ho conosciuto negli anni Ottanta, si prenderà cura di Noemi e riuscirà a dare a mia figlia la carriera che io non sono riuscita ad avere”.
Intanto, Emilio Fede conferma sostanzialmente le indiscrezioni di Repubblica (”Doveva fare la meteorina di Fede”). Spiega il direttore del Tg4 oggi al Corriere: “Feci un provino a Noemi ma la rimandai indietro. I difetti? Mancava di capacità comunicativa e non possedeva una dizione corretta”.