Dal palco di San Giovanni il premier moltiplica pani, pesci e manifestanti. Promette guarigioni miracolose dal cancro, resuscita Palese (“alzati e cammina”) e annuncia la svolta presidenzialista. C’è da scommetterci: se e quando sarà al Colle, allevierà anche i dolori di chi soffre di prostata ed emorroidi. Quiri(a)nale
Sembra che il governo stia studiando un decreto interpretativo per i numeri dati dalla questura di Roma sulla manifestazione Pdl di sabato scorso. In pratica, secondo il testo, ogni unità reale va moltiplicata per sette. Nel caso di cortei dell’opposizione e della Cgil, l’unità rilevata va invece divisa per due. Pi(a)zza Connection
Un nuovo caso Cucchi all’orizzonte? Sospetti (concreti) sui carabinieri di Varese e intanto risuona assordante il silenzio del ministro La Russa, che dell’Arma è il primo responsabile. C-Arma olimpica
Berlusconi elogia il Papa sul tema pedofilia e nel frattempo i vescovi si schierano contro il voto pro-aborto. Pura coincidenza? Polvere eravamo e Polverini ritorneremo

Pensare che Silvio Berlusconi rappresenti tutto il Popolo della Libertà, o che il partito sia immagine e somiglianza del Presidente del Consiglio, è sbagliato. La coalizione di centro-destra è molto più complicata di quanto si possa pensare.
Il progetto politico ha infatti inglobato anche una parte dei radicali che nel 2005, in occasione della nascita dell’Unione di Prodi, hanno lasciato il partito per militare a destra. Una delle persone che ha fatto questo tipo di scelta è Benedetto Della Vedova che, intervistato da polisblog.it, spiega perché il Pdl debba fare proprio anche delle battaglie sociali. Bandiere, per molto tempo, del centro-sinistra.
Cominciamo spiegando agli utenti di polisblog.it che non la conoscessero il suo cammino politico.
Ho una storia radicale anche se poi mi sono iscritto al partito solo nel 1992. Nel ’94 poi ho cominciato a fare politica in modo militante.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Benedetto Della Vedova

La manifestazione del Popolo della Libertà organizzata a Roma oggi, 20 marzo, è una vera e propria novità per il panorama politico italiano. Come osserva qualcuno da diversi giorni, attraverso i social network, non si era mai visto il partito più votato dagli italiani scendere in piazza per dissentire pubblicamente contro l’opposizione.
Il plebiscito che oggi Silvio Berlusconi e gli altri si augurano di ottenere in piazza San Giovanni già esiste. Il Pdl che piaccia o meno è riuscito a conquistare sufficienti piazze per governare, potenzialmente bene, da qui fino alla fine della legislatura.
Diverso è lo spirito con il quale l’opposizione ha manifestato la scorsa settimana. Pierluigi Bersani, seppur con qualche riserva, ha appoggiato i propri compagni affinché l’imminente appuntamento elettorale permetta alla minoranza di crescere. Il Pd, a differenza del Pdl, non può contare su un numero necessario di piazze per governare.
Continua a leggere: La manifestazione del Pdl di Silvio Berlusconi: dal reality alla piazza

La favola politica di Renata Polverini non poteva finire in un giorno peggiore. Lei, proclamatasi portavoce delle donne lavoratrici, scopre di non essere una moderna Cenerentola proprio l’8 marzo, giorno in cui il Tar del Lazio ha respinto il ricorso avanzato dal Pdl per permettere alla propria candidata di scontrarsi contro Emma Bonino.
Eppure per coronare il proprio sogno (politico) a Renata Polverini serviva davvero poco. Persino la protagonista della fiaba a cui si deve la nascita del feticismo per i piedi aveva capito che per essere apprezzata, argomenti a parte, è sufficiente essere puntuali.
Ad Emma Bonino, e ai radicali che hanno civilmente protestato affinché in un paese moderno nel 2010 tutti i cittadini italiani siano davanti alla legge uguali, bisogna riconoscere il tentativo di aver dato valore a delle nuove storie.

Intervistato da la Stampa, Pierferdinando Casini ha raccontato di quando nel Trentino Alto Adige l’Udc, di cui è il leader, non è riuscito a presentare la propria lista per delle negligenze burocratiche simili a quelle che non hanno escluso definitivamente dalla corsa elettorale Renata Polverini e Roberto Formigoni (candidati per il PdL rispettivamente in Lazio e in Lombardia).
“Quella di Berlusconi - ha dichiarato l’esponente politico al quotidiano - è arroganza. Riammettere le liste del PdL nel Lazio e Lombardia per decreto dà al paese un messaggio devastante. L’idea che le regole valgono solo per i deboli e non per i forti”.
Giganti colpiti dai loro stessi elettori che sul sito del Popolo della Libertà, come raccontato da Massimo Gramellini a “che tempo che fa”, hanno espresso il proprio disappunto per quanto successo (dopo essersi conto che solo un utente su cinque era favorevole alla candidatura del Pdl in Lombardia e in Lazio il sondaggio dedicato all’argomento è stato tolto dal portale).
Il 28 e il 29 marzo il Lazio va al voto: i candidati alla Presidenza della Regione sono tre. Si parte da Emma Bonino, sostenuta dalla Lista Bonino-Pannella, Pd, Idv, SI, che dovrà sfidarsi contro Renata Polverini prescelta come candidata da Pdl, Destra e Udc. Terzo incomodo?
Il terzo incomodo di queste elezioni regionali 2010 nel Lazio sarà Roberto Fiore, storico leader del partito parafascista Forza Nuova. Chiaramente, è fuori dai giochi: la partita è tra Bonino e Polverini, due donne a contendersi la poltrona che fu di Piero Marrazzo, caduto in disgrazia nelle modalità che di certo ricorderete.
Tu chi sceglieresti?

Dopo quella delle liste da parte del Tribunale, un’altra bocciatura si abbatte sulla Renata furiosa. La Polverini, in questo caso insieme ad Emma Bonino, si è beccata una bella insufficienza sull’uso del web nella comunicazione politica. Un bel 4 scritto in rosso da parte degli studenti del Master in Management della Comunicazione Sociale, Politica e Istituzionale dell’Università Iulm di Milano, che hanno valutato negativamente l’utilizzo da parte delle due candidate alla presidenza del Lazio (anche se ora ne è rimasta solo una…) delle moderne diavolerie della comunicazione virtuale, come Facebook, Twitter, blog, siti internet, YouTube e Flickr.
Nelle 6 pagine stilate dai ricercatori, viene spiegato che ”Mettere il proprio nome sul citofono di un condominio o sulla porta di un appartamento ricerca non significa necessariamente viverci. Allo stesso modo, aprire un sito Internet o un blog non corrisponde ad avere una presenza attiva sul Web”.
Nette e senza appello le conclusioni della ricerca: Le candidate alla presidenza della Regione Lazio alle prossime elezioni del 28-29 marzo mostrano di non credere nell’utilità di Internet come canale di comunicazione con il proprio elettorato, come mezzo per condividere idee e mettersi in ascolto dei cittadini. La loro presenza su Internet sembra rispondere all’esigenza di accreditarsi nella modernità (“non si può non essere su Internet”) più che a una chiara strategia che attribuisce al mezzo uno specifico ruolo, per quanto circoscritto. Renata Polverini sembra supportata da uno staff tecnico che “presidia” per nome e per conto della candidata alcuni spazi, mentre per Emma Bonino si è messo all’opera un gruppo di volontari che dà visibilità alla candidata, senza la presunzione di una reale interazione.
Qui potete scaricare il testo completo della ricerca.
L’intoppo sulla lista romana del Pdl è comunque da addebitare all’entourage del sindaco Alemanno. Non a caso la vicenda ha generato frizioni interne agli ex aennini. Intanto la Bonino spera che nulla cambi e si sfrega le mani per l’inatteso aiuto piovuto dall’alto. La (ale)manna dal cielo
Scandali e corruzione, errori e dilettantismo: ora il Cav deve pensare a seppellire tutto per provare comunque a vincere queste Regionali. Secchiello e paLetta
Intanto si allarga il governo con quattro nuovi sottosegretari. Fra essi Andrea Augello, importante esponente di quel Pdl capitolino in queste ore nella bufera per la mancata presentazione della lista. Odo Augello far festa
Stop ai talk show tv. Parte la ‘censura’ imposta dal regolamento della Vigilanza. La Rai si adegua, ma per Viale Mazzini si tratta di perdere parecchi soldini. Son Zavoli amari
Mazzette, fondi neri, appalti truccati, fatture false. E indagini, intercettazioni, scandali, arresti. Un mare di fango che rischia di travolgere tutto e tutti. Chi è senza peccato…Scaglia la prima pietra
La Bonino digiuna e il Pd si preoccupa. Bersani ci ha provato con i tortelLenin, ma nulla. Pare che la Bindi si sia addirittura offerta di cucinare una buona ribollita toscana per Emma. Il presidente Pd l’avrebbe implorata: “Mangiati ’sta minestra almeno. Devi stare in forze. Non possiamo perdere”. Darsi la zuppa sui piedi
Ma come?!? Annozero si prepara alla ‘censura’ pre-elettorale e cosa combina Santoro nell’ultima puntata prima della tagliola targata Vigilanza?!? Lascia da parte tutti i casini giudiziari delle ultime settimane e si dedica alle paturnie di Morgan, ai silenzi di Celentano e alla bacchettoneria di Sanremo. Ma no! Impossibile! Tutto sparito così…come un miraggio…d’amblais…puf! Fata Morgan(a)
Il premier cerca di corroborare il malandato Pdl e lancia i ‘Promotori della libertà’ con una Brambilla di nuovo in prima linea. Saranno un po’ come i venditori porta a porta, qualcuno li ha definiti ironicamente “testimoni di Geova”. Diffonderanno il verbo dell’Unto andando casa per casa, smaronando la gente che fa la pennica in canottiera o che gioca alla playstation con i figli in salotto. L’iniziativa piace a molti berluscones, ma le invidie di cortile sono inevitabili. I testimoni di Geovanardi

Il plebiscito ottenuto da Nichi Vendola durante le elezioni primarie hanno dato fastidio molto più di quel che si pensa. Probabilmente si tratta di un caso ma a trenta giorni dal voto sono stati messi in cassa integrazione alcuni dipendenti di Red Tv, voluta da Massimo D’Alema per emanciparsi dalla tv del Pd immagine dell’allora segretario Walter Veltroni.
Se il padrino di Pierluigi Bersani non avesse perso, la propria battaglia, contro il Presidente della Puglia Red Tv vivrebbe ciò che deve affrontare in queste settimane? Probabilmente No.
Figlia di una sinistra singolare, cioè costituita da tanti piccoli e isolati leader, Red Tv si sta trasformando in un aborto. Immagine e somiglianza dell’attuale Youdem.