Silvio Berlusconi: consigliere. Voto – 8. In omaggio all’ospite Lula, Silvio Berlusconi si porta in conferenza stampa i giocatori brasiliani del Milan e si prodiga in consigli (non richiesti). Dice il premier: “Ho consigliato a Obama di fermare i rapporti negativi con Medvedev”. Poi indica la sua ricetta finanziaria per il G 20 e torna di nuovo a insultare gli “imbecilli e miserabili” che non hanno capito la battuta sul neo presidente Usa “abbronzato”. Parla che ti passa.
Vigili Parma: bastonatori puniti. Voto + 8. Il voto è relativo alla punizione dei vigili di Parma sul cosiddetto caso Emmanuel. Il sindaco di Parma in consiglio comunale ha fatto le prime importanti ammissioni sull’inquietante vicenda. Il primo cittadino della città emiliana, sui vigili: “Li abbiamo trasferiti, ci sono sanzioni in arrivo, quei comportamenti e quella condotta sono da perseguire”. Manca la parola “scusa”. Il sindaco aspetta il corso della giustizia. Sul piano culturale, politico e sociale il verdetto è già chiaro.
Emmanuel Bonsu, il ragazzo aggredito e picchiato la settimana scorsa da un gruppo di vigili a Parma, è stato operato all’occhio per l’aggravarsi della ferita riportata dopo il pestaggio. L’esito dell’operazione è stato positivo, come riportato nel tardo pomeriggio dall’equipe chirurgica del reparto maxillo-facciale del Maggiore.
E in queste ore iniziano a venire fuori i testimoni di questa aggressione gratuita e xenofoba, dopo che è stato detto tutto e il contrario di tutto su Emmanuel, il cui coraggio ha permesso venisse fuori questa storia, lasciato da solo dai benpensanti e da chi per le aggressioni razziste ha sempre pronta una giustificazione.
Avere il “coraggio” di sostenere che un ragazzo ridotto così fosse propaganda della sinistra, vedere i sorrisini di Tosi e della Santanchè, fascisti in pectore ad Anno Zero, e tutto il fango buttato su un ragazzo italiano vittima di un pestaggio si commenta da solo.
Continua a leggere: Aggressione razzista a Parma: fioccano i testimoni
Basta leggere le news di corriere.it: “Razzismo: scritte contro romeno morto in incendio nel milanese” o la prima pagina di Repubblica, “Cinese pestato, piangono i picchiatori” condito da sondaggio sull’Emergenza Razzismo (ovviamente il sì è all’85% su 20.000 votanti). E poi il senegalese picchiato dai due ambulanti (per questioni di lavoro, pare), i casi (molto diversi) di Parma e Castel Volturno, e Gentilini indagato per le sue dichiarazioni, come ha riportato Massimo Falcioni poco fa.
Insomma, il razzismo è la nuova emergenza nazionale secondo una legge non scritta del giornalismo, che prescrive di creare di volta in volta un “caso” mediante il tam tam e i segnali di fumo tra testate autorevoli, subito seguite a ruota da quelle meno “potenti”. Quanti casi ci ricordiamo a riguardo? Le stragi del sabato sera (non se ne parla più), gli incidenti provocati da chi ha bevuto (a un certo punto eravamo tutti ubriaconi), le rapine in villa, l’emergenza stupri, la crisi delle piccole aziende per colpa dei cinesi, le morti bianche e mille altri casi, variabili a seconda del periodo.
Il giornalismo in Italia (ma anche nel mondo, credetemi) funziona così. I giornali si devono pur vendere, e creare il caso mediatico aiuta non poco. Per carità, tutte le cose citate sopra sono reali e quasi sempre celano problemi drammatici, ma noi lettori siamo chiamati ad azionare il cervello prima di cadere nella trappola emozionale tesaci dai maestri della notizia. Amplificare un problema è un espediente non lo specchio della verità. Le grandi crisi non sono quasi mai reali, o meglio, in parte lo sono tutte, ma nè più nè meno di prima e non vanno risolte perché si è alzato il polverone ma perché sono tare endemiche del paese. Quando lo sono.