
Che il governo Berlusconi IV non fosse esattamente un paladino dell’ambiente e delle energie rinnovabili, lo si era già capito lo scorso autunno, quando l’esecutivo italiano si era strenuamente opposto all’accordo europeo sul clima prima, e poi aveva annunciato l’uscita dell’Italia dall’accordo di Kyoto dal 2012 e proposto di togliere gli sgravi al risparmio energetico col pacchetto anticrisi.
Vedendo le notizie di questi giorni, di certo non si può accusare la maggioranza di avere una linea ondivaga e contradditoria sull’argomento. Leggo infati su L’Espresso che:
“La bozza (di linee guida alla legge 387 del 2003, ndr) presentata dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, prevede per gli impianti solari ed eolici, al di sopra rispettivamente di 20 e 60 kW, una tale ridda di studi, pareri e divieti da, da rischiare di affossare l’energia verde in Italia”
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La questione del riscaldamento globale viene perlopiù ignorata in Italia, ma sarà sempre più difficile continuare a fare il gioco dello struzzo. Rappresentanti di tutti i paesi del mondo si riuniscono infatti oggi a Posen (Polonia) per cominciare a discutere del successore del Protocollo di Kyoto, che dovrà essere firmato entro il 2009.
Il 6 dicembre invece nella vicina Danzica la presidenza francese dell’UE ha organizzato un incontro con i paesi dell’Europa dell’Est, gli unici a schierarsi contro l’accordo 20-20-20, insieme all’Italia. Secondo “L’Espresso” l’obiettivo di Sarkozy è infatti precisamente “aprire in parte alle loro esigenze e arrivare al vertice di Bruxelles (di metà dicembre) con il classico scenario del 26 contro uno, in cui quell’uno è l’Italia”.
Nel frattempo arriva dalla vicina Germania la notizia che la repubblica federale ha già raggiunto, con 4 anni di anticipo, gli obiettivi previsti dal protocollo di Kyoto. E l’Italia? Non ce la farà probabilmente: figuraccia e multa da 450 milioni di euro l’anno in arrivo. Ma non basta: il ministro Matteoli ha già ammesso pubblicamente che il nostro paese uscirà dal Protocollo di Kyoto a partire dal 2012.