Tutti gli articoli con tag enrico letta

Mentana Condicio: aggirata la legge sulla par condicio grazie al web

pubblicato da Luca Landoni in: Mediaticamente


Quella di oggi è una data in certo qual modo storica per la comunicazione web. E dobbiamo paradossalmente ringraziare proprio il nuovo astruso regolamento sulla par condicio, che ha messo il bavaglio all’informazione politica in tv per un mese tondo, provocando gli strepiti (giustificati) dei vari Santoro, Floris e Vespa.

È stato l’ex-disoccupato di lusso Enrico Mentana a partorire l’idea. Perché non organizzare i faccia a faccia direttamente sul web, con la collaborazione del Corriere online? Detto fatto. E così proprio oggi potremo assistere al primo confronto della campagna elettorale tra Ignazio La Russa, ministro della Difesa ed Enrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico.

Anche la stampa non mancherà, come in ogni tribuna politica che si rispetti, grazie alla presenza dei giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, più altri ospiti. Il programma web si chiamerà Mentana Condicio (sarà voluto il richiamo al celebre Klaus condicio del Davi?) e prenderà il via alle 15,30.

Continua a leggere: Mentana Condicio: aggirata la legge sulla par condicio grazie al web

....
condividi 9 Commenti

La pagella del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Antonio Di Pietro: incauto. Voto – 8. Il leader dell’Idv definisce “incaute” le parole di Napolitano sulle riforme. Dura replica del Pd con Enrico Letta: “Idv, i migliori alleati di Berlusconi: portano il centrosinistra nell’abisso”. Anno nuovo, vecchia solfa. Tornano i capponi di manzoniana memoria.

Vittorio Feltri: ariete. Voto – 8. Con il titolo “Che barba il discorso di Napolitano”, Il Giornale apre la campagna 2010. Fatti e non parole, chiede Feltri. Ma non tocca al Governo “fare”? Stilettata anche per Renata Polverini, candidata Pdl nel Lazio: “Non la voterei mai”. Altra sberla per Fini.

Continua a leggere: La pagella del lunedì

....
condividi 3 Commenti
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Enrico Letta attacca Di Pietro e De Magistris. Prove di rottura Pd-Idv?

pubblicato da Christian De Mattia in: Enrico Letta Partito Democratico PD Antonio di Pietro Italia dei valori


Le esternazioni di queste ore di Luigi De Magistris (che ha proposto l’esilio per Berlusconi) e di Antonio Di Pietro (che ha parlato di parole incaute da parte di Giorgio Napolitano) oltre a ricominciare ad avvelenire il clima politico hanno prodotto una dura risposta dagli alleati, forse ancora per poco, del Pd.

Enrico Letta, vicesegretario dei democratici, ha attaccato pesantemente l’Idv, evidentemente scocciato del solito populismo e delle sparate quotidiane del partito di Di Pietro

Con questa continua rincorsa Di Pietro e De Magistris portano il centrosinistra nell’abisso e sono i migliori alleati di Berlusconi. Noi continuiamo sulla nostra linea di sostegno e difesa del capo dello Stato e della sua posizione a favore delle riforme e dell’interesse nazionale

Evidentemente la linea (sempre meno robusta) che univa Pd e Idv sta lentamente cedendo. I continui attacchi di Di Pietro al Presidente della Repubblica se una volta venivano nascosti o non commentati ora incominciano a stancare i democratici. Letta fa parte di quelli che vorrebbero rompere con Di Pietro, vissuto come zavorra da un lato e competitor dall’altro.

Continua a leggere: Enrico Letta attacca Di Pietro e De Magistris. Prove di rottura Pd-Idv?

Le speranze (un po' patetiche) dei politici per il 2010

pubblicato da Christian De Mattia in: Dichiarazioni


Il rito stanco del messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato già archiviato (anche per i contenuti piuttosto anonimi) ma anche i politici di ogni colore hanno espresso le loro speranze per il 2010, in un misto spesso ridicolo di desideri per l’anno nuovo.

Il primo a intervenire è Antonio Di Pietro, che da buon paladino giustizialista, si augura la cancellazione della classe politica corrotta e chiede vicinanza al suo movimento

Il 2009 va archiviato: con un impegno nuovo e rinnovato: quello di liberarci al piu’ presto di questa classe politica corrotta. Il 2010 sara’ un anno con un rinnovato impegno che noi dell’Italia dei Valori vogliamo portare avanti non piu’ da soli, poiche’ ci auguriamo che le persone per bene ci stiano vicino

Gli risponde Daniele Capezzone, che ormai quotidianamente esterna sull’Idv, facendo propria una speranza/desiderio per un’opposizione meno Idv dipendente

Mi auguro sia possibile collaborare a un percorso riformatore nell’interesse del Paese, e mi auguro che il 2010 sia l’anno della seperazione del Pd da Antonio Di Pietro e dall’Italia dei Valori.

Continua a leggere: Le speranze (un po' patetiche) dei politici per il 2010

Ore 12 - Il Pd cerca il "centro": ma quello di Casini o quello di Berlusconi?

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroLetta Enrico, quello del Pd, precisa, ma la sostanza dell’intervista rilasciata ieri al Corriere della Sera non cambia.

Il numero due del Partito democratico “apre” di fatto a Silvio Berlusconi quando afferma: “E’ legittimo che il Premier come imputato si difenda nel processo e dal processo”.

Sembra una banalità. Invece è un segnale politico. Che tradotto, significa che il Cavaliere non si faccia “fregare” dal furore dei giudici e si appresti a confrontarsi con il Pd per fare le riforme costituzionali.

Chissà come l’avrà presa Berlusconi, costretto a navigare in acque molto agitate, con previsioni di grandi burrasche.

Insomma, pare proprio che al Pd non dispiaccia un Berlusconi “tosato” dagli eventi (guai giudiziari e famigliari, fibrillazioni nel Pdl e nella maggioranza) ma disponibile, ad orecchie abbassate, a riaprire un rapporto “preferenziale” con il Pd socialdemocratico di Bersani.

Prove di dialogo che erano già state avviate con l’assist del Cavaliere alla candidatura agli esteri EU di Massimo D’Alema, poi “fregato” dai compagni socialisti del PSE.

Il Pd vuole uscire dall’angolo e intende aprire un dialogo con il “centro”. C’è da capire se ci si rivolge al centro di Casini o a quello di Berlusconi.

Continua a leggere: Ore 12 - Il Pd cerca il "centro": ma quello di Casini o quello di Berlusconi?

....
condividi 9 Commenti

Debutta Il Fatto, in prima pagina l’indagine su Gianni Letta

pubblicato da giovanni molaschi in: Popolo delle Libertà PDL



Fedele all’intervista che ci aveva rilasciato poco ore prime del debutto, Antonio Padellaro ha condiviso con i suoi lettori (prima che con i giornalisti) i contenuti del suo quotidiano che farà sicuramente discutere.

In prima pagina, oltre ad occuparsi di Anno Zero e della conseguente presenza all’interno del programma di Marco Travaglio (che fa parte della redazione del nuovo giornale), l redazione del Fatto ci spiega le indagini a carico di Gianni Letta.

Secondo quanto sostenuto da Peter Gomez il braccio destro di Silvio Berlusconi è sotto indagine da dieci mesi a causa di un business che avrebbe avviato attorno all’immigrazione.

Continua a leggere: Debutta Il Fatto, in prima pagina l’indagine su Gianni Letta

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Ore 12 - Travagli nel Pd e dintorni

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroNeppure De Gasperi, che nel ’48 i numeri ce li aveva, governò da solo. Cercò e trovò alleati per la Dc piena di voti e deputati.

E quando, all’opposto, Berlusconi, nel ’96, tentò la via solitaria (senza Bossi), fu costretto a lasciare Palazzo Chigi.

Da sempre, in politica, senza alleanze non si governa. Ma nel Pd la storia non insegna.

Così Dario Franceschini ricalca l’ex segretario Walter Veltroni sul partito a “vocazione maggioritaria”. Una scelta dimostratasi sempre perdente, fino all’autolesionismo, un “regalo” a Berlusconi che vince (grazie anche agli alleati) a man bassa e può governare “a vita”.

E’ oramai evidente che nessuno dei due poli è autosufficiente. “Il Pd non basta, e da soli siamo condannati all’opposizione”, parole di Enrico Letta. Che incalza: “Dobbiamo creare una alleanza che tolga il maggior numero di voti a Berlusconi. E più forte è il centro, meglio è”.

Tradotto, significa Pd alleato con l’Udc, o nuovo centro, galvanizzato dal processo di indebolimento del Pdl. Insomma, i voti che il Pdl perderà non andranno al Pd, si fermeranno al centro.

Ecco perchè il Pd deve fare chiarezza: o insegue la luna, dimenticando che l’autosufficienza ha prodotto solo sconfitte e delusioni, o torna a fare politica sui contenuti, tessendo alleanze.

Cioè fare quello che sempre fecero nella Dc De Gasperi, Fanfani, Moro, Andreotti e sull’altra sponda, nel Pci, Togliatti, Longo, Berlinguer.

Continua a leggere: Ore 12 - Travagli nel Pd e dintorni

....
condividi 3 Commenti

Enrico Letta e l'alleanza con il centro: nuovo PD o tentata ricostruzione della DC?

pubblicato da Alessandro T. in: Dì qualcosa di sinistra Interni Partito Democratico PD


Un’opposizione che sia degna di questo nome, in barba alla scaramanzia, deve farsi trovare pronta al dopo-Berlusconi. Con un premier sempre più sull’orlo di una crisi di nervi, che tutti i giorni gioca a spararla sempre più grossa, con Fini che si distacca sempre più dal PDL e la Lega che va a cercar benedizione dai vescovi, l’agitazione politica è sotto gli occhi di tutti, la pentola a pressione sta per scoppiare e il centrosinistra non può farsi trovare impreparato al botto.

Già, ma come intavolare la preparazione? L’ideale sarebbe sui contenuti e sull’alternativa politica e programmatica a quel che resta del centro-destra. Ma siccome in questi casi la politica si abbraccia alle leggi della fisica, l’ideale non esiste, esiste il reale.
E la realtà in questi giorni passa per bocca di Enrico Letta, che da Genova esce allo scoperto:“Il nostro futuro passa per un Pd forte alleato con un centro forte”

Niente Sinistra quindi, niente Di pietro (ma questa è roba vecchia), si guarda al centro. Diciamola tutta, qui non si tratta di nuova strategia politica in vista di un collasso del PDL, questo è un motivetto che al buon Letta (non perchè suo zio sia il cattivo Letta eh, sia chiaro) ultimamente piace. L’obiettivo secondo Enrico Letta è uno e uno solo: mandare a casa Berlusconi in ogni modo, dritta o di sponda. Se poi non si riesce a governare l’Italia (come è capitato al povero Prodi) poco importa.

Continua a leggere: Enrico Letta e l'alleanza con il centro: nuovo PD o tentata ricostruzione della DC?

....
condividi 3 Commenti

Ore 12 - Corrono i medici (interessati) al capezzale del Pd (malato)

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

Dopo il disastro elettorale, nel Pd si stanno facendo strada due ipotesi di strategia politica. Entrambe con spunti di fantapolitica o addirittura cervellotici.

Un’idea è quella di raccogliere tutte le forze antiberlusconiane e di metterle in un contenitore unico (nuovo super Pd) per trasformarsi nella vera alternativa al centrodestra.

Miche Salvati (do you remember?) è convinto che “In un partito unico siffatto sarebbe possibile rimettere insieme anche quelle anime socialiste che oggi non trovano spazio nel Pdl. Io uno come Tremonti potrei immaginarmelo persino ai vertici di un partito del genere”.

L’ipotesi di “tutta la sinistra dentro un partito unico” piace anche a Fausto Bertinotti (do you know?) che però vuole prima “scomporre tutto e tutti e poi ricomporre” per non confluire nel Pd.

L’altra idea è quella di Massimo D’Alema (e di Enrico Letta) convinti che la “fusione a freddo” (ex Pci ed ex sinistra Dc) del Pd è fallita e che è meglio dividersi i compiti per battere la destra, cioè fare un Partito democratico socialdemocratico e lasciare emigrare i cattolici democrat nel nuovo partito della Nazione di Casini.

In altre parole, costruire un polo di centro e un polo di sinistra. Quindi addio definitivo al bipartitismo di veltroniana memoria, una camicia di forza che fa vincere solo e sempre uno: Berlusconi.

Le due opzioni sono impossibili?

Continua a leggere: Ore 12 - Corrono i medici (interessati) al capezzale del Pd (malato)

....
condividi 3 Commenti
Network Blogo