Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag ernesto galli della loggia

I partiti sono inutili?

pubblicato da Andrea Signorelli

i partiti sono inutili

L’attivismo del “governo dei tecnici” sta rendendo inutili i partiti? L’editoriale di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere è destinato ad aprire il dibattito, in un periodo in cui un esecutivo non politico sta cercando, con risposte giuste o sbagliate che siano, di smuovere l’Italia dall’immobilismo degli ultimi decenni.

L’origine dell’afasia dei partiti degli ultimi anni, della loro perdita di senso e dunque di ascolto presso l’opinione pubblica, nasce per tanta parte dall’aver escluso dal loro orizzonte l’Italia (…). Nasce dall’aver cancellato ogni riflessione, ogni proposta di vasto respiro, ma credibile, capace di tener conto di quella vicenda parlando al cuore, alla mente, ma soprattutto alle speranze degli italiani. Siamo pieni di discorsi su ciò che è fuori dei nostri confini, su dove va il mondo, ma non abbiamo un’idea di dove vada o voglia andare l’Italia. Di che cosa essa debba volere. Nessuno ci dice, non sappiamo, a che cosa essa possa ancora servire. Sono i partiti che devono ricominciare a dircelo.

Un concetto che fa il paio con quanto sostenuto dal Presidente della Repubblica Napolitano durante la consegna della laurea ad honorem a Bologna: “L’apporto della politica resta decisivo anche dopo la nascita di un governo senza la partecipazione di personalità rappresentative dei partiti. E’ a questi che spetta creare le condizioni per il rilancio di una competizione non lacerante quando, al termine della legislatura, gli elettori saranno chiamati alle urne. Bisogna restituire ai cittadini la voce che ad essi spetta nella scelta dei loro rappresentanti”.

Continua a leggere: I partiti sono inutili?

Elezioni regionali 2010. Ma i consigli servono ancora a qualcosa?

pubblicato da Luca Landoni



Alla vigilia delle amministrative che porteranno al rinnovo di innumerevoli consigli regionali, provinciali e comunali, è il Corriere della Sera a lanciare un sasso nel pacioso stagno dell’architettura politica italiana. E per farlo chiama in causa una delle sue firme di punta, l’illustre politologo di via Solferino Ernesto Galli della Loggia.

Nel fondo di oggi infatti l’editorialista attacca a testa bassa il sistema elettorale delle amministrative, già a partire dal sarcastico titolo Presidenzialismo all’italiana. Il succo dell’articolo è che il sistema attuale accentra tutto il potere nelle mani del presidente, e il consiglio eletto esisterebbe unicamente per avallarne le scelte, risultando di fatto ridondante e inutile.

Viene altresì attaccata l’idea di eleggere contemporaneamente consiglio e presidente, in base al principio del “listino”, in quanto non potranno che tendere ad esprimere la medesima maggioranza, risultando di fatto la fotocopia l’uno dell’altro.

Continua a leggere: Elezioni regionali 2010. Ma i consigli servono ancora a qualcosa?

....
condividi 7 Commenti

Il discorso di Berlusconi al Congresso del PDL? No Future!

pubblicato da Giulio Mattioli

C’è una cosa che è emersa con grande chiarezza dai due comizi di Berlusconi al Congresso fondativo del PDL: la completa assenza di un progetto per l’avvenire del paese. Il presidente del Consiglio aveva promesso venerdì che, dopo un interminabile discorso d’apertura tutto concentrato su passato e presente, si sarebbe dedicato alle prospettive per il futuro in quello di chiusura di domenica.

Promessa andata puntualmente delusa, grazie ad un’orazione che ha avuto come temi centrali l’attacco alla sinistra, la fumosa retorica della/e libertà e poco altro. Se n’è accorto con sgomento anche Ernesto Galli della Loggia, uno che di solito quando si tratta di pigliarsela con la sinistra non si fa pregare due volte:

Anche un ascolto o una lettura superficiali del discorso di Silvio Berlusconi al Congresso di fondazione del Popolo della libertà consentono di coglierne immediatamente il cuore ideologico: è l’anticomunismo. Tutto il resto appare solo accennato, sbrigato in poche parole e comunque affatto generico (..) il presidente del Consiglio appare tutto immerso, biograficamente e culturalmente, nella prima Repubblica. Lì stanno con ogni evidenza i suoi riferimenti ideali, a cominciare dall’antifascismo e dall’anticomunismo. Ma come possono essere l’uno e l’altro compatibili con la rottura, con il nuovo?

Continua a leggere: Il discorso di Berlusconi al Congresso del PDL? No Future!

Il figlio di Vittorio Occorsio contro Ostellino

pubblicato da V.

Piero Ostellino, Galli della Loggia, Panebianco, sono maestri di pensiero - o per qualcun altro, intellettuali comodi, no, non ho dimenticato la s - che a volte, oltre a interminabili polemiche autoreferenziali che condiscono inutili editoriali per i quali l’italiano medio prova lo stesso interesse che per una nutria schiacciata lungo una Statale, fanno la boiata. Si sa, che a volte l’hybris, porta a questo ed altro. Leggo su Dagospia questa lettera del figlio di Vittorio Occorsio, un magistrato ucciso da terroristi ordinenovisti negli anni settanta. Dateci una lettura. Tutto parte però un pò prima, ovvero da questo editoriale di Ostellino, uscito sul Corriere e riportato su Il Legno Storto. Cosa scrive il noto politologo? Ecco un estratto:

Basta con i brigatisti “editorialisti”. Basta con i brigatisti “intellettuali”. Basta con i brigatisti “politologi”. Basta con i brigatisti “sociologi” o “psicologi”». Cuocolo scrive che «bisogna avere il coraggio di ammettere che i cattivi esistono per davvero» e che «i buoni a volte sono feriti. E a volte uccisi». Personalmente, sarei più severo: il terrorismo fu una manifestazione di criminale cretinismo politico i cui attori si sarebbero potuti riscattare solo in due modi. Innanzi tutto, dicendo la verità — che ancora tacciono — su quegli anni. In secondo luogo, rinchiudendosi, poi, in convento. Si è creato, invece, un circuito «buonista», di matrice cattolica, e opportunistico, di matrice di sinistra, dentro il quale hanno maturato una sorta di complice «congiura del silenzio» i terroristi e i figli delle loro vittime. Gli uni e gli altri — spiace dirlo — spesso accomunati nello sfruttamento politico delle proprie vicende. Uno spettacolo ripugnante

E che cosa ribatte Eugenio Occorsio?

credo che non ci sia nulla di male nel buonismo, di matrice cattolica o laica che sia, né vedo perché questo sfocerebbe nell’opportunismo, di sinistra o di destra che sia. Cosa intende Ostellino, sarebbero i politici a sfruttare noi figli e i terroristi riunendoli in un unico improbabile calderone per fare audience? Oppure addirittura che saremmo noi gli artefici di questo “circuito” e che avremmo stipulato chissà quale patto scellerato, come affetti da una sindrome di Stoccolma collettiva, con le persone che ci hanno rovinato la vita?

Alla vicenda di Vittorio Occorsio è dedicata questa puntata de “La Storia siamo noi“.

....
condividi 3 Commenti