
Gli argini sono franati e il fango dilaga. Dopo lo scoop di ieri e la conseguente querela da parte di Massimo D’Alema, oggi il giornale della famiglia Berlusconi fa il bis, dedicando un approfondimento a Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, che sarebbe stato socio di una delle escort di cui il Clan D’Alema sarebbe stato utilizzatore finale.
Ne è seguito, esattamente come avvenuto 24 ore fa, l’annuncio della querela da parte di Cesa che - magra consolazione - incassa la solidarietà umana e politica di Fabrizio Cicchitto (presidente dei deputati del Pdl) per essere stato coinvolto in questa vicenda.
Lo stesso Cicchitto che, infervorato e adirato, poche sere fa ha minacciato l’ex ministro Paolo Gentiloni, sibilando che “quando si va a scavare nel torbido non si sa dove si va a finire”. Di solito, si finisce sulle pagine del Giornale.
Aggiornamento: Silvio Berlusconi esprime solidarietà (immaginiamo sincera..) a D’Alema e Cesa per il modo in cui Il Giornale li ha tirati in ballo a proposito di vicende di Escort: Sono stato facile profeta quando ho previsto che l’imbarbarimento provocato da una ben precisa campagna di stampa avrebbe messo in moto una spirale che va assolutamente arrestata.
Per tutta risposta il segretario Udc ha dettato alle agenzie: Rispetto tutti, ma non accetto solidarietà da nessuno, in particolare dal Presidente del Consiglio.