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Tutti gli articoli con tag escort

Intervista – il Trio Medusa a polisblog: “Gli ausiliari del Tg1 vengono citati anche dalla Vigilanza Rai”

pubblicato da Giovanni Molaschi



La satira in Italia, negli ultimi anni, è molto cambiata. Il successo televisivo è raggiunto da artisti che all’offesa, tanto gratuita quanto divertente, hanno preferito una rilettura intelligente della realtà.

La tanto criticata Serena Dandini per la versione settimanale di “Parla con Me” ha deciso investire sul Trio Medusa che tolta la divisa da Iena per la presentatrice sono diventati ausiliari del TG1. A polisblog.it raccontano come sono nati questi personaggi.

Ve ne siete andati da Mediaset nello stesso periodo di Enrico Mentana. Perché secondo voi si disquisisce più del suo cambiamento che del vostro?

Non crediamo si possano paragonare le due situazioni. Mentana è stato allontanato. Noi lo abbiamo fatto volontariamente.

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D’Addario, Tarantini, le escort... Anche Checco Zalone le canta a Berlusconi

pubblicato da paganini

Questa della D’Addario è la storia vera…

Ci si mette anche Checco Zalone, insieme ai farabutti e ai giudici di ogni risma (ma di un solo colore) ad attaccare e sputtanare il nostro Paese e l’uomo solo al comando che il popolo ha eletto amministratore delegato.

Debuttando ieri con il suo nuovo one man show, Zalone si è avventurato nella rivisitazione della Storia di Marinella e del Pescatore di De Andrè, qualificandosi anche come il miglior cantante degli ultimi 150 anni.

Naturalmente ogni riferimento a cose, fatti, persone o Berlusconi è puramente casuale: All’ombra di Villa Certosa, pensava sempre ad una cosa …

Retrospettiva su Annozero. Fumo, D'Addario e (poco) arrosto

pubblicato da Luca Landoni


Dopo la sbornia televisiva da record (d’ascolti) di ieri sera, trascorsa tra Santoro e Vespa ma sempre in compagnia della tetra escort Patrizia D’Addario proviamo a tracciare un bilancio della questione. Prima di tutto i fatti. La supertestimone Barbara Montereale (storpiata in “Morreale” da Belpietro) ha fornito la versione più lucida e spontaneamente credibile della vicenda.

Giampaolo Tarantini reclutava le ragazze e le pagava un tot (1000/2000 eurini) a serata. Se poi si fermavano per la notte la cifra saliva intorno ai 5.000. L’allegro party si svolgeva tra cenetta, filmato di un comizio berlusconiano (ammazza che barba) e qualche barzelletta/canzoncina sempre a cura del Premier o del suo favorito Mariano Apicella. I convitati venivano trattati con grandissima gentilezza e cura fino al momento di andare via, lasciandosi dietro qualche eventuale “guardia” notturna.

Berlusconi non sapeva che venissero pagate (magari lo immaginava? mah…) perché a questo pensava il Tarantini, e comunque non vi è notizia di alcun compenso extra o illegale, tant’è vero che la storia è uscita fuori perché la D’Addario voleva vendicarsi del fatto che il nostro non l’avesse aiutata a sbloccare una certa pratica edilizia. Dunque nessun reato. Un po’ di tristezza, questa sì, per l’insieme della vicenda, ma nulla di rilevante sotto l’aspetto giuridico, come ben sintetizzato dalla lapidaria sentenza dell’avvocato Ghedini sul suo “cliente”, definito utilizzatore finale.

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Il nuovo motto dell'Avaro di Arcore: Mai pagato per rapporti sessuali!

pubblicato da paganini


Durante il siparietto organizzato ieri alla Maddalena, il premier Silvio Berlusconi ha voluto tranquillizzare i suoi commercialisti circa l’utilizzo del capitale faticosamente accantonato in tanti anni di duro lavoro. L’imprenditore che ama l’intrapresa ha spiegato ai giornalisti presenti, prima di azzuffarsi con quelli del Pais: Mai pagato per rapporti sessuali!

Di fronte alla contestazione di frequenti, ripetuti e poco platonici incontri con ragazze immagine (ma, a quanto sembra, non prive di sostanza) il difensore della famiglia, la guida morale dei cattolici italiani (come lo definì Baget Bozzo), il paladino dei valori cattolici contro la depravazione comunista, insomma Berlusconi, si trasforma nell’Avaro di Arcore, avvertendo la necessità di specificare che lui non ha pagato per certi favori.

In un rovesciamento dei valori cattolici e familiari che rimette i soldi al primo posto (in una singolare ed elevata interpretazione delle sacre scritture) Berlusconi si preoccupa solo di specificare che quelle donne non le ha pagate, mentre ancora non si ha notizia delle querela per diffamazione contro Tarantini.

Foto | Flickr

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

La D’Addario sfida il presidente del Consiglio: “Invito Silvio Berlusconi ad un confronto pubblico sia sulle nostre vicende specifiche sia più in generale sui rapporti uomo-donna, sulla tecniche di conquista, sul sesso e il potere”. Dove lo faranno questo confronto? Da Maria De’ Filippi? Balle-gria!!!

Il Giornale non perde occasione per attaccare Di Pietro sulla storia dei rimborsi elettorali del partito che sarebbero stati invece incamerati dall’associazione omonima. E l’ex pm non sa più che pesci pigliare. L’Italia dei livori

Il superpremier aveva provato a sminuire, a smussare parlando di fraintendimenti. Ma Fini ha attaccato duro, chiedendo chiarimenti e un cambio di rotta nel Pdl. Il cupo di Gubbio

E’ impressionante notare come il Tg1 sia pronto a cogliere al volo e ad amplificare ogni sospiro, ogni congettura, ogni minimo piagnisteo del capo del governo. Lui fa la vittima rispetto a magistrati e stampa. E il fido Minzolini gli dà subito il megafono. Il comp-lotto alle otto

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Sandro Bondi attacca il Corriere per la pubblicazione dei verbali di Tarantini

pubblicato da paganini


Sui verbali e sulle rivelazioni di Gianpaolo Tarantini ai magistrati di Bari, pubblicate dal Corriere della Sera, non poteva mancare la levata di scudi dei dipendenti di Silvio Berlusconi.

Per un ruolo così delicato, dato che forse Daniele Capezzone era impegnato ad attaccare comunisti, magistrati e altri nemici del Popolo (delle libertà), si è scomodato niente di meno che il ministro della cultura Sandro Bondi, per rivelarci di una “Irresponsabilità che si alimenta attraverso l’uso e la divulgazione pubblica del materiale più oscuro, inattendibile e incontrollabile e che persegue, in alcuni casi consapevolmente in altri inconsapevolmente, la destabilizzazione non dell’assetto politico attuale ma ancor di più della normale vita democratica del nostro paese”.

Quindi, ancora una volta, la democrazia è in pericolo a causa dei giornali (e dei giornalisti). E soprattutto le dichiarazioni di Tarantini sono “oscure, inattendibili e incontrollabili”: strano, perché a me sembravano molto chiare e di fonte certa. Quanto all’attendibilità, rimaniamo in attesa dell’annuncio del dipendente del premier Nicolò Ghedini circa la querela per diffamazione contro Tarantini.

Ancora non è stata depositata, si saranno mica dimenticati?

Foto | Wikimediacommons

Speciale intercettazioni di Bari: Tarantini, Berlusconi, le escort, la cocaina, la politica

pubblicato da paganini


La scelta del Corriere della Sera di pubblicare oggi i verbali degli interrogatori di Gianpaolo Tarantini e sulla trentina le donne che questi avrebbe introdotto alle feste del premier Silvio Berlusconi riporta l’attenzione sull’inchiesta di Bari e sul marcio profondo in cui i magistrati si sono imbattuti indagando su una vicenda di mazzette nel campo della sanità. Il Corrierone ci spiega: “Non solo Patrizia D’Addario, dunque. Per oltre cinque me si, da settembre 2008 alla fine di gennaio scorso, l’imprenditore pugliese ha reclutato italiane e straniere per allietare cene e incontri nelle residenze del presidente del Consiglio”.

Già questo passaggio da solo appare significativo, dato che lascia intravedere un contesto in cui un imprenditore dedica gran parte delle sue energie a reclutare ragazze a pagamento da condurre, a bordo di un’auto coi vetri oscurati, nella residenza romana del presidente del Consiglio in carica. Il quale, sempre stando alle dichiarazioni di Tarantini, non immagina, non può nemmeno supporre, che quelle avvenenti fanciulle siano delle escort pagate per fargli compagnia. “Quando accompagnavo le ragazze a palazzo Grazioli le facevo sedere sui sedili posteriori in quanto i finestrini posteriori della mia autovettura erano oscurati avendoli fatti sostituire nel settembre del 2008 se non ri cordo male. Tale accorgimento era volto ad evitare che i giornalisti o altre persone potessero guardare nell’auto…”. (Quanto rompono questi giornalisti!)

Nel ricostruire i numerosi incontri, Tarantini spesso evidenzia le occasioni in cui le ospiti non sono state retribuite (essendo indagato per favoreggiamento della prostituzione è anche ovvio che lo faccia) riconoscendo però di aver talvolta pagato spese di viaggio e gettoni da 1000 euro alle convenute: “Ho accompagnato in una occasione Terry De Nicolò a casa del presidente Berlusco ni a Roma, tacendo allo stesso gli accordi da me presi con la De Nicolò e la vera attività dal la stessa svolta, se non erro a settembre o ottobre 2008. Io ebbi in tale circostanza a retribuirla anticipatamente nella previsione di una sua presta zione sessuale poi non so se sia avvenuta”.

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Tutti a dire che il premier è un piazzista, un imbonitore, un venditore di pentole. E se invece - come pare dalle recenti cronache rosa - preferisse i materassi? Putinflex

Il capo del governo non è un santo? Allora ci vuole una bella visita a Padre Pio per redimerlo. E qualcuno sta già organizzando il pellegrinaggio. Forse l’Idv cambierà idea su Berlusconi dopo aver visto le stimmate? Antonio Di Pietrelcina

Scoop clamoroso: alla Mussolini piace Obama. “Lo apprezzo tantissimo - dice - perché sta puntando tutto sul tema chiave della sanità“. Per la serie, il nero e la ‘nera’. Quindi la focosa parlamentare si rivolge ai leghisti e aggiunge con grande animosità: “Terrone è bello“. Fascio…di nervi

Gianfranco Fini non si è certo prodigato nel difendere il MegaPapi alle prese con il sexygate, anzi. Altri (alcuni/e ministri/e soprattutto) hanno brillato per i loro imbarazzati silenzi. E quando la bufera sarà finita, potrebbero pagarne le conseguenze. Il Cav non perdonerà alcun atteggiamento ambiguo. Pilatescort

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Una cosa è sicura: il SuperCav sta faticando parecchio a riportare nell’alveo la ribellione degli ‘autonomisti’ meridionali. Di certo nel lettone di Putin non si stanca mai così tanto. Sud-ato

Ve lo ricordate Cosimo Mele? A ripensarci oggi fa quasi sorridere. Eppure due anni fa scoppiò un putiferio in salsa rosa per la scappatella dell’ex parlamentare Udc e il festino all’Hotel Villa Flora di via Veneto a base di coca ed escort (una si sentì male). Bazzecole rispetto a ciò che accade dalle parti di Palazzo Grazioli. Ma lui ha da dire la sua: “Berlusconi ha ragione, non siamo dei santi. Siamo figli di questi tempi”. Il tempo dei Mele

Anche il piccolo premier è rimasto colpito dai successi delle due giunoniche ragazze d’oro del nuoto italiano. Pare le abbia chiamate per invitarle a sguazzare nell’ampia piscina di Villa Certosa. Il tuffo e il puffo

Cicchitto difende il dl anti-crisi: “Meglio le pillole di questo provvedimento che i colpi di sciabola di Visco”. Pillole o supposte? Per i ‘meridionalisti’ della maggioranza la seconda delle due. Papicillina

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

C’è Passera e passere. Il governo è sensibile ai richiami dei banchieri. E le modifiche al dl anti-crisi lo hanno dimostrato. Il MegaPapi invece è sensibile solo ai richiami del gentil sesso. E se ne infischia delle critiche e di Repubblica. Non ti curar di lor, ma guarda e…passera

Ormai Pd e Italia dei Valori sono ai ferri corti. E litigano persino sul passato, sulla vecchia storia delle stragi ‘92-’93 e sulla presunta trattativa (o trattative) tra Stato e mafia. De Magistris attacca e il Partito democratico risponde. Dove vuole arrivare Di Pietro? Tiro….Mancino

Non bastavano le escort. Ora ci si mettono pure i parlamentari meridionali in cerca di un posto al sole. Però almeno questa vicenda del Sud che protesta è un diversivo per il SuperCav, qualcosa che toglie spazio mediatico alle storie di sesso e attricette. E quando si tratta di fare da mediatore su questioni politiche, il premier sa rivelarsi un maestro. Testos-terrone

Resta il fatto che Berlusconi è stanco e esasperato da questa guerra a bassa tensione che arriva dal fronte siciliano. La Prestigiacomo non è più nelle sue grazie e Micciché non ha certo i “numeri” della D’Addario. Non ce la Fas più…

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