![]()
Non c’è commentatore dell’attualità politica che per sottolineare le lacune del sistema politico del nostro paese non abbia comparato, almeno una volta, l’Italia all’Europa. Io stesso, ieri, raccontando la storia di Raghad Hussein avevo sottolineato i passi in avanti fatti dall’Asia sull’emancipazione della donna in politica.
Per una volta, come osservato da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, è l’Italia ad essere invidiata dall’estero. Nicolas Sarkozy è riuscito a far licenziare i giornalisti che nelle scorse settimane hanno fatto pubblicamente delle insinuazioni sulla moglie Carla Bruni.
Tanta fortuna, o talento, non appartiene più a Silvio Berlusconi che all’editto bulgaro (a causa del quale persero il posto Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi) non è riuscito a far tacere i dissidenti che qua e là compaiono.

Tutte le necessarie considerazioni che vengono scritte sull’emancipazione femminile ancora non raggiunta in politica scompaiono in giorni come questi quando, ad esempio, l’Interpol annuncia pubblicamente di occuparsi di Raghad Hussein, figlia primogenita del Rais.
Secondo quanto riportato dai quotidiani italiani, la piccola Saddam (così è stata soprannominata la donna la cui tenacia ricorda quella del padre) sarebbe la mente degli attacchi terroristici che in queste settimane sono stati fatti a Bagdad.
Dalla Giordania, dove è protetta dal sovrano Abdallah a patto che non crei problemi, raccoglie soldi destinati alle colonie di nostalgici baathisti (così si chiamano gli esponenti del Baath, l’ex partito di Saddam Hussein) che a loro volta lo condividono con le basi che sono state create in punti strategici del Medio-Oriente.
Continua a leggere: Raghad Hussein: la figlia di Saddam non ha bisogno delle quote rosa

Silvio Berlusconi non è certo un eccellente statista. L’assenza di doti attribuibili a questo tipo di professione, di cui fa semplicemente la satira, riesce a mascherarle grazie alla comunicazione. Veloce. Immediata. Invidiata da buona parte dei suoi avversari politici che spesso non sono neanche dei buoni amministratori.
Silvio poco prima di ogni campagna elettorale, poco importa se sia finalizzata ad un Comune o all’Europa, propone al suo pubblico un progetto in grado di conquistare anche il compratore più diffidente.
Nel 2002, giusto per fare un esempio, inventò il poliziotto di quartiere che (come documentato ieri da La Stampa) scomparve poco dopo. Oggi. Nel 2010 alza l’asticella e ai suoi telespettatori propone un moderno reality show. Per Haiti partirà infatti Guido Bertolaso.
Continua a leggere: Silvio Berlusconi specula su Haiti. Sul posto l’inviato Guido Bertolaso

Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha deciso di non trattare pubblicamente con i terroristi che nei giorni scorsi hanno sequestrato Sergio Cicala e la moglie Philomene Kabouree in Mauritania.
“Chiunque tratta coi terroristi – ha precisato l’esponente politico a SkyTg24 - aiuta i terroristi”.
Intervistato poi sulla politica estera del nostro paese in Afghanistan il Ministro ha dichiarato che non sono previsti, per il momento, cambiamenti poiché l’Italia è legata ad una coalizione. Ad un progetto a cui progressivamente si stanno allontanando le super potenze che per prime l’hanno avviato.
Continua a leggere: Sondaggio : la missione di pace italiana in Afghanistan deve continuare?
L’attuale organizzazione dei Ministeri è adeguata alla classe politica italiana? Probabilmente No. Per capirlo è sufficiente riflettere su alcune dichiarazioni di Franco Frattini che dimenticandosi, evidentemente, del suo incarico invece di parlare del rapporto tra l’Italia e l’Estero ragiona sulla riforma della Costituente.
Sì. Anche lui. I problemi del Governo, che rispetto al precedente può contare su una maggioranza compatta (malgrado l’abuso del voto di fiducia), secondo il Ministro degli Esteri sarebbero risolvibili cambiando il sistema legislativo italiano.
“È – ha dichiarato l’esponente politico a proposito di una nuova possibile costituente - un’idea interessante proprio perchè limita i contraccolpi che la lotta politica quotidiana può avere sul dialogo per le riforme”.
Continua a leggere: Per Franco Frattini è più importante la Costituente dell’Olocausto
A Chisinau, capitale della Moldova, si temono nuove violenze. Le proteste sono scoppiate per la vittoria alle elezioni del 5 aprile scorso del partito comunista, accusato da parte degli sconfitti di brogli elettorali. Il nuovo conteggio nei diversi seggi elettorali però non ha evidenziato alcuna falsificazione a vantaggio di un qualche concorrente.
Iuri Ciokan, segretario della Commissione elettorale della Moldova, ha così commentato oggi la chiusura delle procedure di riconteggio dei voti: ”Le differenze di qualche voto emerse in taluni casi sono talmente minime da non poter cambiare i risultati del voto già annunciati in precedenza dalla commissione elettorale”.
I risultati del nuovo scrutinio verranno ora trasmessi alla Corte costituzionale, alla quale si era rivolto il presidente moldavo, Vladimir Voronin, dopo le contestazioni dell’esito elettorale da parte dell’opposizione. Dietro la rivolta pare ci sia la Romania, come ha denunciato lo stesso presidente.