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Tutti gli articoli con tag eugenio scalfari

Barack Obama la prima intervista su Avvenire, per Eugenio Scalfari è intervenuta la Conferenza Episcopale

pubblicato da Giovanni Molaschi



La notizia, proprio perché apparsa su un quotidiano minore (laddove per minore intendo una tiratura) meno “visibile” dei giornali più venduti, non ha avuto la giusta attenzione.

Stando a quanto scritto ieri da Christian Rocca per Il Foglio la prima intervista italiana rilasciata dal Presidente degli Stati Uniti non sarebbe stata concessa alle testate più forti, come abitualmente accadeva. A sorpresa, anche se si potrebbe pensare che la posizione del Vaticano sulla vita privata del Premier abbia pesato, Barack Obama si è confessato a Elena Molinari che lavora per l’Avvenire. Al quotidiano della Conferenza Episcopale il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato:

“Quanto alla comunità gay e lesbica di questo Paese, penso che venga ferita da alcuni insegnamenti della Chiesa cattolica e dalla dottrina cristiana in generale. Come cristiano, combatto continuamente fra la mia fede e i miei doveri e le mie preoccupazioni nei confronti di gay e lesbiche. E spesso scopro che c’è molto ardore su entrambi i fronti del dibattito, anche fra chi considero essere ottime persone. D’altra parte, rimango fermo a quanto ho espresso al Cairo: ogni posizione che liquidi in modo automatico le convinzioni religiose e il credo altrui come intolleranti non capisce il potere della fede e il bene che compie nel mondo”.

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Eugenio Scalfari replica: "Bondi è come la grandine, un castigo di Dio"

pubblicato da il passator cortese

Non ci sta, Sandro Bondi, a farsi strappazzare da Repubblica.

Il coordinatore nazionale del Pdl contrattacca: “Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari rispondono ai miei argomenti critici ricorrendo agli insulti. Quello che più mi sorprende è la qualifica che mi attribuisce Scalfari di “miracolato” altrimenti destinato a “modesti mestieri”. Proprio lui che in gioventù fu un miracolato del fascismo, ligio giovane intellettuale prono davanti al corpo di Mussolini e, in seguito, voltagabbana, giornalista col piglio della politica tra i più rancorosi della sinistra, un misto di giacobinismo e di spocchia azionista, che in lui virano in un atteggiamento di inutile e sprezzante sedicente superiorità morale e culturale. Le sue parole, cariche di disprezzo e prive di nobiltà, rappresentano per me delle medaglie da appendere sul petto”.

Polisblog ha già trattato il “caso” Bondi.

Il ministro ieri in una lettera al Giornale aveva scritto che Repubblica è “Un pericolo per la democrazia” ricevendo una pioggia di critiche e la bordata del quotidiano di Ezio Mauro: “L’intervista del ministro Bondi merita nella sua miseria roboante, appena due righe di commento. Soltanto nel nostro Paese un ministro della Cultura può definire un giornale “un’insidia per la democrazia”. Evidentemente nella sua concezione della democrazia che non prevede contropoteri e pubblica opinione, ma solo sudditi, la libera stampa rappresenta un’insidia. I cittadini sono avvertiti”.

Quindi, oggi, la stoccata di Eugenio Scalfari, ospite di Mario Adinolfi a Red: “Bondi – ha sentenziato il fondatore di Repubblica – è come la grandine, come quando uno si trova sotto la grandine e dice “è un castigo di Dio, non posso farci nulla”. Continua l’editorialista: “Siamo davanti a gente che se non fosse stata miracolata, insieme al miracolatore, farebbe oggi modesti mestieri”.

Pallettoni. Cultura e politica. Fine secondo tempo. Sotto con i supplementari.

Ore 12 - Governo, sondaggi giù. E il Pd come ... don Falcuccio

pubblicato da Massimo Falcioni

altroSilvio Berlusconi insiste nella politica del disprezzo contro il Pd delle “frottole e delle insulsaggini”.

Ma non sventola più i sondaggi sullo stato del suo governo. Perché i sondaggi dicono che per la prima volta ci sono più italiani insoddisfatti del governo che soddisfatti.

Frutto della manifestazione del Pd del 25 ottobre? Macchè. Il partito di Walter Veltroni non raccoglie niente di questa inversione di tendenza e non intercetta nemmeno uno scontento del governo.

Gli italiani, la vera maggioranza degli italiani che al Circo Massimo sabato non c’è andata, non condividono il partito di “lotta e di governo” veltroniano. Quanto meno non comprendono, per dirla con le parole di Eugenio Scalfari: “la schizofrenia veltroniana: esprimere insieme rabbia e ragionevolezza”.

Il leader del Pd ha fatto il salto del gambero: rispolverando la “diversità morale” di berlingueriana memoria, ha liberato il bisogno auto consolatorio della base di sentirsi la “parte migliore” dell’Italia.

Ma se questa cultura retorica ha fatto spellar mani e agitar bandiere (non rosse, stavolta), non ha però “attratto” la maggioranza degli elettori che comincia (in piccola parte, ancora) ad essere delusa del governo ma non crede a questo Veltroni, a questo Pd, a questa opposizione.

Veltroni ha inoltre commesso un errore che né Berlinguer né Togliatti fecero mai (loro nei confronti della Dc): ha impostato il suo ragionamento sulla “estraneità di Berlusconi e della destra” rispetto al Paese. Come se i voti delle elezioni fossero un optional.

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Repubblica disperata: la Gelmini trascina il governo ai massimi storici di gradimento

pubblicato da Luca Landoni

Povera Repubblica… non quella in cui tutti noi viviamo ma più semplicemente lo storico giornale da battaglia degli Scalfari e dei Pansa (una volta) attualmente guidato da Ezio Mauro. Dopo aver commissionato l’ennesimo sondaggio sul governo nella disperata speranza di scorgerne un calo, il foglio ha subito una tale bastonata da vedersi costretta a pubblicare i dati in prima pagina del suo sito web. Per la serie Tafazzi superstar.

Il sondaggio Ipr marketing vede infatti il gradimento di Silvio Berlusconi addirittura al 62%, ma la vera pugnalata è il balzo in avanti di Mariastella Gelmini (+4%). Sì, avete proprio udito bene, la famigerata “Santa ignoranza” come Repubblica stessa ha pensato simpaticamente di soprannominarla; il ministro contro il quale si sono mossi tutti i collettivi studenteschi al grido di “la nostra bellissima scuola non si tocca”, è tra i politici più apprezzati del governo.

Risultati eccellenti anche per i soliti noti Brunetta, ministro della Funzione pubblica, Maroni, e Tremonti; mentre Sacconi e Alfano rimangono stabili ma ben oltre il 50%. Sorprendentemente bene anche Mara Carfagna (dal 42 al 44%) e lieve calo di Bossi e Calderoli.

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Ore 12 - Veltroni, svegliati! In America Berlusconi sarebbe più "tranquillo"

pubblicato da Massimo Falcioni

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L’opposizione, quella parlamentare e quella extra, vive con la sindrome di Berlusconi e del berlusconismo. E, per battere il Cavaliere, spera sempre nell’ ”incidente” di percorso. Nella fattispecie, che il Cavaliere finisca nella trappola: cioè portato in tribunale, giudicato e condannato per qualche reato.

Insomma, poiché le elezioni le vince e continua a vincerle il Centrodestra ispirato e monopolizzato dall’uomo di Arcore, c’è chi spera nell’aiuto della magistratura per risolvere il “caso” Berlusconi, considerato (da una parte) una anomalia della politica italiana e la radice di tutti i mali.

Addirittura si invoca l’America. Ah, negli Usa, il Cavaliere sarebbe già stato giudicato e condannato! Fa bene Antonio Polito, anche in risposta a Eugenio Scalfari, a ricordare sul Riformista la “qualità” del sistema della giustizia americana e smentire la diceria che “se fossimo negli States Berlusconi potrebbe essere indagato da un qualsiasi pm di qualsiasi procura e giudicato da un qualsiasi tribunale”.

Sinteticamente, se fossimo negli Usa, il ministro Alfano nominerebbe un procuratore speciale che alla fine dell’inchiesta presenterebbe le sue proposte a una commissione parlamentare, e sarebbe il Senato a decidere se processarlo. Scrive Polito: “Pensate che sarebbe processato?”.

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Governo Sole, Opposizione Fantasma?

pubblicato da Ivy

Eugenio ScalfariEugenio Scalfari ha fondato Repubblica nell’ormai lontano 1976, e le sue opinioni politiche sono ormai note, tanto che a volte i suoi articoli di questi giorni sembrano la fotocopia di vecchia articoli del 1994. Questa volta però, il caro Eugenio, forse ha ragione. A circa un mese dall’insediamento del Berlusconi IV e con i primi provvedimenti sul piatto si può fare un bilancio iniziale, e questo inizio pare lo abbiano sbagliato proprio tutti.

Scalfari se la prende sia con Berlusconi che con Veltroni, accusato di essere l’espressione di un’opposizione inesistente. Oggi su Repubblica l’editoriale è duro, forte, e allude quasi al ripristino di una dittatura dolce (si torna forse al vecchio AntiBerlusconismo?) L’accusa a Berlusconi è la solita, aver vinto le elezioni su questioni prioritarie per la gente e averle dimenticate appena dopo l’insediamento, iniziando ad occuparsi dei suoi affari personali e facendo letteralmente sparire questioni fondamentali, vedi il potere di acquisto, Alitalia.

Il provvedimento sulle intercettazioni in particolare viene visto come chiaro segnale di questo modus operandi, sottolineando il fatto che ad esempio lo scandalo della clinica degli orrori, Santa Rita a Milano, non sarebbe venuto a galla con il dispositivo in esame, e soprattutto punta il dito contro il divieto di pubblicare le intercettazioni da parte dei giornali fino all’inizio del dibattimento; in questo modo è chiaro per Scalfari il disegno, cioè impedire all’opinione pubblica di sapere e farsi di conseguenza un’idea, meccanismo che sta alla base di ogni democrazia.

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Come si fa il saluto romano? Intervista di Buttafuoco a Eugenio Scalfari

pubblicato da fc

Fa un certo effetto, bisogna ammetterlo, vedere Eugenio Scalfari che a Pietrangelo Buttafuoco spiega come si fa il saluto romano: “Tanto per cominciare s’avanza a passo marziale, quasi un passo dell’oca, dopo di che si porta il palmo della mano aperta all’altezza degli occhi, ci s’irrigidisce e si battono i tacchi”. Strepitoso. “I puristi – annota l’articolista – dinanzi a questa puntuale descrizione, devono proprio andare a lezione”.

E’ solo l’inizio, questo, di una lungo colloquio tra Scalfari e Il Foglio di Giuliano Ferrara su un tema – il fascismo, appunto – già affrontato dal fondatore di Repubblica in un capitolo del suo ultimo libro “L’uomo che non credeva in Dio”.
Trovate qui l’intervista completa. Buona lettura!

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