
Il suicidio di Mario Monicelli è conciso con l’ultima puntata di Vieni via con me, l’evento televisivo che si è occupato anche di eutanasia attraverso le storie di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby (qui l’intervista alla moglie Mina).
La morte del regista è diventata il pretesto per alcuni rappresentanti politici per continuare ad occuparsi male di malati terminali. Ieri alla Camera si è preferito disquisire sulla scomparsa del novantenne Monicelli invece di discutere di tutti i problemi reali che non si potranno affrontare a causa della sospensione dei lavori parlamentari. Il dibattito sul suicidio del regista è stato avviato da Rita Bernardini dei Radicali:
“Quest’aula dovrebbe riflettere su come alcune persone che non ce la fanno ad andare avanti sono costrette a lasciare la vita invece di morire vicino ai propri cari con la dolce morte”.
Continua a leggere: Mario Monicelli: il suicidio diventa un argomento politico
Lo spot che vedete è prodotto dall’associazione Exit International, che si occupa di promuovere l’eutanasia nel mondo. Il tema è uno dei più delicati e complessi da affrontare. Non solo perchè riguarda l’essenza stessa della vita, ma anche perchè la religione cattolica ha una posizione molto chiara sull’argomento. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice:
“Qualunque ne siano i motivi e i mezzi, l’eutanasia diretta consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte. Essa è moralmente inaccettabile.
Così un’azione oppure un’omissione che, da sé o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un’uccisione gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L’errore di giudizio, nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest’atto omicida, sempre da condannare e da escludere.”
Risulta chiaro che in Italia lo scontro tra chi sostiene la “dolce morte” e chi è contrario diventa molto intenso. Seguiteci dopo il salto. Vi parleremo di Avvenire e di Gasparri.
Continua a leggere: Spot dei Radicali sull'eutanasia. Gasparri e il Vaticano alzano le barricate

A poco più di un anno dalla morte di Eluana Englaro, nella giornata nazionale del malato, polisblog.it incontra Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore. L’uomo che (come documentato dalle Iene la scorsa settimana) ha deciso di porre fine ai suoi giorni in Belgio.
Negli stessi giorni in cui il Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, a SkyTg24 ribadiva l’impegno del Governo per la tutela della vita umana è necessario riflettere sulle reali condizioni dei malati in Italia.
La storia di Salvatore, come raccontato da Pietro, è molto diversa da quella della figlia di Beppino Englaro. A differenza di Eluana Salvatore ha deciso di porre fine ai propri giorni perché, allo stato attuale, l’Italia non gli garantisce un’assistenza sufficiente.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore

Durante le interviste che Simona Ventura rilascia ai conduttori che lavorano per editori privati è solita sostenere che esistono più RAI. Fortunatamente ha ragione se a poche settimane dall’inizio del Festival di Sanremo, dove parteciperà anche Povia con una canzone dedicata ad Eluana Englaro, su Radio 2 i conduttori di “Dispenser” polemizzano (giustamente) contro Eugenia Roccella.
Il sottosegretario di Stato al Lavoro, alla Salute e alle Politiche sociali ha criticato pubblicamente il nuovo numero di Dylan Dog per via di un velato riferimento all’eutanasia. Poco importa se la pratica, oltre ad essere presa in considerazione da un editore privato, è perfettamente congrua alla storia.
Eugenia Roccella l’ha criticata comunque denunciando pubblicamente che la polemica non era frutto di una lettura approfondita del manoscritto. Ho sentito. Mi hanno detto. Quindi polemizzo.
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Non sono servite 48 ore per distruggere la candidatura di Loretta Napoleoni, di cui la diretta interessata disquisiva all’inizio di questa settimana su l’Unità. Salvo imprevisti dell’ultimo minuto il Pd avrebbe deciso di sostenere Emma Bonino alle prossime elezioni regionali del Lazio.
Tutte le altre alternative al marasma lasciato dall’ex governatore Piero Marrazzo, esponente del Partito Democratico, non sarebbero state considerate efficaci. Inutile negarlo. L’eredità morale lasciata dal presentatore televisivo sarebbe stata pesante per molti.
In pochi avrebbero colto la sfida che si preannuncia essere una delle più interessanti dei prossimi mesi. Due donne (Emma Bonino sfiderà Renata Polverini), con storie politiche molto diverse tra di loro, si confronteranno con quella civiltà che in Italia sempre meno si vede.
Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010: Emma Bonino è la candidata del Partito Democratico
U come Udc. Più che una moglie fedele il Partito di Pierferdinando Casini sembra un’amante pronta a concedersi al miglior offerente tanto che in vista delle prossime elezioni Regionali ha deciso di stare sia con il Partito Democratico che con il Popolo delle Libertà. Non vale più il proverbio meglio soli che male accompagnati?
V come Veneto. Dove si è visto concretamente quanto l’alleanza tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi sia pronta franare con un nonnulla. Pur di far contento il compagno di Governo il Premier ha deciso di tradire Giancarlo Galan al quale ha negato la possibilità di ricandidarsi per il posto che fino ad oggi occupava come governatore.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Udc, Veneto e Zaia (Luca)
R come Raffaele Lombardo. Il governatore della regione Sicilia più di altri ha rappresentato la distanza tra l’amministrazione e i cittadini. Al di là di tutte le vicende di colore che l’hanno riguardato dell’esponente politico ci ricorderemo il cospicuo assegno ricevuto da Silvio Berlusconi per evitare uno scisma all’interno del Popolo delle Libertà.
Quei soldi sarebbero serviti per aiutare la Sicilia. E l’Italia. Possibile che nel 2009 non si riescano a costruire adeguate protezioni per evitare frane omicida?
S come Scandalo. Ma anche come spettacolarizzazione dello scoop. La condivisione pubblica delle vicende private del Premier hanno dato inizio ad un eterno reality show che con cadenza quasi precisa presentava a noi, pubblico, uno scandalo di cui disquisire. Chiusa la vicenda Boffo e quella Marrazzo nelle scorse settimane si è iniziato a parlare del sex tape di Alessandra Mussolini. Della vicenda, ad oggi, non si sa più nulla.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Raffaele (Lombardo), Scandalo e Terremoto
I come Italia dei Valori. Il partito di Antonio Di Pietro ha preso, di fatto, il posto della sinistra radicale che nelle precedenti amministrazioni tanto faceva tribolare i governi dell’uno e dell’altro schieramento politico. Ma il progetto dell’ex magistrato all’elettorato piace tanto che alle elezioni europee lo premia con un numero maggiore di consensi.
L come Lodo Alfano. La bocciatura della proposta dell’omonimo Ministro inasprisce ulteriormente il dibattito. Il rapporto tra l’amministrazione Berlusconi e la magistratura si fa sempre più teso tanto che della difesa del Premier non si occupa solo il Ministro della Giustizia. Con Silvio anche Franco Frattini, responsabile degli Esteri, e Renato Brunetta, responsabile della Pubblica Amministrazione.
M come Marrazzo Piero. Lo scandalo che ha travolto l’ex Presidente della Regione Lazio oltre ad indebolire la credibilità del Partito Democratico è stato per settimane e settimane al centro di un dibattito sociologico che politicamente non è collimato in nulla. Anzi. Per apparire più maschio ogni esponente politico dichiarava di non essersi trattenuto con una prostituta transgender. Eppure l’esistenza di chiappe d’oro è certa.
D come Divorzio. L’abbandono del tetto coniugale di Veronica Lario ha dato il via, e ad alcuni mesi di distanza lo si può affermare con una certa sicurezza, ad una serie di grattacapi per il Premier che di certo non hanno contribuito alla sua resa politica.
E come Eluana Englaro. Nei giorni antecedenti alla morte della donna si è fatto un gran parlare di cosa fosse giusto per i malati terminali eppure a quasi un anno dalla quel tragico fatto di cronaca nessun esponente politico, sia destra che a sinistra, è ritornato sull’argomento. Perché? Chiusa la notizia chiuso il dibattito?
F come Fiat. Ma anche come fabbriche già chiuse. Non c’è giorno che i media paralleli a quelli ufficiali raccontino la crisi eppure il Governo non presenta ai propri elettori un progetto di rilancio del paese tanto che nel frattempo per sperare nella ripresa dobbiamo confidare in Giovanni Minoli che ha deciso di produrre “Agrodolce” con la regione Sicilia per creare dei nuovi posti di lavoro.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Divorzio, Eluana Englaro, Fiat e Giustizia
Non seguendo l’esempio di Silvio Berlusconi, già proiettato al 2010, noi un bilancio dell’anno che si conclude lo vogliamo fare. Stabilire però cosa sia da salvare è piuttosto difficile. Per questo motivo abbiamo deciso di condensare il 2009 in un elenco. Di seguito trovate la prima parte.
A come Anno Zero. Michele Santoro insieme ad altri ha rappresentato, nel 2009, l’informazione non gradita al Governo pronto a premiare invece i giornalisti più vicini alla maggioranza. Oltre alla sospensione della prima puntata di Ballarò per mandare in onda l’ennesimo speciale di “Porta a Porta” è di poche settimane fa lo slittamento in palinsesto del programma di Daria Bignardi per quanto dichiarato, contro Silvio Berlusconi, da alcuni dei suoi ospiti.
B come Brunetta Renato. Allievo prediletto del Premier, il Ministro della Pubblica Istruzione pur di non perdere nessuno talk show (da quello più impeccabile a quello più peccaminoso) ha accantonato la realizzazione dei propri progetti contro i fannulloni. Pare infatti che l’esponente politico sia pronto a candidarsi al ruolo di primo cittadino di Venezia.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Anno Zero, Renato Brunetta e Clan (dei Casalesi)