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Tutti gli articoli con tag eutanasia

Caso Englaro e eutanasia: la situazione in Europa, vista dalla Germania

pubblicato da Giulio Mattioli


Avremmo potuto fare come molte altre testate e proporvi una rassegna di titoli di giornali e siti stranieri sul caso Englaro. Abbiamo invece voluto fare di più e abbiamo chiesto al giornalista tedesco Sebastian Kretz, che ha collaborato con noi in passato, di darci la sua opinione, raccontandoci allo stesso tempo lo stato dell’arte del dibattito su eutanasia e testamento biologico nel resto d’Europa. Eccovi il suo articolo.

La morte ha liberato Eluana Englaro prima che il parlamento italiano potesse approvare un’ignobile legge ad hoc, contraria allo stato di diritto, che aveva come unico scopo quello di fare pubblicità al governo e alla maggioranza. Ad ogni modo, la discussione della legge sul testamento biologico va avanti, e l’asprezza delle polemiche italiane di questi giorni ha mostrato quanto la questione della regolamentazione delle varie forme di eutanasia sia pressante, non solo in Italia.

Molti paesi del nord Europa, soprattutto quelli di tradizione protestante, hanno ad esempio già adottato delle leggi che regolano l’eutanasia. In Germania invece la discussione è ancora in corso – ed è aspra quasi quanto in Italia. L’Olanda e il Belgio, da parte loro, hanno legalizzato l’eutanasia attiva rispettivamente nel 2001 e nel 2002.

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Floriano Abrahamowicz: il Williamson italiano che benedice la Lega Nord

pubblicato da Giulio Mattioli


Indovinello: chi ha rilasciato la seguente dichiarazione?

Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dire se abbiano fatto morti oppure no, perchè non ho approfondito la questione. Tutta questa polemica riguardo l’esistenza delle camere a gas è una potentissima strumentalizzazione in funzione anti-Vaticano.

Se avete risposto “il vescovo Richard Williamson“, avete perso. Si tratta infatti dell’italianissimo don Floriano Abrahamowicz, il prete belloccio che vedete ritratto nella foto qua sopra mentre inaugura con la sua benedizione il Parlamento padano di Vicenza. Era l’11 febbraio del 2007, e davanti al capo della comunità lefebvriana del Nordest c’erano Roberto Maroni e i vertici della Lega Nord al gran completo.

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Sondaggi su Eluana Englaro: come la pensano davvero gli italiani?

pubblicato da Giulio Mattioli


“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” diceva un tedesco zoppo qualche decennio fa. Il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dimostrato coi fatti, in questi ultimi 15 anni, di esserne profondamente convinto. Ecco infatti che sul caso Englaro, da ieri ha cominciato a circolare una di queste bugie.

Nella sua vergognosa (non ci sono altri termini per definirla) conferenza stampa, il Cavaliere ha infatti affermato di “interpretare i sentimenti della maggioranza degli italiani“. A ruota è arrivata la dichiarazione del Vaticano, per bocca di Monsignor Rino Fisichella: «il governo ha fatto un gesto di grande coraggio, che sarà apprezzato dalla grande maggioranza di tutti i cittadini».

Fortunatamente, 40 anni dopo Goebbels, esiste internet, e con una semplice ricerca su google si può verificare la veridicità di queste affermazioni. E il verdetto dei sondaggi, sia quelli scientificamente corretti che quelli raffazzonati, è di un’unanimità granitica: la maggioranza degli italiani è dalla parte di Beppino Englaro.

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Eluana Englaro. Un altro anno di inferno

pubblicato da Luca Landoni

Italia, paese di inestricabili labirinti giuridici, lungaggini burocratiche e Ponzio Pilato. Pilato sì, come la Procura Generale di Milano che tramite il pg Gianfranco Montera dichiara che “la decisione da prendere si è rivelata di una complessità tale da richiedere tutto il tempo che legge prevede”… ma il tempo che la legge prevede è un anno! Dodici lunghi, interminabili mesi per prolungare l’agonia di un essere umano che da sedici anni è ridotto a uno stato di coma vegetativo.

Ma come si è arrivati a tanto? Dopo la sentenza d’Appello che decretava il distacco di Eluana Englaro dall’alimentazione forzata che la teneva in vita, non restavano che due possibilità: rinunciare ad impugnare la sentenza e porre termine all’agonia giuridica, oppure proporre un ultimo straziante ricorso in Cassazione. Molto probabilmente verrà scelta la seconda ipotesi. Qui tuttavia non vogliamo contestare una decisione che è della Procura soltanto, bensì l’aggravio d’accanimento dovuto ai tempi decisionali, sfruttando ogni falla del nostro diritto.

Ancora Montera: “Vogliamo sottrarci al corto respiro delle passioni politiche che attorno a questo caso si stanno muovendo e decidere con calma”. Passioni politiche? Calma? Voi state decidendo della vita di un essere umano, costretto in un limbo di non-vita da tempo immemore, e del quale è stata incontrovertibilmente dimostrata la volontà di morire. Come vi permettete di prendervi un anno per questioni politiche? Di cosa avete paura? E’ diritto inalienabile di una persona decidere del proprio destino; chi siete voi per sostituire questo diritto con le vostre convenienze politiche?

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Eluana Englaro può morire. La sentenza di Milano apre le porte all'eutanasia

pubblicato da Luca Landoni

Un lungo calvario di 16 anni sta per giungere a termine. La Corte d’appello civile di Milano si è espressa in favore del consenso a staccare la spina a Eluana Englaro, la ragazza in coma vegetativo da quando un incidente stradale ne troncò di fatto la vita il 18 gennaio 1992. In realtà esisterebbe ancora un grado di giudizio, ma il padre Beppino ha la possibilità di non attenderlo e procedere immediatamente all’applicazione della sentenza, dopo 10 anni di battaglie per ottenere la “dolce morte” della propria figlia.

“Vista la straordinaria durata dello stato vegetativo permanente e l’altrettanto straordinaria tensione del suo carattere verso la libertà e la sua visione della vita, è stata una decisione inevitabile”. Così i giudici che di fatto motivano la loro decisione con la manifesta volontà di Eluana, senza però chiarirne del tutto l’origine.

Anche se la sentenza pone dei paletti, citando l’eccezionale durata del coma, va detto che si tratta di fatto della prima applicazione in Italia del concetto di testamento biologico, sebbene in forma relativamente discrezionale, cioè non basata su un documento scritto in via espressa. La cosa ha naturalmente suscitato reazioni contrastanti, e non stupirà sapere che da un lato Chiesa, teodem, Buttiglione e compagnia parlano di via aperta all’eutanasia, mentre l’Associazione Coscioni e Marco Pannella, ma anche Giordano Bruno Guerri dalle colonne del Giornale (versione cartacea) parlano di sentenza giusta.

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