Chi ragiona, attraverso i mass media, di politica prima o poi affronta degli argomenti che all’elettorato non interessano poiché non li tocca da vicino. E’ utile continuare a ragionare sul presunto scontro registrato nei giorni scorsi tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini?
No. Probabilmente No. Gli argomenti da affrontare in queste ore sarebbero altri. Dovrebbero essere diversi. Per questo motivo abbiamo raggiunto telefonicamente Luca Martinelli, autore di “L’acqua è una merce”(Altraeconomia, 2010). Con lui abbiamo parlato della privatizzazione del sistema idrico integrato.
Cosa cambia con la legge che privatizza l’acqua?
Il decreto Ronchi, che è stato convertito in legge nel novembre scorso, impone di affidare il servizio di distribuzione dell’acqua attraverso gare aperte a società di capitali, spa private. Non c’è più, quindi, la possibilità per gli enti locali di affidare il servizio idrico integrato a società per azioni a totale controllo pubblico, meccanismo di affidamento diretto conosciuto come in house.

Nelle stesse ore in cui ci si preparava per i festeggiamenti della quarantesima giornata della Terra a Milano naufraga il progetto di Renzo Piano grazie al quale la città dell’Expo avrebbe potuto nei prossimi anni più spazi verdi.
L’attenzione politica ai temi ambientali è, come sottolineato più volte, tendenzialmente nulla. Ne sa qualcosa Renato Soru che proprio su una legge riguardante il territorio la sua giunta sarda si sciolse.
I colleghi di ecoblog.it hanno fatto con Flavio Morini, presidente della Commissione Ambiente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, un bilancio molto più promettente di quello che si possa pensare.
Continua a leggere: Earth Day: i Comuni lavorano meglio del Governo
Per capire quanto sia importante per la politica italiana il mondo cattolico bisogna, necessariamente, mettere da parte i principi e ragionare sui dati di fatto partendo, ad esempio, dall’Opus Dei.
Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare Emanuela Provera, autrice del libro “Dentro l’Opus Dei”. Con lei, oltre a parlare della forza economica che l’organizzazione ha nel nostro paese, abbiamo provato a capire se Roberto Formigoni avesse potuto avere le stesse opportunità correndo da solo. Senza Comunione e Liberazione.
Cos’è l’Opus Dei e di cosa parla il libro che sull’argomento ha scritto?
L’Opus Dei è una prelatura personale che, con questa particolare forma giuridica, ha ottenuto un’autonomia senza precedenti all’interno della Chiesa Cattolica. Per far parte dell’Opus Dei è necessario “essere chiamati” e percorre un piano inclinato che ha come traguardo l’incorporazione giuridica.
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Per capire quanto l’attacco di Roberto Formigoni contro le Ferrovie dello Stato, colpevoli secondo il Governatore della Lombardia di aver bloccato i treni senza interpellare la regione che amministra, sia sterile è sufficiente soffermarsi su quanto l’esponente politico ha fatto per i pendolari negli ultimi anni.
Lui e la sua Giunta sono diventati sempre più degli spettatori di un reality show composto da concorrenti che quotidianamente hanno dovuto confrontarsi con dei mezzi di trasporto degni del più povero paese africano. Con tutto il rispetto per il continente nero.
Perché arrabbiarsi solo ora per l’inefficienza di Trenitalia? Perché parlare di disservizi solo, e soltanto, nel momento in cui sono conclamati e non risolti da tutti? Perché non mettersi in gioco e capire come prevenire gli stessi disagi (sicché in ogni anno c’è spazio per l’inverno)?
Continua a leggere: Aspettando l’Expo Roberto Formigoni pensa ai pendolari (solo se nevica)

Abbiamo già avuto occasione, oggi, di sottolineare l’ipocrisia adottata da Umberto Bossi. Il leader della Lega dopo aver urlato per tutto un mese contro il Vaticano sta organizzando un incontro con i rappresentanti dello Stato Pontificio per ricucire lo strappo.
Non contento, come riportano i nostri colleghi di 02blog.it, ha sistemato il figlio Renzo. Malgrado il ragazzo, di cui spesso si sono occupati i quotidiani negli ultimi anni, non sia riuscito a diplomarsi è riuscito a trovare un posto di lavoro presso un ente voluto fortemente dalla Lega Nord a cui, evidentemente, Renzo Bossi è legato.
L’Osservatorio, essendo legato al polo fieristico di Milano, parteciperà inevitabilmente alla realizzazione del progetto ipotizzato dal Sindaco Moratti in vista dell’Expo 2015. Per l’importante appuntamento potrebbe essere pronto anche il centro cinematografico voluto da Umberto Bossi e soci.
Continua a leggere: L’ipocrisia di Umberto Bossi, il figlio Renzo lavora sull’Expo 2015 di Milano

Oggi su Repubblica, nella parte riguardante Milano, si parla di come alcune zone della movida milanese siano diventate vere e proprie zone franche di spaccio. E, come spesso ci riferiscono i colleghi di 02, sappiamo bene di come a Milano trionfino degrado urbano e mafie varie che si spartiscono i traffici cittadini.
Domanda: Milano non dovrebbe essere la città modello della destra italiana che da 20 anni la governa, il feudo padano leghista, dove il lavoro la fatica e l’onestà prevalgono? Non è il laboratorio italiano del Pdl? Appunto. Lavori in corso eterni, bellezze come la darsena trasformate in discariche, parcheggi che rischiano di sfigurare preziosi patrimoni artistici, tangenti sui “morti”. Mi sa che ha ragione Alessandro Robecchi, che ne Il Manifesto l’altro giorno scriveva in un pezzo dal titolo “Aiutare i padani a casa loro”:
I padani, aiutiamoli a casa loro. Pensate alla sofferenza di un popolo che si è visto assegnare l’organizzazione dell’Expo nel 2015 e che ha buttato un intero anno nel cesso. Una regione che potrebbe vedersi piovere addosso miliardi di euro, ma i cui capitribù litigano come galline.
Il governo prosegue sulla linea dura anti-clandestini. E Fini come al solito si smarca manco fosse Pippo Inzaghi. Intanto i vescovi attaccano: “Il nostro Paese è già multiculturale. Ed è un valore”. Insomma, una volta il nemico comunista era rosso. Ora il “comunista” è diventato porpora. Cei Guevara
Il ministro Tre-conti ha poco da ridere: nei primi tre mesi dell’anno le entrate fiscali sono crollate del 4,6%, mentre l’imposta sul valore aggiunto ha perso circa 2,4miliardi di euro. Sarà solo colpa della crisi? Paese alla der-Iva
L’Expo milanese non ha pace. Durante una riunione del Cda della società di gestione, il rappresentante del Tesoro, Leonardo Carioni, e quello della provincia di Milano, Enrico Corali, si sono alzati e se ne sono andati in segno di protesta contro la possibile spesa annua di oltre un milione di euro per la nuova sede a Palazzo Reale. Le traversie non finiscono e il progetto rimane impantanato. Fase di… Stanca
Nuova proposta choc della Lega milanese: posti del metrò riservati solo alle gnocche del Lombardo-Veneto tra i 20 e i 40 anni. E autobus vietati nelle ore di punta ad africani, meridionali e over 70 con l’alitosi. Si salvi(ni) chi può