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Tutti gli articoli con tag extracomunitari

La Lega col ... guanto

pubblicato da il passator cortese

Quelli della Lega ci tengono alla “pulizia”, all’ “igiene”, alla salvaguardia dei padani dalle contaminazioni degli … stranieri.

L’ultima trovata viene dal comune di Brescia, dove sugli autobus hanno inaugurato “il guanto da viaggio”, monouso color blu, per “offrire agli utenti un’opportunità in più in termini di igiene”.

Che c’è di male? Niente. Se non che il “guanto” è in uso solo sulla linea 3, la più utilizzata dagli utenti … extracomunitari.

Il sindaco del Carroccio dimentica che l’art 3 della legge n.654 del 1975 (sì, ai tempi della prima repubblica …) recita: “E’ punito con la reclusione fino a tre anni chiunque .. commette atti di discriminazione per motivi razziali, etncii, nazionali o religiosi”.

E dimentica la vicenda di Rosa Parks, la donna di colore che nel 1955 fu imprigionata negli Usa perché si sedette nella zona per bianchi su un autobus pubblico di Montgomery. Da lì partì la stagione delle grandi lotte per i diritti degli afroamericani.

Qui partirà l’applauso per un altro scatto alla carriera di Bossi jr, il “trotta”.

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Calderoli ministro, tra "porcelli" e ... "porcellum"

pubblicato da il passator cortese


Va sicuramente colto il monito di Peppino Caldarola sull’uomo porcellum, alias Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione per hobby e leghista verace a tempo pieno.

Quando uno come Calderoli si agita come ha fatto l’altro ieri sulle Riforme, si alza un polverone che inguaia tutti, spiazzando amici e nemici. Il risultato è scontato: una nuova “porcata”.

D’altronde, che si pretende da un “signore” che definì “porcata”, appunto, la propria legge, quella legge elettorale, causa prima degli attuali equilibri politici?

Il ministro è noto per le sue battute sopra le righe e … senza velo.

È lui che disse: «Dare il voto agli extracomunitari non mi sembra il caso, un paese civile non può far votare i bingo bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi». E sui diritti civili : «La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni… qui rischiamo di diventare un popolo di ricchioni». Sempre forte e chiaro: «Non sono xenofobo ma dico cose xenofobe». E sull’elezione del papa tedesco: «Si chiama Benedetto XVI, avrei preferito Crautus I».

Ecco, questo è uno del “circus” ai vertici della casta del potere, cui gli italiani hanno affidato le loro sorti (e quelle dei loro figli).

Sciopero degli immigrati: Lodi e Milano come Rosarno

pubblicato da Giovanni Molaschi



E’ previsto per oggi, 1° marzo 2010, il secondo sciopero degli immigrati italiani. A nulla sono serviti gli scontri registrati quasi due mesi fa a Rosarno. Della civile protesta se ne sono occupati in pochi.

Meno, probabilmente, ne daranno notizia oggi. Eppure in Italia gli episodi di razzismo sono in costante, e preoccupante, aumento. Per capirlo è sufficiente riflettere su due notizie uscite pochi giorni dopo quanto successo a Milano in via Padova (dove ci scappò il morto dopo una lite tra due persone extracomunitarie, in Italia con regolare permesso di soggiorno).

A Lodi, come raccontato da La Stampa, il candidato sindaco Sergio Todi (PdL) ha proposto di rimborsare i cittadini del capoluogo lombardo che denunceranno all’amministrazione locale presunte irregolarità di cittadini immigrati residenti in loco.

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Polisblog incontra Almir San Martin, uno dei sostenitori dello sciopero degli immigrati

pubblicato da Giovanni Molaschi



Prosegue il ciclo di interviste organizzate da polisblog.it per capire meglio le storie delle persone che hanno deciso di aderire allo sciopero degli immigrati. Previsto per il prossimo 1° marzo. Dopo l’intervista a Stefania Ragusa e a Daimarely Quinterno vi proponiamo oggi quella ad Almir San Martin.
Perchè hai deciso di fare parte dello sciopero degli immigrati?

Ho deciso di far parte di questa iniziativa perché sono stufo di essere trattato diversamente dai concittadini italiani. Sono stufo di dovere passare tra le strade e di essere percepito come un diverso. Sono stufo di non avere gli stessi diritti di alcuni italiani.

Sono stufo di non poter esprimere il mio diritto di voto. Sono stufo di non sentirmi italiano dopo 15 anni che sono in Italia.

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Polisblog incontra Daimarely Quintero, una delle organizzatrici dello sciopero degli immigrati

pubblicato da Giovanni Molaschi



Prosegue il ciclo di interviste organizzate da polisblog.it per capire meglio le storie delle persone che hanno deciso di aderire allo sciopero degli immigrati. Previsto per il prossimo 1° marzo. Dopo l’intervista a Stefania Ragusa vi proponiamo oggi quella realizzata a Daimarely Quintero, portavoce di primomarzo2010.blogspot.com.

Perché ha deciso di far parte del comitato organizzatore dello sciopero degli immigrati?

Per aver la possibilità di costruire insieme ad altre donne un percorso storico, che porti alla riflessione della opinione pubblica sulla situazione politico-sociale degli immigrati.

È stata vittima di episodi razzisti?

Nel 1997 sono stata accusata d’aver rubato in un grande magazzino. Mi ero recata da loro per acquistare dei prodotti, mi sposavo da lì a pochi giorni. Giravo in negozio con un atteggiamento “a dir loro” sospettoso a “dir mio”era solo curiosità, era la seconda volta che entravo in un negozio con quelle caratteristica in vita mia, ero arrivata in Italia da poco!!!

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Polisblog incontra Stefania Ragusa, una delle organizzatrici dello sciopero degli immigrati

pubblicato da Giovanni Molaschi



È stato indetto, per il prossimo 1° marzo, uno sciopero nazionale degli immigrati. L’iniziativa è nata prima degli scontri di Rosarno. Solo dopo però ha cominciato a far riflettere tutte quelle persone che non erano convinte del progetto.

Polisblog, da oggi, fino al primo marzo incontrerà alcune delle persone che hanno deciso di aderire alla manifestazione provando a capire con loro cosa gli amministratori dovrebbero fare per i cittadini immigrati residenti nel nostro paese.

La prima persona che ha deciso di aderire a questo ciclo di interviste è la giornalista Stefania Ragusa.

Perché ha deciso, con altre persone, di organizzare lo sciopero degli immigrati? È vero che vi siete ispirati a un progetto analogo francese?

Primo Marzo 2010 nasce per iniziativa di quattro donne slegate dai partiti ma impegnate, a titolo diverso, nel campo del dialogo interculturale e dell’antirazzismo. Siamo io, Nelly Diop, Daimarely Quintero e Cristina Sebastiani.

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Rosarno come il Veneto. Luca Zaia salverà gli immigrati dalla schiavitù?

pubblicato da Giovanni Molaschi



Di immigrati, come previsto ieri, si sta progressivamente smettendo di parlare. Risolto, con le ruspe, la guerriglia registrata a Rosarno il dibattito si è spostato su lidi che meglio di altri ci fanno sognare un’Italia che al momento non esiste.

Eppure tra poco meno di due mesi ci sarà, e ne avremo occasione di parlarne più approfonditamente, il secondo sciopero nazionale degli immigrati. Persone che non vengono sfruttate solo al Sud.

Secondo quanto reso noto dalla Cgil di Padova nel Veneto vengono registrati casi simili a quelli calabresi anche tra le persone, 2500, regolari le cui condizioni di lavoro peggiorano dopo la firma ad un contratto che non viene poi rispettato.

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La guerra di Rosarno. Ronde contro clandestini e un paese in ostaggio

pubblicato da Luca Landoni



Quando si crea disperazione in nome di un buonismo di comodo prima o poi arriva il redde rationem. Così potremmo sintetizzare gli scontri di piazza di Rosarno, dove l’intera popolazione extracomunitaria ha gridato la propria rabbia contro condizioni di vita inaccettabili e un paese intero è stato preso in ostaggio, al punto che gli episodi di violenza si sono moltiplicati, fortunatamente senza farci scappare il morto (per ora).

Il tutto era nato dal ferimento di un immigrato ad opera di ignoti tramite un fucile ad aria compressa, ma è chiaro che il disagio diffuso tra i clandestini non vedeva l’ora di sfociare in maniera selvaggia e non serviva altro che un pretesto. Il risultato è che la gente ora si sente prigioniera in casa e la situazione è completamente fuori controllo.

In attesa che le forze dell’ordine riportino le cose alla normalità dobbiamo davvero chiederci quale sia l’origine di tutto questo, una domanda la cui risposta non soffia nel vento, per citare Dylan, ma è chiara e concreta come un macigno che pesa sulle nostre coscienze. Anni di politica buonista dei governi di destra e sinistra hanno consentito l’ingresso discriminato di gente che non poteva trovare alloggio nè lavoro e ha accresciuto il proprio scontento all’ombra della schiavitù e della povertà più assoluta.

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Lega Nord, cassa integrazione e immigrati: è solo propaganda

pubblicato da Giulio Mattioli


Vediamo di dirlo forte e chiaro: alla Lega Nord della questione welfare e ammortizzatori sociali non importa assolutamente nulla. Meno di zero. Il Carroccio se ne interessa infatti solo nella misura in cui questo le permette di lanciare palle incatenate sull’unico fronte che le sta a cuore davvero: quello della propaganda xenofoba. Con risultati che farebbero ridere, se non ci fosse da piangere.

Prendiamo la sparata di ieri sulla necessità di porre un tetto più basso alla durata della cassa integrazione dei lavoratori extracomunitari. Il motivo? Secondo Maurizio Fugatti, deputato del Carroccio e capogruppo in commissione Finanze: “Le risorse sono quelle che sono e prima dobbiamo pensare agli italiani”.

Mai ricostruzione fu più priva di fondamento e lontana dai veri, grandi problemi del nostro sistema di tutela della disoccupazione. Vediamo di fare un piccolo riassunto for dummies, dopo il salto.

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Morire sgozzati in Italia: no al razzismo, ma basta "comprensioni" politiche

pubblicato da il passator cortese

Morire sgozzati non è solo un fatto di cronaca nera.

In questo caso, con Sanaa Dafani 18enne di origine marocchina ammazzata vicino a Pordenone, col coltello dal padre, perché innamorata di un giovane italiano, si entra nella sfera politica e istituzionale, oltre che giudiziaria.

Nei paesi musulmani il crimine d’”onore” è la norma. Ma anche in Italia non si contano i soprusi, le punizioni, le ferite e i colpi mortali subiti dai più deboli (le donne) da parte di fidanzati, mariti, padri e parenti vari, spesso “musulmani” e comunque extracomunitari o immigrati che pensano così di conservare le rispettive “tradizioni”.

Si uccide in nome dell’”onore” perché si presume che anche in Italia sia, oltre che giusto, “lecito”.

Chi uccide è solo un assassino e come tale va giudicato, condannato e messo in galera a vita. Non è una questione di colore di pelle, di credo religioso.

La Lega, nella lotta per la “sicurezza”, spesso esagera, scade nel razzismo e confonde la causa con l’effetto. Però, specie a sinistra, è l’ora di finirla di invocare tolleranza e comprensione in difesa di “tradizioni” che portano offesa, sangue e lutti.

Altri coltelli sono in agguato. I tribunali devono fare il loro lavoro. Anche la politica.