
E’ previsto per oggi, 1° marzo 2010, il secondo sciopero degli immigrati italiani. A nulla sono serviti gli scontri registrati quasi due mesi fa a Rosarno. Della civile protesta se ne sono occupati in pochi.
Meno, probabilmente, ne daranno notizia oggi. Eppure in Italia gli episodi di razzismo sono in costante, e preoccupante, aumento. Per capirlo è sufficiente riflettere su due notizie uscite pochi giorni dopo quanto successo a Milano in via Padova (dove ci scappò il morto dopo una lite tra due persone extracomunitarie, in Italia con regolare permesso di soggiorno).
A Lodi, come raccontato da La Stampa, il candidato sindaco Sergio Todi (PdL) ha proposto di rimborsare i cittadini del capoluogo lombardo che denunceranno all’amministrazione locale presunte irregolarità di cittadini immigrati residenti in loco.
Continua a leggere: Sciopero degli immigrati: Lodi e Milano come Rosarno

Prosegue il ciclo di interviste organizzate da polisblog.it per capire meglio le storie delle persone che hanno deciso di aderire allo sciopero degli immigrati. Previsto per il prossimo 1° marzo. Dopo l’intervista a Stefania Ragusa e a Daimarely Quinterno vi proponiamo oggi quella ad Almir San Martin.
Perchè hai deciso di fare parte dello sciopero degli immigrati?
Ho deciso di far parte di questa iniziativa perché sono stufo di essere trattato diversamente dai concittadini italiani. Sono stufo di dovere passare tra le strade e di essere percepito come un diverso. Sono stufo di non avere gli stessi diritti di alcuni italiani.
Sono stufo di non poter esprimere il mio diritto di voto. Sono stufo di non sentirmi italiano dopo 15 anni che sono in Italia.

Prosegue il ciclo di interviste organizzate da polisblog.it per capire meglio le storie delle persone che hanno deciso di aderire allo sciopero degli immigrati. Previsto per il prossimo 1° marzo. Dopo l’intervista a Stefania Ragusa vi proponiamo oggi quella realizzata a Daimarely Quintero, portavoce di primomarzo2010.blogspot.com.
Perché ha deciso di far parte del comitato organizzatore dello sciopero degli immigrati?
Per aver la possibilità di costruire insieme ad altre donne un percorso storico, che porti alla riflessione della opinione pubblica sulla situazione politico-sociale degli immigrati.
È stata vittima di episodi razzisti?
Nel 1997 sono stata accusata d’aver rubato in un grande magazzino. Mi ero recata da loro per acquistare dei prodotti, mi sposavo da lì a pochi giorni. Giravo in negozio con un atteggiamento “a dir loro” sospettoso a “dir mio”era solo curiosità, era la seconda volta che entravo in un negozio con quelle caratteristica in vita mia, ero arrivata in Italia da poco!!!

È stato indetto, per il prossimo 1° marzo, uno sciopero nazionale degli immigrati. L’iniziativa è nata prima degli scontri di Rosarno. Solo dopo però ha cominciato a far riflettere tutte quelle persone che non erano convinte del progetto.
Polisblog, da oggi, fino al primo marzo incontrerà alcune delle persone che hanno deciso di aderire alla manifestazione provando a capire con loro cosa gli amministratori dovrebbero fare per i cittadini immigrati residenti nel nostro paese.
La prima persona che ha deciso di aderire a questo ciclo di interviste è la giornalista Stefania Ragusa.
Perché ha deciso, con altre persone, di organizzare lo sciopero degli immigrati? È vero che vi siete ispirati a un progetto analogo francese?
Primo Marzo 2010 nasce per iniziativa di quattro donne slegate dai partiti ma impegnate, a titolo diverso, nel campo del dialogo interculturale e dell’antirazzismo. Siamo io, Nelly Diop, Daimarely Quintero e Cristina Sebastiani.

Di immigrati, come previsto ieri, si sta progressivamente smettendo di parlare. Risolto, con le ruspe, la guerriglia registrata a Rosarno il dibattito si è spostato su lidi che meglio di altri ci fanno sognare un’Italia che al momento non esiste.
Eppure tra poco meno di due mesi ci sarà, e ne avremo occasione di parlarne più approfonditamente, il secondo sciopero nazionale degli immigrati. Persone che non vengono sfruttate solo al Sud.
Secondo quanto reso noto dalla Cgil di Padova nel Veneto vengono registrati casi simili a quelli calabresi anche tra le persone, 2500, regolari le cui condizioni di lavoro peggiorano dopo la firma ad un contratto che non viene poi rispettato.
Continua a leggere: Rosarno come il Veneto. Luca Zaia salverà gli immigrati dalla schiavitù?

Quando si crea disperazione in nome di un buonismo di comodo prima o poi arriva il redde rationem. Così potremmo sintetizzare gli scontri di piazza di Rosarno, dove l’intera popolazione extracomunitaria ha gridato la propria rabbia contro condizioni di vita inaccettabili e un paese intero è stato preso in ostaggio, al punto che gli episodi di violenza si sono moltiplicati, fortunatamente senza farci scappare il morto (per ora).
Il tutto era nato dal ferimento di un immigrato ad opera di ignoti tramite un fucile ad aria compressa, ma è chiaro che il disagio diffuso tra i clandestini non vedeva l’ora di sfociare in maniera selvaggia e non serviva altro che un pretesto. Il risultato è che la gente ora si sente prigioniera in casa e la situazione è completamente fuori controllo.
In attesa che le forze dell’ordine riportino le cose alla normalità dobbiamo davvero chiederci quale sia l’origine di tutto questo, una domanda la cui risposta non soffia nel vento, per citare Dylan, ma è chiara e concreta come un macigno che pesa sulle nostre coscienze. Anni di politica buonista dei governi di destra e sinistra hanno consentito l’ingresso discriminato di gente che non poteva trovare alloggio nè lavoro e ha accresciuto il proprio scontento all’ombra della schiavitù e della povertà più assoluta.
Continua a leggere: La guerra di Rosarno. Ronde contro clandestini e un paese in ostaggio

Vediamo di dirlo forte e chiaro: alla Lega Nord della questione welfare e ammortizzatori sociali non importa assolutamente nulla. Meno di zero. Il Carroccio se ne interessa infatti solo nella misura in cui questo le permette di lanciare palle incatenate sull’unico fronte che le sta a cuore davvero: quello della propaganda xenofoba. Con risultati che farebbero ridere, se non ci fosse da piangere.
Prendiamo la sparata di ieri sulla necessità di porre un tetto più basso alla durata della cassa integrazione dei lavoratori extracomunitari. Il motivo? Secondo Maurizio Fugatti, deputato del Carroccio e capogruppo in commissione Finanze: “Le risorse sono quelle che sono e prima dobbiamo pensare agli italiani”.
Mai ricostruzione fu più priva di fondamento e lontana dai veri, grandi problemi del nostro sistema di tutela della disoccupazione. Vediamo di fare un piccolo riassunto for dummies, dopo il salto.
Continua a leggere: Lega Nord, cassa integrazione e immigrati: è solo propaganda
Morire sgozzati non è solo un fatto di cronaca nera.
In questo caso, con Sanaa Dafani 18enne di origine marocchina ammazzata vicino a Pordenone, col coltello dal padre, perché innamorata di un giovane italiano, si entra nella sfera politica e istituzionale, oltre che giudiziaria.
Nei paesi musulmani il crimine d’”onore” è la norma. Ma anche in Italia non si contano i soprusi, le punizioni, le ferite e i colpi mortali subiti dai più deboli (le donne) da parte di fidanzati, mariti, padri e parenti vari, spesso “musulmani” e comunque extracomunitari o immigrati che pensano così di conservare le rispettive “tradizioni”.
Si uccide in nome dell’”onore” perché si presume che anche in Italia sia, oltre che giusto, “lecito”.
Chi uccide è solo un assassino e come tale va giudicato, condannato e messo in galera a vita. Non è una questione di colore di pelle, di credo religioso.
La Lega, nella lotta per la “sicurezza”, spesso esagera, scade nel razzismo e confonde la causa con l’effetto. Però, specie a sinistra, è l’ora di finirla di invocare tolleranza e comprensione in difesa di “tradizioni” che portano offesa, sangue e lutti.
Altri coltelli sono in agguato. I tribunali devono fare il loro lavoro. Anche la politica.
Continua a leggere: Morire sgozzati in Italia: no al razzismo, ma basta "comprensioni" politiche
Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni risponde all’Unione Europea secondo la quale Italia e Malta devono spiegare perché hanno respinto, nei giorni scorsi, 75 immigrati. Persone che secondo la Comunità Internazionale avrebbero potuto richiedere lo status di rifugiato.
Secondo quanto dichiarato dall’esponente leghista i respingimenti proseguiranno per evitare tragedie analoghe a quella registrata nelle acque nazionali lo scorso agosto, a causa delle quale persero la vita più di settanta persone.
“Tra il primo maggio e il 30 agosto del 2008 - ha dichiarato Roberto Maroni - sono arrivati in Italia 14mila clandestini. Nello stesso periodo del 2009 ne sono arrivati 1300. Il sistema funziona e così si evitano le tragedie”.
Continua a leggere: Roberto Maroni: i respingimenti andranno avanti

Dopo i risultati elettorali delle due tornate di Giugno, che hanno premiato la Lega più del PDL, molti hanno previsto l’inizio di un’era di tensione tra gli alleati del centrodestra italiano. A giudicare da alcune notizie provenienti da Milano, non si sbagliavano.
Il Consiglio Comunale ha infatti approvato a scrutinio segreto, con 4 voti a favore e 8 astensioni tra le fila del PDL, una mozione del PD che chiedeva le dimissioni di Matteo Salvini, sul banco degli imputati per le sue affermazioni pro-segregazione nei mezzi pubblici di qualche settimana fa.
Secondo Davide Boni della Lega Nord il voto “ha il solo scopo di intimorire la Lega all’indomani della sua innegabile ed indiscutibile affermazione elettorale”. Paradossalmente (ma fino a un certo punto) una cosa molto simile sostiene Edoardo Croci, assessore milanese ai trasporti, di cui proprio Salvini ha chiesto la testa all’indomani delle elezioni: “Le critiche verso di me e verso Ecopass? (..) La Lega si considera in campagna elettorale finche non avrà negoziato i posti in Provincia (..) sta solo alzando il prezzo».