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Tutti gli articoli con tag fabio fazio

Ore 12 - Monti "privatizza" la Rai? I partiti minano il campo del governo dei prof

pubblicato da Massimo Falcioni

altroFra le tante (significative) affermazioni di Mario Monti da Fabio Fazio in tv, una in particolare allarma i partiti: “Presto ci occuperemo anche della Rai”.

Papale papale suona come una minaccia. E tale è. Perché la Rai non è solo un cardine fondamentale dell’informazione e dell’orientamento politico che incide sulle decisioni elettorali degli italiani, ma rappresenta l’iceberg del potere dei partiti e della loro inossidabile e devastante logica spartitori, la madre di tutti gli inciuci.

Alla fine, si vedrà, poco importa ai partiti dei tassisti e dei farmacisti o anche delle varie corporazioni, cui Monti vuole fare pelo e contropelo. Ma, di fronte al segnale del premier di metter mano alla Tv di stato, cioè di privatizzarla, i partiti si metteranno di traverso, useranno armi e trucchi di ogni tipo.

”La Rai – ha detto il premier -non è venuta come urgenza numero uno della mia attività per incombenze più urgenti e drammatiche”. Aggiungendo: ”La Rai è una forza del panorama culturale e civile italiano e credo che abbia anch’essa bisogno di passi in avanti”. Monti non scopre le sue carte ma innesca la bomba ad orologeria: ”ancora qualche settimana e vedrete”.

Dal Pdl, al Pd, nessuno escluso, hanno riso a denti stretti, facendo buon viso a cattiva sorte. Se si fanno mettere alla porta dal ponte di comando di Saxa Rubra casca giù tutta l’impalcatura della prima linea dei mille carrozzoni (e non solo quelli) che tiene incollati i partiti e il loro potere.

Si scrive Rai ma si legge potere. Quello con la “P” maiuscola. I “guastatori” di ogni colore e contrada, ben mascherati, sono già alacremente al lavoro per minare il campo del governo dei professori. Cercasi sminatori.

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Ruby-gate: "Berlusconi è innocente" (Casini dixit). E il Cavaliere si tocca gli ... zebedei

pubblicato da Massimo Falcioni

Di certo a Silvio Berlusconi, Pierferdinando Casini, con quel dondolare da democristiano che non si sa mai se “ci è o ci fa”, non è mai stato simpatico.

Anzi, da quando l’antico sodalizio governativo si è sciolto e il leader dell’Udc ha collocato la sua bottega nella “terra di mezzo” equidistante fra i due poli, il Cavaliere ha sferrato colpi su colpi, definendo Casini (insieme a Fini) uno che quand’era alleato sabotava il governo. Traditore e sabotatore, non proprio un complimento.

Adesso, però, nella morsa del Ruby-gate, il premier, ascoltando Casini a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, sicuramente ha toccato, scaramanticamente, i propri … gioielli di famiglia. Perché questa “premura”?

Sentite che ha detto Pierferdy in tv: “Silvio Berlusconi per me e’ innocente, ma si spieghi o nessuno credera’ che e’ innocente”.

Casini ripetè la stessa frase a difesa dell’amico Totò Cuffaro, il quale, condannato a sette anni, da oltre una settimana vive a Rebibbia, dietro le sbarre. Come dire: dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io…

Le "sparate" di Frattini sul dopo Berlusconi

pubblicato da Massimo Falcioni

L’ineffabile Franco Frattini, a tempo perso ministro degli Esteri, si fa forza e, riempiendosi i polmoni, sputa fuori il “suo” futuro.

Addirittura, l’algido Franco, ridotta la Farnesina alla nullità e cancellata l’Italia nello scacchiere internazionale, entra a gamba tesa nella questione delle questioni: il dopo Berlusconi. E ci entra con la spada in mano, per recidere il nodo gordiano.

“Dopo Silvio Berlusconi non ci sara’ una copia o un’imitazione, ma un altro sistema di Governo e di gestione del partito”. Frattini, ospite di Fabio Fazio, nella puntata di Che tempo che fa di Raitre, immagina cosi’ il futuro politico dell’esecutivo e del PdL quando l’attuale premier, sia mai, non ne sara’ piu’ alla guida.

Chissà come la prenderà il Cavaliere! A meno di … “calamità naturali” (non previste), il padre-padrone del Pdl e del Governo non abbandonerà nè lo scettro nè lo scranno.

Solo uno “fuori” dall’Italia come Frattini può pensare al dopo Berlusconi in modo “indolore”, con gli automatismi di un semplice ricambio al timone.

Dopo Berlusconi c’è Berlusconi. Dopo ancora, senza Berlusconi, per il Pdl e zone limitrofe sarà il caos, solo caos: il castello crollerà come foglia secca e si sbriciolerà. Frattini e quelli come lui non avranno neppure il tempo di accorgersene.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

L’addio al genio di Mario Monicelli. Il Cav tra sé e sé: “Beh, aveva 20 anni più di me. Ho ancora tanto da divertirmi”. Il nuovo mostro

Ora pare che Berlusconi, Dell’Utri, Cosentino, Flavio Carboni e Giacomo Caliendo vogliano onorare il grande regista recitando in una sorta di remake di un suo film-mito. Gli amici degli amici (miei)

Generazione Italia attacca il premier prendendo, paro paro, il discorso di guerra del Senatur datato 1994. Non c’è che dire, una burla davvero efficace. Italo Bossi-no

Fazio e Saviano pensano di aver archiviato con il loro programma l’era del berlusconismo televisivo? Si sbagliano. Il Cav sta preparando la vendetta. E ha deciso che imporrà a Masi un nuovo format: un ciclo di 10 puntate in cui Bondi legge l’elenco di tutte le specie vegetali e gli esemplari di fauna femminile che ha visto nei giardini di Arcore e Villa Certosa. Vieni via-gra con me

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Ancora un ricco parterre di nomi per Fazio e Saviano, mentre gli esponenti del centrodestra strepitano contro un programma che, a loro dire, condizionerebbe la gente a pochi mesi (è quasi certo) dalle elezioni. Il popolo (Liga)bue

In ogni caso, per spunti, narrazione e ospiti, la seconda puntata è andata meglio della prima. Il successo di pubblico è assicurato. Adesso Masi che farà? Darà retta allo share o si allineerà ai diktat di Palazzo Chigi? Servillo di due padroni

Il Cav e i festini? Attenzione, perché dai giudici siciliani potrebbero arrivare tegole ben più pesanti di Ruby e del bunga bunga. Allora, a quel punto, sarà accerchiamento per davvero. Bunker bunker

Primarie milanesi: un altro duro colpo al Pd che pende, pende e sembra quasi venire giù. Latorre di Pisa(pia)

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"Fazio e Saviano sono il trionfo del Gay Pride" - il commento del Giornale su Vieni via con me

pubblicato da Bruno Marino

Ecco qual è il vero problema. Non le critiche sollevate, tra gli altri, da Luca Telese e Marco Travaglio. No. I ragazzi di Giornalettismo, citando un articolo del Giornale, ci ricordano che

“Fabio Fazio col suo birignao, Roberto Benigni col suo scutrettolante linguaggio corporeo, Roberto Saviano con il ben predisposto sembiante da «macho-macho man» alla Freddy Mercury, ecco, quel terzetto al quale ovviamente va aggiunto l’ospite d’onore, Nichi Vendola, pareva lì per sponsorizzare il Gay Pride.”

Paolo Granzotto, autore dell’articolo dai cui è tratta questa citazione, non le manda certo a dire.

“per movenze e linguaggio, per quei sorrisini e quello sgranare gli occhioni, per quelle reticenze da verginelli o da Vispa Teresa di Paolo Poli, dalla brigata di Vieni via con me traspariva una palese consuetudine alla checcaggine, alla ricchionaggine.”

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Cina: il Governo teme la giornalista Hu Shuli

pubblicato da Giovanni Molaschi

In Italia, come ricordato recentemente da Al Gore a “che tempo che fa”, l’informazione non vive le sue stagioni migliori. C’è da dire che questo presunto buio, figlio dell’autocensura praticata il più delle volte dagli stessi giornalisti che si adeguano al colore politico del Governo senza che nessuno esplicitamente glielo abbia chiesto, sta per rischiararsi.

Mentre in tutto il Mondo, Italia compresa, i giornali cartacei chiudono Il Fatto di Antonio Padellaro cresce fino a diventare un vero e piccolo caso. Quel che lo scorso autunno valeva 600mila euro oggi è quotato 60 milioni di euro.

Il buon giornalismo vende. E crea a chi governa dei problemi. Alla vigilia della giornata mondiale dell’Unesco per la libertà di stampa, avvenuta lo scorso 3 maggio, Vanity Fair ha intervistato Hu Shuli la giornalista di Pechino che secondo il Time è considerata dal Governo cinese la donna più pericolosa del Paese.

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Emergency: Franco Frattini parla della chiusura dell’ospedale in Afghanistan

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il rilascio dei tre volontari di Emergency non chiude la polemica aperta nei giorni scorsi dal Governo italiano, reo di aver tutelato i collaboratori di Gino Strada solo dopo una mobilitazione reale. In Italia e all’estero.

A poche ore dalla notizia riguardante il ritorno in patria di Marco Garatti, Matteo Dell’Aira e Matteo Pagani durante il programma radiofonico “un giorno da pecora” il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha precisato che per la liberazione dei tre volontari non è stata pagata nessuna contropartita.

Secondo quanto dichiarato dall’esponente politico la chiusura, si spera e si suppone, momentanea dell’ospedale afghano dove i tre volontari lavoravano non sarebbe stata decisa per velocizzare l’archiviazione della vicenda.

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Afghanistan: Franco Frattini, sul caso Emergency, è contro Gino Strada

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’atteggiamento adottato dal Ministro degli Esteri Franco Frattini, su quanto sta accadendo in Afghanistan ad Emergency, è figlio delle peggiori ideologie italiane poiché conferma che il lavoro di Gino Strada non è sempre ben visto dall’attuale Governo Italiano.

Durante un’intervista realizzata dal gr1 l’esponente politico ha infatti precisato che le forze armate italiane sono presenti in Medio Oriente per portare a termine una missione di pace.

“Il dottor Strada ha fatto un comizio politico, una conferenza stampa in cui accusa la coalizione e l’Isaf di uccidere vittime innocenti. Le forze italiane - ha poi dichiarato Franco Frattini - sono sempre state in prima fila contro il terrorismo e non certo contro le vittime innocenti. Questo tentativo di buttare fango sui nostri valorosi militari di pace, sui militari della coalizione è un tentativo politico che io respingo con forza”.

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Intervista – polisblog incontra Francesca Barzini autrice di Presa Diretta

pubblicato da Giovanni Molaschi



Come sostenuto dai colleghi di tvblog.it, pochi minuti dopo la partecipazione di Riccardo Iacona a “che tempo che fa”, ci sono finestre della RAI per la quale vale la pena pagare il canone. “Presa Diretta” è uno di quei programmi che ben rappresenta il concetto di servizio pubblico.

Negli anni è cresciuto. Sostenuto dagli ascolti sempre più alti (la prima puntata della nuova serie è stata seguita da quasi la metà dei spettatori che abitualmente si sintonizzano su “Amici”). In piena armonia con la rete RAI, forse, più vicina al cittadino.

Di persone e del programma televisivo abbiamo parlato con Francesca Barzini che con Riccardo Iacona si occupa dei contenuti del programma in onda tutte le domeniche, su RaiTre a partire dalle 21.30 o in differita su rai.tv.

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